Morata è fatalista: «Juventus in finale? Il destino è destino»

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Juventus, Morata può essere il grande ex della finale di Champions League. L’attaccante spagnolo, tornato in estate al Real Madrid, parla della sua situazione attuale: «Mi aspettavo di giocare di più»

Venti gol stagionali, ma poche presenze da titolare: Alvaro Morata, nel suo primo anno della seconda vita al Real Madrid, probabilmente si aspettava qualcosa di più e non ha problemi ad ammetterlo. L’attaccante spagnolo, prelevato in estate dalla Juventus grazie alla “recompra” che il Real aveva posto nel suo contratto al momento della cessione ai bianconeri circa tre stagioni fa, potrebbe adesso diventare un avversario della stessa Juve: due anni fa i suoi gol eliminarono il Real dalla Champions League e trascinarono i bianconeri in finale, adesso in finale potrebbe esserci proprio la Juve dalla parte opposta. «Una finale Real Madrid-Juventus? Il destino è il destino», ha spiegato ieri Morata dopo la vittoria rimediata per 4 a 0 contro il Granada (grazie anche a un suo gol). «È passato un po’ di tempo dall’ultima volta che abbiamo conquistato il campionato, ma del resto la Champions League rimane sempre la Champions League», ha spiegato l’attaccante spagnolo, che adesso punta al derby di ritorno delle semifinali contro l’Atletico Madrid.

Morata: «Mi aspettavo di giocare di più al Real»

«In questo momento non sto pensando alle mie priorità, io voglio vincere il campionato e la Champions esattamente come il resto della squadra – ha continuato l’ex juventino – . Non è facile, ma vincendo tutte le partite che ci restano davanti, saremo campioni su entrambi i fronti. Ovvio, io vorrei giocare sempre, come tutti: la voglia di contribuire c’è sempre. Ho sempre voglia di giocare e segnare, ma ci sono dei momenti in cui semplicemente non è possibile. Se mi aspettavo di giocare di più? Beh certo, ma io resto sempre a disposizione qualora il mister avesse bisogno di me ed è questo quello che conta. Non penso a segnare più degli altri attaccanti solo per fare numero, ma sono a venti gol e penso sia un buon numero».