Pagina 15 – Calcio News 24

Barcellona, tramonta l’idea Lautaro Martinez: ora il nome nuovo è Tresoldi, il preferito di Flick

Barcellona, stop a Lautaro Martínez: Nicolò Tresoldi è il profilo scelto da Hansi Flick per il nuovo nove

Il Barcellona cambia strategia per il nuovo centravanti. Dopo le parole nette di Beppe Marotta — amministratore delegato dell’Inter, che ha chiuso ogni spiraglio su un possibile trasferimento di Lautaro Martínez — i blaugrana hanno dovuto ricalibrare le proprie mosse di mercato.

Il messaggio arrivato dall’Italia è stato chiaro: Lautaro non si muove. E così, secondo la stampa spagnola, il Barça ha individuato un nuovo obiettivo per il ruolo di numero 9: Nicolò Tresoldi, attaccante italo‑tedesco classe 2004 del Club Brugge, uno dei profili più esplosivi dell’ultima stagione.

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Tresoldi, il nuovo nome per l’attacco blaugrana

Tresoldi, capocannoniere dell’ultimo campionato belga con 19 gol, è considerato uno dei prospetti più interessanti d’Europa. Attaccante moderno, fisico, rapido e con un’ottima capacità di attaccare la profondità, rappresenta un profilo diverso rispetto alle alternative valutate finora dal Barcellona, tra cui Julián Álvarez.

Il quotidiano AS sottolinea come il suo nome stia «guadagnando terreno» nelle valutazioni del club, che vede nel classe 2004 un potenziale protagonista della rivoluzione offensiva avviata in estate.

Il ruolo di Hansi Flick: il tecnico lo vuole

Il principale sponsor di Tresoldi al Barcellona è Hansi Flick, tecnico tedesco noto per il suo calcio verticale e per la valorizzazione dei giovani.

Flick sarebbe rimasto particolarmente colpito dai 78 minuti giocati da Tresoldi contro il Barça nella fase a gironi dell’ultima Champions League: una prestazione intensa, fatta di movimenti intelligenti e grande personalità.

A rafforzare la candidatura del giocatore ci sarebbero anche le ottime relazioni arrivate dalla Federcalcio tedesca, dove Tresoldi ha completato tutta la trafila delle nazionali giovanili.

Un’operazione che può decollare

In Catalogna parlano di un affare «pronto a esplodere». Il Barcellona, alla ricerca di un centravanti giovane e sostenibile dal punto di vista economico, vede in Tresoldi un investimento coerente con la nuova linea tecnica e finanziaria del club.

Con Lautaro definitivamente fuori dai radar e altre piste complicate, il classe 2004 del Bruges potrebbe diventare il nome caldo degli ultimi giorni di mercato.


Lo scambio Leao Soule tra Milan e Roma è davvero possibile? Ecco tutti gli scenari

Leao per Soulé: lo scambio che fa discutere. Analisi completa degli scenari possibili di calciomercato

Il Milan entra nella fase decisiva del calciomercato con diversi dossier ancora aperti. A otto giorni dalla chiusura, la società rossonera deve completare alcune cessioni considerate necessarie per snellire la rosa: tra i giocatori ritenuti fuori progetto ci sono Fikayo Tomori, Youssouf Fofana, Christopher Nkunku e Rafael Leão.

Parallelamente, il club ha due esigenze chiare sul fronte entrate: un difensore centrale capace di costruire dal basso meglio di Gabbia e De Winter, e un trequartista mancino da inserire nel sistema di Rúben Amorim, tecnico che predilige qualità tra le linee e rotazioni continue sulla trequarti.

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Soulé torna nel radar: la situazione alla Roma

Sfumate le piste che portavano a Mattia Liberali e al talento greco Kostas Karetsas, il nome che può tornare d’attualità è quello di Matías Soulé, classe 2003 della Roma. L’arrivo nella capitale del portoghese Rodrigo Mora, pagato 25 milioni più il 50% sulla futura rivendita, rischia di ridurre lo spazio dell’argentino.

A questo si aggiunge la ritrovata condizione di Paulo Dybala, trequartista di classe che ha convinto nel pre‑campionato e che Gian Piero Gasperini, allenatore giallorosso noto per il suo calcio verticale e aggressivo, considera ancora centrale nel progetto.

Gasperini ha spiegato: «Ha fatto una grande prima parte di stagione, poi la pubalgia lo ha frenato… ora è in ottima condizione». Parole che confermano il recupero fisico del giocatore, ma non chiariscono il suo ruolo nel lungo periodo.

La Roma potrebbe sacrificare un big: Soulé proposto al Milan

Dopo aver trattenuto Mancini e Koné, la Roma potrebbe dover cedere un elemento importante per riequilibrare il bilancio. In questo scenario, l’entourage di Soulé si sta muovendo da settimane, pronto a valutare nuove destinazioni se arriverà l’ok del club.

Il giocatore è stato proposto anche al Milan, consapevoli che i rossoneri cercano un trequartista mancino con qualità tecniche e continuità, soprattutto se dovessero partire sia Nkunku sia Leão.

Quanto costa Soulé: le possibili formule

Soulé è arrivato alla Roma nell’estate 2024 per 30 milioni di euro, firmando fino al 2029 con uno stipendio da 2,5 milioni netti più bonus. La valutazione attuale non si discosta molto da quella cifra.

Tuttavia, con il mercato agli sgoccioli e le esigenze di tutte le parti coinvolte, non è escluso che la Roma apra a una cessione in prestito oneroso con diritto di riscatto, formula gradita al Milan per contenere l’investimento iniziale.

E se poi ci fosse un clamoroso scambio tra Leao e Soulè? Le vie del calciomercato sono infinite…


Mercato Monza, l’asse con l’Inter è rovente! Dopo Asllani e Massolin, chiesto ai nerazzurri anche Yvan Maye

Mercato Monza, dopo aver chiesto all’Inter Asllani e Massolin ora l’interesse è anche su Yvan Maye

Il Monza guarda con sempre maggiore attenzione in casa Inter per ultimare il perfezionamento della rosa da mettere a disposizione del tecnico Ivan Juric. All’indomani dello scontro diretto di campionato, che ha visto la formazione nerazzurra imporsi nella prima giornata di Serie A, la dirigenza brianzola intende intensificare i contatti con il club milanese per definire diverse operazioni in entrata prima della chiusura della sessione estiva di calciomercato.

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L’interesse per Yvan Maye: la richiesta formale dei brianzoli

Tra le piste più calde delle ultime ore spicca quella che porta a Yvan Maye, imponente difensore centrale francese aggregato alla prima squadra nerazzurra durante le uscite precampionato. Come confermato dall’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, la società biancorossa ha avanzato una richiesta ufficiale all’Inter per sondare la disponibilità del giovane marcatore.

La struttura fisica e le qualità mostrate dal calciatore nel corso della preparazione estiva hanno convinto Juric, che individua nel profilo d’oltralpe un rinforzo ideale per conferire solidità e dinamismo al reparto arretrato. Le negoziazioni tra le due società si trovano attualmente in una fase di contatto diretto per individuare la formula idonea al completamento del trasferimento.

Il restyling della mediana: da Akinsanmiro all’attesa per Asllani e Massolin

L’eventuale innesto di Maye andrebbe a consolidare una sinergia di mercato già avviata tra le due realtà. Il Monza ha infatti già prelevato a titolo temporaneo Ebenezer Akinsanmiro, assicurandosi la freschezza e la quantità del centrocampista nigeriano.

Le manovre sulla linea di metà campo non si limitano però al primo rinforzo già ufficializzato. Il club brianzolo rimane infatti in attesa di un via libera definitivo per due profili di rilievo: Kristjan Asllani e Yanis Massolin. La dirigenza attende un segnale chiaro da Milano prima di affondare il colpo, con la volontà di mettere a disposizione dell’allenatore elementi capaci di innalzare la qualità del palleggio e la gestione dei ritmi di gioco.

Con la chiusura delle trattative sempre più vicina, l’asse tra Monza e Milano si prefigura come un elemento determinante per completare la rosa biancorossa in vista del prosieguo del campionato.

Bouaddi al Manchester City, accordo trovato! Il marocchino vola da Maresca per 100 milioni di euro

Bouaddi al Manchester City, è fatta! Il centrocampista marocchino lascia il Lille per 100 milioni di euro, tutti i dettagli

Il Manchester City piazza uno dei colpi più altisonanti della sessione di mercato estiva, definendo in ogni dettaglio l’operazione per portare in Premier League il giovane talento Ayyoub Bouaddi. L’intesa tra la società britannica e il Lille è stata raggiunta in modo definitivo dopo una trattativa serrata, con il club francese che ha concesso il via libera finale per la cessione del proprio gioiello.

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Un affare da 100 milioni di euro: le cifre della trattativa

Come rivelato dal giornalista ed esperto di mercato Fabrice Hawkins, l’operazione complessiva tra le due società vedrà gli Citizens impegnati in un pacchetto economico che, comprensivo di bonus, raggiungerà la cifra monstre di 100 milioni di euro. Si tratta di un investimento imponente da parte della dirigenza inglese, decisa a sbaragliare la concorrenza internazionale per assicurarsi uno dei profili più promettenti del panorama calcistico continentale.

L’accordo relativo ai termini personali tra il centrocampista e i vertici di Manchester era stato peraltro già impostato nel mese di luglio, quando il calciatore aveva espresso la propria chiara preferenza per il progetto tecnico dei campioni in carica. Superati gli ultimi dettagli negoziali tra i due club, il giovane talento è ora pronto a compiere il grande salto in Inghilterra per sostenere le visite mediche e sottoscrivere il nuovo contratto.

Dalla crescita nel Lille al salto alla corte di Guardiola

Cresciuto ed esploso nel vivaio del Lille, Bouaddi si è distinto fin dalle sue prime apparizioni per una straordinaria maturità tattica, unita a un’ottima visione di gioco e alla capacità di orchestrare la manovra della squadra. Le sue prestazioni nel campionato transalpino e nelle competizioni europee e soprattutto nell’ultimo Mondiale hanno attirato l’attenzione dei principali top club, ma è stato il City a muoversi con la determinazione necessaria per chiudere l’accordo.

L’inserimento del centrocampista nello scacchiere tattico di Enzo Maresca rappresenta una manovra strategica di altissimo profilo sia per il presente sia in ottica futura. Con l’arrivo del classe 2007, la formazione britannica aggiunge ulteriore qualità, dinamismo e fisicità alla propria linea mediana. Nelle prossime ore sono previste le firme formali e l’annuncio ufficiale del trasferimento.

Il Lille ha il suo nuovo portiere! È fatta per Orlando Gill dal San Lorenzo, l’eroe del Paraguay sbarca alla corte di Davide Ancelotti

Il Lille ha preso Orlando Gill dal San Lorenzo. Da eroe del Paraguay al Mondiale al futuro in Ligue 1 con Davide Ancelotti

Il Lille ha definito l’intesa con il San Lorenzo per l’acquisto a titolo definitivo di Orlando Gill, assicurandosi uno dei profili sudamericani più in vista della sessione di mercato. La società francese ha completato la negoziazione con il club argentino per regalare alla rosa un nuovo elemento di grande prospettiva internazionale.

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Le cifre del trasferimento e la clausola sulla rivendita

Come riferito dall’esperto di calciomercato César Luis Merlo, l’operazione tra la compagine transalpina e la formazione di Buenos Aires è stata strutturata sulla base di cifre e condizioni ben precise:

  • Valore del cartellino: Un conguaglio economico pari a 3,6 milioni di euro versato direttamente nelle casse del club argentino.
  • Diritti futuri: Il San Lorenzo ha mantenuto il 50% sulla futura rivendita del calciatore, garantendosi una quota di sicuro interesse economico in caso di un successivo trasferimento.

L’intesa tra la dirigenza del Lille e l’entourage del giocatore per quanto riguarda ingaggio e durata del contratto è già stata raggiunta su tutti i fronti, sbloccando in maniera definitiva l’iter per l’arrivo dell’atleta in Francia e la successiva formalizzazione dei documenti.

Il profilo di Orlando Gill e la nuova avventura con Davide Ancelotti

Salito alla ribalta come autentico eroe e punto di riferimento del Paraguay nell’ultima rassegna dei Mondiali, il calciatore si appresta a compiere il definitivo salto nel calcio europeo. Le prestazioni con la maglia della propria selezione nazionale ne hanno evidenziato la maturità agonistica, la freddezza nei momenti decisivi e la prontezza tecnica, attirando l’attenzione dei principali osservatori internazionali.

Ad accogliere il nuovo rinforzo ci sarà l’allenatore Davide Ancelotti, alla guida della guida tecnica della formazione francese. Il tecnico italiano punta sulle qualità e sulla personalità del classe sudamericano per innalzare il livello di competitività della squadra sia in ambito domestico in Ligue 1 sia nelle competizioni europee. Per il Lille si tratta di un investimento programmatico di rilievo, volto ad assicurarsi un talento già abituato alle pressioni dei palcoscenici internazionali.

Mateta Crystal Palace: l’attaccante fa ricorso alla FIFA! Contestato il suo contratto, la ricostruzione della vicenda

Mateta Crystal Palace: l’attaccante ha fatto ricorso alla FIFA mettendo nel mirino il suo contratto. Ecco cosa è successo

Si accende la tensione tra Jean-Philippe Mateta e la dirigenza del Crystal Palace. L’attaccante francese ha infatti avviato un’azione legale contro il proprio club per mettere in discussione la legittimità della clausola che estende il suo accordo fino al 30 giugno 2027, portando la vertenza fino ai vertici della FIFA.

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La battaglia legale sulle clausole contrattuali

Il nodo della controversia risiede nell’opzione di rinnovo unilaterale per un’ulteriore stagione. Acquistato a titolo definitivo nel gennaio 2022 dal Mainz dopo un prestito iniziale, il giocatore aveva sottoscritto un accordo quadriennale con clausola a favore della società. La dirigenza di Selhurst Park ha esercitato tale facoltà nel 2024, prolungando il rapporto fino al 2027: proprio questa estensione viene ora impugnata dal calciatore.

Dopo un primo passaggio davanti a un tribunale indipendente della Premier League, che ha confermato la validità dell’intesa, il centravanti si è rivolto all’organismo internazionale. Tuttavia, la FIFA ha dichiarato la propria mancanza di giurisdizione per annullare la clausola, lasciando inalterato il vincolo contrattuale. Un eventuale accoglimento avrebbe permesso all’attaccante di accelerare lo svincolo a parametro zero.

Il mancato passaggio al Milan e il successo europeo

La vertenza rappresenta solo l’ultimo capitolo di una convivenza turbolenta. Già nel gennaio del 2026, il transalpino era stato a un passo dal trasferimento al Milan, operazione sfumata unicamente per un problema al ginocchio emerso durante le visite mediche. Rientrato a Londra tra lo scetticismo iniziale dei sostenitori, l’attaccante è poi riuscito a trascinare la squadra con 16 reti stagionali, inclusa la marcatura decisiva nella finale di Conference League.

Quadro complesso per il Crystal Palace

Il contenzioso con la punta si aggiunge a un momento sportivo delicato per la società londinese. La nuova gestione tecnica affidata a Pierre Sage è partita con una sconfitta per 2-0 contro l’Everton, gara caratterizzata anche dal grave infortunio al ginocchio patito da Chadi Riad e dall’assenza di Ismaila Sarr, al centro delle attenzioni di mercato del Galatasaray. In questo scenario d’incertezza, il caso Mateta rischia di appesantire ulteriormente il clima nello spogliatoio.

Scontro FIFA, la CONCACAF attacca Infantino: chiesto di disertare un torneo giovanile! Cosa sta succedendo

Scontro FIFA, la CONCACAF chiede ad Infantino di disertare un torneo giovanile! La ricostruzione

Si inaspriscono i rapporti istituzionali attorno alla figura di Gianni Infantino e alla leadership della FIFA. L’ultimo strappo arriva dai vertici della CONCACAF, tra le confederazioni più critiche verso la presidenza dell’ente mondiale dopo il fallimento della proposta di aprire ai capitali privati una quota del business legato ai Mondiali.

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Lo stop di Montagliani e la spaccatura diplomatica

Il numero uno della confederazione nord e centroamericana, Victor Montagliani, ha formalmente invitato lo svizzero a non presenziare a un torneo giovanile nella Repubblica Dominicana per scongiurare nuove tensioni mediatiche. Nella lettera indirizzata al presidente, il dirigente canadese fa riferimento espresso alla «crisi di governance che circonda la FIFA», aggiungendo che: «I media si concentreranno su questa situazione, che purtroppo distoglierà in maniera significativa l’attenzione dagli aspetti tecnici della competizione giovanile della CFU». Da qui il sollecito formale: «Le chiedo rispettosamente, nel nome del calcio, di riconsiderare la sua partecipazione, perché purtroppo finirebbe per compromettere la natura tecnica di questa importante attività dedicata allo sviluppo dei giovani».

A dispetto delle sollecitazioni, Infantino si è comunque recato a Punta Cana, accolto dal ministro dello Sport Kelvin Cruz, che ha dichiarato: «Apprezziamo profondamente la sua visita nella Repubblica Dominicana. Non c’è dubbio che la sua presenza nel nostro Paese ci collochi sulla mappa internazionale del calcio e ci apra grandi prospettive per la crescita e lo sviluppo del calcio dominicano». La dicotomia tra l’accoglienza locale e l’ostilità dei vertici mostra la crescente frammentazione del calcio globale, con la CAF e diverse federazioni arabe ancora schierate a sostegno del dirigente elvetico.

Dalla trattativa commerciale alle manovre di sfiducia

Alla radice della crisi politica risiede il progetto accantonato di FIFA Forward Enterprise, società commerciale destinata a concentrare i diritti dei campionati del mondo. Il piano stimava una valutazione di 20 miliardi di dollari con l’alienazione di oltre il 20% delle quote a finanziatori privati per raccogliere 4,2 miliardi. La ferma opposizione di UEFA, AFC e CONCACAF — che rappresentano 136 federazioni affiliate sulle 211 totali — ha costretto la FIFA al ritiro della manovra a fine luglio.

Tuttavia, l’annullamento della proposta non ha risanato il clima di sfiducia. Tra le grandi organizzazioni continentali si valuta persino l’ipotesi di promuovere una mozione di sfiducia contro Infantino, rendendo improvvisamente incerto il cammino verso l’elezione per il quarto mandato prevista per il mese di marzo del 2027.

Calciomercato Milan, Nkunku torna al Lipsia! Cifre e dettagli del suo addio ai rossoneri

Calciomercato Milan, Christopher Nkunku lascia la Serie A e torna al Lipsia! Tutti i dettagli sul suo addio ai rossoneri

La parentesi di Christopher Nkunku con la maglia del Milan si avvia verso la conclusione. Il Lipsia si trova in fase di chiusura per definire il rientro in Germania dell’attaccante francese, pronto a salutare la Serie A. Il calciatore ha espresso una netta preferenza per il ritorno nel club che lo ha lanciato ai vertici del calcio internazionale, concedendo massima priorità alla destinazione tedesca e accelerando sensibilmente i contatti tra le due società per definire l’operazione in tempi brevi.

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Le cifre e la formula dell’accordo con il Milan

La trattativa tra il club rossonero e la dirigenza del Lipsia ha trovato un punto d’incontro su basi economiche precise. Secondo quanto confermato anche dalle ultime indiscrezioni raccolte da Sky De, l’operazione è stata strutturata sulla base di un prestito oneroso da circa 4 milioni di euro, con un diritto di riscatto fissato attorno ai 28 milioni di euro. Questa modalità consente alla società tedesca di riabbracciare il proprio ex punto di riferimento a condizioni sostenibili nell’immediato, garantendo al Milan un’importante operazione in uscita nel reparto offensivo.

I motivi del ritorno e la ricerca della continuità

Per il classe 1997, la scelta di vestire nuovamente la maglia della formazione sassone risponde alla volontà di ritrovare centralità e continuità di rendimento. Nelle sue precedenti annate disputate in Bundesliga, l’attaccante transalpino si era affermato come uno dei profili più imprevedibili e incisivi d’Europa per capacità d’inserimento e senso del gol, doti che nel contesto italiano si sono viste solo a fasi alternate a causa di equilibri tattici e concorrenza.

Gli scenari per il finale di mercato rossonero

L’addio imminente del francese rappresenta un passaggio fondamentale per le manovre di mercato della dirigenza di Via Aldo Rossi. L’uscita di Nkunku permette alla società di snellire l’organico nel settore d’attacco e di liberare risorse utili da dirottare sulle ultime priorità richieste dall’allenatore prima del gong di chiusura. Nelle prossime ore sono attesi gli ultimi passaggi formali per il definitivo via libera al trasferimento.

Luis Alberto, nuovo capitolo in Qatar: «Qui si sta bene, non ci manca nulla per giocare un calcio competitivo»

Luis Alberto si racconta: «Qui si sta bene, non ci manca nulla per giocare un calcio competitivo». Le sue dichiarazioni

Dopo anni trascorsi in Serie A con la maglia della Lazio, Luis Alberto, centrocampista spagnolo noto per la sua qualità tecnica e visione di gioco, torna a parlare della sua esperienza lontano dall’Italia. Oggi protagonista all’Al‑Wakrah, il classe 1992 ha raccontato al Corriere dello Sport la sua nuova quotidianità in Qatar, soffermandosi non solo sull’aspetto sportivo, ma soprattutto sul benessere ritrovato fuori dal campo.

Una nuova vita a Doha: equilibrio, famiglia e serenità

Collegato da Doha, Luis Alberto ha spiegato come il trasferimento in un campionato meno competitivo rispetto ai principali tornei europei gli abbia permesso di ritrovare un equilibrio che cercava da tempo.

Il centrocampista ha sottolineato in particolare il ruolo della famiglia: vivere in un ambiente più tranquillo, con ritmi diversi e una pressione mediatica ridotta, gli ha consentito di dedicarsi maggiormente ai propri affetti e alla vita quotidiana.

Per lui, il Qatar rappresenta un contesto ideale per coniugare calcio e serenità personale, un aspetto che spesso pesa quanto — se non più — la competitività del campionato. Le sue parole:

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LA VITA A DOHA – «Qui si sta bene, non ci manca nulla per giocare un calcio competitivo. Se lo consiglierei ad altri? Ognuno è libero di fare quello che vuole, per molti la famiglia è la priorità e a Doha si sta davvero bene. L’ho detto in passato e lo confermo adesso».

LA SICUREZZA – «Anche in questo caso è soggettivo. Non è stato né bello né facile, più che altro era tutto molto strano, ma sinceramente né io né la mia famiglia ci siamo mai sentiti in pericolo».

LA CASA – «Viviamo in una villa di una signora italiana, l’ho visto come un segno del destino. I bambini vanno tranquillamente a scuola, studiano inglese e spagnolo, stiamo bene. Lo ribadisco».

Il Como prepara l’offerta per Kean: Fiorentina irremovibile. Idee Delap ed Emegha dalla Premier League. E rispunta Icardi…

Moise Kean resta il sogno del Como: Fiorentina non scende sotto i 40 milioni. Occhi su Delap ed Emegha

Il Como continua a essere una delle grandi protagoniste del mercato estivo. La società lariana, guidata da Cesc Fàbregas — tecnico catalano noto per la sua visione offensiva e per la capacità di valorizzare giovani e profili internazionali — ha già investito circa 120 milioni di euro, ma non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Nelle prossime ore potrebbero arrivare ulteriori innesti: Willy Kambawala, difensore classe 2004 del Villarreal, e Diego Carlos, centrale esperto del Fenerbahçe, sono vicini. Ma il vero obiettivo resta uno: Moise Kean, centravanti della Fiorentina.

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Trattativa aperta: Fabregas conferma il gradimento

Dopo la gara contro l’Udinese, Fabregas ha ribadito il suo apprezzamento per Kean: «È un giocatore che mi piace, ma non voglio parlare di calciatori di altre squadre». Una frase che conferma la strategia del Como: presentare una nuova offerta dopo quella rifiutata dalla Fiorentina la scorsa settimana.

Il club viola, guidato dal direttore sportivo Fabio Paratici, dirigente esperto nella gestione di operazioni internazionali, chiede almeno 40 milioni di euro per il suo bomber. Una cifra necessaria per finanziare gli ultimi innesti richiesti da Fabio Grosso, allenatore che punta su intensità e verticalità: un esterno offensivo e, ovviamente, il sostituto di Kean.

Kean, intanto, si candida per una maglia da titolare nella sfida contro la Roma, con il nuovo acquisto Mateo Pellegrino inizialmente in panchina.

L’erede di Kean: Poku e le piste dalla Premier League

La Fiorentina ha già individuato il possibile sostituto: Ernest Poku, attaccante classe 2004 del Bayer Leverkusen, velocissimo e abile nell’uno contro uno. Il giocatore ha dato il suo ok al trasferimento, ma resta da definire la formula: prestito con diritto di riscatto che può diventare obbligo per circa 22 milioni di euro.

Per completare il reparto offensivo, i viola guardano anche alla Premier League, dove negli ultimi giorni di mercato possono emergere occasioni. Oltre al portoghese Beto, ex Udinese oggi all’Everton, la Gazzetta dello Sport cita i profili di Liam Delap ed Emmanuel Emegha, entrambi del Chelsea.

Le alternative “italiane”: Bonny e Icardi

La Fiorentina valuta anche soluzioni interne alla Serie A. Una riguarda Ange‑Yoan Bonny, attaccante dell’Inter, classe 2003, potente e strutturato: i nerazzurri lo valutano 30‑35 milioni.

L’altra pista porta a Mauro Icardi, centravanti argentino svincolato dopo l’esperienza al Galatasaray. Ha rifiutato la Lazio e potrebbe diventare un’opportunità last‑minute per il dopo Kean.

Di Bello bocciato dai quotidiani! Dopo Genoa Napoli non ci sono attenuanti: i voti per l’arbitro

Di Bello bocciato dopo Genoa Napoli: giudizi durissimi dai quotidiani sportivi italiano al direttore di gara

La prima giornata della Serie A 2026/27 si apre con un caso arbitrale destinato a far discutere. Durante Genoa‑Napoli, il gol del vantaggio azzurro firmato da Kevin De Bruyne — centrocampista belga di classe e potenza — ha scatenato le proteste dei rossoblù per un presunto fallo su Johan Vásquez, difensore messicano noto per la sua fisicità e solidità nei duelli.

L’arbitro Marco Di Bello, direttore di gara esperto e internazionale, ha convalidato la rete giudicando regolare il contrasto. Il VAR non è intervenuto, ritenendo la decisione di campo non meritevole di revisione. Tutto questo sotto gli occhi di Daniele Orsato, nuovo responsabile CAN di Serie A e B, presente in tribuna a Marassi per monitorare le prime direzioni stagionali.

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Le pagelle dei quotidiani: bocciatura unanime per Di Bello

Le principali testate sportive hanno criticato la gestione dell’episodio.

  • Gazzetta dello Sport assegna 4,5 a Di Bello, definendo l’episodio «non solo un contatto ma una chiara spinta sul difendente». La ricostruzione è netta: «Al 37′ del secondo tempo De Bruyne va con l’avambraccio sulla schiena di Vásquez… la spinta c’è, non è un lieve appoggio».
  • Corriere dello Sport5, sottolineando che «le immagini alimentano qualche dubbio». Il quotidiano evidenzia che l’intervento non è spalla contro spalla, ma arriva dietro la schiena, con il braccio del belga che «si allarga leggermente». La chiosa è eloquente: «Se Di Bello avesse fischiato, chi avrebbe detto nulla?».
  • Tuttosport è ancora più severo: voto 4. L’azione viene descritta così: «De Bruyne segna dopo essersi liberato energicamente, per usare un eufemismo, di Vásquez… il messicano viene travolto dal belga».

Un caso che apre il dibattito arbitrale

L’episodio alimenta subito il dibattito sulla linea arbitrale della nuova stagione. Il contatto tra De Bruyne e Vásquez, interpretato come regolare da Di Bello, viene invece giudicato falloso da gran parte della critica.

Con Orsato presente allo stadio e la CAN pronta a monitorare ogni dettaglio, il caso di Marassi diventa il primo banco di prova della gestione VAR e delle scelte di campo nella Serie A 2026/27.

Gonçalo Inácio, ore calde per il futuro: panchina “strategica”, Milan e Barcellona in pressing

Gonçalo Inácio, segnali di cessione ormai chiari: stop contro l’Alverca, Milan e Barça pronti a muoversi

Dal Portogallo filtrano segnali sempre più chiari: Gonçalo Inácio, difensore classe 2001 e capitano dello Sporting CP, è rimasto in panchina per 90 minuti nella gara contro l’Alverca. Una scelta che, secondo l’emittente Now Canal, sarebbe direttamente legata a una cessione imminente. Il match, valido per la terza giornata di campionato e disputato all’Alvalade, ha visto infatti il tecnico Rui Borges, allenatore noto per la gestione rigorosa dei giovani, rinunciare al suo leader difensivo.

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Il preferito di Amorim: il Milan osserva con attenzione

La decisione di lasciare fuori Inácio non sarebbe dunque tecnica, ma collegata a un trasferimento ormai vicino. Il centrale, cresciuto nello Sporting e titolare dal 2020, è da tempo nel radar del Milan, dove Rúben Amorim, allenatore portoghese arrivato in estate e grande conoscitore del giocatore, lo considera il suo obiettivo numero uno per rinforzare la difesa.

Amorim, tecnico che predilige costruzione dal basso e difensori aggressivi, ha allenato Inácio per anni, contribuendo alla sua crescita. Non sorprende quindi che lo abbia indicato come priorità assoluta.

La clausola da 60 milioni e la posizione dello Sporting

Il futuro del difensore potrebbe chiarirsi nelle prossime ore. Lo Sporting, che ha già ceduto Hjulmand all’Atlético Madrid e Diomandé al Nottingham Forest, non sembrava intenzionato a perdere anche il suo capitano, protetto da una clausola da 60 milioni di euro.

Tuttavia, la panchina contro l’Alverca e la fascia affidata a Maxi Araujo rappresentano segnali che in Portogallo interpretano come l’inizio di un addio ormai scritto.

Il Barcellona entra in scena: Deco a Lisbona

Nelle ultime ore si è inserito con forza anche il Barcellona. Il giornalista Gerard Romero ha inserito Inácio nella short list blaugrana insieme a Castello Lukeba, centrale francese del Lipsia.

Il direttore sportivo Deco, ex centrocampista e oggi dirigente di riferimento del Barça, è stato avvistato a Lisbona: avrebbe incontrato gli agenti del difensore, tra cui Miguel Pinho, uno dei procuratori più influenti del panorama lusitano.

Dal Portogallo confermano: «È un grosso trasferimento che sta per scoppiare».

La Serie A è appena iniziata ed è già caos arbitrale: Genoa Napoli accende le polemiche e riapre vecchie ferite

Serie A, primo giorno e già tempesta: Genoa‑Napoli riaccende il caos arbitrale e fa esplodere vecchie ferite

La stagione di Serie A 2026/2027 è iniziata soltanto ieri, ma le polemiche arbitrali sono già esplose con forza. Nell’anticipo del sabato, Genoa‑Napoli ha offerto un copione che nessuno avrebbe voluto rivedere: decisioni controverse, proteste furiose e un clima di tensione che ha immediatamente riportato alla mente gli scandali arbitrali dell’estate.

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L’episodio che ha acceso la miccia arriva all’82’: Kevin De Bruyne segna il gol dell’1‑0 dopo un contatto con Johan Vásquez. Il difensore del Genoa è davanti al pallone, prova a schermarlo, ma il belga lo supera con un intervento che i rossoblù giudicano falloso. L’arbitro Marco Di Bello, ben posizionato, decide di convalidare la rete. Il VAR non interviene, ritenendo l’episodio non un “chiaro ed evidente errore” secondo protocollo .

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La decisione scatena immediatamente la rabbia del Genoa. Il Chief of Football Diego Lopez parla di “mancanza di rispetto” e ricorda come “tutta Italia abbia visto cosa è successo”, sottolineando anche un precedente negativo con lo stesso arbitro nella stagione precedente . Le sue parole sono durissime: il dirigente sostiene che la squadra stesse giocando una partita seria e che l’episodio abbia cambiato il corso dell’incontro.

Ancora più netto è il commento di Daniele De Rossi. Il tecnico, pur dichiarando fiducia nel nuovo corso arbitrale guidato da Orsato, ammette che quanto accaduto è “una delle cose più brutte” viste da quando è nel calcio .

Il Napoli, nel frattempo, chiude la partita con il 2‑0 firmato da Antonio Vergara all’87’, ma il risultato passa in secondo piano rispetto alla tempesta che si è scatenata. La rete di De Bruyne, infatti, non è solo un episodio: è il simbolo di un problema che continua a ripetersi. Cambiano i vertici arbitrali, cambiano i protocolli, ma la percezione resta la stessa.

La domanda, inevitabile, è una sola: era questo il modo migliore per presentarsi all’inizio della nuova stagione? Dopo mesi di discussioni, promesse di trasparenza e un’estate segnata da scandali e tensioni, la Serie A riparte esattamente da dove si era fermata: proteste, veleni e decisioni che dividono.

E il campionato è appena iniziato.

Roma, affare in chiusura: Oosterwolde a un passo dai giallorossi, accordo con il Fenerbahçe. Adesso focus sulle uscite

Jayden Oosterwolde è vicinissimo alla Roma: intesa totale col Fenerbahçe, focus sul mercato in uscita

La Roma è pronta a mettere a segno un nuovo colpo in difesa. Mentre la Serie A inaugurava la stagione con le prime gare, il club giallorosso ha definito l’arrivo di Jayden Oosterwolde, difensore olandese classe 2001 del Fenerbahçe, profilo fisico e duttile che Gian Piero Gasperini, allenatore noto per il suo sistema a tre e per la valorizzazione dei difensori dinamici, aveva indicato come priorità per la fascia sinistra.

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Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, Oosterwolde aveva già espresso apertura a un ritorno in Serie A, dove aveva giocato tra il 2022 e il 2023 con il Parma, distinguendosi per velocità, aggressività e capacità di interpretare più ruoli. Nei giorni scorsi era stato raggiunto un accordo verbale totale con il giocatore e il suo agente, mentre la Roma continuava a trattare con il club turco per definire la formula dell’operazione.

Accordo raggiunto: cifre e dettagli della trattativa

In queste ore è arrivata anche l’intesa definitiva tra le società: salvo sorprese, Oosterwolde sbarcherà nella capitale con la formula del prestito con diritto di riscatto, che potrà trasformarsi in obbligo al verificarsi di determinate condizioni. Il pacchetto complessivo dell’operazione si aggira attorno ai 20 milioni di euro, cifra che testimonia la forte convinzione della Roma sul valore del giocatore.

In caso di riscatto, per Oosterwolde è già pronto un contratto quinquennale con scadenza fissata a giugno 2031, segnale di una scelta strategica a lungo termine.

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Il rinforzo richiesto da Gasperini

Oosterwolde sarà il nuovo vice Wesley, laterale sinistro di grande spinta, e si inserirà in un reparto che vede già Nahuel Molina e Devyne Rensch sull’altra corsia. La sua duttilità — può giocare sia da esterno sia da braccetto nella difesa a tre — lo rende un elemento ideale per il sistema di Gasperini, che costruisce molto del proprio gioco sulle catene laterali e sulla capacità dei difensori di avanzare palla al piede.

La Roma, dunque, è pronta ad accogliere un difensore moderno, fisico e già abituato ai ritmi del calcio internazionale. L’operazione è ai dettagli finali: Oosterwolde è sempre più vicino a vestire il giallorosso.


Pagelle Genoa Napoli, Allegri la vince con i cambi giusti: De Bruyne e Vergara – I VOTI

Pagelle Genoa Napoli: l’intuizione di Allegri cambia la gara, Vergara e De Bruyne decisivi – VOTI E GIUDIZI

Il Napoli soffre, controlla il ritmo della gara e alla fine conquista tre punti preziosi piegando il Genoa per 2-0 nell’anticipo d’apertura della Serie A. A fare la differenza al Luigi Ferraris sono state le intuizioni tattiche del tecnico livornese Massimiliano Allegri, capace di cambiare l’inerzia della sfida grazie a innesti decisivi nella ripresa.

Primo tempo di sofferenza: l’errore di Meret e il brivido Vitinha

La partenza del match vede un Genoa decisamente più aggressivo e intraprendente. La formazione guidata dal tecnico De Rossi mette subito sotto pressione la retroguardia azzurra e va vicinissima al vantaggio. Il portiere azzurro Alex Meret sbaglia completamente il rinvio con i piedi regalando il pallone all’attaccante portoghese Vitinha, abile a coordinarsi rapidamente ma sfortunato nella conclusione, che sfila a lato di un soffio.

La ripresa: ritmi bassi e la svolta con l’ingresso di Vergara

Nella seconda frazione di gioco la gara vive una fase di stallo. Le due squadre mantengono un assetto tattico molto coperto, bloccando le rispettive fonti di gioco e concedendo pochissimi varchi agli attaccanti.

A spezzare l’equilibrio è la girandola dei cambi promossa da Allegri. A spaccare la partita in due è soprattutto il giovane e talentuoso trequartista Antonio Vergara, il cui ingresso spacca la difesa rossoblù. Al minuto 82, il classe 2003 dialoga con uno splendido uno-due con il fuoriclasse belga Kevin De Bruyne, servendogli il pallone che vale l’1-0 azzurro.

Pochi minuti dopo, al 87′, Vergara si mette in proprio facendosi trovare pronto in area di rigore per siglare la rete del definitivo 0-2, confermata dalla Goal-Line Technology. Una vittoria pragmatica per il Napoli, firmata dalla qualità dei suoi singoli.

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GENOA (3-4-2-1): Bijlow 6; Marcandalli 6, Ostigard 6 (66′ Otoa 5.5), Vasquez 5; Norton-Cuffy 5.5, Frendrup 6.5, Amorim 6 (75′ Sow 6), Ellertsson 6; Baldanzi 6 ( 66′ Messias 6.5), Vitinha 6; Colombo 6 (74′ Meichtry 6). All. De Rossi

NAPOLI (4-3-3): Meret 5; Di Lorenzo 5.5, Rrahmani 6, Marin 5 (80′ Olivera sv), Spinazzola 5; Anguissa 5 (66′ De Bruyne 7), Lobotka 6, McTominay 6; Politano 5.5 (66′ Vergara 7.5), Hojlund 5.5 (78′ Lucca 6), Alisson 6.5 (66′ Noa Lang 6). All. Allegri

Moviola Genoa Napoli, focus sulle reti di De Bruyne e Vergara: ecco cosa è successo

Napoli Genoa e i dubbi da moviola: spinta De Bruyne o contatto di gioco? La decisione del VAR

Il Napoli supera il Genoa grazie a un finale infuocato al Ferraris ma l’attenzione si sposta sulle decisioni arbitrali che hanno caratterizzato le due reti decisive. Il fischietto dell’incontro, l’esperto arbitro Marco Di Bello della sezione di Brindisi, ha convalidato entrambi i gol azzurri dopo i dovuti controlli tecnologici, confermando la regolarità delle azioni che hanno spinto gli uomini di Massimiliano Allegri alla vittoria.

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L’episodio del minuto 82: il contatto tra De Bruyne e Vásquez

L’incontro si sblocca a otto minuti dalla fine grazie a una combinazione spettacolare. Il fuoriclasse belga Kevin De Bruyne, perno del centrocampo azzurro ex Manchester City, scambia il pallone con un rapido uno-due insieme al promettente trequartista italiano Antonio Vergara.

Inseritosi in area di rigore, De Bruyne impatta con il difensore messicano del Genoa Johan Vásquez prima di superare con un tocco preciso l’estremo difensore olandese Justin Bijlow. Dalla panchina rossoblù, guidata dal tecnico De Rossi, scattano immediate le proteste per una presunta spinta del belga. Tuttavia, la sala VAR analizza le immagini e conferma che il contatto tra i due giocatori è frutto di una semplice dinamica di campo: la rete dell’1-0 viene regolarmente convalidata.

Minuto 87: la Goal-Line Technology premia Vergara

Pochi minuti dopo arriva il raddoppio che chiude i giochi. L’imponente centravanti azzurro Lorenzo Lucca, entrato a gara in corso per dare peso all’attacco, scatta sul filo del fuorigioco e serve al centro per l’accorrente Vergara. La conclusione dell’attaccante viene intercettata in extremis sulla linea dal difensore danese del Genoa Sebastian Otoa, il quale nel tentativo di spazzare sfortuna vuole che spinga la sfera nella propria porta.

Arbitro e assistenti attendono il verdetto della tecnologia: la notifica della Goal-Line Technology arriva puntuale sul wristwatch del direttore di gara Di Bello, confermando che il pallone ha varcato completamente la linea di porta prima del rinvio. Gol assegnato al giovane talento partenopeo e partita definitivamente messa in ghiaccio.

Dramma nel calcio portoghese: malore in campo e addio a Quevin Castro

Dramma durante Real SC-Estrela Amadora: il centrocampista Quevin Castro muore dopo un malore

Una tragedia immane sconvolge il calcio portoghese e internazionale. Durante un’amichevole di preparazione stagionale tra il Real Sport Clube (formazione militante nella seconda divisione lusitana) e l’Estrela da Amadora (storico club della massima serie guidato dal tecnico portoghese Filipe Martins), il centrocampista britannico Quevin Castro è deceduto in seguito a un improvviso malore accusato sul terreno di gioco.

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I soccorsi in campo e la tragica notizia

La drammatica sequenza si è verificata ad appena dieci minuti dal fischio d’inizio del match. Il mediano di origine inglese, cresciuto nei settori giovanili del Regno Unito e approdato in Portogallo per rinforzare il reparto mediano della squadra, si è improvvisamente accasciato a terra privo di sensi.

Immediato e tempestivo è stato l’intervento dei medici e dei sanitari presenti a bordo campo. Gli staff sanitari delle due società hanno tentato a lungo di rianimare il calciatore sul prato verde, utilizzando anche il defibrillatore in dotazione. Castro, che aveva festeggiato il suo venticinquesimo compleanno soltanto pochi giorni fa, è stato trasportato d’urgenza presso il vicino ospedale, dove i medici hanno purtroppo dovuto constatarne il decesso.

Il cordoglio del Real Sport Clube

La conferma ufficiale della scomparsa è arrivata direttamente dal Real Sport Clube, che ha diffuso una dolorosa nota stampa per ricordare il proprio tesserato:

COMUNICATO – “È con profonda tristezza e grande dolore che il Real Sport Clube – Futebol annuncia la morte di Quevin Castro, giocatore e amato membro della nostra famiglia sportiva. Quevin era molto più di un semplice calciatore: era uno di famiglia e ha lasciato un segno indelebile in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, dentro e fuori dal campo. In questo momento di dolore, il club porge le più sincere condoglianze alla sua famiglia e a tutti i suoi amici, esprimendo piena solidarietà e sostegno incondizionato. Che il suo ricordo viva per sempre nei nostri cuori.”

Il mondo dello sport lusitano si è immediatamente stretto attorno alla famiglia del giovane atleta e ai compagni di squadra, scioccati da una perdita tanto precoce quanto inspiegabile.

Moviola Udinese Como, tutti gli episodi della sfida diretta dall’arbitro Arena

Moviola Udinese Como: prestazione opaca dell’arbitro Arena e tutti i casi dubbi della partita di Serie A

Finisce 1-1 la sfida del Bluenergy Stadium tra l’Udinese e il Como, ma a far discutere è soprattutto la direzione di gara del promettente arbitro campano Ruben Arena. Il fischietto è apparso distratto e fin troppo permissivo, scatenando le continue proteste del tecnico lariano Cesc Fàbregas, ex fuoriclasse di Barcellona e Chelsea, scontento per la gestione dei contatti.

I friulani, guidati in panchina dal coach croato Kosta Runjaic, sbloccano il match al 28’ con un inserimento dell’esterno ivoriano Hassane Kamara. Il Como si sveglia nella ripresa e trova il pari con l’attaccante greco Anastasios Douvikas, arrivando persino a sfiorare il gol vittoria al 95′ con una traversa del difensore spagnolo Ramon.

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I casi da moviola del primo tempo: i rischi di Abankwah e Zaniolo

La partita si accende subito al 5’ per un contatto in area su Douvikas, ma Arena lascia proseguire. All’11’ rischia moltissimo il giovane difensore irlandese James Abankwah, che trattiene nettamente lo spagnolo Jesús Rodríguez lanciato a rete: l’arbitro non ravvisa il fallo da ultimo uomo.

Il primo giallo arriva al 27’ per il mediano svedese Jesper Karlström, autore di un brutto intervento sul talento argentino Nico Paz, fantasista di scuola Real Madrid. Un minuto dopo il gol di Kamara è regolare, ma al 41’ Abankwah rimedia la sua prima ammonizione per un fallo duro su Douvikas: se fosse stato sanzionato in precedenza, sarebbe scattato il rosso. Prima dell’intervallo viene graziato anche l’attaccante azzurro Nicolò Zaniolo per una mezza gomitata.

La ripresa: la perla di Liberali e la svista sul corner

Dopo il pari regolare di Douvikas al 54’, al 62’ esplode il caso VAR: Kamara interviene in area su Rodríguez. Il Como invoca il rigore, ma Arena concede il corner. L’intervento della tecnologia dimostra che non c’è stata alcuna deviazione friulana, trasformando l’angolo in rimessa dal fondo.

Nel finale si mette in luce il gioiellino italiano Mattia Liberali, subentrato per mostrare giocate di alta classe, mentre al 77’ Zaniolo protesta invano per un contatto al limite con l’esterno spagnolo Pere Milla. All’ultimo respiro finisce sul taccuino dei cattivi il mediano Unai Gómez, a chiusura di un arbitraggio decisamente rivedibile.

Serie A e VAR: la novità dei calci d’angolo debutta in Udinese Como

Udinese Como fa la storia della Serie A: il primo corner revocato dal VAR con la nuova regola

La prima giornata del campionato di Serie A ha subito offerto un episodio destinato a fare scuola per il prosieguo della stagione. Durante il match tra l’Udinese, guidata in panchina dal tecnico croato Kosta Runjaic (alla sua prima esperienza nel calcio italiano), e il Como dell’allenatore spagnolo Cesc Fàbregas (ex stella di Arsenal e Barcellona), ha fatto il suo esordio ufficiale una delle novità regolamentari più attese.

L’episodio al minuto 62: la decisione dell’arbitro Arena

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Al 62’ minuto di gioco, l’arbitro dell’incontro, il giovane fischietto Alberto Arena della sezione di Torre del Greco, aveva inizialmente assegnato un calcio d’angolo a favore del Como. Il direttore di gara era infatti convinto che il pallone fosse stato toccato per ultimo da un difensore dell’Udinese, come il centrale sloveno Jaka Bijol, perno della retroguardia friulana.

Tuttavia, prima che la battuta potesse avvenire, la sala VAR è intervenuta per segnalare l’assenza di qualsiasi deviazione da parte dei giocatori bianconeri. Riscontrato l’errore solare, l’arbitro ha revocato il corner restituendo la palla all’Udinese con una rimessa dal fondo.

Come cambia la tecnologia: la quinta area di intervento del VAR

L’episodio rappresenta l’applicazione pratica del nuovo protocollo per l’uso della tecnologia in campo. Fino allo scorso anno, le aree di intervento del VAR erano limitate a quattro casi specifici:

  • Convalida o annullamento di un gol
  • Assegnazione di un calcio di rigore
  • Espulsione diretta
  • Scambio di identità di un calciatore

Da questa stagione le competenze della tecnologia si ampliano con l’introduzione di un quinto caso: la correzione dei calci d’angolo chiaramente errati.

La condizione fondamentale: nessuna perdita di tempo

Esiste tuttavia un vincolo stringente per l’applicazione di questa regola. La revisione per un corner errato è consentita solo se la decisione può essere corretta in modo immediato, garantendo che non vi sia alcun ritardo nella ripresa del gioco. Se il gioco fosse già ripartito o se la verifica richiedesse troppi minuti, la decisione di campo rimarrebbe confermata. Una svolta dinamica pensata per ridurre gli errori materiali senza intaccare il ritmo della partita.

Chi è Ernest Poku, il nuovo obiettivo di mercato della Fiorentina! L’identikit dell’esterno offensivo classe 2004

Ernest Poku, la nuova freccia per l’attacco: chi è il talento del Bayer Leverkusen seguito dalla Fiorentina

La Fiorentina guarda con grande interesse a Ernest Poku, esterno offensivo classe 2004 di proprietà del Bayer Leverkusen, uno dei profili più esplosivi del panorama europeo. Il dato che lo ha reso noto al grande pubblico — 35,3 km/h di velocità massima registrati all’Europeo Under 21 del 2025 — racconta solo una parte del suo talento. Quando accelera, fermarlo diventa un’impresa.

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Un talento moderno: velocità, dribbling e duttilità

Poku è un esterno offensivo rapido, abile nell’uno contro uno e capace di giocare sia sulle fasce sia da attaccante centrale. Il Bayer Leverkusen ha investito circa 10 milioni di euro più bonus nell’estate 2025 per portarlo in Bundesliga, convinto dalle sue qualità e dai margini di crescita.

Alla prima stagione in Germania ha risposto con numeri concreti: 5 gol e 5 assist in campionato, confermando di essere un giocatore già pronto per il grande calcio, ma ancora in piena evoluzione.

Dalle radici ghanesi all’Olanda: il viaggio di Poku

La storia di Poku è un percorso internazionale. Nato ad Amburgo da genitori ghanesi, cresce ad Amsterdam, dove muove i primi passi nel calcio. Nel 2019 arriva la chiamata dell’AZ Alkmaar, club che lo forma per sei anni, dalle giovanili fino alla prima squadra.

Il legame con il Ghana resta fortissimo. In un’intervista a OmaSportsTV, Poku ha raccontato: «Adoro il cibo, adoro la musica. Anche i miei genitori sono del Ghana, quindi posso parlare anche il Twi».

Sul futuro internazionale non ha ancora deciso: «Dobbiamo vedere, non lo so ancora… Ovviamente devo parlarne con i miei genitori e con il mio agente. Vedremo».

La Youth League come trampolino

Prima del trasferimento al Leverkusen, Poku si era già imposto a livello europeo. Nella stagione 2022/23 trascina l’AZ Alkmaar alla vittoria della UEFA Youth League, segnando 8 gol nel torneo. Due reti arrivano nella finale contro l’Hajduk Spalato, una doppietta che consegna il trofeo agli olandesi.

Perché piace alla Fiorentina

La Fiorentina cerca un esterno rapido, verticale e capace di spaccare le partite. Poku risponde perfettamente a questo identikit: giovane, devastante in campo aperto e già abituato ai palcoscenici internazionali.

Dalla Germania all’Olanda, passando per le radici ghanesi: ora all’orizzonte potrebbe esserci l’Italia. E quando Poku parte in velocità, fermarlo non è mai semplice.

Shakhtar Donetsk, nuova casa europea: Stamford Bridge ospiterà le gare interne di Champions League

Shakhtar Donetsk, ecco la scelta ufficiale: le gare interne di Champions si giocano a Stamford Bridge

Lo Shakhtar Donetsk giocherà le partite casalinghe della Champions League 2026/27 a Stamford Bridge, lo stadio del Chelsea. La decisione, ancora soggetta alle approvazioni regolamentari, porterà il club ucraino a disputare le proprie gare interne a Londra nella prossima stagione europea, in attesa di poter tornare stabilmente in Ucraina.

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Una scelta dettata dalla situazione in Ucraina

Lo Shakhtar si è qualificato direttamente alla League Phase della Champions dopo aver conquistato il titolo della Premier League ucraina 2025/26. Le sfide contro le principali squadre del continente saranno quindi disputate in uno degli impianti più iconici del calcio europeo.

Il CEO del club, Sergei Palkin, ha spiegato: «Giocare le nostre partite casalinghe di Champions League a Stamford Bridge rappresenta un’opportunità davvero speciale per lo Shakhtar… Ma finché la guerra lo rende impossibile, Stamford Bridge è un luogo eccezionale da poter chiamare casa in Europa».

Palkin ha poi aggiunto: «È uno degli stadi più iconici del calcio mondiale… Siamo molto grati al Chelsea per averci aperto le sue porte».

La risposta del Chelsea

Anche il club londinese ha confermato la propria disponibilità ad accogliere lo Shakhtar: «Lo Shakhtar ha giocato in diversi Paesi europei e non vediamo l’ora di accogliere la squadra a Londra… lavoreremo a stretto contatto per garantire sicurezza e comfort», ha dichiarato la società inglese.

Una scelta anche strategica per SCM

La decisione di giocare a Londra assume una valenza economica per System Capital Management (SCM), la società di investimento controllata dal presidente dello Shakhtar Rinat Akhmetov.

Jock Mendoza‑Wilson ha sottolineato che Londra rappresenta «una capitale globale degli affari e degli investimenti», ribadendo che «l’Ucraina può e deve ricevere investimenti già oggi». Ha inoltre ricordato che SCM ha investito oltre 4 miliardi di dollari nel Paese dall’inizio dell’invasione su larga scala.

Un lungo esilio sportivo

Lo Shakhtar non gioca alla Donbas Arena dal 2014. Negli anni ha disputato le gare interne in Polonia, Germania e Slovenia, adattandosi a un esilio sempre più complesso dopo il 2022.

Ora il nuovo approdo sarà Londra: il club conoscerà le proprie avversarie nel sorteggio del 27 agosto 2026, prima di iniziare una stagione europea con Stamford Bridge come nuova casa temporanea.

Conferenza stampa Spalletti: «Partiamo con grande fiducia. Nico Gonzalez e Douglas Luiz mi sono piaciuti. Alajbegovic puo’ dare lo shock»

Conferenza stampa Spalletti: il tecnico bianconero ha presentato la prima partita della stagione dei bianconeri contro il Frosinone

(inviato all’Allianz Stadium) – La stagione della Juventus 2026/27 è alle porte e Luciano Spalletti si presenta in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Frosinone.

Alla vigilia della prima sfida di campionato, il tecnico bianconero incontra i media alle 15.30 all’Allianz Stadium. Calcionews24 segue LIVE le sue parole.

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SENSAZIONI GRUPPO  «Complimenti al Frosinone per essere in Serie A, al tecnico Alvini per l’ottimo lavoro svolto. Poi, è suonata la campana ed è iniziato il campionato. Le sensazioni sono buone perchè abbiamo lavorato bene nei limiti del possibile con il gap dei calciatori tornati dal Mondiale, le difficoltà della tournee, grazie all’impegno di tutti all’interno della Juventus. Ringrazio davvero tutti per il lavoro svolto. Non c’è più tempo per aggiustare e sperare, bisogna andare dentro e fare bene, facendolo vedere senza raccontarlo».

IN COSA CAMBIA L A JUVE – «Le cose nuove sono tante, i calciatori stessi creano delle cose, inventano situazioni, vanno a cercare e ritagliare spazi nuovi. C’è sempre un’evoluzione continua, avere la disponibilità, di pensare, di vedere determinate cose. Io cerco sempre di aggiornarmi. Tempo permettendo, voglio andare a far vedere qualche allenatore di B per imparare e prendere spunti nuovi. Giampaolo, Bianco, Corradi, Galloppa, Floro Flores. Giocatori che ho apprezzato, ma si possono prendere spunti per migliorare il nostro calcio».

UN AGGETTIVO PER LA SUA JUVE E QUALI EVOLUZIONI DI ASPETTA  «Oggi l’aggettivo può essere coeso, affiatato, compatta come squadra. In futuro mi piacerebbe solidi, densi, fitti, vicini, spessi, massicci, robusti. Ci sarà bisogno di tutto questo, fin da domani. Bisognerà usare il primo fiato e il secondo fiato».

QUALITA’ NUOVI ARRIVATI  «Sono tutti diversi… In generale è stato fatto un buon mercato però poi non parte uguale per tutti. C’è chi deve fare ristrutturazioni complete o solo in parte. Noi ci stiamo muovendo al meglio rispetto alla nostra situazione iniziale. I direttori però stanno continuando a lavorare perchè c’è ancora qualcosa da fare. Sono stati bravi a prendere alcuni giocatori, come Alajbegovic: uno di quelli che crea lo shock temporale. Che crea scossa, uno che è bravo a valorizzare la giocata che pensa perchè la vede, anticipa e ci vede la successiva. Poi ovviamente ci sono calciatori che erano della Juve come Nico Gonzalez e Douglas Luiz che non conoscevo, mi sono piaciuti per livello, spessore dei giocatori, per carattere, per passo. Abbiamo sicuramente alzato la competitività dei calciatori. Partiamo con grande fiducia».

VOCI YILDIZ – «Io la vivo tranquillamente, perchè il giocatore è Yildiz. Dal mio punti di vista è facile, possono offrire quello che vogliono. Yildiz lo voglio poter mettere in campo, sa benissimo che non deve affrettare niente. Il suo futuro è importante già alla Juventus. Siamo tutti tranquilli, compreso il giocatore per far vedere le qualità di un potenziale fenomeno del calciatore. Compresi i tifosi».

ACCORCIATO GAP INTER? – «Non lo so se si è accorciato, ci sono 7-8 squadre che lotteranno per i primi 4 posti che noi non abbiamo centrato la scorsa stagione. Ci metto anche la Fiorentina, gran lavoro sul mercato. Bisogno far vedere di essere bravi, conta poco altro. Bisogna diventare squadre, indovinare quando far riposare qualcuno. Dosare di più la totalità della rosa per tanti motivi. Io dico che siamo migliorati, poi le partite che vinceremo dirà quanto siamo migliorati. Bisognerà vincerne tante in campionato, in Europa League perchè c’è il desiderio della proprietà di fare».

LOTTARE PER IL TITOLO?  «Mi piacerebbe fare una conferenza con tutti gli allenatori delle 6-7 squadre di cui parlavo prima. Chi resta fuori da quella lotta? E’ la stessa cosa dei giocatori che poi scelgo di mettere in campo. Noi abbiamo fatto un buon mercato ma siamo nelle condizioni di avere l’opportunità di farne altro. Milan, Napoli, Inter erano già forti e hanno fatto un buon mercato. Sono tutte lì le squadre. Anche la Roma stessa cosa. Siamo tutti in quel gruppo di squadre. Noi giocheremo per fare il massimo, sono d’accordo con l’ingegnere perchè anche noi vogliamo vincere tante partite, a partire da domani».

VICARIO-KOLO TITOLARI? – «Sì entrambi partiranno dall’inizio e poi cercheremo di mettere su una squadra equilibrata. Libertà individuale dentro un equilibrio dinamico. Non è sistema contro sistema, ma comportamento contro comportamento».

SITUAZIONE PORTIERI – «Non sono preoccupato per la situazione portieri. Vicario è esperto, bravo. è fisico, gli mancava un po’ di lavoro con la squadra ma ne ha fatto questa settimana. Perin viene in panchina e poi se ci saranno novità sul mercato vedremo… Di Gregorio non è in lista Serie A e Perin starà con noi fino a che ci sarà utile, anche perchè è un ragazzo serio».

MILIK – «Questa settimana è rimasto fuori da due allenamenti e mezzo e la domanda che mi pone è una vecchia speranza che io ho. Tutte le volte che ho sperato quello è avvenuto poi un infortunio. Vanno fatti dei ragionamenti approfonditi. Anche se nella preparazione sono stati meno. Il ragazzo si sta allenando con continuità. Mi rifaccia la domanda la prossima settimana…».

Chi è Jayden Oosterwolde, l’ultima idea della Roma per rinforzare la difesa di Gasperini

Roma, nuova idea per la difesa: chi è Jayden Oosterwolde, il profilo seguito dai giallorossi per il reparto arretrato

La Roma guarda con attenzione al mercato dei difensori e tra i nomi monitorati nelle ultime ore spicca quello di Jayden Oosterwolde, classe 2001, oggi al Fenerbahçe. Il club giallorosso, guidato da Gian Piero Gasperini, allenatore che predilige difensori dinamici e capaci di interpretare più ruoli, considera l’olandese un profilo potenzialmente ideale per il proprio sistema di gioco.

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Origini e percorso: dall’Olanda alla Turchia passando per l’Italia

Nato a Zwolle il 26 aprile 2001, Oosterwolde cresce calcisticamente nello ZAC, la squadra della sua città, prima di approdare nel settore giovanile del Twente, una delle migliori fucine olandesi. Proprio con il club di Enschede debutta tra i professionisti nella stagione 2020/21, mettendo subito in mostra fisicità, velocità e capacità di adattamento tattico.

Nel 2022 arriva la prima esperienza italiana: il Parma lo porta in Serie B, dove il difensore si impone per continuità e duttilità. L’anno in Emilia gli vale il trasferimento al Fenerbahçe, club turco di primo piano, che nel gennaio 2023 investe 6 milioni di euro per acquistarlo, raddoppiando di fatto il valore pagato dal Parma al Twente (3 milioni). Una plusvalenza significativa che conferma la crescita del giocatore.

Caratteristiche tecniche: il “braccetto” perfetto per Gasperini

Oosterwolde è un difensore moderno, mancino, dotato di grande velocità e di un buon dribbling. Al Fenerbahçe viene impiegato principalmente come braccetto sinistro in una difesa a tre, ruolo che interpreta con aggressività, capacità di copertura e progressioni palla al piede.

Si tratta di un profilo particolarmente affine alle idee di Gasperini, che a Roma sta costruendo una squadra basata su intensità, duelli e ampiezza garantita dai difensori laterali.

Oosterwolde può inoltre giocare come terzino sinistro in una linea a quattro, grazie alla sua corsa e alla capacità di attaccare lo spazio. Questa duttilità lo rende un elemento prezioso per qualsiasi contesto tattico.

Perché piace alla Roma

La Roma cerca un difensore giovane, fisico e capace di adattarsi a più sistemi: Oosterwolde risponde a tutte queste caratteristiche. La sua esperienza in tre campionati diversi, unita alla crescita costante, lo rende un profilo da monitorare con attenzione.

Venezia, adesso è ufficiale il nuovo accordo con Filip Stankovic: scadenza fissata al 2030! Le sue parole

Il portiere Filip Stankovic prolunga l’intesa con il Venezia: accordo ufficiale fino al 2030 e prime dichiarazioni

Filip Stankovic e il Venezia proseguiranno insieme il loro percorso: il club lagunare ha ufficializzato il rinnovo del contratto del portiere classe 2002, confermandolo al centro del progetto tecnico per le prossime stagioni.

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COMUNICATO – «Il Venezia FC comunica di aver raggiunto un accordo per il rinnovo del contratto del portiere Filip Stanković, che continuerà a vestire la maglia arancioneroverde fino al 30 giugno 2030. Arrivato in laguna nella stagione 2024/25, Stanković, 24 anni, ha collezionato finora 55 presenze ufficiali con la maglia del Venezia FC, mantenendo la porta inviolata in 16 occasioni. Protagonista della promozione in Serie A nella stagione 2025/26, Filip ha accompagnato il Club in uno dei momenti più importanti della sua storia recente, diventando nel corso del suo percorso in arancioneroverde una presenza sempre più centrale all’interno della squadra».

PAROLE – «Sono molto felice e orgoglioso di poter continuare a far parte di questa famiglia. Ringrazio il Direttore, il Mister, i miei compagni, tutta la società e i nostri tifosi, che in questi anni mi hanno sempre dimostrato grande stima e affetto. Questo rinnovo per me rappresenta un motivo di grande emozione e, allo stesso tempo, una responsabilità che accolgo con entusiasmo. In campo cerco sempre di dare il massimo e di farmi trovare pronto»

PAROLE DI STANKOVIC AI TIFOSI – «Sono particolarmente contento quando riesco ad aiutare i miei compagni e sentire la loro fiducia è una grande motivazione a lavorare e migliorare ogni giorno. Una parte speciale di tutto questo sono i nostri tifosi. Ci danno una spinta incredibile e, quando difendo la porta sotto la curva, provo grande emozione. Forse non si rendono nemmeno conto di quanto siano importanti per noi. Entrare in campo e vedere la curva piena ci dà una carica enorme: sono la nostra arma in più. Ed è bellissimo vedere che sono sempre di più e che il loro entusiasmo continua a crescere. Non vedo l’ora di vivere insieme a loro tante altre emozioni».

Serie A 2026/27, boom abbonamenti: Inter e Roma guidano la classifica, Lazio fanalino di coda

Serie A 2026/27, la mappa degli abbonamenti: Inter e Roma in vetta, Lazio lontanissima dai numeri delle passate stagioni

La Serie A 2026/27 riparte con un dato significativo: il pubblico continua a rispondere con entusiasmo. Gli stadi italiani si avviano verso un’altra stagione di grande affluenza, con l’obiettivo di superare nuovamente la soglia dei 30mila spettatori di media, traguardo raggiunto nelle ultime due annate.

Secondo l’analisi del Corriere dello Sport, la tendenza post‑pandemia è ormai consolidata: dal 2022 le presenze negli impianti sono cresciute di circa il 30%, spinte sia dall’aumento degli abbonamenti sia dalla maggiore richiesta di biglietti singoli.

Inter e Roma davanti a tutti: 40mila tessere

In cima alla classifica degli abbonamenti ci sono Inter e Roma, entrambe a quota 40mila tessere. I nerazzurri confermano il trend degli ultimi anni, mentre i giallorossi ribadiscono la straordinaria partecipazione del pubblico dell’Olimpico, che nella scorsa stagione ha registrato una media superiore ai 62mila spettatori.

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Milan, Genoa e Napoli seguono a ruota

Il Milan si colloca al terzo posto con 30mila abbonamenti, cifra destinata a crescere dopo la chiusura del mercato. Dietro i rossoneri, Genoa e Napoli viaggiano attorno alle 25mila tessere, confermando una forte risposta del pubblico.

Juventus, Bologna e Lecce: numeri solidi

La Juventus si attesta a 19.900 abbonamenti, mentre il Bologna supera quota 20mila. Molto positivo anche il dato del Lecce, che ha già oltre 18mila tessere prima della vendita libera, un risultato notevole in rapporto alla capienza del Via del Mare.

Lazio ultima: pesa la contestazione dei tifosi

Il caso più particolare riguarda la Lazio, ferma a 4.500 abbonamenti. Un dato nettamente inferiore rispetto alle altre big, influenzato dalla contestazione dei tifosi nei confronti del presidente Claudio Lotito, che prosegue dalla scorsa stagione.

Classifica abbonamenti Serie A 2026/27

  • Inter: 40.000
  • Roma: 40.000
  • Milan: 30.000
  • Genoa: 25.000
  • Napoli: 25.000
  • Bologna: 20.000
  • Juventus: 19.900
  • Lecce: 18.000
  • Atalanta: 15.200
  • Fiorentina: 14.556
  • Cagliari: 13.200
  • Frosinone: 13.000
  • Parma: 10.500
  • Monza: 6.000
  • Venezia: 6.000
  • Sassuolo: 5.000
  • Lazio: 4.500

Il ritorno del pubblico: un valore economico crescente

Nella stagione 2025/26 il Milan ha registrato una media di 73.373 spettatori, davanti all’Inter (73.305) e alla Roma (oltre 62mila). Numeri che confermano come la domanda di calcio dal vivo resti altissima, nonostante le criticità infrastrutturali degli impianti italiani.


Simone Inzaghi si racconta: «L’Inter è la grande favorita, ma poi c’è il campo. Lì ho vissuto 4 anni meravigliosi. Sulla Lazio…»

Il tecnico dell’Al Hilal, Simone Inzaghi: «L’Inter è la grande favorita, ma poi c’è il campo. Lì ho vissuto 4 anni meravigliosi. Sulla Lazio…»

Riparte la Serie A e tra gli spettatori davanti alla TV ci sarà anche un grande ex: Simone Inzaghi, oggi tecnico dell’Al Hilal.

L’allenatore piacentino, protagonista degli anni più vincenti dell’Inter recente, ha raccontato a Il Giornale che seguirà con attenzione la gara inaugurale del campionato italiano, confermando il suo legame con la Serie A e con i colori nerazzurri.

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PAROLE – «Le tv saudite trasmettono solo Premier, Liga e Champions, ma ovviamente mi sono organizzato con le app e quando posso mi vedo tutte le partite di Serie A»

RIMPIANTI – «Vorrei rigiocare la finale di Istanbul, meritavamo di più. Siamo andati vicino a un miracolo sportivo contro la squadra più forte dell’ultimo decennio»

FUTURO E CRITICHE RICEVUTE – «Sono molto dentro al presente, il futuro può aspettare. Qui ho tutto e voglio dare tutto a questo club. L’anno scorso siamo stati l’unica squadra imbattuta al mondo, quest’anno vogliamo alzare nuovi trofei. L’Italia è nel mio cuore, l’Europa sarebbe un grande stimolo. Il mio inglese è migliorato molto, la lingua non sarebbe un ostacolo. Il sistema dipende dai giocatori che hai, sempre. E le critiche per le sostituzioni dei giocatori ammoniti, allora? Ho cominciato a farle nel 2018, ora mi pare che le facciano quasi tutti. Giocare 10 contro 11 con l’intensità odierna equivale a mezza partita persa, ne ho parlato con molti colleghi e tutti la pensano come me»

SERIE A «Sulla carta è l’Inter la grande favorita, ma poi c’è il campo. e le squadre competitive sono molte, dal Milan, al Napoli, dalla Juventus alla Roma e al Como»

INTER – «All’Inter ho vissuto 4 anni meravigliosi. Abbiamo vinto 6 trofei, giocato 2 finali di Champions e siamo rimasti sempre competitivi, anche in un periodo nel quale il club doveva essere molto attento sul mercato. La dirigenza è stata bravissima, risanando un bilancio vicino al collasso e a me non hanno mai nascosto nulla. Non ho mai vissuto queste difficoltà come un alibi, sono stati uno stimolo. Abbiamo costruito, fatto crescere giocatori, creato valore e dato all’Inter una mentalità ancora più forte»

LAZIO – «Suscita tristezza, spero che si esca presto da questa situazione difficilmente sostenibile. I tifosi che non vanno allo stadio sono i primi a soffrirne. Conosco bene l’ambiente: sono arrivato alla Lazio a 23 anni e ne ho trascorsi lì 22, anche se è stato quasi un caso»

RETROSCENA – «Nell’estate del ’99, dopo i 15 gol in A col Piacenza, feci le visite mediche al Milan, ma non mi presero perché il dottor Meersseman disse che la mia schiena aveva una predisposizione agli infortuni. Non lo sapevamo, ma purtroppo aveva ragione, visto che a 28 anni già non ero più io, proprio per la schiena. Potevo diventare milanista 2 anni prima di Filippo, invece andai alla Lazio. E vinsi subito lo scudetto, fui capocannoniere in Champions. Le mie soddisfazioni me le sono tolte».

Mercato Napoli: idea Marc Guiu dal Chelsea. C’è un aspetto che favorirebbe il suo approdo alla corte di Allegri

Mercato Napoli: Marc Guiu dal Chelsea è il nuovo obiettivo del club azzurro per rinforzare l’attacco. Cosa sta succedendo

Il Napoli continua a guardare con estremo interesse oltremanica per individuare il rinforzo ideale con cui completare il proprio reparto offensivo. Oltre ai profili di grande caratura internazionale già presenti sul taccuino della dirigenza azzurra — tra cui spiccano i nomi di Joshua Zirkzee del Manchester United, Gabriel Jesus dell’Arsenal e Nicolas Jackson del Chelsea —, la società partenopea sta valutando una pista alternativa di grande prospettiva: Marc Guiu, giovane centravanti spagnolo classe 2006 di proprietà del club londinese. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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La strategia azzurra: sostenibilità e investimento a lungo termine

La decisione di virare sul giovane talento nasce dalla necessità di individuare un’opzione sostenibile e di qualità. Le trattative per i principali obiettivi d’attacco presentano infatti costi di cartellino e ingaggi particolarmente elevati, accompagnati da una fitta concorrenza da parte dei principali club europei. Per ovviare a questi ostacoli, la dirigenza campana ha iniziato a muovere i primi passi esplorativi per il gioiello spagnolo cresciuto nel settore giovanile del Barcellona.

L’intenzione del Napoli sarebbe quella di provare ad imbastire un’operazione a titolo definitivo, configurando l’acquisto come un vero e proprio investimento programmatico per il futuro. Dal canto suo, il calciatore manifesta la volontà di trovare una sistemazione in grado di garantirgli un minutaggio superiore e maggiore continuità sul terreno di gioco, aspetti che a Londra rischiano di essere limitati dall’ampia concorrenza in rosa.

I vantaggi regolamentari e la sinergia con la Premier League

A rendere l’ipotesi Guiu ancora più attraente per la società azzurra contribuisce anche un fondamentale aspetto di natura regolamentare: data la giovanissima età del centravanti, il suo eventuale tesseramento permetterebbe di registrarlo come calciatore fuori lista, evitando di occupare uno dei posti limitati previsti per la rosa principale.

L’interesse per il talento del Chelsea conferma l’eccellente feeling del club partenopeo con il mercato della Premier League, bacino dal quale la società ha recentemente attinto con grande successo. Nelle prossime battute della sessione estiva, il Napoli valuterà se affondare il colpo decisivo con la dirigenza inglese.

Calciomercato Atalanta, non solo Lang: spuntano due nomi a sorpresa per rinforzare l’attacco! Potrebbe esserci un ritorno

Calciomercato Atalanta, tutti i nomi per rinforzare l’attacco: da Lang ad un clamoroso ritorno in nerazzurro. Tutti i dettagli

L’Atalanta prosegue la propria ricerca di rinforzi per il reparto offensivo, intenzionata a regalare nuove soluzioni tattiche sulla trequarti e lungo le corsie esterne. Se la pista legata a Noa Lang continua a rappresentare l’opzione più concreta per il futuro del talento olandese, la dirigenza nerazzurra sta valutando attentamente anche altre candidature di livello per completare l’organico secondo Gianluca Di Marzio.

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La pista Dennis Man: dall’esperienza al Parma al PSV Eindhoven

Tra i profili seguiti con maggiore interesse dai vertici bergamaschi figura Dennis Man, una vecchia conoscenza del calcio italiano per i suoi trascorsi con la maglia del Parma. Attualmente in forza al PSV Eindhoven, l’esterno si è distinto per le sue spiccate qualità nell’uno contro uno, l’imprevedibilità sulla fascia e la capacità di incidere in fase realizzativa.

La profonda familiarità con le dinamiche della Serie A rende l’attaccante un profilo particolarmente gradito per l’ambiente della Dea, consentendo un inserimento immediato nei meccanismi tattici della squadra. La sua candidatura va a rafforzare la lista dei desideri della società, che intende garantirsi un’alternativa di grande spessore oltre al nome di Lang.

Il possibile ritorno a Bergamo di Nicolò Cambiaghi

Parallelamente alle piste estere, l’Atalanta prende in considerazione l’ipotesi di un rientro alla base per un prodotto della propria fucina di talenti. La dirigenza sta infatti valutando la situazione di Nicolò Cambiaghi, cresciuto nel settore giovanile nerazzurro prima di proseguire il proprio percorso di maturazione professionale.

Attualmente l’esterno è legato al Bologna da un accordo contrattuale con scadenza fissata al 30 giugno 2029. Ciononostante, la sua profonda conoscenza del contesto di Bergamo e l’appartenenza al vivaio club rappresentano fattori di grande rilievo strategico, utili anche per il tesseramento nelle liste ufficiali. Nelle prossime battute della sessione estiva, la società scioglierà le riserve su quale sia la pista prioritaria da affondare per blindare l’attacco.

Calciomercato Roma, più vicino Oosterwolde: offerta per Gittens, ecco la risposta del Chelsea

Calciomercato Roma, Oosterwolde è ad un passo: offerta al Chelsea per Gittens, cosa hanno risposto i Blues

La Roma accelera in maniera decisa per completare le ultime tessere del proprio organico e punta a definire la trattativa per Jayden Oosterwolde. I dirigenti capitolini hanno intensificato i contatti per l’esterno di proprietà del Fenerbahçe, con il chiaro obiettivo di raggiungere la fumata bianca definitiva entro la giornata di oggi secondo Di Marzio. La struttura dell’operazione è stata impostata su un prestito con obbligo di riscatto condizionato al verificarsi di determinate condizioni. La società giallorossa si trova ora in attesa del via libera formale da parte del club turco per programmare l’arrivo del calciatore nella Capitale.

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Offerta al Chelsea per l’attacco: i Blues dicono no

L’attenzione della dirigenza romana non è rivolta soltanto alla retroguardia, ma si estende anche al reparto avanzato, dove si cercano profili giovani e di spessore internazionale. In quest’ottica, la Roma ha messo nel mirino Gittens, esterno inglese classe 2004 di proprietà del Chelsea, formulando una proposta ufficiale per portarlo in Serie A. L’offerta presentata ai vertici del club di Londra prevedeva un prestito oneroso da 3 milioni di euro con un diritto di riscatto fissato a 40 milioni, senza inserire alcuna clausola di obbligo. Al momento, tuttavia, la società britannica ha risposto con un rifiuto, considerata la volontà di non privarsi del giocatore a queste condizioni.

Il profilo e i numeri dell’esterno d’attacco

Il giovane talento d’oltremanica rappresenta un profilo di grandissima prospettiva, forte di un bagaglio d’esperienza già maturato sui palcoscenici più prestigiosi d’Europa. Cresciuto ed esploso nel Borussia Dortmund, con la maglia della formazione tedesca ha collezionato un totale di 107 presenze arricchite da 17 reti, imponendosi come una delle ali più interessanti del panorama internazionale. Nel corso della sua prima annata disputata a Londra con il Chelsea, il ventiduenne ha trovato spazio mettendo a referto 27 apparizioni complessive tra tutte le competizioni, impreziosite da una rete e 5 assist. Pur a fronte del primo no incassato dai Blues, la Roma continua a seguire la situazione, pronta a capire se ci siano margini per un nuovo tentativo.

Calciomercato Fiorentina, si stringe per Poku del Bayer Leverkusen: Beto è l’opzione se parte Kean

Calciomercato Fiorentina, Poku e Beto sono i due nomi più caldi per l’attacco della Viola. Qual è la situazione aggiornata

La Fiorentina intensifica le proprie manovre di mercato per rinforzare il settore offensivo, mettendo nel mirino un giovane talento di prospettiva internazionale. Come riportato da Gianluca Di Marzio, la dirigenza toscana sta portando avanti una trattativa serrata per Ernest Poku, esterno d’attacco classe 2004 attualmente sotto contratto con il Bayer Leverkusen. Il calciatore olandese rappresenta oggi il profilo più vicino a vestire la maglia viola, all’interno di una negoziazione avanzata che potrebbe regalare al reparto avanzato nuova energia e imprevedibilità lungo la corsia destra.

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Il profilo di Ernest Poku: la crescita tra Olanda e Germania

Cresciuto nel settore giovanile dell’AZ Alkmaar, Poku è approdato nel campionato tedesco soltanto dodici mesi fa, quando le aspirazioni del club di Leverkusen lo hanno spinto a puntare sulle sue qualità atletiche e tecniche. Nella sua prima annata disputata in Bundesliga con la maglia delle aspirine, l’ala ventenne ha dimostrato un impatto concreto raccogliendo numeri di tutto rispetto: un bilancio complessivo di 5 reti e 5 assist a referto.

Le sue spiccate doti nell’uno contro uno, unite a una notevole accelerazione palla al piede, rendono il giovane attaccante la soluzione ideale per garantire ampiezza al gioco e varianti tattiche. La Fiorentina sta lavorando sui dettagli con il club tedesco per definire i termini del trasferimento e chiudere l’accordo in tempi brevi.

Piano di riserva per l’attacco: Beto sulla lista in caso di addio di Kean

Parallelamente alle manovre sulle corsie esterne, la società gigliata mantiene un’attenzione costante sullo scacchiere dei centravanti. Qualora dovesse concretizzarsi la cessione di Moise Kean, finito al centro di diverse indiscrezioni di mercato, i dirigenti viola hanno già individuato una risposta adeguata per la linea d’attacco.

Il nome in cima alla lista delle preferenze per l’eventuale sostituzione dell’italiano è quello di Beto. L’attaccante portoghese, ben noto al pubblico del nostro campionato per i suoi trascorsi con la maglia dell’Udinese, possiede la struttura fisica e la familiarità con i difensori della Serie A necessarie per raccogliere l’eredità di Kean. La Fiorentina segue con attenzione l’evoluzione della situazione, pronta a intervenire per mantenere elevata la competitività del proprio reparto d’attacco.

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