Connect with us

Hanno Detto

Minotti si racconta: «Dissi no a Inter e Juve, ricordo l’incontro con Papa Wojtyla». Poi racconta l’aneddoto su USA ’94

Avatar di Redazione CalcioNews24

Published

on

Minotti Milan Cesena

L’ex capitano del Parma, Lorenzo Minotti, ripercorre le tappe più significative della propria carriera, svelando i retroscena sui no a Inter e Juve

Lorenzo Minotti, indimenticato capitano del grande Parma di Nevio Scala e oggi apprezzato commentatore per Sky, si racconta a cuore aperto a La Gazzetta dello Sport. Un viaggio nostalgico tra i ricordi di un calcio in cui il ruolo del libero profumava di eleganza.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

WEMBLEY – «Wembley è forse il ricordo più bello: lo stadio degli stadi e la consacrazione internazionale per il Parma. Mi gustai tutto, compreso il mio gol: piegai la gamba d’appoggio, inclinai il busto e calciai al volo. Uscì una traiettoria strana, sembrava telecomandata. Per lo scudetto ci andammo vicini ma non bastò. Gli avversari erano molto forti e abituati a gestire le pressioni: prima il Milan degli Invincibili e poi la Juve di Lippi. Però vincere la Coppa Uefa in finale contro quella Juve nel 1995 fu una grande soddisfazione».

I NO A INTER E JUVE – «Nel 1994, dopo aver battuto l’Ajax, due compagni sfondarono un cancello con la macchina nella notte. L’indomani Scala annunciò che saremmo andati a dormire in ritiro dopo ogni partita. Io avallai la decisione per evitare che i colpevoli venissero messi fuori rosa indebolendo la squadra. Sul mercato mi voleva l’Inter, andai perfino a casa Pellegrini. Tanzi rifiutò e mi fece un contratto di sei anni anticipandomi una somma per comprare casa a Parma. Poi seppi che anche la Juve si era interessata».

USA ’94 – «Al Mondiale non scesi in campo, ma resta l’esperienza più bella. Verso la fine di Italia-Spagna corsi negli spogliatoi a prendere l’acqua. Risalendo sentii un boato: sul maxischermo vidi Baggio e Signori che si abbracciavano dopo il 2-1 di Robi. Impazzii di gioia. Maradona? Al San Paolo temevo di aver perso l’occasione per avere la sua maglia, invece Diego mi stava aspettando davanti allo spogliatoio. Quel giorno segnai io e lui fece una doppietta: furono gli ultimi gol realizzati da Maradona al San Paolo in A».

IL CALCIO DI OGGI – «Oggi vedo un calcio diverso, con una fisicità estrema che mette in difficoltà la tecnica. È venuto un po’ meno il concetto di squadra. Nella mia vita la fede è stata fondamentale per non perdere equilibrio. Uno dei momenti più emozionanti è stato l’incontro con Papa Wojtyla grazie all’Admo. E poi c’è mia moglie Debora: ci siamo conosciuti a 15 anni. Nevicò, rinviarono la partita del Cesena dove facevo il raccattapalle e potei uscire con lei. Da allora non ci siamo più lasciati, siamo l’incastro perfetto».

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

Change privacy settings
×