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Napoli, nasce il merchandising 3.0: la maglia azzurra in un’icona di stile globale, ecco chi è l’anima creativa del club

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Antonio Vergara Napoli

Napoli lancia il merchandising 3.0: la maglia azzurra diventa icona globale. Svelata la mente creativa dietro la rivoluzione del club

Valentina De Laurentiis è l’anima creativa e la forza tranquilla dietro la rivoluzione estetica del Napoli. Psicologa di formazione e madre di due figli, ha abbandonato la sua “comfort zone” nel 2020 per costruire un ponte tibetano verso il futuro del club come executive board member. Dalla sua visione, e da una sana dose di “follia” condivisa con il padre Aurelio, è nato il merchandising 3.0: un modello di auto-produzione unico al mondo che ha trasformato la maglia azzurra in un’icona di stile globale. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport:

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IL PRIMO INCONTRO COL NAPOLI «Al San Paolo mi si diede per la prima volta nel 1994, con amiche che mi trascinarono da Capri, dove eravamo in vacanza».
LA SVOLTA DEL 2020 «Erano le terribili ore del Covid, nelle quali ebbi modo di riscoprire il piacere della famiglia, quella sensazione che ti dà stare tutti assieme, colazione-pranzo-cena. Ma eravamo in un inferno, l’essere umano e la sua condizione sottosopra e a rischio…».
L’IDEA DI AUTO-PRODURRE LE MAGLIE «Papà mi dice: ti devo parlare. Ero appena laureata in psicologia, neo-mamma di Auro. E papà mi fa: ho appena chiuso con Robe di Kappa e ho bisogno di te. Auto-produciamoci le maglie. A chiunque, del club, sembrò una scelta assurda ma io e lui assieme veniamo considerati amabilmente i due pazzi. E ci siamo avventurati in questo universo».
UN MARE MAGNUM TEMPESTOSO «Siamo stati coraggiosi, ci siamo tuffati in un mare magnum tempestoso, l’abbiamo attraversato con grandi bracciate: non è facile attrezzarsi tra il Bangladesh, la Cina, la Turchia e chiaramente l’Italia. E affrontare i dazi ma anche avere collegamenti internazionali in un settore che non ci apparteneva. Papà è un manager davvero straordinario, il visionario che viene raccontato ma anche di più».
L’UNICA DONNA TRA SEI “MASCULI” «Sono la “selvaggia” di casa, anticonformista che potrebbe uscire anche in ciabatte. Ma sono timida, anche se mi sto sciogliendo. Io a mio padre è difficile dica di no, gli devo riconoscere una leadership manageriale di rilievo, sia nel cinema che nel calcio».
IL SODALIZIO CON EA7 «La fusione con le idee di EA7 ha creato una linea che varia e continua a conquistare. Papà chiamò immediatamente Armani, quando volle inseguire questa nuova via, e devo dire che ci ha visto giusto. Io ci metto del mio, ma con la riservatezza e l’umiltà che mi appartengono».
IDENTITÀ E BELLEZZA DI NAPOLI «Napoli è identità storico-culturale, un patrimonio umanitario in cui esiste il calcio come sovrastruttura trasversale che ha pochi paragoni. La sfilata del secondo scudetto è stata struggente, un’immagine potente veicolata in ogni continente. Dietro una maglia deve esserci per forza il richiamo per questa città straordinariamente bella e ricca di energia, di talenti».
CONQUISTARE IL MONDO «La prossima missione? Conquistare il mondo, commercialmente dico. I dati ci dicono che in Campania abbiamo avuto riscontri oggettivamente imponenti; che in Europa possiamo ritenerci soddisfatti ma adesso bisogna andare oltre e per farlo è necessario produrre in hub esterni».
PRESIDENTE «Se mai dovesse succedere, sarebbe un onore che richiederebbe impegno. Il pilastro del Napoli si chiama Aurelio De Laurentiis, che sogna uno stadio nuovo e sempre azzurro, come lo è ormai da anni e anni. La storia racconta con i due scudetti e l’esemplare conduzione finanziaria di cosa sia stato capace Adl»

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