Pagina 14 – Calcio News 24

Pinamonti Lazio, cambia la formula: il bomber verso l’addio al Sassuolo, si tratta sui bonus

I biancocelesti studiano una soluzione per aggirare i limiti dell’indice di liquidità: acquisto definitivo di Pinamonti da 2-3 milioni più una ricca componente di bonus

Calciomercato Lazio news in tempo reale: svolta nella trattativa tra Lazio e Andrea Pinamonti. Secondo quanto riferito da Gianluca Di Marzio, la formula dell’operazione potrebbe cambiare per permettere ai biancocelesti di superare gli ostacoli legati all’indice di liquidità.

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L’idea su cui stanno lavorando le parti prevede un trasferimento a titolo definitivo dell’attaccante dal Sassuolo, con una cifra fissa compresa tra 2 e 3 milioni di euro, alla quale verrebbe aggiunta una consistente componente legata ai bonus. Una struttura pensata per rendere l’operazione sostenibile per il club capitolino e consentire di arrivare alla fumata bianca.

Pinamonti rappresenta un profilo particolarmente gradito alla Lazio per rinforzare il reparto offensivo e l’operazione è entrata nella sua fase decisiva. Restano da definire gli ultimi dettagli economici tra i club, con le parti impegnate a trovare l’intesa definitiva.

Il cambio di formula potrebbe quindi rivelarsi determinante per sbloccare definitivamente l’affare. La Lazio continua a lavorare sul trasferimento, mentre Pinamonti attende sviluppi sul proprio futuro.

Napoli, assalto a Gabriel Jesus: Allegri aspetta il colpo in attacco, ma prima serve una cessione per sbloccare il mercato

Gli azzurri hanno individuato in Gabriel Jesus il rinforzo ideale per completare il reparto offensivo, ma l’affare resta legato alle operazioni in uscita

Calciomercato Napoli ultime notizie in tempo reale: il Napoli entra nella fase decisiva del mercato con un obiettivo chiarissimo: Gabriel Jesus. L’attaccante brasiliano dell’Arsenal è stato individuato dal direttore sportivo Giovanni Manna come il profilo ideale per aggiungere ad Allegri qualità, imprevedibilità e gol.

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Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la strategia del club azzurro è ormai delineata: il brasiliano rappresenta la priorità assoluta per gli ultimi giorni di trattative. Il Napoli continua a monitorare con grande attenzione la situazione dell’ex Manchester City, considerato sempre più vicino all’uscita dal progetto Arsenal.

A confermare questa sensazione ci sono anche le recenti esclusioni del giocatore, rimasto fuori dai convocati sia per il Community Shield contro il Manchester City sia per l’esordio in Premier League contro il Coventry.

La trattativa, però, presenta ancora un ostacolo importante. Prima di poter accelerare concretamente per Gabriel Jesus, il Napoli deve effettuare almeno una cessione a titolo definitivo. L’operazione in entrata resta quindi strettamente collegata alle uscite: senza una partenza, gli azzurri non potranno affondare il colpo decisivo.

Allarme Juventus: Yildiz ko, Spalletti trema e il mercato può cambiare volto

Yildiz ko, emergenza totale per Spalletti: l’infortunio del numero 10 può spingere la Juventus a cambiare strategia sul mercato

Juventus news 24: brutte notizie in casa Juventus dopo la trasferta di Frosinone. Kenan Yildiz è rientrato con un problema al piede sinistro e, nelle ultime ore, il numero 10 bianconero è stato sottoposto ad accertamenti al J Medical. L’esito degli esami ha fatto scattare l’allarme: la situazione è da valutare e non viene esclusa l’ipotesi di un intervento chirurgico. I tempi di recupero potrebbero arrivare fino a due mesi, privando Luciano Spalletti del suo giocatore più determinante.

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Una tegola pesantissima per la Juventus, che da Frosinone ha sì portato a casa tre punti, ma ha lasciato sul campo diverse occasioni fallite in attacco. Ora l’assenza di Yildiz complica ulteriormente i piani dell’allenatore, già alle prese con la necessità di trovare maggiore concretezza offensiva.

Spalletti può contare su Jeremie Boga e Kerim Alajbegovic, alternative naturali sulla fascia, ma la perdita del turco potrebbe spingere la società a intervenire sul mercato. L’ipotesi Zirkzee torna così d’attualità, anche indipendentemente dalle cessioni. Da monitorare inoltre il futuro di Nico Gonzalez, desideroso di tornare all’Atletico Madrid ma molto stimato da Spalletti per la sua duttilità.

Atalanta, dopo Elmas si accelera per Rowe: rilancio da 40 milioni e trattativa in fase avanzata

Mercato Atalanta, spinta decisiva per Rowe: offerta da 40 milioni. Dopo Elmas, nuovo colpo in arrivo

Il mercato dell’Atalanta continua a muoversi con decisione. Dopo l’arrivo a sorpresa di Eljif Elmas, centrocampista macedone capace di garantire qualità e inserimenti, la società bergamasca è pronta a intervenire anche sugli esterni offensivi, ruolo considerato fondamentale nel 4‑3‑3 di Maurizio Sarri. Le prime due giornate di campionato hanno evidenziato la necessità di aumentare sia la quantità sia la qualità delle alternative sulle fasce, e il nome in cima alla lista è quello di Jonathan Rowe del Bologna.

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Atalanta, rilancio da 40 milioni: trattativa in fase avanzata

Secondo quanto riportato da Footmercato, l’Atalanta ha deciso di accelerare nelle ultime ore per portare Rowe a Bergamo. Dopo una prima offerta da 35 milioni di euro, respinta dal Bologna, il club nerazzurro è tornato alla carica con un rilancio da circa 40 milioni per un trasferimento a titolo definitivo.

La trattativa è considerata in fase avanzata, come confermato anche dal giornalista Matteo Moretto. Il Bologna, che aveva acquistato Rowe un anno fa dall’Olympique Marsiglia, si sta già muovendo per individuare un sostituto, segnale che l’operazione potrebbe davvero entrare nella sua fase conclusiva.

Il ruolo di Tedesco e la sfida con la Lazio

Resta da capire se Domenico Tedesco, allenatore del Bologna noto per il suo calcio organizzato e verticale, deciderà di schierare Rowe dal primo minuto nella sfida delle 18:30 contro la Lazio. Il giocatore inglese, classe 2003, è uno degli elementi più dinamici della rosa rossoblù: rapido, tecnico, abile nell’uno contro uno e prezioso anche in fase di pressione alta.

La sua eventuale esclusione potrebbe essere un ulteriore indizio della trattativa in corso.

Atalanta, obiettivo chiaro: potenziare gli esterni

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Sarri ha chiesto rinforzi sulle fasce per aumentare imprevedibilità e profondità. Rowe rappresenta un profilo ideale per il suo sistema: giovane, esplosivo, capace di attaccare lo spazio e di creare superiorità numerica.

Con Elmas già inserito in rosa e il rilancio per Rowe, l’Atalanta dimostra di voler costruire una squadra più completa e competitiva, pronta a rispondere alle esigenze tattiche del nuovo allenatore.

Udinese vicina al colpo Mrozek: accordo vicino con il Lech Poznań. Chi è il portiere polacco classe 2000

Calciomercato Udinese, Mrozek sempre più vicino: accordo in chiusura con il Lech Poznań. Chi è il portiere del 2000

Calciomercato Udinese ultimissime: l’Udinese è pronta a chiudere un nuovo innesto per la porta. Secondo quanto riportato dal giornalista polacco Tomasz Włodarczyk, il club friulano è molto vicino a definire l’arrivo di Bartosz Mrozek, portiere classe 2000 del Lech Poznań, considerato uno dei profili più interessanti dell’ultima generazione di estremi difensori polacchi.

La trattativa è ormai agli ultimi dettagli: tra i due club manca soltanto l’intesa sull’obbligo di riscatto, elemento che rappresenta l’ultimo nodo da sciogliere prima della fumata bianca. Una volta trovata la formula definitiva, Mrozek sarà pronto a iniziare la sua nuova avventura in Serie A.

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Chi è Bartosz Mrozek: il percorso del portiere polacco

Mrozek, alto 190 cm, è cresciuto nel settore giovanile del Lech Poznań, dove ha compiuto tutta la trafila fino alla prima squadra. Dal 2016 al 2018 ha giocato con la formazione riserve in quarta divisione, prima di iniziare una serie di esperienze in prestito utili alla sua crescita.

  • Una stagione all’Elana Toruń, club della terza divisione polacca.
  • Due stagioni al GKS Katowice, dove si è imposto come titolare mostrando affidabilità e continuità.
  • Il ritorno al Lech Poznań, con il debutto in prima squadra il 26 ottobre 2021 in Coppa di Polonia, match vinto 2‑0 contro l’Unia Skierniewice.

Nel 2022 è passato in prestito allo Stal Mielec, esperienza che ha segnato la sua prima stagione da titolare in Ekstraklasa, il massimo campionato polacco. Le sue prestazioni hanno convinto il Lech Poznań a riportarlo alla base nel 2023 e a designarlo come portiere titolare.

Un profilo in crescita anche in nazionale

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Mrozek ha rappresentato la Polonia in tutte le selezioni giovanili: Under‑15, Under‑16, Under‑17, Under‑18, Under‑19 e Under‑20. Il 4 settembre 2024 ha ricevuto la prima convocazione nella nazionale maggiore, in vista delle gare di Nations League contro Croazia e Scozia. Un segnale della sua crescita costante e del valore riconosciuto a livello internazionale.

Udinese, un investimento mirato per il futuro

L’arrivo di Mrozek risponde alla volontà dell’Udinese di puntare su un portiere giovane, strutturato fisicamente e già abituato a responsabilità importanti. Un profilo che può crescere ulteriormente in Serie A e rappresentare una scelta strategica per il presente e il futuro del club.


Manchester City, centrocampo in rivoluzione: Enzo Fernández verso la chiusura ma c’è un’altra cessione nei piani

Manchester City, sprint finale per Enzo Fernández: chiusura attesa in settimana. Nico González verso il Newcastle

Il Manchester City è nel pieno di una fase di ristrutturazione del proprio centrocampo. La squadra di Enzo Maresca, tecnico che basa il suo gioco su possesso, qualità tecnica e costruzione pulita, sta lavorando su più fronti per completare la mediana in vista della stagione 2026/27.

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Assalto a Enzo Fernández: il Chelsea alza il prezzo

Il City ha individuato in Enzo Fernández il rinforzo ideale per dare nuova linfa alla zona nevralgica del campo. Il centrocampista argentino, classe 2001, è uno dei profili più completi della Premier League: dinamico, aggressivo, dotato di grande visione di gioco e già protagonista con la maglia dell’Argentina campione del mondo.

La trattativa con il Chelsea procede, ma non senza ostacoli. Le richieste dei Blues sono infatti cambiate: dai 120 milioni di euro iniziali, la valutazione è salita a 140 milioni. Una cifra altissima, che riflette sia il valore del giocatore sia la volontà del club londinese di massimizzare l’operazione.

Il City punta comunque a chiudere entro la settimana, consapevole che Fernández rappresenta un tassello fondamentale per il progetto tecnico di Maresca.

Nico González in uscita: il Newcastle accelera

Mentre il City lavora per rinforzarsi, c’è anche chi è pronto a lasciare Manchester. Nico González, mediano spagnolo classe 2002, è vicino alla firma con il Newcastle.

González, cresciuto nel Barcellona e arrivato al City per aggiungere fisicità e ordine tattico, non è riuscito a ritagliarsi un ruolo centrale nelle rotazioni di Maresca. Il Newcastle, alla ricerca di un centrocampista giovane e duttile, ha individuato in lui il profilo ideale per completare la propria mediana.

L’operazione è considerata molto vicina alla chiusura, con il giocatore pronto a una nuova avventura in Premier League.

Centrocampo in evoluzione: il piano del City

Il Manchester City si prepara dunque a una vera e propria rivoluzione in mezzo al campo: un grande investimento per Fernández e una cessione strategica come quella di González.

Maresca vuole una squadra capace di dominare il gioco e controllare i ritmi, e le mosse di mercato vanno esattamente in questa direzione.

Torino, colpo a sorpresa: Calabria vicino al ritorno in Serie A. Ilic verso Lecce, cosa sta succedendo

Calciomercato Torino, doppio movimento: Calabria in arrivo, Ilic verso Lecce. La situazione completa

Il Torino accende improvvisamente il proprio calciomercato con una notizia che ha scosso l’ambiente granata. Secondo quanto riportato dal giornalista Orazio Accomando, il club è a un passo dall’ingaggiare Davide Calabria, terzino destro italiano classe 1996, ex capitano del Milan e oggi al Panathinaikos. Un profilo di esperienza e affidabilità che Ignazio Abate, tecnico granata noto per il suo calcio aggressivo e verticale, aveva richiesto per rinforzare la corsia destra in vista delle possibili uscite nel reparto esterni.

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Calabria, accelerata decisiva: Abate pronto ad accoglierlo

Calabria era stato inserito nelle idee di mercato del Torino già nelle scorse settimane, soprattutto in caso di partenza di Dembélé. Nelle ultime ore, però, la trattativa ha subito un’accelerazione improvvisa: l’accordo tra le parti è considerato vicinissimo.

Il terzino, cresciuto nel settore giovanile del Milan e protagonista di oltre 200 presenze in Serie A, garantirebbe ad Abate un innesto di grande esperienza, conoscenza del campionato e capacità di interpretare più fasi di gioco. Un profilo ideale per un Torino che vuole alzare il livello tecnico e mentale della rosa.

Ilic verso Lecce: operazione in prestito

Parallelamente, resta caldo l’asse con il Lecce. Il club salentino è vicino a chiudere per Ivan Ilić, centrocampista serbo classe 2001, dotato di ottima tecnica e visione di gioco. L’operazione dovrebbe concretizzarsi in prestito, con il giocatore che prima rinnoverà il contratto con il Torino.

Ilić ha collezionato 8 presenze nell’ultima stagione, mentre il totale in maglia granata è di 76 partite, arricchite da 7 gol e 6 assist. Un profilo che a Lecce potrebbe ritrovare continuità e centralità.

Dembélé, trattativa ancora aperta

Non solo Calabria e Ilic: il dialogo tra Torino e Lecce riguarda anche il possibile trasferimento di Dembélé, esterno offensivo che potrebbe lasciare la squadra di Abate per trovare maggiore spazio altrove. La trattativa resta aperta, con sviluppi attesi nei prossimi giorni.

Un Torino molto attivo sul mercato

Con l’arrivo imminente di Calabria e le operazioni in uscita che procedono, il Torino si conferma una delle squadre più dinamiche di questa fase di mercato. Abate vuole una rosa più esperta, più tecnica e più profonda: i movimenti delle ultime ore vanno esattamente in questa direzione.

Mercato Lazio, tutto in 48 ore per Pinamonti: cosa sta frenando al momento la fumata bianca per l’attaccante

Mercato Lazio, 48 ore decisive per Andrea Pinamonti: novità importantissime per il futuro dell’attaccante del Sassuolo

Settimana cruciale in casa Lazio per completare l’ingaggio di Andrea Pinamonti. Il presidente Claudio Lotito punta a velocizzare i tempi e a chiudere l’accordo con il Sassuolo nel giro di 48 ore secondo il Corriere dello Sport. La strategia biancoceleste prevede un rilancio per il prestito oneroso fino a 4 milioni di euro, a cui aggiungere un diritto di riscatto fissato a 8 milioni, per un totale di 12 milioni di euro.

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La formula dell’operazione rappresenta il punto centrale del dibattito: i neroverdi chiedono l’obbligo di riscatto, ma i vincoli legati al saldo zero impongono alla Lazio di muoversi solo a titolo temporaneo con opzione, come già fatto per gli innesti di Frattesi e Sutalo. L’attaccante ha già dato il proprio gradimento per un contratto quinquennale da oltre 2 milioni a stagione, ma prima del trasferimento dovrà estendere l’accordo con il Sassuolo oltre la scadenza del 2027.

Le scelte di Gattuso e le situazioni di Romagnoli e Tavares

Mentre la dirigenza lavora sul mercato, la squadra guidata da Gennaro Gattuso affronta la trasferta di Bologna affidandosi in avanti alla coppia composta da Dia e Ratkov. Il tecnico calabrese deve tuttavia gestire una rosa condizionata da diverse trattative in uscita e da condizioni fisiche non ottimali.

Tra i convocati figurano anche Alessio Romagnoli e Nuno Tavares, entrambi destinati alla panchina. Il difensore italiano, reduce da qualche problema fisico, vede sfumare la pista araba dell’Al-Sadd e resta alla finestra in attesa di sviluppi che coinvolgono l’Atalanta o un ipotetico ricongiungimento con Maurizio Sarri. Il terzino portoghese attende invece novità dal Porto, dopo il no di Lotito a una prima offerta da 2 milioni di euro.

Gestione dell’attacco e bilancio biancoceleste

L’eventuale arrivo di Pinamonti porterebbe a tre il numero dei centravanti in rosa, spingendo la dirigenza a valutare le proposte che potrebbero arrivare per uno tra Dia e Ratkov. Nonostante da Formello si ribadisca che non vi sia l’obbligo di vendere prima di comprare, le cessioni a titolo definitivo perfezionate nei mesi scorsi — tra cui quelle di Guendouzi, Castellanos, Provedel e Gila — confermano la necessità di mantenere in equilibrio i conti per garantire la sostenibilità economica degli ultimi colpi in entrata.

Calciomercato Genoa, addio ad Alan Matturro: intesa con lo Shakhtar Donetsk. Ecco quanto guadagnano i rossoblù

Calciomercato Genoa, Alan Matturro lascia il Grifone e vola allo Shakhtar Donetsk. Cifre e dettagli dell’operazione

Il calciomercato del Genoa entra nel vivo con un’importante operazione in uscita a titolo definitivo. Il giovane difensore uruguaiano Alan Matturro è infatti ormai ad un passo dal salutare la maglia rossoblù per trasferirsi in Ucraina, dove vestirà i colori dello Shakhtar Donetsk. Secondo Fabrizio Romano, le due società sono nelle fasi conclusive delle negoziazioni ed hanno già trovato un accordo verbale di massima per definire la cessione del centrale sudamericano, pronto a intraprendere un nuovo capitolo della sua carriera professionale.

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I dettagli economici dell’operazione: cifre e tempistiche

L’intesa finanziaria tra la dirigenza ligure e il club di Donetsk è in procinto di essere formalmente completata sulla base di una quota fissa pari a 5,5 milioni di euro, a cui si sommerà un ulteriore milione di euro di bonus legato al raggiungimento di specifici traguardi sportivi individuali e di squadra.

I dialoghi tra le parti hanno vissuto una forte accelerazione nelle ultime ore, permettendo di sistemare anche gli ultimi cavilli burocratici. L’affare è ormai in dirittura d’arrivo ed è tutto pronto per la chiusura definitiva, che avverrà nei primi giorni di questa settimana. Il calciatore si prepara dunque a sostenere le visite mediche di rito prima della firma sul nuovo contratto pluriennale.

Il profilo di Alan Matturro e le strategie del Genoa

Nato nel 2004 e prelevato dal Defensor Sporting, Alan Matturro si è messo in luce nel panorama calcistico internazionale grazie a una notevole stazza fisica, a un’ottima personalità nel gioco aereo e a una spiccata duttilità tattica che gli consente di disimpegnarsi sia come difensore centrale sia come terzino sulla corsia mancina. Durante il suo percorso al Genoa ha dimostrato interessanti margini di crescita, catturando l’attenzione degli osservatori dei principali club europei.

L’acquisto da parte dello Shakhtar Donetsk si inserisce perfettamente nella collaudata filosofia del club ucraino, da sempre attento ai migliori prospetti sudamericani da valorizzare sui palcoscenici continentali. Per il Genoa, la cessione di Matturro rappresenta una preziosa operazione finanziaria in uscita, utile per far respirare le casse del club e garantire alla dirigenza la flessibilità economica necessaria per completare gli ultimi innesti in entrata prima del termine ufficiale della sessione estiva.

Si riapre il caso Julián Álvarez all’Atlético Madrid! Fischi dei tifosi, fuga nello spogliatoio e l’ombra del Barcellona sull’argentino

Si accende la situazione tra Julián Álvarez e l’Atlético Madrid! Cosa è successo nel match casalingo contro il Villarreal

La spaccatura tra Julián Álvarez e l’ambiente dell’Atlético Madrid si fa sempre più profonda e complessa da ricomporre. Nel corso dell’ultima sfida casalinga disputata contro il Villarreal, conclusasi sul punteggio di 2-2, l’attaccante argentino è stato sommerso dai fischi del pubblico colchonero. Una contestazione aperta che certifica un clima di forte tensione e incertezza attorno alla figura dell’ex centravanti del Manchester City.

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Il rientro solitario negli spogliatoi e la ricostruzione del Mundo Deportivo

Entrato in campo nella ripresa dalla panchina, Álvarez non è riuscito a incidere sulle dinamiche del match né a regalare la vittoria alla sua squadra. Ad appesantire ulteriormente il quadro è stato però l’atteggiamento tenuto dall’argentino al triplice fischio finale. Mentre i suoi compagni di squadra si radunavano vicino agli spalti per salutare e ringraziare i sostenitori presenti, la Araña ha voltato le spalle al campo, dirigendosi in fretta verso il tunnel degli spogliatoi.

Un episodio emblematico che ha catturato l’attenzione di media e spettatori. Secondo quanto svelato dal quotidiano Mundo Deportivo, la scelta di evitare il consueto giro di campo finale sarebbe stata concordata su indicazione dello stesso club rojiblanco. L’obiettivo della dirigenza era chiaramente quello di proteggere il calciatore ed evitare un confronto diretto ancora più acceso con la parte più calda della tifoseria.

Il calciomercato e il nodo per Diego Simeone

All’origine dell’incomprensione con l’ambiente madrileño figurano anche le frequenti voci di calciomercato. Il desiderio non troppo nascosto del classe 2000 di cambiare aria, con il Barcellona posizionato in prima fila per tentare l’affondo nei prossimi mesi, ha incrinato il feeling con i sostenitori. Sbarcato a Madrid accompagnato da grandissime aspettative, l’attaccante vive oggi il momento più delicato della sua avventura spagnola.

Per l’allenatore Diego Simeone si prospetta un compito estremamente delicato nel proseguimento della stagione. Il tecnico dei Colchoneros dovrà lavorare duramente sia sulla tenuta psicologica del giocatore sia sull’aspetto ambientale, cercando di ricucire uno strappo che al momento appare profondo. L’episodio del post-partita contro il Villarreal rappresenta soltanto l’ultimo capitolo di una vicenda destinata a far discutere ancora a lungo.

Mercato Fiorentina: sirene d’addio per Mandragora? Può lasciare i viola, due club interessati al centrocampista

Mercato Fiorentina: Rolando Mandragora lascia la Viola? Due squadre interessate a lui, ecco cosa filtra sul suo futuro

Calciomercato Fiorentina ultimissime notizie: con poco più di una settimana al termine della sessione estiva di calciomercato, in casa Fiorentina è il momento di concentrare le attenzioni sulle operazioni in uscita. Dopo un periodo caratterizzato da importanti acquisti per rinforzare la rosa da consegnare a Fabio Grosso, la dirigenza viola si trova ora nella necessità di sfoltire l’organico per bilanciare le entrate e garantire il giusto equilibrio tattico all’interno dello spogliatoio.

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Le manovre in uscita della Fiorentina: da Dodo a Mandragora

Tra i profili destinati a salutare Firenze non c’è soltanto la pista legata al terzino brasiliano Dodo, fortemente corteggiato dagli inglesi del Nottingham Forest. Nelle ultime ore secondo Gianluca Di Marzio ha preso quota la possibile partenza di Rolando Mandragora, considerato uno dei principali indiziati a lasciare il club toscano prima del gong finale delle trattative.

Il centrocampista italiano, classe 1997, vanta una solida esperienza in Serie A e una versatilità tattica che lo rende un pezzo pregiato sul mercato. Le sue prestazioni in maglia viola hanno attirato la curiosità di diverse società in cerca di sostanza ed equilibrio per la linea mediana.

Il duello di mercato: Genoa ed Ajax sul centrocampista

Sul giocatore si registrano in particolare i decisi interessamenti di due club: da un lato il Genoa, pronto a regalarsi un rinforzo di grande affidabilità per la propria mediana, dall’altro gli olandesi dell’Ajax, affascinati dalla possibilità di inserire un elemento d’esperienza internazionale nella propria rosa.

La concorrenza si preannuncia accesa, con entrambe le società che stanno monitorando da vicino l’evoluzione della situazione per capire i margini di manovra. Per il Genoa si tratterebbe di un innesto di primo piano per consolidare l’ossatura della squadra, mentre la sponda olandese rappresenterebbe per il calciatore un’affascinante vetrina europea ed un’esperienza all’estero di primissimo livello.

Situazione in divenire: attesa la decisione finale

Attualmente la trattativa non ha ancora raggiunto la stretta finale. In casa Fiorentina non è stata presa alcuna decisione definitiva sul futuro del mediano azzurro, e la dirigenza si prende il tempo necessario per valutare al meglio le offerte che arriveranno sul tavolo. Con i giorni che scorrono veloci verso la chiusura del mercato, le prossime ore saranno cruciali per sciogliere le riserve e definire il destino di Mandragora.

Pio Esposito già imprescindibile per l’Inter, come cambia l’incastro in attacco con Lautaro-Thuram. E Klinsmann sentenzia: «Mi ricorda un po’ Haaland»

Pio Esposito cambia i piani in attacco dell’Inter e riceve questo riconoscimento da Klinsmann. Il momento dell’attaccante nerazzurro

Il presente dell’Inter parla sempre più la lingua di Pio Esposito. L’attaccante nerazzurro si sta ritagliando un ruolo di primo piano nello scacchiere tattico di Cristian Chivu, confermandosi un fattore determinante per la squadra fin dall’inizio del campionato. Complice la condizione ancora precaria della coppia composta da Lautaro Martinez e Marcus Thuram, reduci dalle fatiche estive e da problemi fisici, il giovane centravanti ha sfruttato ogni opportunità tra amichevoli e gare ufficiali, trascinando la squadra con prestazioni di sostanza e giocate d’alta scuola, come il delizioso tacco nel 4-1 contro il Monza.

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La filosofia di Chivu e l’intesa con Lautaro

Il tecnico nerazzurro non vuole sentire parlare di gerarchie rigide o di riserve fisse secondo La Gazzetta dello Sport. La forza di questa Inter risiede nell’ampiezza della rosa e nella capacità di trovare protagonisti sempre diversi, come dimostrano le reti all’esordio di Diouf, Zielinski, Bisseck ed Esposito, in attesa di inserire al meglio i nuovi acquisti come Stones, Spence e Jones. Tuttavia, l’intesa tra Pio Esposito e capitan Lautaro si rinnova come una certezza: la loro alchimia in avanti si candida a essere confermata anche nella prossima trasferta contro il Cagliari.

Le parole di Klinsmann: paragoni illustri e prospettive europee

Ad incoronare la crescita dell’attaccante italiano è intervenuto un ex d’eccezione come Jürgen Klinsmann, rimasto impressionato dall’impatto del giovane numero nove. A La Rosea ha dichiarato: “Io non ricordo di aver mai segnato di tacco, quello che ha fatto Pio è stato molto bello. Ma a parte il gol, ha un potenziale enorme”.

Il campione del mondo con la Germania ha poi sottolineato l’eccezionalità del percorso di Esposito nel panorama italiano, azzardando anche un paragone suggestivo: “Purtroppo date troppo poco tempo ai giovani, in generale. Meno male che Pio è un’eccezione, la gente vede che quando lo metti in campo fa bene. Haaland a 17-18 anni era già titolare. Esposito un po’ lo ricorda”.

Infine, sulla concorrenza interna nel reparto avanzato e le ambizioni in Champions League, Klinsmann ha concluso: “Per la Champions servono tutti, assolutamente. Lautaro è un punto fisso, è il leader e il capitano. Spero che Marcus e Pio trovino entrambi spazio per farsi vedere e avere ritmo. Se l’Inter vuole fare strada in Europa servono tutti due. Ma sarà dura per Marcus ora trovare spazio perché se Pio continua così non puoi lasciarlo troppo in panchina, lui è il futuro dell’Inter e dell’Italia”.

Il Milan si coccola Alphadjo Cissé: dal blitz di mercato al gol «da esperto» contro il Torino. Dentro alla storia e ai retroscena della nuova stellina rossonera

Milan, ma chi è Alphadjo Cissè? La storia del nuovo baby gioiello dei rossoneri che ha deciso il match contro il Torino all’esordio

L’esordio dal primo minuto in Serie A ha consacrato il talento di Alphadjo Cissè, autore della splendida rete che ha spianato la strada al successo del Milan sul campo del Torino. A soli 19 anni, il classe 2006 ha mostrato la freddezza dei veterani, coordinandosi con un gran destro al volo su assist di Adrien Rabiot. Un impatto devastante che trasforma il giovane rossonero in una risorsa fondamentale per Ruben Amorim, pronto a contendere una maglia da titolare a concorrenti del calibro di Pulisic, Leao e Diego Moreira.

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Dopo un primo tempo di studio, Cissè ha spaccato il match nella ripresa. Già prima della rete decisiva, l’attaccante nato a Treviso da genitori della Guinea aveva creato parecchi grattacapi alla difesa granata, sfiorando il gol di testa su cross di Chukwueze e procurandosi un rigore dubbio per un tocco di braccio di Vlasic.

Il colpo di mercato rossonero e il post-partita

A fine gara, il diciannovenne ha dedicato la marcatura: “Alla mia famiglia e a chi mi è stato vicino durante l’infortunio”. In merito agli elogi del mister, ha mantenuto grande umiltà: “È stato un bel momento, sono contento per il gol e soprattutto per la vittoria. Le parole del mio allenatore mi fanno solo piacere ma ora devo andare in campo e dimostrare”. Dal canto suo, l’allenatore lo aveva incoronato in conferenza: “Adoro Cissè – aveva detto Amorim in conferenza -. Spero non mi senta, magari si monta la testa”.

Il suo approdo a Milano è stato un vero e proprio blitz di calciomercato secondo La Gazzetta dello Sport. Lo scorso febbraio, il PSV Eindhoven aveva già prenotato un aereo per portarlo in Olanda dal Catanzaro. L’intervento di Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada ha ribaltato la trattativa in 24 ore: “Alphadjo viene al Milan”.

Caratteristiche e l’aneddoto di Sammarco

Trequartista di potenza e tecnica, Cissè viene descritto così dal suo ex tecnico Paolo Sammarco: “Alphadjo gioca in Serie A come al campetto con gli amici. Nessuna pressione. È incredibile come si adatti ai livelli: con noi aveva tre anni meno dei compagni ma sembrava il più grande. Al primo allenamento, ho detto ‘lui gioca, non so ancora dove ma gioca’”.

Sammarco ne evidenzia anche la grande forza mentale: “Un po’ timido, parla poco e vuole solo giocare a calcio. Vuole sempre la palla, ne ha un bisogno fisico. E poi ha personalità. Una volta sbagliò un rigore contro il Genoa e, la settimana dopo, ce ne diedero un altro in trasferta contro l’Inter. Andò a calciare lui: gol, con lo scavino”.

Simonelli svela: «Avremmo preferito Conte come ct dell’Italia, ma ora dobbiamo fare il tifo per Mancini. Supercoppa Inter-Lazio prima di Natale, sulle polemiche arbitrali…»

Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha rilasciato una lunga intervista. Queste le sue dichiarazioni

L’intervento ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” del presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, traccia il quadro del massimo campionato. Dal futuro azzurro alle polemiche arbitrali, il vertice della Lega ha analizzato le tematiche principali.

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La scelta del ct e il tema dei calendari

Sul capitolo Italia, Simonelli ha espresso la posizione delle società sulla panchina azzurra: “Mancini? Era la scelta di Malagò sin dall’inizio, anche se non di tutti i club di A, è un grandissimo allenatore con un grande palmares, che ci ha fatto vincere un Europeo. Tutti dobbiamo fare il tifo per lui e per la Nazionale. Avremmo preferito Conte ct? È così, l’abbiamo dichiarato in più sedi, però era la preferenza tra due grandi allenatori. Ora che la scelta è caduta su Mancini, dobbiamo tifare per lui affinché riporti la Nazionale ai fasti che merita“.

Sull’eventualità di concedere raduni dedicati al ct, il presidente ha aperto alla disponibilità dei club pur evidenziando le difficoltà organizzative: “Fosse per me sicuramente sì, l’altra volta con Gattuso non è stato fatto ma non è stato nemmeno richiesto, visto il calendario compresso e i tanti giocatori che sono all’estero. È il tema annoso dei calendari, che con tutte le nuove manifestazioni non danno più spazi né per fare recuperi né per la Nazionale, anche se dovremmo fare di tutto per trovarli”.

Direzioni arbitrali, Supercoppa e affluenza negli stadi

Le polemiche arbitrali della prima giornata, in particolare per l’episodio di Genoa-Napoli, sono state smorzate da Simonelli, che confida nelle nuove direttive di gara: “Orsato e Messina ci hanno spiegato che il loro metodo di valutazione sarà diverso, dove si darà più spazio al gioco e meno evidenza ai rigorini e piccoli falli. Quindi io direi che le somme devono essere tirate un po’ più avanti. L’importante è che ci sia omogeneità di giudizio. E’ quindi se quello che magari ieri sembrava un fallo, oggi non è stato l’importante che sia così per tutti quei non falli che un tempo venivano fischiati. Ho fiducia nell’operato di Messina di Orsato. Direi che è un po’ prematuro per tirare giudizi”.

Relativamente alla finale di Supercoppa Italiana tra Inter e Lazio, la sfida si disputerà prima di Natale, con la sede che verrà svelata nel prossimo Consiglio di Lega. Sulle tensioni in casa biancoceleste e sugli spalti vuoti, Simonelli ha chiosato: “Non possiamo risolvere noi come Lega il caso Lazio, è un problema tra Lotito e i tifosi, che hanno richieste su cui non vogliamo entrare. Dobbiamo invece evitare le tribune mezze vuote, come si è visto sabato a Parma. Uno stadio mezzo vuoto è un aspetto non bello che diamo del nostro calcio“.

Di Bello sarà punito post Genoa Napoli? La decisione dell’AIA dopo le polemiche per l’episodio De Bruyne-Vasquez

Di Bello fermato o punito dopo le polemiche post Genoa Napoli? La decisione dell’AIA riguardo all’episodio De Bruyne-Vasquez

Resta al centro di accese polemiche l’episodio da moviola che ha spalancato la strada al gol del vantaggio del Napoli nel match contro il Genoa. Sotto i riflettori dei media e degli addetti ai lavori c’è il duello fisico tra Kevin De Bruyne e il difensore rossoblù Johan Vasquez, con il contatto tra i due che ha preceduto l’azione decisiva della rete azzurra. Sulle dinamiche del campo e sulle reazioni dei vertici dell’AIA è tornato oggi il quotidiano Il Mattino, ricostruendo nel dettaglio la posizione degli organi tecnici e le valutazioni del direttore di gara Marco Di Bello.

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La disamina dell’episodio: tra dinamica e “zona grigia”

Secondo quanto evidenziato nel focus del giornale, la scontro di gioco si colloca all’interno di una palese “zona grigia” del regolamento. I replay mostrano in maniera inequivocabile l’avambraccio del fuoriclasse belga appoggiato sulla schiena del centrale messicano. Ciò che divide gli esperti resta tuttavia la quantificazione dell’impatto fisico, ovvero stabilire se quella spinta sia stata effettivamente determinante per provocare la caduta del giocatore del Genoa o se la carica fosse troppo lieve per giustificare l’interruzione del gioco.

In un primo momento, Di Bello ha accennato al fischietto portandolo verso la bocca, salvo poi optare per la norma del vantaggio o del lasciar correre, reputando l’intervento non punibile. Dalla postazione VAR, il collega Meraviglia ha deciso di non intervenire né di richiamare l’arbitro all’on-field review, proprio perché la situazione non configurava quel “chiaro ed evidente errore” necessario per stravolgere la decisione maturata in campo.

Nessuna sospensione per l’arbitro: l’AIA archivia il “caso valutativo”

L’aspetto più rilevante emerso nelle ultime ore riguarda proprio la gestione futura del fischietto pugliese. Stando a quanto riportato da Il Mattino, Di Bello non andrà incontro a provvedimenti disciplinari né verrà “punito” attraverso uno stop dai quadri della CAN. L’Associazione Italiana Arbitri ha infatti etichettato l’accaduto come un “caso valutativo”, ovvero un episodio la cui interpretazione spetta unicamente all’arbitro ben posizionato sul rettangolo verde.

Dalle analisi complessive è emerso che non c’era alcun contatto sugli arti inferiori, mentre si è riscontrata una leggera sollecitazione superiore, definita come “spintarella“. Ciononostante, Di Bello ha ritenuto che Vasquez avesse la stabilità e la fisicità necessarie per non crollare a terra. Aver presenziato da vicino all’azione ha permesso all’arbitro di giudicare immediatamente la dinamica, motivo per cui la sua direzione non comporterà bocciature dai vertici della classe arbitrale.

Salta il passaggio di Luis Henrique alla Roma, clamoroso! Il motivo del dietrofront e quale sarà ora il futuro dell’esterno dell’Inter

Il passaggio di Luis Henrique alla Roma è clamorosamente saltato! Il motivo e cosa succedere ora per il futuro dell’esterno dell’Inter

Si chiude con una fumata nera la complessa operazione di calciomercato tra l’Inter e la Roma per il passaggio in maglia giallorossa di Luis Henrique. Secondo Fabrizio Romano, nonostante i ripetuti confronti delle ultime settimane tra le dirigenze e la concreta disponibilità della società milanese a perfezionare l’accordo, il trasferimento dell’esterno brasiliano è da considerarsi ufficialmente tramontato a causa dell’assenza di intesa tra il calciatore e il club capitolino.

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Le ragioni del rifiuto e il dietrofront del club giallorosso

Nel corso della sessione estiva, la Roma aveva mostrato un interesse forte e concreto nei confronti del giovane talento classe 2001, presentando diverse offerte formali per superare le resistenze nerazzurre. Da parte dell’Inter erano arrivati ampi segnali di apertura per la riuscita dell’affare, con il club propenso a lasciar partire il giocatore a condizioni finanziarie ritenute idonee per le proprie strategie di bilancio.

Tuttavia, il tassello fondamentale per definire il trasferimento non si è mai incastrato. Luis Henrique non ha infatti mai accettato i termini economici e le condizioni dell’accordo proposti dalla dirigenza romanista. Di fronte al netto e prolungato rifiuto dell’ala verdeoro, la Roma ha preso atto dell’impossibilità di chiudere l’operazione, archiviando definitivamente la pista e considerando il capitolo del tutto chiuso.

Prospettive future: permanenza a Milano con Cristian Chivu

La rottura della trattativa stravolge le prospettive a breve termine dell’attaccante. Senza più l’ipotesi capitolina all’orizzonte e con il tempo che stringe nelle battute finali del mercato, diventa sempre più probabile la permanenza di Luis Henrique a Milano per la stagione in corso.

Il giocatore si appresta dunque a rimanere in rosa per mettersi a completa disposizione del tecnico Cristian Chivu. Per l’allenatore nerazzurro la riconferma del brasiliano rappresenta un’opzione preziosa da sfruttare sulle corsie esterne, utile per garantire ricambi di qualità ed energia nel corso del campionato. La Roma, dal canto suo, dovrà ora orientare il proprio raggio d’azione su obiettivi alternativi per completare la batteria di esterni prima della chiusura ufficiale delle negoziazioni.

Juventus, Spalletti chiede un attaccante diverso da Kolo Muani. Aiuto dagli ultimi giorni di mercato? I nomi in lista, rispunta questa suggestione

Juventus, arriva un nuovo attaccante? Spalletti lo ha richiesto, ecco i nomi nella lista di Carnevali per gli ultimi giorni di calciomercato

La prima uscita stagionale in terra ciociara regala un successo di misura alla Juventus, che supera il Frosinone per 1-0 grazie a una perentoria zuccata di Bremer. Il punteggio stretto maschera tuttavia solo in parte i limiti realizzativi mostrati dai bianconeri, capaci di vanificare un gran numero di palle gol e costretti di conseguenza a tremare nei minuti conclusivi di una partita che avrebbe dovuto scivolare via in totale controllo.

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La dura presa di posizione di Spalletti su Kolo Muani

Nel mirino dei critici è finita soprattutto la prestazione opaca di Randal Kolo Muani, apparso fuori ritmo e lontano dalle attese. Nel post-partita, l’allenatore Luciano Spalletti non ha nascosto la propria insoddisfazione, proponendo una disamina schietta sull’atteggiamento della squadra: «Abbiamo fatto vedere di avere un’identità, ma in alcuni momenti siamo stati troppo leggeri, non abbiamo messo quella determinazione che serve, siamo all’inizio…».

Il tecnico bianconero ha poi sferrato un attacco diretto all’attaccante francese: «Randal (Kolo Muani, ndr) ce lo siamo andati a prendere, ce lo siamo coccolati, sappiamo quale sia il suo valore, ma – continua il tecnico bianconero – lui deve anche rendersi conto che se è due anni che non gioca un motivo ci sarà perché a volte si crede di essere di un livello eccezionale e, poi, lascia qualcosa da parte… in gare come questa bisogna che porti a casa dei gol visto che aveva gli spazi giusti… Ci restituirà quello che non ci ha dato qui».

Strategie di mercato: Zirkzee, Sørloth e le altre manovre

I problemi di cinismo emersi all’esordio accelerano le manovre di calciomercato. La Juventus avverte l’esigenza di regalarsi un centravanti fisico e dominante nei duelli aerei per scardinare le difese più serrate. Lo stesso Spalletti ha delineato chiaramente il profilo ricercato: «L’attaccante che stiamo cercando potrebbe essere uno con caratteristiche diverse perché ci sono partite che si giocano negli ultimi venti minuti ed è più facile metterla dentro di testa se gli altri si chiudono».

Come rilanciato da La Gazzetta dello Sport, il dirigente Giovanni Carnevali lavora per cedere David e sbloccare l’ingresso di Joshua Zirkzee, abile nello stretto, oppure affondare il colpo su Alexander Sørloth dell’Atletico Madrid, più vicino alle richieste del mister. In parallelo avanzano le trattative per l’innesto di Kessie, il passaggio di Miretti al Besiktas e la suggestione araba per Koopmeiners.

Pagelle Torino Milan: Cissé, a star is born! Rabiot giocatore totale, lampo di Che Adams VOTI

Pagelle Torino Milan: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 1ª giornata di Serie A 2026/27

Il Milan guidato da Ruben Amorim conquista la prima vittoria stagionale superando il Torino per 2-1 allo stadio Olimpico Grande Torino. Un successo maturato grazie alla qualità delle opzioni in panchina nella ripresa, fondamentali per spaccare l’equilibrio di una gara a lungo bloccata.

La cronaca del match: le mosse di Amorim e la fiammata granata

La prima frazione di gioco vede i rossoneri fare la partita affidandosi alla verve di Samuel Chukwueze e alla vivacità di Alphadjo Cissé, mentre il Torino impostato da Ignazio Abate si difende con ordine cercando di chiudere le traiettorie centrali. Nonostante le occasioni da rete capitate a Cissé e Loftus-Cheek, le squadre vanno al riposo sullo 0-0.

La svolta decisiva dell’incontro arriva al 56′, quando Amorim rivoluziona il centrocampo inserendo Adrien Rabiot e Luka Modric. Al 64′ l’impatto del francese è devastante: palla filtrante perfetta per Cissé, che aggancia in area e trafigge il portiere per l’1-0 rossonero. Appena due minuti dopo, al 66′, lo stesso Rabiot raccoglie un assist rasoterra di Chukwueze e firma con un sinistro preciso il gol del raddoppio. Nel finale Abate inserisce Alieu Njie e Che Adams: lo scozzese al 93′ accorcia le distanze con una bella conclusione al volo, rendendo rovente il finale senza però evitare il KO ai granata.

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TORINO: Mascardi 6; Coco 5.5, Ismajli 5.5, Comuzzo 5.5 (85′ Kulenovic SV); Pedersen 5.5 (70′ Fortini 6), Gineitis 5.5, Fitz-Jim 6, Cacciamani 5.5 (81′ Aboukhlal 5); Vlasic 5.5, Casadei 5.5 (70′ Njie 6.5); Simeone 5 (70′ Adams 7). All. Abate 5.5

MILAN: Maignan 6; Gila 7.5 (76′ Gabbia SV), De Winter 6, Pavlovic 6.5; Chukwueze 7.5, Jashari 6.5 (56′ Rabiot 8), Musah 7.5, Estupinan 6 (66′ Bartesaghi 5.5); Loftus-Cheek 6 (56′ Modric 6.5), Cissé 7.5 (66′ Saelemaekers 6); Gonçalo Ramos 5.5. All. Amorim 7

Pagelle Atalanta Sassuolo: Raspadori con la legge dell’ex, Krstovic (e Carnesecchi) fan sorridere Sarri VOTI

Pagelle Atalanta Sassuolo: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 1ª giornata di Serie A 2026/27

L’Atalanta di Maurizio Sarri inaugura la propria stagione di Serie A con una vittoria casalinga, superando per 2-1 il Sassuolo di Alberto Aquilani al termine di una sfida intensa e ricca di capovolgimenti di fronte.

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La cronaca del match: Raspadori sblocca, Krstovic decide la gara

L’incontro al Gewiss Stadium si accende immediatamente al 6′: Gianluca Gaetano imbecca con un preciso passaggio rasoterra Giacomo Raspadori, bravo a controllare in area e a scagliare un tiro potente sotto la traversa per l’1-0 nerazzurro. Il Sassuolo non abbassa la testa e reagisce con determinazione, spinto dalle accelerazioni di Armand Lauriente e dai tentativi dalla distanza di Vasilije Adzic. A sbarrare la strada agli emiliani ci pensa tuttavia un superbo Marco Carnesecchi, autore di salvataggi decisivi.

Nella ripresa, la pressione neroverde trova il meritato premio al 55′, quando Cas Odenthal prende il tempo alla difesa e stacca di testa con potenza firmando il momentaneo 1-1. Di fronte al momento di appannamento dei suoi, Sarri rivoluziona l’attacco al 60′ inserendo Nikola Krstovic. La mossa del tecnico si rivela vincente dopo soli cinque minuti: al 65′, il centravanti si avventa con gran furbizia su un pallone vagante in area e batte Arijanet Muric per il definitivo 2-1.

ATALANTA: Carnesecchi 7; Zappacosta 6, Kossounou 6, Scalvini 6, Bernasconi 6 (71′ Kolasinac 6); Pasalic 6 (60′ Samardzic 6), Gaetano 6.5, Ederson 6.5; Zalewski 6 (60′ De Ketelaere 6), Scamacca 6 (60′ Krstovic 7), Raspadori 7 (82′ Elmas SV). All. Sarri 6.5

SASSUOLO: Muric 6; Cinquegrano 5.5, Odenthal 6.5, Macchioni 5.5 (74′ Leysen 6), Doig 6; Adzic 6 (64′ Thorstvedt 6), Matic 6.5 (74′ Dominguez 6), Bakola 6; Volpato 5.5, Bowie 5, Laurienté 6.5. All. Aquilani 6

Moviola Atalanta Sassuolo: gli episodi dubbi del match della New Balance Arena. Ecco il giudizio sull’operato di Crezzini!

Moviola Atalanta Sassuolo: gli episodi dubbi del match della New Balance Arena, valido per la 1ª giornata di Serie A 2026/27

Valerio Crezzini supera l’esordio stagionale con una direzione di gara pulita e autorevole in Atalanta-Sassuolo 2-1. Il fischietto gestisce l’anticipo della prima giornata con grande fermezza, tenendo sotto controllo l’agonismo in campo ed evitando inutili sanzioni grazie a un continuo richiamo verbale e a una costante vicinanza all’azione.

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Regolarità delle reti e puntualità degli assistenti Nessun dubbio o protesta in occasione delle tre marcature che decidono la sfida del Gewiss Stadium. Al 6′ la rete che sblocca il punteggio firmata da Giacomo Raspadori è impeccabile: l’attaccante della Dea parte da posizione regolare al momento del filtrante rasoterra di Gianluca Gaetano. Altrettanto limpide le due realizzazioni nella ripresa: sia l’incornata di Cas Odenthal al 55′ sia la zampata decisiva di Nikola Krstovic al 65′ nascono da dinamiche d’area di rigore trasparenti, esenti da precedenti infrazioni o spinte. Gli assistenti di linea collaborano con precisione, facendosi trovare pronti sulle chiamate di fuorigioco, come al 46′ quando viene correttamente ravvisata la posizione irregolare di Cristian Volpato.

Gestione dei contatti e conduzione disciplinare Il metro adottato da Crezzini privilegia la fluidità del gioco senza concedere spazio a proteste. Al 13′ l’arbitro sanziona con precisione un fallo di foga di Volpato, mentre al 16′ interviene per fischiare un tackle duro condotto da Giorgio Scalvini. La tenuta disciplinare regge bene anche nelle fasi di maggiore pressione: all’86’, di fronte a un intervento particolarmente irruento di Krstovic, il direttore di gara preferisce non estrarre il cartellino ma redarguisce duramente il montenegrino, ponendo un freno immediato a possibili nervosismi nel finale.

Recupero e valutazione finale La gestione del tempo risulta coerente: l’unico minuto concesso nel primo tempo e i 5 minuti di extra-time sbandierati al 90′ rispecchiano le interruzioni per i cambi e i soccorsi. Il match scorre fino al fischio finale al 90+6′ senza sbavature, confermando un’ottima prima prestazione per Crezzini, mai costretto all’ausilio della tecnologia VAR.

Moviola Torino Milan: gli episodi dubbi del match diretto da Zufferli. Cos’è successo allo Stadio Olimpico

Moviola Torino Milan: gli episodi dubbi del match diretto da Zufferli, valido per la 1ª giornata di Serie A 2025/26

Un esordio di campionato filato via senza particolari polemiche quello diretto dall’arbitro Luca Zufferli, autore di una direzione di gara solida e lineare in Torino-Milan 1-2. Il fischietto gestisce la sfida con autorità, adottando un metro di giudizio coerente dall’inizio alla fine e limitando al minimo il ricorso ai cartellini in un match spigoloso ma sempre corretto.

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La gestione dei falli nel primo tempo Nel corso della prima frazione di gioco, Zufferli tiene sotto controllo la partita fischiando con precisione i contatti proibiti. Al 28′ sanziona correttamente un fallo in attacco di Koni De Winter nell’area granata, mentre al 33′ interviene per punire un intervento irregolare di Diego Mascardi. Al 42′ è ancora puntuale nel fermare Alessio Cacciamani per un’infrazione offensiva. Impeccabile anche il lavoro degli assistenti lungo le corsie: al 39′ la chiamata nel fermare Marcus Pedersen pescato in posizione di fuorigioco oltre la linea rossonera è perfetta.

Disciplina e controllo nella ripresa Il secondo tempo si apre con l’unica vera sanzione disciplinare della serata. Al 52′ Ruben Loftus-Cheek commette un fallo plateale per interrompere una pericolosa ripartenza del Torino: la trattenuta è evidente e Zufferli estrae inoppugnabilmente il cartellino giallo all’indirizzo del centrocampista del Milan. Nel finale, il direttore di gara gestisce con fermezza i fisiologici nervosismi del recupero, sanzionando al 92′ l’imprudente intervento di Saelemaekers con un calcio di punizione dal limite per i padroni di casa.

La regolarità dei gol e la gestione dei tempi Nessun margine di dubbio sulle tre marcature che decidono l’incontro. Al 64′ Alphadjo Cissé sblocca la contesa scattando sul filo del fuorigioco sull’assist di Rabiot; allo stesso modo, al 66′ è limpido il raddoppio dello stesso Rabiot sulla verticalizzazione di Chukwueze. Ineccepibile pure la rete del definitivo 1-2 di Che Adams al 93′, nata da una bella coordinazione in area esente da contatti irregolari. I 3 minuti di recupero concessi al 90′ si rivelano adeguati al ritmo fluido della ripresa. Zufferli supera l’esordio stagionale a pieni voti, senza mai dover ricorrere all’ausilio della tecnologia VAR.

Pagelle Venezia Lecce, Di Francesco bravo e fortunato nei cambi – I VOTI

Pagelle Venezia Lecce: partita vinta con grande sofferenza da parte della squadra di Di Francesco. Decisivi i cambi – VOTI E GIUDIZI

Il Lecce espugna il Pier Luigi Penzo per 0-2, al termine di una partita nella quale il Venezia ha prodotto tanto senza riuscire a concretizzare. I lagunari hanno costruito diverse situazioni pericolose soprattutto grazie a John Yeboah, Thierry Correia e Gianluca Busio, ma sono stati puniti dagli episodi.

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A sbloccare la gara a inizio ripresa è Olaf Gorter, bravo a sfruttare una grave disattenzione difensiva di Armel Bella-Kotchap. Il Venezia prova a reagire e trova anche il gol con Toma Basic, ma la rete viene annullata per fuorigioco. Nel finale è Tiago Gabriel a chiudere definitivamente i conti per il Lecce.

Il Venezia domina, ma paga caro l’errore di Bella-Kotchap

Il primo tempo vede il Venezia più intraprendente. Yeboah è il principale riferimento offensivo dei padroni di casa, mentre Correia crea più volte problemi sulla fascia grazie alla sua velocità.

In mezzo al campo, Busio detta i tempi e distribuisce palloni con grande qualità. Il Venezia, però, non riesce a trasformare il predominio territoriale in un gol.

La svolta arriva nella ripresa. Bella-Kotchap commette una grave disattenzione in marcatura e concede a Gorter lo spazio necessario per coordinarsi e calciare in porta. Il centrocampista del Lecce non sbaglia e porta avanti i salentini alla prima vera conclusione nello specchio.

Il Venezia trova il gol, ma il VAR dice no

I lagunari non si arrendono e continuano a spingere. Toma Basic riesce anche a trovare la rete del pareggio con un inserimento preciso, ma l’esultanza viene subito interrotta: il gol viene annullato per fuorigioco.

Il Venezia continua a cercare il pareggio, ma il Lecce resiste grazie anche agli interventi di Wladimiro Falcone, che si conferma decisivo nei momenti di maggiore pressione.

Nel finale arriva poi il colpo del definitivo 0-2. Entrato al 74′, Tiago Gabriel trova la rete pochi minuti più tardi e chiude la partita.

Le pagelle del Venezia

Yeboah e Correia sono i migliori dei lagunari, mentre Busio conferma di essere il riferimento della manovra. Bella-Kotchap paga invece carissimo l’errore che spalanca la strada al vantaggio del Lecce.

VENEZIA: Stankovic 5,5; Bella-Kotchap 5, Schingtienne 6, Franjic 6,5, Hainaut 6; Basic 6, Busio 6,5, Kike Perez 6 (70′ Dagasso s.v.); Correia 7 (64′ Haps 6), Adams 5, Yeboah 7. All. Stroppa 6,5.

Le pagelle del Lecce

Falcone offre sicurezza tra i pali, mentre Gorter e Tiago Gabriel sono gli uomini decisivi per il successo. Bene anche Gaspar, prezioso nel contenere gli attaccanti del Venezia. Giornata invece negativa per Veiga, Gallo e Stulic.

LECCE: Falcone 6,5; Veiga 5, Siebert 6, Gaspar 6,5, Gallo 5 (46′ Ndaba 6); Gorter 6,5 (61′ Maleh 6), Coulibaly 6, Ngom 6; Pierotti 5,5, Geubbels 5 (74′ Stulic 4), N’Dri 5 (74′ Tiago Gabriel 6,5). All. Di Francesco 6,5.

Venezia più brillante, Lecce più cinico

Il Venezia esce sconfitto nonostante una prestazione positiva sul piano del gioco, ma paga la scarsa concretezza negli ultimi metri e soprattutto gli episodi. Il Lecce, invece, dimostra di saper soffrire e colpire nei momenti decisivi, portando a casa tre punti pesanti grazie a Gorter, Tiago Gabriel e alle parate di Falcone.

Pagelle Frosinone Juve, Spalletti ringrazia Bremer – I VOTI

Pagelle Frosinone Juve: Luciano Spalletti deve ringraziare Gleison Bremer al termine di una gara di forte sofferenza nel finale – VOTI E GIUDIZI

Buona la prima per la Juventus, che espugna il campo del Frosinone per 0-1 e inaugura nel migliore dei modi il nuovo campionato. I bianconeri portano a casa tre punti importanti al termine di una partita controllata soprattutto nel primo tempo, quando la squadra di Luciano Spalletti ha mostrato qualità e idee nella fase offensiva.

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A decidere la sfida è Bremer, autore del gol vittoria e tra i migliori in campo. Il Frosinone, però, ha avuto il merito di non arrendersi e nel finale ha sfiorato un pareggio che avrebbe avuto del clamoroso.

La Juventus parte forte: Bremer e Kolo Muani sfiorano il vantaggio

Il primo tempo è nettamente di marca bianconera. La Juventus parte con grande intensità e costruisce subito diverse occasioni per sbloccare il risultato.

Tra i protagonisti c’è Francisco Conceiçao, molto attivo sulla fascia e capace di creare più volte superiorità. Al 17′ arriva una grande occasione per Bremer, che di testa manda il pallone di poco a lato.

Pochi minuti più tardi è Randal Kolo Muani a divorarsi una chance clamorosa: l’attaccante francese, praticamente a un metro dalla porta, riesce incredibilmente a spedire il pallone sopra la traversa.

La pressione bianconera continua e al 42′ arriva anche il palo di Pierre Kalulu, seguito dalla grande parata di Lorenzo Palmisani sulla conclusione di Kenan Yildiz. Il Frosinone prova a rispondere con Bracaglia e Kvernadze, protagonisti della migliore azione offensiva dei padroni di casa, ma senza riuscire a trovare il gol.

Bremer sblocca la partita, Conceiçao inventa l’assist

Il gol che decide la partita arriva al 22′. La Juventus conquista un calcio d’angolo e Francisco Conceiçao pennella un cross perfetto al centro dell’area.

A raccogliere l’invito è proprio Bremer, che prende il tempo alla difesa ciociara e trova il colpo di testa vincente. Palmisani non può intervenire e i bianconeri passano meritatamente in vantaggio.

La Juventus continua a gestire il possesso e a cercare il secondo gol, ma il Frosinone riesce a rimanere in partita.

Nella ripresa cala la Juventus, ma il Frosinone non trova il pari

Dopo l’intervallo la sfida diventa più equilibrata. La Juventus abbassa progressivamente i ritmi e il Frosinone prova ad approfittarne, pur senza riuscire a costruire occasioni realmente nitide.

I bianconeri hanno comunque una buona opportunità per raddoppiare al 66′, quando Conceiçao lascia partire una potente conclusione mancina che termina di poco a lato.

Spalletti interviene con diversi cambi per dare nuova energia alla squadra, inserendo tra gli altri Cambiaso, Zhegrova e Boga. Il Frosinone risponde con forze fresche per cercare di aumentare la pressione.

La squadra di Alvini, però, fatica a trovare lo spazio giusto negli ultimi metri.

Il brivido finale: Calvani colpisce la traversa

Quando la partita sembra ormai destinata a chiudersi con il successo bianconero, arriva il grande spavento per la Juventus.

Al 90+3′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Gabriele Calvani svetta all’altezza del dischetto e colpisce di testa con grande potenza. Il pallone sembra poter terminare in rete, ma si infrange clamorosamente sulla traversa.

È l’ultima grande occasione del Frosinone, che sfiora un pareggio insperato.

Poco prima, al 91′, la Juventus aveva dovuto effettuare anche un cambio forzato: Guglielmo Vicario è costretto a lasciare il campo per un problema fisico e al suo posto entra Mattia Perin.

Bremer trascina la Juventus, Kolo Muani e Yildiz sottotono

Tra le note più positive della Juventus c’è sicuramente Bremer, non soltanto per il gol decisivo. Il brasiliano offre una prestazione solida e si conferma un punto di riferimento fondamentale anche in fase difensiva.

Bene anche LocatelliKellyCelik e Conceiçao, quest’ultimo particolarmente brillante nella prima parte della gara.

Meno convincente invece Yildiz, apparso poco incisivo, mentre Kolo Muani paga soprattutto l’incredibile errore commesso nel primo tempo a pochi passi dalla porta.

Per Spalletti resta dunque una sensazione positiva, ma anche un’indicazione precisa: la Juventus del primo tempo è quella che può entusiasmare, mentre il calo nella ripresa e il rischio corso nel finale rappresentano aspetti sui quali lavorare.

Il Frosinone, dal canto suo, paga la differenza qualitativa con i bianconeri, ma esce dalla sfida con buoni segnali per atteggiamento e capacità di rimanere in partita fino all’ultimo.

PAGELLE FROSINONE-JUVENTUS

Frosinone: Kvernadze è il più attivo tra i ciociari, mentre Bracaglia crea qualche problema alla Juventus ma soffre contro Conceiçao. Male Schmid in mezzo al campo e poco coinvolto Raimondo. Sfortunatissimo Calvani, che nel recupero colpisce una traversa che avrebbe potuto regalare il pareggio.

Juventus: Bremer è il migliore in campo e non soltanto per la rete decisiva. Il brasiliano è un muro in difesa. Positiva anche la prova di Kelly, mentre Celik, Douglas Luiz e Locatelli garantiscono solidità. Conceiçao è tra i più brillanti in fase offensiva. Deludono invece Yildiz e soprattutto Kolo Muani, protagonista dell’errore più clamoroso della partita.

FROSINONE (4-3-3): Palmisani 6; Monterisi 6.5, Calvani 6.5, Cittadini 6 (67′ Oyono 6), Bracaglia 5.5 (76′ Terzic sv); Schmid 5 (59′ Masini 6), Calò 6, Cichella 5.5 (59′ Hasa 6); Fini 5.5 (59′ Zerbin 6), Raimondo 5, Kvernadze 6.5. All. Alvini

JUVENTUS (4-2-3-1): Vicario 6 (91′ Perin sv); Kalulu 6.5, Bremer 7, Kelly 6.5, Celik 6 (69′ Cambiaso 6); Locatelli 6.5, Douglas Luiz 6 (79′ Koopmeiners sv); Conceiçao 6.5 (69′ Zhegrova 6), McKennie 6, Yildiz 5.5 (69′ Boga 6); Kolo Muani 5. All. Spalletti

Venezia-Lecce 0-2: Gorter e Tiago Gabriel regalano i tre punti ai salentini, doppio intervento del VAR

Il Lecce passa al Penzo con una ripresa decisiva: prima il vantaggio di Gorter, poi il raddoppio di Tiago Gabriel, mentre Falcone blinda il risultato nel finale

Il Lecce espugna il campo del Venezia per 2-0 al termine di una partita ricca di episodi e caratterizzata da un ruolo importante del VAR. Dopo un primo tempo equilibrato, la formazione salentina sblocca il risultato in avvio di ripresa con Olaf Gorter, poi trova il raddoppio all’80’ con Tiago Gabriel, entrato pochi minuti prima.

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Il Venezia ha provato a reagire per tutta la partita e ha anche trovato due volte la via del gol, ma in entrambe le occasioni la rete è stata annullata dopo l’intervento della tecnologia. A fare la differenza è stato anche Wladimiro Falcone, protagonista di diversi interventi importanti soprattutto nella ripresa e nel finale.

Rendall segna, ma il VAR cancella il vantaggio del Venezia

Il Venezia parte con maggiore intraprendenza e al 16’ riesce a trovare il gol con Thierry Rendall. L’esterno sfrutta l’assist di John Yeboah e batte Falcone, facendo esplodere il pubblico di casa.

L’esultanza, però, dura pochissimo. Antonio Rapuano ricorre al VAR e, dopo la revisione dell’azione, decide di annullare la rete per un fallo di mano. Si resta così sullo 0-0.

Il Venezia continua comunque a creare occasioni. Al 22’ John Yeboah calcia verso l’angolino basso e costringe Falcone a un intervento importante. Il Lecce risponde al 36’, quando Lassana Coulibaly colpisce il palo sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Gorter sblocca la partita in avvio di ripresa

Dopo un primo tempo senza reti valide, il Lecce trova subito il vantaggio nella ripresa. Al 46’ Coulibaly serve Olaf Gorter, che calcia verso la porta trovando una deviazione decisiva. Il pallone diventa imprendibile per Filip Stankovic e termina in rete per lo 0-1.

Il Venezia prova immediatamente a reagire e costruisce diverse opportunità. Al 59’ Akor Adams sembra avere la chance giusta per pareggiare, ma sulla sua conclusione arriva la risposta straordinaria di Falcone, che salva il risultato con un intervento decisivo.

I padroni di casa continuano a spingere, mentre il Lecce cerca di difendere il vantaggio e ripartire.

Basic trova il pareggio, ma il VAR annulla ancora

Al 75’ il Venezia riesce finalmente a superare Falcone. Toma Basic firma quello che sembra essere il gol dell’1-1 e riaccende le speranze dei padroni di casa.

Ancora una volta, però, la rete viene sottoposta al controllo della tecnologia. Rapuano indica il VAR e, dopo la verifica, il gol viene annullato per fuorigioco.

Per il Venezia è un’altra doccia fredda: due reti realizzate e due volte il VAR interviene per cancellarle.

Tiago Gabriel entra e decide la partita

Nel frattempo, il Lecce aveva effettuato due cambi importanti. Al 74’ Tiago Gabriel entra al posto di Konan Ndri, insieme a Nikola Stulic, e appena sei minuti più tardi lascia il segno.

All’80’, infatti, il difensore sfrutta con grande astuzia l’occasione che gli si presenta e batte Stankovic, firmando il 2-0 per il Lecce. Un impatto immediato per Tiago Gabriel, che diventa così il protagonista del definitivo allungo salentino.

Il Venezia prova a reagire, ma il Lecce riesce a gestire il doppio vantaggio. Stulic sfiora anche il tris all’82’ e all’84’, senza però riuscire a trovare la rete.

Falcone blinda il risultato fino al triplice fischio

Nel finale il Venezia tenta l’ultimo assalto. Al 90’ vengono concessi tre minuti di recupero e i padroni di casa continuano a cercare almeno il gol della bandiera.

Al 90+1’ Ridgeciano Haps colpisce di testa da distanza ravvicinata, ma la conclusione è troppo debole per sorprendere Falcone. Poco dopo Albion Rrahmani prova il tiro dalla distanza, senza trovare lo specchio.

Al 90+4’, prima del triplice fischio, Falcone è ancora decisivo e respinge la conclusione di Rrahmani, mettendo definitivamente in cassaforte il risultato.

Antonio Rapuano decreta quindi la fine della partita: il Lecce vince 0-2 a Venezia grazie alle reti di Gorter e Tiago Gabriel. Una vittoria costruita nella ripresa e impreziosita dagli interventi di Falcone, mentre il Venezia può recriminare per le due reti annullate dal VAR.

Moviola Frosinone Juve, tutti gli episodi della sfida diretta dall’arbitro Ayroldi

Moviola Frosinone Juve: Ayroldi gestisce al prima la prima partita stagionale. Nessun episodio degno di nota nella vittoria dei bianconeri

La Juventus supera 1-0 il Frosinone al termine di una partita intensa e combattuta, decisa dalla rete di Bremer al 22’. I bianconeri hanno comandato a lungo il gioco, costruendo numerose occasioni e chiudendo con un netto vantaggio nei tiri in porta, 19 contro 8. Il Frosinone, però, è rimasto aggrappato alla partita grazie soprattutto agli interventi di Lorenzo Palmisani, riuscendo a mantenere il risultato in bilico fino agli ultimi secondi.

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La squadra di Luciano Spalletti ha gestito il pallone con continuità e ha cercato più volte il raddoppio, senza però riuscire a trovare la rete della sicurezza. I padroni di casa hanno avuto invece una grande chance nel recupero, quando Gabriele Calvani ha colpito la traversa di testa al 90+3’.

Bremer sblocca il match, Juventus subito padrona del campo

La Juventus parte con grande personalità e prova fin dai primi minuti a prendere il controllo della gara. Francisco Conceicao è tra i più attivi e crea diversi problemi alla difesa del Frosinone, mentre Kolo Muani cerca spazio al limite dell’area.

Dopo alcune occasioni costruite sugli sviluppi dei calci d’angolo, il vantaggio arriva al 22’. Conceicao pennella un cross morbido verso il centro dell’area e Bremer si fa trovare pronto, battendo Palmisani con un colpo di testa che porta la Juventus sullo 0-1.

I bianconeri continuano a premere e sfiorano il raddoppio. Al 31’ Douglas Luiz calcia una punizione dalla media distanza e accarezza la traversa. Al 42’, invece, è Pierre Kalulu a colpire il palo da posizione ravvicinata.

Sulla successiva ribattuta, Kenan Yildiz calcia verso l’angolino basso, ma Palmisani si supera con una parata spettacolare e tiene a galla il Frosinone.

Palmisani protagonista, ma il Frosinone non trova il pari

Il portiere del Frosinone si conferma tra i migliori in campo, mentre la squadra di casa prova comunque a sfruttare gli spazi lasciati dai bianconeri.

Al 40’ Giorgi Kvernadze sfiora il palo con una conclusione dal limite, mentre poco dopo Gabriele Bracaglia impegna Vicario con un tiro centrale.

La ripresa riparte con lo stesso copione. La Juventus continua a fare la partita e al 48’ Conceicao trova ancora Palmisani sulla sua strada. Il portoghese calcia forte e rasoterra dal limite, ma il portiere interviene con tempismo.

Il Frosinone prova a reagire con Seydou Fini, che al 53’ calcia verso il centro dell’area trovando la risposta attenta di Guglielmo Vicario.

Spalletti cambia, Zhegrova sfiora il gol della domenica

Tra il 67’ e il 69’ arrivano diversi cambi. Il Frosinone inserisce Luis Hasa, Anthony Oyono e Aleksa Terzic, mentre Spalletti manda in campo Andrea Cambiaso, Edon Zhegrova e Jeremie Boga, rispettivamente al posto di Celik, Conceicao e Yildiz.

La Juventus continua a cercare il raddoppio. Al 64’ Weston McKennie trova la risposta della difesa, mentre al 66’ Conceicao calcia di poco a lato.

All’83’ arriva una delle giocate più spettacolari della serata: Zhegrova prova una conclusione potentissima dalla distanza, sfiorando il palo e andando vicino a un autentico eurogol.

Finale incandescente: Calvani colpisce la traversa

Negli ultimi minuti il Frosinone aumenta la pressione e la partita si accende anche sul piano agonistico. Al 81’ Andrea Cambiaso viene ammonito per un brutto contrasto, mentre Bremer commette fallo al 82’.

La Juventus prova a gestire il vantaggio, ma il finale diventa sofferto. Al 90’ vengono concessi sette minuti di recupero e poco dopo arriva anche un problema fisico per Guglielmo Vicario, costretto a lasciare il campo al 90+1’: al suo posto entra Mattia Perin.

Al 90+3’ il Frosinone va vicinissimo al pareggio. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Gabriele Calvani stacca all’altezza del dischetto e colpisce la traversa con un colpo di testa potente. Un brivido enorme per la Juventus, che riesce però a resistere.

Nel finale Ayroldi ammonisce proprio Calvani per un fallo plateale e fischia altre infrazioni prima del triplice fischio, arrivato al 90+9’.

La Juventus porta così a casa una vittoria preziosa per 1-0, costruita attraverso il dominio territoriale e le numerose occasioni create, ma sofferta fino all’ultimo secondo. Bremer decide la partita, Palmisani limita i danni e il Frosinone sfiora il colpo nel recupero con la traversa di Calvani.

Frosinone, caso Ghedjemis: esclusione con la Juventus e sirene di mercato da Monaco e Besiktas

Frosinone, caso Ghedjemis: Monaco e Besiktas sulle sue tracce, Alvini lo esclude per il match contro la Juventus

Nel giorno dell’esordio stagionale allo stadio Benito Stirpe contro la Juventus, la vicenda legata a Farès Ghedjemis scuote l’ambiente del Frosinone. L’esterno d’attacco franco-algerino, accreditato della vigilia di una maglia da titolare per la sfida contro i bianconeri, è stato infatti escluso persino per la panchina. L’assenza dell’attaccante dalla lista dei convocati risponde a motivazioni strettamente legate al calciomercato, segnalando la concreta imminenza di un trasferimento.

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Il pressing di Besiktas e Monaco sul talento ciociaro

Dietro la scelta di non includere il giocatore tra i disponibili figurano le insistenti manovre condotte nelle ultime ore da due compagini d’oltreconfine. Il Besiktas e il Monaco hanno infatti riaperto i contatti con grande decisione, intenzionati a chiudere l’accordo per assicurarsi le prestazioni dell’ala.

La spinta delle due società ha indotto i dirigenti giallazzurri a svolgere una riflessione approfondita, decidendo di congelare l’impiego del calciatore in campo sia per tutelarlo sul piano fisico sia per valutare con attenzione la solidità finanziaria delle proposte pervenute. La società laziale sta infatti ponderando l’impatto economico dell’operazione, tenendo al contempo in debita considerazione il gradimento dell’atleta, attratto dalla prospettiva di approdare in palcoscenici internazionali.

I numeri di Ghedjemis e il peso della sua assenza

La potenziale cessione dell’esterno priverebbe la rosa di un elemento rivelatosi fondamentale per la recente scalata del club. Nel passato campionato di Serie B, il giovane attaccante si è affermato come uno dei profili più incisivi del torneo, firmando un bottino personale di 15 gol e 3 assist complessivi che hanno trascinato il Frosinone verso la promozione.

Tali cifre hanno inevitabilmente attirato l’interesse dei club esteri, facendone lievitare la quotazione di mercato. Sebbene la sua indisponibilità rappresenti un’assenza di rilievo nello scacchiere tattico allestito per affrontare la formazione bianconera, il Frosinone appare ormai pronto a definire la partenza del proprio gioiello di fronte all’opportunità di capitalizzare al meglio la sua cessione.

Tottenham, crollo alla prima: De Zerbi riflette dopo il 0‑3 col Brentford e prepara nuovi colpi di mercato

Tottenham travolto all’esordio: De Zerbi analizza il 0‑3 col Brentford e prepara nuove mosse di mercato

La prima giornata della Premier League 2026/27 ha lasciato un segno profondo sul nuovo Tottenham di Roberto De Zerbi, tecnico italiano noto per il suo calcio di possesso e per la capacità di rigenerare squadre in difficoltà. Gli Spurs, reduci da un’estate di investimenti massicci, sono stati travolti 0‑3 dal Brentford, una sconfitta pesante che ha gelato l’ambiente e acceso le prime critiche.

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De Zerbi, arrivato per guidare una rifondazione totale dopo una stagione chiusa a un passo dalla retrocessione, ha ammesso le difficoltà legate ai tanti cambiamenti nella rosa. Ma il club è pronto a intervenire ancora sul mercato per accelerare la costruzione di una squadra competitiva.

Savinho e Marmoush: doppia operazione da 150 milioni

Il Tottenham sta lavorando a un’operazione di altissimo profilo con il Manchester City: il doppio acquisto di Savinho, esterno brasiliano classe 2004, e Omar Marmoush, attaccante egiziano reduce da una stagione da protagonista.

La trattativa, dal valore complessivo di 150 milioni di euro, ha attirato l’attenzione anche per un possibile effetto collaterale: l’Eintracht Francoforte, ex club di Marmoush, attende una percentuale sulla futura rivendita per cifre superiori ai 50 milioni.

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Per aggirare questa clausola, il Tottenham sarebbe disposto a pagare Savinho fino a 100 milioni, ben oltre la valutazione iniziale, ottenendo così uno “sconto” su Marmoush e riducendo l’incasso destinato all’Eintracht. Una manovra che ha acceso il dibattito in Germania e in Inghilterra.

Gakpo nel mirino: il Tottenham guarda a Liverpool

L’altro fronte caldo porta a Cody Gakpo, attaccante olandese del Liverpool, arrivato ad Anfield nel 2023 e oggi valutato non meno di 80 milioni di euro.

Gakpo sarebbe il profilo scelto da De Zerbi per sostituire Richarlison, attaccante brasiliano che il tecnico non considera più centrale nel progetto. Una prima offerta è stata respinta, ma gli Spurs preparano un rilancio imminente.

Il Liverpool, che a sua volta vuole rinforzare la rosa di Andoni Iraola, non intende fare sconti: la valutazione resta alta e la trattativa si preannuncia complessa.

Tottenham oltre quota 400 milioni: la risposta al ko col Brentford

Tra Savinho, Marmoush, Gakpo e gli investimenti già effettuati, il Tottenham è pronto a superare i 400 milioni di euro di spesa in questa sessione. Una cifra enorme, che testimonia la volontà del club di reagire immediatamente alla brutta partenza e blindare la fiducia nel progetto De Zerbi.


Avellino, esordio amaro in Serie B: ko con l’Arezzo e tensione in campo tra Izzo e Simic

Avellino, serata davvero complicata: 1‑2 con l’Arezzo e confronto acceso in campo tra Izzo e Šimić

L’esordio dell’Avellino nel campionato di Serie B 2026/27 non è stato quello che i tifosi si aspettavano. Al Partenio‑Adriano Lombardi, gli irpini sono caduti per 1‑2 contro il neopromosso Arezzo, al termine di una gara iniziata bene ma poi sfuggita di mano.

La squadra di Alessandro Nesta, tecnico che punta su organizzazione difensiva e costruzione pulita, era partita forte trovando il vantaggio nei primi minuti. Ma la formazione toscana, guidata da un gruppo giovane e aggressivo, ha avuto la forza di ribaltare il risultato, approfittando delle numerose sbavature viste nella retroguardia biancoverde.

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Tensione nel finale: Izzo e Šimić faccia a faccia

Oltre al risultato, a catturare l’attenzione è stato un episodio verificatosi a fine partita. Come riportato da tuttoavellino.it, al triplice fischio si sono registrati momenti di tensione tra Armando Izzo, difensore esperto e leader del reparto, e Lorenco Šimić, centrale croato noto per la sua fisicità.

I due si sono affrontati a muso duro a metà campo, scambiandosi parole animate. Impossibile sapere cosa si siano detti, ma la scena non è passata inosservata ai presenti. Nessuno dei protagonisti ha commentato l’accaduto nel post‑gara, segno di una volontà comune di non alimentare ulteriori polemiche.

A riportare la calma è intervenuto proprio Nesta, che si è avvicinato ai due difensori per sedare la discussione e ricompattare il gruppo dopo una serata complicata.

Un episodio figlio della frustrazione

Secondo le prime ricostruzioni, il confronto acceso sarebbe nato dalla frustrazione per la sconfitta e da alcune situazioni di gioco che hanno generato incomprensioni tra i due difensori. L’Avellino, infatti, ha mostrato diverse difficoltà nella gestione dei momenti chiave del match, concedendo troppo all’Arezzo e perdendo compattezza nella ripresa.

In un contesto emotivo già pesante, il nervosismo è esploso nel finale, ma senza conseguenze gravi: un episodio che, se gestito bene, può trasformarsi in un punto di ripartenza per rinsaldare lo spirito del gruppo.

Avellino chiamato alla reazione

La squadra di Nesta dovrà ora voltare pagina rapidamente. Il ko all’esordio e la tensione interna rappresentano segnali da non sottovalutare, ma anche opportunità per correggere gli errori e ritrovare equilibrio.

La Serie B è lunga e complessa: l’Avellino ha tempo e qualità per rialzarsi, ma servirà subito una risposta convincente.

Chi è Ayari, l’ultima idea di mercato della Roma di Gasperini: sul giocatore del Brighton c’è grande concorrenza

Roma, idea Ayari per il centrocampo: il Brighton chiede 50 milioni, c’è anche il Borussia Dortmund

La Roma continua a lavorare sul mercato per completare il centrocampo a disposizione di Gian Piero Gasperini, tecnico che predilige giocatori dinamici, versatili e capaci di muoversi tra le linee. Tra i profili valutati nelle ultime ore è emerso con forza il nome di Yasin Ayari, centrocampista svedese classe 2003 di proprietà del Brighton, uno dei talenti più interessanti esplosi nella Premier League negli ultimi mesi.

Ayari, alto 1,72, è un giocatore moderno: rapido, tecnico, abile nello stretto e capace di interpretare più ruoli. La sua qualità principale è la capacità di muoversi tra le linee, combinando conduzioni palla al piede, inserimenti e un’intensità costante anche in fase di non possesso. Un profilo che si sposa perfettamente con il calcio di Gasperini, che costruisce molto del proprio gioco sulla duttilità dei centrocampisti.

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Contatti avviati: la richiesta del Brighton è altissima

La Roma ha già sondato il terreno con il Brighton per capire la fattibilità dell’operazione. L’idea dei giallorossi sarebbe quella di ottenere Ayari in prestito con diritto di riscatto, formula che permetterebbe di diluire l’investimento e valutare il rendimento del giocatore in Serie A.

Il Brighton, però, ha una posizione molto diversa: il club inglese preferisce una cessione a titolo definitivo e ha fissato una valutazione tra 45 e 50 milioni di euro. Una cifra importante, soprattutto considerando che il contratto del giocatore scade nel 2027, elemento che potrebbe spingere i Seagulls a monetizzare già in questa finestra di mercato.

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Il Dortmund complica i piani della Roma

A rendere la trattativa ancora più complessa c’è l’inserimento del Borussia Dortmund, club che ha già preso contatti con l’entourage del giocatore. I gialloneri vedono in Ayari un rinforzo ideale per aumentare qualità e dinamismo nella mediana, e la Bundesliga rappresenta un contesto particolarmente adatto ai centrocampisti con le sue caratteristiche.

La Roma, dunque, non è sola nella corsa e dovrà trovare una formula convincente senza compromettere gli equilibri economici del club.

Un centrocampista moderno per il progetto giallorosso

Ayari ha già raccolto 25 presenze e 5 gol con la nazionale svedese, numeri che testimoniano una crescita costante e un profilo ormai monitorato da diversi club europei. La sua capacità di giocare sia da mezzala sia da trequartista lo rende un elemento prezioso per un progetto tecnico che punta su intensità, verticalità e qualità tra le linee.

Barcellona, tramonta l’idea Lautaro Martinez: ora il nome nuovo è Tresoldi, il preferito di Flick

Barcellona, stop a Lautaro Martínez: Nicolò Tresoldi è il profilo scelto da Hansi Flick per il nuovo nove

Il Barcellona cambia strategia per il nuovo centravanti. Dopo le parole nette di Beppe Marotta — amministratore delegato dell’Inter, che ha chiuso ogni spiraglio su un possibile trasferimento di Lautaro Martínez — i blaugrana hanno dovuto ricalibrare le proprie mosse di mercato.

Il messaggio arrivato dall’Italia è stato chiaro: Lautaro non si muove. E così, secondo la stampa spagnola, il Barça ha individuato un nuovo obiettivo per il ruolo di numero 9: Nicolò Tresoldi, attaccante italo‑tedesco classe 2004 del Club Brugge, uno dei profili più esplosivi dell’ultima stagione.

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Tresoldi, il nuovo nome per l’attacco blaugrana

Tresoldi, capocannoniere dell’ultimo campionato belga con 19 gol, è considerato uno dei prospetti più interessanti d’Europa. Attaccante moderno, fisico, rapido e con un’ottima capacità di attaccare la profondità, rappresenta un profilo diverso rispetto alle alternative valutate finora dal Barcellona, tra cui Julián Álvarez.

Il quotidiano AS sottolinea come il suo nome stia «guadagnando terreno» nelle valutazioni del club, che vede nel classe 2004 un potenziale protagonista della rivoluzione offensiva avviata in estate.

Il ruolo di Hansi Flick: il tecnico lo vuole

Il principale sponsor di Tresoldi al Barcellona è Hansi Flick, tecnico tedesco noto per il suo calcio verticale e per la valorizzazione dei giovani.

Flick sarebbe rimasto particolarmente colpito dai 78 minuti giocati da Tresoldi contro il Barça nella fase a gironi dell’ultima Champions League: una prestazione intensa, fatta di movimenti intelligenti e grande personalità.

A rafforzare la candidatura del giocatore ci sarebbero anche le ottime relazioni arrivate dalla Federcalcio tedesca, dove Tresoldi ha completato tutta la trafila delle nazionali giovanili.

Un’operazione che può decollare

In Catalogna parlano di un affare «pronto a esplodere». Il Barcellona, alla ricerca di un centravanti giovane e sostenibile dal punto di vista economico, vede in Tresoldi un investimento coerente con la nuova linea tecnica e finanziaria del club.

Con Lautaro definitivamente fuori dai radar e altre piste complicate, il classe 2004 del Bruges potrebbe diventare il nome caldo degli ultimi giorni di mercato.


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