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Venezia, ufficiale l’arrivo di Emil Bohinen dal Genoa: centrocampo rinforzato! I dettagli

Venezia FC, ufficiale l’arrivo di Emil Bohinen dal Genoa: centrocampo rinforzato! I dettagli dell’operazione degli arancioneroverdi

Il Venezia FC ha annunciato l’acquisto, con la formula del prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni, del centrocampista norvegese Emil Bohinen dal Genoa CFC. L’operazione porta in laguna un giocatore di esperienza internazionale, pronto a dare solidità e qualità alla mediana arancioneroverde.

La carriera di Emil Bohinen

Classe 1999, figlio d’arte (il padre Lars Bohinen è stato centrocampista della nazionale norvegese negli anni ’90), Emil è cresciuto calcisticamente nello Stabæk IF, club della massima serie norvegese, con cui ha collezionato 73 presenze, 9 gol e 10 assist.

Nella stagione 2020/21 si è trasferito al CSKA Mosca, dove ha disputato 14 partite, realizzando 2 reti e fornendo 1 assist. A gennaio 2021 è approdato in Italia, firmando per la Salernitana: con i granata ha esordito in Serie A, totalizzando 49 presenze e 1 assist.

Successivamente ha vestito la maglia del Genoa (9 presenze) e, da gennaio 2025, quella del Frosinone, con cui ha messo insieme 12 partite, segnando 3 gol e servendo 1 assist.

Sul fronte internazionale, Bohinen ha completato tutta la trafila delle selezioni giovanili norvegesi, arrivando a giocare 10 incontri e segnare 1 gol con l’Under 21.

Le prime parole in arancioneroverde

Entusiasta della nuova avventura, Bohinen ha dichiarato: “Ho scelto di venire a Venezia perché è una società con un progetto molto interessante. Appena ho ricevuto l’offerta, ho accettato subito. Sarà una stagione in cui cercheremo di raggiungere gli obiettivi fissati e io sono qui per questo, mettendomi a disposizione del mister e della squadra. Non vedo l’ora di scendere in campo davanti ai nostri tifosi al Penzo.”

Un rinforzo strategico per il Venezia

L’arrivo di Bohinen rappresenta un innesto di spessore per il tecnico del Venezia, che potrà contare su un centrocampista completo, capace di unire visione di gioco, capacità di inserimento e solidità difensiva.

Con questa operazione, il Venezia conferma la volontà di costruire una rosa competitiva per affrontare al meglio la stagione, puntando su profili con esperienza internazionale e conoscenza del campionato italiano.

Harder al Lipsia: sarà il sostituto di Openda! Il talento danese lascia lo Sporting CP per la Bundesliga

Harder al Lipsia: sarà il sostituto di Openda! Il talento danese lascia lo Sporting CP per la Bundesliga. Era stato vicino al Milan

Il RB Lipsia ha ufficializzato l’arrivo di Conrad Harder, giovane attaccante danese classe 2005, proveniente dallo Sporting CP. L’operazione, secondo quanto riportato dal quotidiano portoghese O Jogo, è stata definita a titolo definitivo per una cifra vicina ai 26 milioni di euro.

Un talento in ascesa

Nato a Holte, in Danimarca, Harder è considerato uno dei prospetti offensivi più promettenti della sua generazione. Alto 1,85 m, dotato di grande fisicità e rapidità nei movimenti, il giovane centravanti si è messo in luce nella scorsa stagione con 11 gol e 7 assist in 47 presenze tra campionato e coppe con lo Sporting. Le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione di diversi top club europei, tra cui Milan e Rennes.

Il club francese, tuttavia, ha deciso di ritirarsi dalla corsa per concentrarsi sull’acquisto dell’attaccante svizzero Breel Embolo (Monaco), lasciando via libera al Lipsia.

Il ruolo nel progetto Lipsia

Harder prenderà idealmente il posto di Loïs Openda, attaccante belga trasferitosi alla Juventus in questa sessione di mercato. Il Lipsia, noto per la sua politica di valorizzazione dei giovani talenti, rappresenta un ambiente ideale per la crescita del danese, che avrà l’opportunità di misurarsi in Bundesliga e nelle competizioni europee.

Il tecnico Marco Rose, allenatore tedesco con esperienza anche al Borussia Mönchengladbach e al Borussia Dortmund, potrà contare su un giocatore duttile, capace di agire sia come punta centrale che come esterno offensivo, grazie alla sua capacità di attaccare la profondità e al fiuto per il gol.

Un trend in crescita

Il trasferimento di Harder conferma il crescente interesse del calcio europeo per i talenti nordici, spesso apprezzati per la loro disciplina tattica e la capacità di adattarsi a contesti competitivi. Il Lipsia, che negli ultimi anni ha lanciato giocatori come Christopher Nkunku e Josko Gvardiol, punta a replicare il successo anche con il giovane danese.

Con questa operazione, il club tedesco non solo rinforza il reparto offensivo, ma investe su un calciatore che potrebbe diventare uno dei protagonisti del calcio europeo nei prossimi anni.

Marco Asensio al Fenerbahçe: l’ex Real Madrid lascia il PSG e vola in Turchia

Marco Asensio si trasferisce al Fenerbahçe: l’esterno spagnolo, ex calciatore del Real Madrid lascia il PSG e vola in Turchia

Il colpo di mercato è ormai realtà: Marco Asensio, esterno offensivo spagnolo classe 1996, diventerà nelle prossime ore un nuovo giocatore del Fenerbahçe. Secondo fonti turche, l’ex talento del Real Madrid è già atterrato a Istanbul per completare le visite mediche e firmare il contratto che lo legherà al club gialloblù.

Il trasferimento segna la fine dell’avventura di Asensio al Paris Saint-Germain, dove era approdato nell’estate 2023 a parametro zero dopo otto stagioni ricche di successi con i “Blancos”: tre Champions League, tre titoli di Liga e numerosi trofei nazionali. In Francia, l’ala mancina ha contribuito a due campionati vinti in Ligue 1, confermandosi giocatore di grande esperienza internazionale.

La parentesi Aston Villa e il mancato riscatto

Nella seconda metà della stagione 2024/25, Asensio aveva vestito la maglia dell’Aston Villa in Premier League, in prestito dal PSG. Sotto la guida di Unai Emery, il 29enne maiorchino ha collezionato 21 presenze, realizzando 8 gol e 1 assist, dimostrando ancora una volta la sua capacità di incidere in zona offensiva.

Il club di Birmingham avrebbe voluto trattenerlo, ma le rigide norme del Profitability and Sustainability Rules (PSR) hanno impedito l’attivazione dell’opzione di acquisto. I dirigenti dei Villans si erano recati a Madrid due mesi fa per spiegare personalmente al suo entourage le difficoltà economiche e l’impossibilità di soddisfare le richieste contrattuali del giocatore.

Un rinforzo di lusso per il Fenerbahçe

Il Fenerbahçe, allenato da José Mourinho, ha colto l’occasione per assicurarsi un rinforzo di assoluto livello in vista della nuova stagione. Secondo la stampa turca, l’accordo con il PSG prevede un esborso di circa 8,5 milioni di euro bonus inclusi. Asensio porterà alla squadra di Istanbul qualità tecniche, esperienza europea e una notevole duttilità tattica, potendo agire sia da esterno che da trequartista.

Carriera in nazionale

Con la Spagna, Asensio ha totalizzato finora 38 presenze, partecipando ai Mondiali 2018 in Russia e 2022 in Qatar. La sua capacità di abbinare tecnica, visione di gioco e finalizzazione lo rende un elemento prezioso anche per la “Roja” in vista dei prossimi impegni internazionali.

Il trasferimento in Turchia rappresenta per Asensio una nuova sfida, in un campionato in crescita e in un club ambizioso, deciso a tornare protagonista in Europa.

Bayer Leverkusen, esonero lampo per Erik ten Hag: solo due mesi alla guida

Bayer Leverkusen, esonero lampo per il tecnico Erik ten Hag: solo due mesi alla guida. La ricostruzione dell’accaduto

Il Bayer Leverkusen ha annunciato la separazione immediata dall’allenatore Erik ten Hag, tecnico olandese di 54 anni, arrivato in estate con l’obiettivo di confermare il club ai vertici della Bundesliga. La decisione, maturata dopo appena due mesi dall’inizio della stagione, chiude un’esperienza segnata da risultati deludenti e frizioni interne.

Un avvio di stagione disastroso

Vicecampione in carica, il Leverkusen ha raccolto soltanto un punto nelle prime due giornate di campionato: sconfitta interna per 1-2 contro l’Hoffenheim e pareggio 3-3 sul campo del Werder Brema. Un bottino insufficiente per una squadra costruita per competere ai massimi livelli, ma i problemi non si sono limitati al campo.

Critiche e tensioni nello spogliatoio

Secondo fonti interne, la dirigenza ha espresso forte preoccupazione per lo stile di gioco e l’approccio tattico di Ten Hag, ritenuti poco coerenti con le aspettative. Il tecnico è stato accusato di un atteggiamento “ostile” nei confronti della squadra e della società. Le tensioni sono esplose pubblicamente con le dichiarazioni di due figure chiave: Mark Flekken, portiere titolare della nazionale olandese, e Robert Andrich, centrocampista e capitano del club, che hanno criticato apertamente la gestione tecnica.

Mercato e leadership in discussione

Anche la gestione delle trattative di mercato ha contribuito a incrinare i rapporti. Le richieste pubbliche di Ten Hag, unite alla difficoltà di replicare la leadership e l’efficacia del suo predecessore Xabi Alonso – artefice della storica corsa al secondo posto nella scorsa stagione – hanno generato un vero e proprio shock nello spogliatoio.

Una scelta inevitabile

La combinazione di risultati negativi, divergenze interne e assenza di una visione condivisa ha reso impossibile proseguire la collaborazione. Ora il Bayer Leverkusen è alla ricerca di un nuovo allenatore capace di riportare stabilità e competitività, con diversi nomi già circolanti tra i media tedeschi.

Per Ten Hag, reduce dalla deludente esperienza al Manchester United in Premier League, si tratta di un brusco stop alle ambizioni di rilancio. Il suo futuro professionale resta incerto, mentre il club tedesco punta a voltare pagina rapidamente per non compromettere la stagione.

Calciomercato Lazio, Noslin lascia la squadra biancoceleste? Le ultime

Calciomercato Lazio: Noslin verso l’addio? Ultime ore decisive. La situazione

Il calciomercato Lazio entra nella sua fase più intensa e imprevedibile. A poche ore dalla chiusura ufficiale della sessione estiva, fissata per le ore 20:00, a tenere banco è il futuro di Tijjani Noslin, attaccante olandese arrivato nei mesi scorsi con l’obiettivo di ritagliarsi uno spazio importante nello scacchiere offensivo di Maurizio Sarri.

Fino a pochi giorni fa, la sua permanenza alla Lazio sembrava scontata. L’ipotesi che Noslin potesse restare almeno fino a gennaio, soprattutto per coprire l’eventuale assenza di Boulaye Dia durante la Coppa d’Africa, era considerata concreta. Tuttavia, come riportato da Il Tempo, nelle ultime ore lo scenario è cambiato drasticamente.

Secondo fonti vicine alla società, il Feyenoord avrebbe manifestato un forte interesse per l’ex attaccante del Verona, aprendo a un possibile trasferimento immediato. Il club olandese offrirebbe a Noslin un minutaggio più ampio e maggiore continuità rispetto a quanto prospettato attualmente alla Lazio. Allo stesso tempo, anche alcuni club della Championship inglese sarebbero alla finestra, valutando un prestito con diritto di riscatto.

All’interno del calciomercato Lazio, questa potrebbe rivelarsi un’operazione strategica. Da un lato permetterebbe al giocatore di trovare spazio e crescita, dall’altro consentirebbe alla società di liberare un posto in rosa e alleggerire il monte ingaggi in vista del mercato invernale.

Lo stesso Sarri, nei giorni scorsi, aveva definito Noslin come una “risorsa utile” in caso di necessità, ma non centrale nel progetto immediato. Con una rosa già al completo e la concorrenza interna in attacco elevata, il tecnico potrebbe dare il via libera alla partenza, purché l’offerta sia in linea con le valutazioni del club.

Il calciomercato Lazio si è rivelato complicato sul fronte delle uscite, con diversi esuberi ancora in rosa e cessioni mancate per motivi economici. In questo contesto, una possibile partenza di Noslin rappresenterebbe un’operazione mirata e utile in ottica programmazione.

Nessun movimento in entrata è previsto al momento, ma il club resta vigile. Il destino di Noslin sarà deciso entro le prossime ore e potrebbe influenzare le scelte tecniche e tattiche della Lazio da qui a gennaio.

De Siervo: «Diritti TV Serie A? Abbiamo un grande piano per i tifosi. Ecco quale»

Serie A, De Siervo: «Stiamo costruendo un prodotto moderno e globale. Senza tifosi non ci sono ricavi»

Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, ha presentato ufficialmente i nuovi palinsesti della Radio TV Serie A, un progetto ambizioso nato per raccontare il campionato italiano in modo moderno, accessibile e internazionale. Durante l’evento, De Siervo ha sottolineato come la Lega stia lavorando su un contenuto pensato non solo per l’Italia, ma con l’obiettivo di esportare il prodotto Serie A in tutto il mondo.

«Noi produciamo il campionato italiano di calcio, gestendo direttamente tutta la regia e il live match – ha spiegato De Siervo –. Il passo successivo è stato creare una factory di contenuti che, in otto lingue, alimenti oltre 40 account ufficiali della Lega. Forniamo contenuti per 18 ore al giorno con commenti attenti ma rispettosi, disponibili su radio DAB, sull’app ufficiale della Lega Serie A e su DAZN. Presto arriveremo anche sul digitale terrestre, rendendo il tutto gratuito e fruibile da tutti i tifosi».

Riforma diritti TV e centralità dei tifosi

Uno dei temi centrali del discorso è stata la possibile riforma del governo sulla distribuzione dei diritti televisivi. De Siervo ha mostrato apertura ma anche prudenza: «Analizzeremo le proposte con attenzione. Alcune parti della riforma sembrano positive, su altre aspettiamo di confrontarci con i club. Intanto, rispetteremo i contratti in essere: quattro anni con DAZN e due con Sky. L’obiettivo resta lo stesso: portare la Serie A il più vicino possibile ai tifosi, senza filtri».

Serie A: crescita in Italia e sfida globale

I dati di inizio stagione, tra ascolti e presenze negli stadi, confermano il forte interesse per la Serie A. De Siervo si è detto soddisfatto: «Gli stadi sono pieni, i numeri crescono. Il calcio italiano sta lavorando bene, nonostante le critiche. Ma dobbiamo pensare anche all’estero. I nostri contenuti sono già disponibili in otto lingue sui social e in quattro in live. Vogliamo espanderci ulteriormente, come già fanno NFL e NBA. Se ci chiudiamo dentro i confini nazionali, faremo un grave errore».

E ha concluso con una riflessione fondamentale: «Senza tifosi non ci sono ricavi, e senza ricavi non possiamo avere grandi campioni. È una semplice catena, ma è la realtà del calcio moderno».

Calciomercato Bologna, quale sarà il futuro di Dominguez? La situazione in casa rossoblu

Calciomercato Bologna: Dominguez verso l’addio, la Roma fa sul serio. La situazione attuale

Nel vivo dell’ultima giornata di trattative, il calciomercato del Bologna è ancora in movimento, soprattutto sul fronte delle uscite. Se la permanenza di Jhon Lucumí sembra ormai certa, il discorso cambia radicalmente per Benjamin Dominguez, talento argentino classe 2003, sempre più vicino a lasciare la squadra rossoblù.

Secondo quanto riportato da Corriere dello Sport Stadio, il Bologna sarebbe pronto a dare il via libera alla cessione del giovane esterno, per una cifra intorno ai 15 milioni di euro. Una trattativa ben avviata con la Roma, che sta spingendo forte per chiudere il colpo in queste ultime ore di mercato. Si parla già di uno scambio di documenti imminente, che potrebbe ufficializzare l’operazione entro la chiusura prevista per le ore 20:00 di questa sera.

Con la possibile partenza di Dominguez, il calciomercato Bologna potrebbe vedere salire a circa 40 milioni di euro i ricavi totali generati da questa sessione estiva, un bottino importante per il club, utile sia per il bilancio che per eventuali investimenti futuri. Una cifra che testimonia la solidità e la programmazione del progetto tecnico-dirigenziale.

La scelta di sacrificare Dominguez nasce anche da motivazioni tattiche. In rosa, infatti, attualmente ci sono sei esterni offensivi, numero considerato eccessivo per il sistema di gioco di Vincenzo Italiano, che preferisce lavorare con un gruppo ristretto e ben definito di giocatori, in particolare cinque ali offensive. In quest’ottica, con Jesper Karlsson ancora lontano da un’eventuale cessione — viste le poche offerte concrete arrivate per lo svedese — il club emiliano ha individuato proprio in Dominguez l’elemento più sacrificabile.

Il giovane argentino, arrivato con grandi aspettative, ha mostrato lampi di talento ma non ha ancora trovato la giusta continuità. Per questo, l’opportunità di trasferirsi alla Roma, dove potrebbe trovare un contesto diverso e nuove motivazioni, rappresenta un’occasione importante sia per lui che per il Bologna.

Il calciomercato Bologna, quindi, resta ancora caldissimo in queste ultime ore. La cessione di Dominguez potrebbe rappresentare l’ultimo colpo in uscita, confermando una sessione estiva ricca di movimenti e di scelte ponderate.

Calciomercato Sassuolo, nome caldo in casa neroverde per quel giocatore

Calciomercato Sassuolo: Maupay il nome caldo per l’attacco, si attende la risposta

L’ultima giornata di trattative per il calciomercato Sassuolo potrebbe regalare colpi di scena, e il nome più caldo in entrata è quello di Neal Maupay, attaccante attualmente in forza all’Olympique Marsiglia. Il club neroverde ha individuato nel francese il profilo ideale per rinforzare il reparto offensivo, ma resta da sciogliere un nodo fondamentale: l’ok definitivo del giocatore.

Secondo quanto riferito dal giornalista Nicolò Schira, i contatti tra le parti sono continui e il Sassuolo ha già trovato un’intesa di massima con il club francese per il trasferimento. Si tratterebbe di un colpo in prestito con eventuale diritto di riscatto, un’operazione che rientra nei parametri economici del club emiliano. Tuttavia, Maupay non ha ancora dato il suo assenso definitivo al trasferimento in Italia, e tutto potrebbe decidersi nelle prossime ore.

L’arrivo di Maupay darebbe al Sassuolo un’alternativa importante in attacco. L’attuale titolare, Andrea Pinamonti, è reduce da una buona prestazione coronata dal gol del momentaneo 2-1 contro la Cremonese, ma la necessità di una rotazione più ampia è chiara. L’aggiunta di Maupay offrirebbe soluzioni tattiche diverse al tecnico e aumenterebbe la competitività del reparto offensivo.

Il calciomercato Sassuolo ha finora vissuto una fase di osservazione e valutazione, con poche operazioni clamorose, ma ora sembra pronto ad accendersi proprio nel rush finale. L’obiettivo del club è chiudere un colpo utile e funzionale, e Maupay rappresenta il profilo perfetto: 28 anni, esperienza in Ligue 1 e Premier League, e voglia di rilanciarsi in un campionato competitivo come la Serie A.

L’attaccante francese, da parte sua, sta valutando pro e contro del trasferimento. Se dovesse arrivare il sì nelle prossime ore, il calciomercato Sassuolo metterebbe a segno un colpo interessante e in linea con la politica del club, che da anni punta su profili internazionali da valorizzare.

Tutto è ancora aperto, ma una cosa è certa: il Sassuolo vuole chiudere il mercato in bellezza. E la risposta di Maupay potrebbe cambiare gli equilibri offensivi della squadra per tutta la stagione.

Sancho, niente Serie A per il fuoriclasse. L’attaccante è stato comprato da quella squadra

Sancho all’Aston Villa: accordo raggiunto. La situazione attuale

Dopo settimane di indiscrezioni e trattative, si chiude definitivamente il capitolo che legava Jadon Sancho. L’esterno inglese, classe 2000, non vestirà la maglia bianconera: il suo futuro resta in Premier League, dove è pronto a iniziare una nuova avventura con la maglia dell’Aston Villa.

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il trasferimento è ormai ufficiale: «Jadon Sancho all’Aston Villa, HERE WE GO! Accordo raggiunto per il prestito iniziale dal Manchester United. Via libera da parte dei Red Devils e intesa totale tra i club. Ora si attende solo il completamento dei passaggi formali».

Il trasferimento avviene con la formula del prestito secco, senza obbligo di riscatto, ma rappresenta comunque un’occasione preziosa per il calciatore, desideroso di rilanciarsi dopo una stagione difficile a Manchester. Fuori dai piani tecnici di Erik ten Hag e ai margini della rosa, Sancho ha deciso di cogliere l’opportunità di tornare protagonista in una piazza ambiziosa come quella di Birmingham.

Per l’Aston Villa, si tratta di un colpo importante in vista del proseguimento della stagione. Il tecnico Unai Emery, che sta guidando il club in un’annata da protagonista sia in campionato che in Europa, potrà contare su un talento cristallino alla ricerca di riscatto. Sancho porterà estro, velocità e imprevedibilità, tutte qualità che potrebbero fare la differenza nella corsa al vertice della Premier League.

Sfuma così l’interesse della Juventus, che nelle scorse settimane aveva monitorato la situazione dell’esterno inglese per un possibile innesto offensivo. Tuttavia, le condizioni economiche dell’operazione e la preferenza del calciatore per restare in Inghilterra hanno indirizzato la trattativa verso una direzione diversa.

Sancho, cresciuto nel vivaio del Manchester City e poi esploso con la maglia del Borussia Dortmund, vuole voltare pagina e ritrovare lo smalto dei tempi migliori. A 24 anni, ha ancora tutto il tempo per riscrivere il proprio percorso, e l’Aston Villa potrebbe essere il contesto ideale per ripartire con fiducia e continuità.

Il trasferimento è atteso nelle prossime ore, ma una cosa è certa: Jadon Sancho riparte dalla Premier, lasciando il calciomercato Juve a mani vuote.

Biglietti Atalanta Lecce, informazioni e prezzi sui ticket per il match di Serie A

Biglietti Atalanta Lecce, ecco tutte le informazioni per quanto riguarda i ticket del match nerazzurro

Oggi comincia la vendita dei biglietti di Atalanta-Lecce: valevole per la terza giornata di Serie A. Ecco il comunicato con tutte le informazioni.

Biglietti Atalanta Lecce, il comunicato ufficiale

Dopo la prima sosta per le nazionali, i nerazzurri tornano in campo allo stadio di Bergamo per il secondo impegno casalingo della stagione: ad attenderli, nella terza giornata della Serie A Enilive 2025/26, c’è il Lecce.

I biglietti per assistere alla partita saranno a disposizione degli sportivi interessati a partire dalle ore 10 di lunedì 1 settembre e, salvo esaurimento, sino al fischio d’inizio del match, in programma alle 15 di domenica 14 settembre 2025.

In occasione della partita con il Lecce sarà attiva la promozione a TARIFFA SPECIALE DEDICATA riservata agli UNDER 14.

SETTORI E PREZZI

I tagliandi saranno acquistabili online, nei punti vendita Vivaticket abilitati su territorio nazionale nei giorni e orari di apertura, il giorno partita anche al Ticketing Point dello stadio di Bergamo aperto 4 ore prima dell’inizio del match.

Di seguito i settori e i relativi prezzi ai quali vanno sommate le commissioni di servizio Vivaticket.

Le tariffe prezzo intero nei settori Parterre Rinascimento, Tribuna Rinascimento, Tribuna Ovest e Tribuna Onore potranno subire variazioni (dynamic pricing).

In ottemperanza alle disposizioni delle autorità competenti, i residenti nella provincia di Lecce potranno acquistare biglietti esclusivamente nel Settore ospiti.

SETTORIPREZZO INTERORIDOTTO U16
Curva Nord Pisani                        € 24                        € 20
Curva Sud Morosini                        € 24                        € 20
Parterre Rinascimento                        € 40                        € 32
Tribuna Rinascimento                        € 55                        € 40
Tribuna Rinascimento G                        € 45                        € 30
Tribuna Ovest                        € 45                        € 30
Tribuna Onore                        € 70                        € 50
Pitch View                        € 80                        € 60
Tribuna Rinascimento G con hospitality Legends Club                        € 150                           –
Tribuna Ovest con hospitality Legends Club                         € 150                           –

TARIFFA SPECIALE DEDICATA – UNDER 14

Tutte le informazioni per usufruire della promozione TARIFFA SPECIALE DEDICATA riservata agli Under 14 sono online nella sezione dedicata: BIGLIETTI/ACCREDITI.

Di Canio duro sull’Inter: «Ha perso un campionato già vinto. Mi aspetto questa cosa»

Inter Udinese, Di Canio durissimo: «Serve una scossa mentale, Chivu ha tanto lavoro da fare»

La sconfitta dell’Inter contro l’Udinese ha lasciato strascichi pesanti in casa nerazzurra, non solo per il risultato, ma anche per l’atteggiamento mostrato in campo. Tra le voci più critiche nel post-partita c’è stata quella di Paolo Di Canio, che, dagli studi di Sky Calcio Club, ha analizzato con grande severità il momento dell’Inter e le responsabilità dei singoli.

Secondo l’ex attaccante, la gara Inter Udinese ha messo in evidenza alcune fragilità psicologiche e mancanze di motivazione già emerse nel finale della scorsa stagione: «Chivu dovrà fare un lavoro enorme sulle motivazioni. L’Inter aveva fatto partite di sacrificio, ma in campionato era mancata questa mentalità. Il lavoro psicologico deve essere fatto anche sui dettagli».

Di Canio ha citato esempi specifici, sottolineando il calo di rendimento di alcuni senatori: «Ho visto Barella stoppare la palla e giocarla da fermo per dodici volte. Non basta il nome o lo status per giustificare certe prestazioni. Barella deve fare la differenza. Anche Bastoni è apparso svuotato, ha sbagliato molti appoggi. Serve un lavoro mentale e attitudinale».

L’ex calciatore ha poi ricordato come la delusione per la finale di Champions e la gestione del finale di campionato scorso abbiano lasciato cicatrici: «L’Inter non deve dimenticare la mazzata in Champions. Ma deve riprendersi soprattutto da come ha perso il campionato. Sicuramente nello spogliatoio si saranno detti la verità, perché sono giocatori veri».

Nel match Inter Udinese, secondo Di Canio, si è vista una squadra poco reattiva anche nei momenti chiave: «Sul risultato di 1-0 bisogna fare il metro in più. Acerbi oggi in difficoltà. Quando vinceva, l’Inter dominava. Ma poi Inzaghi ha trasformato il suo 3-5-2 in qualcosa di più conservativo».

Critiche anche all’ex tecnico nerazzurro Simone Inzaghi: «Era o non era all’altezza di vincere quattro campionati? Almeno due sì. Ha fatto il massimo? Non sempre. Nell’ultima stagione, con la Lazio, poteva fare il pullman alla Nereo Rocco e portarsi a casa lo scudetto. Ha sbagliato qualcosa, anche lui».

Infine, Di Canio ha espresso curiosità su come Chivu affronterà la situazione: «Ora vediamo cosa riuscirà a fare. La base c’è, ma serve cambiare passo subito».

Zaniolo-Udinese, si sblocca la trattativa per il trequartista. Questa cessione è stata decisiva

Zaniolo-Udinese: si sblocca la trattativa, l’ex Roma attende a un passo dal ritorno in Serie A

Il valzer di attaccanti in casa Udinese potrebbe presto portare a un colpo di grande impatto mediatico e tecnico: Nicolò Zaniolo è vicino a diventare un nuovo giocatore bianconero. La trattativa Zaniolo-Udinese è in fase avanzata e potrebbe concretizzarsi nelle prossime ore, con l’ex talento della Roma pronto a rimettersi in gioco in Serie A dopo un periodo difficile all’estero.

La possibile chiusura della trattativa arriva in parallelo all’uscita di scena di Alexis Sánchez, ormai prossimo a firmare con il Siviglia. Secondo quanto riportato da Sky Sport, il cileno ha trovato un accordo con il club andaluso a parametro zero e volerà in Spagna nelle prossime ore per formalizzare il trasferimento. Il suo addio ha aperto la strada alla trattativa Zaniolo-Udinese, che ora sembra davvero a un passo dalla fumata bianca.

Zaniolo, attualmente di proprietà del Galatasaray, ha vissuto una stagione altalenante tra i prestiti all’Atalanta e alla Fiorentina, senza riuscire a trovare la continuità e la fiducia necessarie per rilanciarsi. Ora, però, il classe ’99 ha dato la sua disponibilità al trasferimento in Friuli e sarebbe già in Italia, in attesa che le due società definiscano gli ultimi dettagli.

L’Udinese, che vuole rilanciare la propria stagione con un colpo di qualità, ha presentato un’offerta complessiva da 9 milioni di euro: 1 milione per il prestito oneroso e 8 milioni per il riscatto a fine stagione. Una cifra ritenuta adeguata per un calciatore in cerca di rilancio, ma ancora dotato di potenziale e carisma per fare la differenza.

La trattativa Zaniolo-Udinese rappresenta anche un’importante scommessa per il club friulano, che negli ultimi anni ha spesso puntato su giovani talenti o profili da rilanciare. In questo contesto, Zaniolo potrebbe trovare un ambiente ideale per ricostruire fiducia, minuti e, soprattutto, un ruolo da protagonista.

Dopo i tentativi di altri club italiani e il gelo con il Galatasaray, Udine potrebbe essere la nuova casa di Nicolò Zaniolo. E se tutto andrà come previsto, il colpo Zaniolo-Udinese potrebbe essere uno dei più interessanti di questo finale di mercato.

Torino Fiorentina pagelle: bocciati due big, promosso un insospettabile… De Gea e Maripán sono i migliori in campo. Ma due attaccanti deludono profondamente e un giocatore divide la critica

Torino Fiorentina pagelle: la situazione dopo l’esordio in casa della squadra granata

Un punto che sa di brodino per entrambe, uno 0-0 che fotografa i limiti e le virtù di due squadre ancora in costruzione. La sfida tra il Torino di Marco Baroni e la Fiorentina di Stefano Pioli si chiude a reti bianche, al termine di una partita intensa, fisica, ma avara di emozioni e di occasioni da gol. I granata, dopo il disastro di San Siro, ritrovano solidità e carattere, imbrigliando una Fiorentina apparsa lenta, macchinosa e ancora lontana parente della macchina da gol ammirata in precampionato. Le pagelle del giorno dopo raccontano la storia di una partita bloccata, in cui a brillare sono stati i difensori e i portieri, mentre gli attaccanti, da una parte e dall’altra, hanno steccato, traditi dalla frenesia o da una serata di scarsa ispirazione.

TOP

DAVID DE GEA (Fiorentina) – IL MURO SPAGNOLO CHE SALVA LA FIORENTINA Voto: 7 In una serata di poche luci per la Viola, la sua stella brilla più di tutte. Se la Fiorentina esce da Torino con un punto, gran parte del merito è suo. Il Corriere dello Sport ne celebra la prestazione con una pagella da 7 pieno: «Parata (ottima) stile calcetto su Casadei dopo otto minuti, paratona tutta sua da top su Simeone in chiusura di primo tempo». Tuttosport è sulla stessa linea: «Almeno due parate importanti, quella su Casadei a inizio partita e poi su Simeone. Sempre una certezza». Una sicurezza tra i pali che ha tenuto a galla una squadra in difficoltà.

GUILLERMO MARIPÁN (Torino) – IL MINISTRO DELLA DIFESA CHE ANNULLA L’ATTACCO VIOLA Voto: 7 Torna titolare dopo due panchine e si riprende subito la leadership del reparto. La sua è una prestazione sontuosa, da leader vero. La Gazzetta dello Sport lo incorona migliore in campo: «Un debutto in questo campionato da ministro della difesa. Il compito da salvatore della patria era il più difficile: lo interpreta da leader. Pilastro». Annulla prima Kean e poi Piccoli, guida la linea con autorità e trasmette sicurezza a tutto il reparto. Una diga invalicabile.

FLOP

MOISE KEAN (Fiorentina) – EGOISTA E POCO ISPIRATO, UNA SERATA DA DIMENTICARE Voto: 5,5 Doveva essere l’uomo in più dell’attacco viola, ma la sua partita è un concentrato di egoismo e imprecisione. Fatica a trovare la posizione e, quando ha la palla buona, sceglie sempre la soluzione peggiore. La Gazzetta dello Sport è impietosa: «Contro Coco fatica. A tratti egoista, vive una serata poco ispirata. Abisso lo “grazia” con il fallo che cancella l’errore sul colpo di testa di Gosens». Una prestazione che non giustifica la fiducia di Pioli.
SIMON SOHM (Fiorentina) – IL GIGANTE DAI PIEDI D’ARGILLA Voto: 5.5 Pioli gli dà un’altra chance, ma lui la spreca. In mezzo al campo soffre la fisicità e il ritmo di Casadei, sbagliando appoggi elementari e perdendo palloni sanguinosi. Tuttosport lo boccia senza appello: «Si vede poco in mezzo al campo». Anche per il Corriere dello Sport è insufficiente: «Più difficoltà, sia nella marcatura di Casadei che gli scappa da tutte le parti, sia nei palloni sbagliati in appoggi all’apparenza facili». Un passo indietro preoccupante.

LE CONTRADDIZIONI

GIOVANNI SIMEONE – CROCE E DELIZIA, L’EROE MANCATO DEL TORO Voti: 6,5 (Corriere dello Sport e Tuttosport) – 5,5 (Gazzetta dello Sport) La sua partita divide la critica. Per il Corriere e Tuttosport è uno dei migliori: «Primo tempo di buona levatura da assist-man (per Casadei) e da centravanti qual è», «Del terzetto offensivo sembra il più in palla». Per La Gazzetta dello Sport, invece, è il peggiore dei suoi, un 5,5 pesante come un macigno: «A Napoli è stato l’uomo da un’occasione un gol. Al Toro è la seconda volta in due partite che la stecca. L’errore stavolta è pesante: poteva decidere». La verità è che il Cholito è stato l’unico a creare pericoli veri, ma l’errore a tu per tu con De Gea pesa come una condanna.

Mercato, che colpi finali: Vardy alla Cremonese, Albiol al Pisa. Zaniolo a un passo dall’Udinese. L’ultima giornata di trattative: colpi a sorpresa per le neopromosse, il Bayern ci prova per Lookman

Mercato, i colpi finali (e quelli che saranno oggi). La situazione con tantissime sorprese

Un’ultima giornata di mercato incandescente, un valzer di colpi a sorpresa che ridisegna le gerarchie della Serie A. Come riportato oggi dal Corriere dello Sport, il gong delle 20:00 allo Sheraton di Milano si prepara a chiudere una delle sessioni estive più imprevedibili degli ultimi anni, con le “piccole” che si regalano sogni e le big che lottano contro il tempo per completare le rose. A prendersi la scena, in un finale pirotecnico, sono due operazioni dal sapore quasi hollywoodiano, che portano nel nostro campionato due campioni di caratura internazionale.

La Cremonese capolista piazza il colpo più clamoroso: è fatta per l’arrivo della leggenda del Leicester, Jamie Vardy. L’attaccante inglese, 38 anni, ha trovato l’accordo per un contratto annuale con opzione, regalando a una piazza in festa un sogno che sembrava impossibile. Ma il DS Giacchetta non si è fermato qui, chiudendo anche per il giovane e promettente difensore del Rennes, Mikayl Faye.

Un’altra neopromossa, il Pisa, risponde con un’operazione di altrettanta esperienza e carisma: arriva in Toscana l’ex campione del mondo Raul Albiol, un leader per blindare la difesa di Gilardino. Ma le trattative non si fermano qui. Il Como continua la sua campagna acquisti faraonica, assicurandosi due difensori del calibro di Stefan Posch dal Bologna e Diego Carlos dal Fenerbahçe.

L’Udinese è a un passo dal grande ritorno: si stringe per Nicolò Zaniolo dal Galatasaray, con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto. Resta invece un rebus il futuro di Ademola Lookman: l’Atalanta ha respinto un’offerta del Bayern Monaco e l’interesse del Tottenham, ribadendo di voler cedere il giocatore solo a titolo definitivo.

Chiudono il quadro il doppio colpo in difesa del Cagliari (Zé Pedro e Juan Rodriguez), l’acquisto in prospettiva del Lecce (Paco Esteban) e il passaggio di Niels Nkounkou al Torino. Sullo sfondo, le suggestioni dell’ultimo minuto: il Parma valuta Lorenzo Insigne, mentre il futuro di Walid Cheddira è ancora in bilico. Un mercato pazzo, fino all’ultimo secondo.

Sacchi: «Serie A equilibrata. Napoli favorito e serio. Inter da rivedere con troppi svarioni. Juve, che solidità, Tudor è pragmatico»

Arrigo Sacchi si esprime così dopo le prime due giornate di Serie A tra sorprese e conferme

Un campionato che parte con il botto, un torneo che si annuncia «molto equilibrato» e «imprevedibile». Nel suo consueto editoriale per La Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi analizza l’avvio della nuova Serie A e lo fa partendo da una sorpresa che, a suo dire, è il manifesto di un calcio, quello italiano, dove nulla è scontato. La vittoria della Cremonese a San Siro contro il Milan è la fotografia di un campionato in cui «c’è spazio per tutti» e dove anche le big, come il Napoli, devono sudare fino all’ultimo per conquistare i tre punti.

L’analisi del “Profeta di Fusignano” è un viaggio tra le certezze e le incognite delle grandi. Se il Napoli di Conte resta la «squadra favorita e quella più attrezzata per lo scudetto», la caduta dell’Inter a San Siro contro l’Udinese è un campanello d’allarme che non va sottovalutato. «C’è chi sostiene che troppi elogi, dopo la cinquina all’esordio, possano aver danneggiato la squadra di Chivu, ma io preferisco rimanere sul campo e analizzare le questioni tecniche e tattiche», scrive Sacchi, sottolineando come l’Udinese abbia vinto con «molto coraggio e idee molto chiare».

Per l’Inter, la strada è ancora lunga: «c’è da lavorare per dare un volto definito a tutta la squadra. Si vedono cose buone e poi clamorosi svarioni: trovare l’equilibrio è compito dell’allenatore».

Di tutt’altro tenore, invece, il giudizio sulla Juventus. La squadra di Tudor, a punteggio pieno e con zero gol subiti, è per Sacchi un esempio di pragmatismo e solidità. «Tudor, allenatore pratico che bada più alla sostanza che alla forma, ha cominciato a lavorare partendo dalle fondamenta e i risultati gli stanno dando ragione.

Non ho mai visto case costruite a partire dal tetto». Una Juve «tosta», che ha ritrovato la sua identità e che, pur essendo un cantiere aperto, poggia su basi solide, a partire dalla rinascita di un attaccante come Vlahović, capace di trasformare le critiche in gol pesanti.

Nevio Scala: «Dissi no al Real Madrid, non mi sono mai pentito. Il Parma era la mia creatura, e io un sognatore… Rivendico con orgoglio la nascita del modulo del 3-5-2»

Nevio Scala tra retroscena e quello che fu il suo percorso in quel di Parma. Le parole

Un sognatore, un “contadino” che ha anteposto la parola data alla panchina più prestigiosa del mondo. Nevio Scala è l’uomo che, nell’inverno del 1991, disse “no” al Real Madrid per continuare la sua favola con il Parma, una creatura che aveva plasmato a sua immagine e somiglianza, portandola dalla provincia al tetto d’Europa. La notizia, all’epoca, fece il giro del mondo, pubblicata in prima pagina da La Gazzetta dello Sport: come si poteva rifiutare la corte dei Blancos? Oggi, a distanza di oltre trent’anni, l’artefice del “Parma dei miracoli” si racconta in una lunga e affascinante intervista allo stesso quotidiano, un viaggio che parte da quella scelta controcorrente e arriva a una lucida analisi sul calcio di oggi, con la saggezza di chi non ha mai avuto rimpianti.

IL RICORDO DI QUEI GIORNI – «E come posso dimenticarli? Però non ero per nulla agitato, come qualcuno può pensare. In cuor mio sapevo bene quello che stavo facendo, e ne ero pienamente convinto. Allenavo il Parma, che era al primo campionato di A. Squadra giovane, ragazzi di talento, un progetto che condividevo con la proprietà. Alla fine dell’andata eravamo secondi in classifica. Giocavamo un bel calcio, eravamo una provinciale, facevamo simpatia».

IL NO AL REAL MADRID – «Perché ero un sognatore, e lo sono ancora. Avevo in mente di vincere qualcosa d’importante con il Parma, che consideravo una mia creatura. Non me la sentivo di lasciare i miei ragazzi. Eravamo una famiglia e un buon padre di famiglia non se ne va dall’oggi al domani. Alla lunga ho avuto ragione: quell’anno ci qualificammo per la Coppa Uefa, poi vincemmo la Coppa Italia, la Coppa delle Coppe a Wembley, la Supercoppa europea e la Coppa Uefa. Insomma, anche restando a Parma il mio nome fece il giro d’Europa».

MAI PENTITO DI QUELLA SCELTA – «Nemmeno per un istante. Anche se quello era il Real di Butragueño, di Hierro, di Sanchis. E non mi pentii nemmeno nel 1999 quando il Real Madrid mi contattò di nuovo. Io sono un contadino, un uomo pratico: ho bisogno di certezze e di stare in un ambiente familiare. Probabilmente al Bernabeu mi sarei sentito perso».

CHI HA INVENTATO IL 3-5-2 – «Io e il grande Osvaldo Bagnoli con il Genoa. Era la terza via del calcio: non si giocava a zona con i quattro in linea, non si giocava a uomo, ma si percorreva una strada nuova. Se quel modulo dura ancora oggi, vuol dire che era efficace, che ne dite?».

I SETTE ANNI A PARMA – «L’amore della città per una squadra che, con pazienza certosina, avevo costruito. C’era Minotti, il capitano, c’era Apolloni, c’era Zoratto, c’era Melli che aveva la testa calda, ma era una pasta di ragazzo e aveva un grandissimo talento. Se solo mi avesse ascoltato un po’ di più, avrebbe fatto una carriera incredibile. Aveva tutto: tecnica, fisico, era bravo in acrobazia, vedeva la porta. Però viveva secondo l’istinto, e non secondo la ragione: quello è stato il suo limite».

OGGI C’É UNA SQUADRA SIMILE AL SUO PARMA – «L’Atalanta di Gasperini mi ha entusiasmato. Squadra di provincia che ha saputo stupire in Italia e in Europa. Come abbiamo fatto noi. Però il mondo è cambiato, e anche il calcio. Se me lo chiede, le rispondo che mi piaceva di più il calcio di ieri, ma sono di parte. La verità è che bisogna saper vivere i cambiamenti e non avere rimpianti. Io non ne ho».

Torino, visite mediche per Nkounkou: retroscena e dettagli dell’operazione – VIDEO

Il nuovo colpo di calciomercato del Torino Niels Nkounkou è arrivato in città per le visite mediche, ecco il filmato e i dettagli dell’operazione

(Lorenzo Bosca – Inviato a Torino). Ora possiamo dirlo: è iniziata a tutti gli effetti l’avventura di Niels Nkounkou in quel di Torino. Questa mattina, poco dopo lo scoccare delle 8, il nuovo giocatore granata ha fatto tappa nei pressi dell’Istituto di Medicina dello Sport per sottoporsi alle visite mediche di rito. Insieme a lui, come si può ben evincere nel video ripreso dalle telecamere di CalcioNews24 presente sul posto ad attenderlo, alcuni affetti stretti; oltre uno dei dirigenti del club granata (altri erano presenti all’interno della struttura). 

I dettagli dell’operazione? Semplice: il terzino classe 2000 (24 candeline spente lo scorso novembre) si trasferisce all’ombra della Mole Antonelliana dall’Eintracht Francoforte in prestito oneroso per una cifra vicina i 500 mila euro, con diritto di riscatto fissato intorno ai 5 milioni invece. Diritto che potrà diventare obbligo al verificarsi di determinate condizioni che coinvolgono l’impiego del francese in campo. Con l’arrivo di Nkounkou il Torino mette una pezza a uno dei (forse il principale) posti vacanti ancora orfani di proprietario nella rosa di Marco Baroni. Da capire se, alla luce di alcune difficoltà emerse in questo inizio di campionato come nel match di esordio contro l’Inter o nella gara di Coppa disputata col Modena, il direttore tecnico della compagine di Via Viotti Davide Vagnati ed il suo staff approfitteranno delle ultimissime ore di calciomercato a disposizione per piazzare anche l’arrivo di un centrale difensivo. 

GUARDA QUI LA VIDEO INTERVISTA A URBANO CAIRO: LE PAROLE DEL PRESIDENTE DEL TORINO AI MARGINI DEL PAREGGIO CONTRO LA FIORENTINA

Donnarumma-Manchester City, affare fatto per il nuovo portiere della squadra inglese. I dettagli

Donnarumma al Manchester City: accordo raggiunto secondo Di Marzio

Una notizia clamorosa scuote il calciomercato internazionale: secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, esperto di calciomercato di Sky Sport, Gianluigi Donnarumma è pronto a diventare un nuovo giocatore del Manchester City. L’accordo tra le parti sarebbe già stato raggiunto e restano da sistemare soltanto alcuni ultimi dettagli prima dell’annuncio ufficiale.

La notizia, diffusa tramite i canali social del giornalista, ha subito fatto il giro del mondo: @donnarumma sarà il nuovo portiere del @mancity, ha scritto Di Marzio. Un trasferimento che, se confermato, rappresenterebbe uno dei colpi più sorprendenti degli ultimi anni, non solo per l’impatto sportivo ma anche per le dinamiche che lo accompagnano.

Donnarumma, attualmente in forza al Paris Saint-Germain, sembrava essere destinato a rimanere a Parigi almeno per un’altra stagione. Tuttavia, alcune incertezze legate alla gestione tecnica del club francese e il continuo alternarsi tra i pali con altri portieri avevano riaperto scenari di mercato. L’interesse del Manchester City, campione in carica della Premier League e sempre molto attento ai top player europei, ha fatto il resto.

Il tecnico Pep Guardiola vede in Donnarumma il profilo ideale per garantire sicurezza, personalità e qualità nel ruolo di estremo difensore. Con Ederson che potrebbe lasciare il club nelle prossime settimane, l’arrivo dell’ex portiere del Milan rappresenterebbe una risposta di altissimo livello. Per Donnarumma, si tratterebbe di una nuova e stimolante avventura in uno dei campionati più competitivi al mondo.

Il trasferimento di Donnarumma al Manchester City potrebbe anche avere un impatto importante sulla sua carriera in Nazionale. Già numero uno indiscusso della porta azzurra, il passaggio alla Premier League lo metterebbe ulteriormente sotto i riflettori internazionali, rafforzando la sua posizione in vista dei prossimi Europei e Mondiali.

Ancora non si conoscono le cifre dell’operazione, ma l’accordo sembra essere in fase molto avanzata. L’annuncio ufficiale, secondo fonti vicine all’affare, potrebbe arrivare già nei prossimi giorni.

Quel che è certo è che Donnarumma si prepara a un altro grande salto nella sua carriera. Dopo Milano e Parigi, ora Manchester: la scalata del portiere azzurro continua.

Musah-Atalanta, tempo di visite mediche per il centrocampista nerazzurro – FOTO

Musah-Atalanta, tempo di visite mediche all’Habilita per il nuovo centrocampista nerazzurro – FOTO

Musah è un nuovo giocatore dell’Atalanta (prelevato tramite un prestito con diritto di riscatto per 25 milioni dal Milan), e come da tradizione prima della firma del contratto, il centrocampista si sta sottoponendo alle classiche visite mediche allo stadio.

Ecco le fotografie presso l‘Habilita Sport Medicine (stadio), Official Medical Partner di Atalanta. Dopo di che avverrà la firma del contratto al Centro Bortolotti di Zingonia.

Calciomercato Napoli, Højlund è una rivoluzione totale in attacco. Colpo da 45 milioni per De Laurentiis. Svelato il retroscena della trattativa e il nuovo piano tattico di Conte per lanciare il danese

Calciomercato Napoli, un grande colpo quello di Rasmus Hojlund. Investimento


Un infortunio che cambia il mercato, una scommessa da 45 milioni di euro per non abdicare al sogno scudetto. Come analizzato da La Gazzetta dello Sport e dal Corriere dello Sport, l’arrivo di Rasmus Højlund al Napoli non è solo un colpo di mercato, ma l’inizio di una vera e propria rivoluzione tattica per Antonio Conte.

L’assenza di Lukaku, un leader e un punto di riferimento insostituibile, costringe il tecnico a ridisegnare il suo attacco, passando da un gioco basato sulla fisicità del pivot a uno che dovrà esaltare le caratteristiche del giovane talento danese.

La differenza è sostanziale. Se con Lukaku il Napoli aveva una punta capace di fare reparto da sola e di smistare il gioco per gli inserimenti dei centrocampisti, con Højlund si apre un mondo nuovo.

Come scrive La Gazzetta, il suo arrivo porta «l’attacco della profondità, sicuramente. E più in generale dell’area di rigore. Nelle ripartenze può essere devastante». Un attaccante moderno, che attacca gli spazi e che costringerà la squadra a un fraseggio diverso, più veloce e verticale. L’intesa con un genio come De Bruyne sarà la chiave di volta, con il belga che dovrà inventare per innescare gli “strappi” del danese.

Ma l’arrivo di Højlund non è solo una questione tattica, è anche la fotografia della potenza e della programmazione del Napoli. Di fronte a un’emergenza, il DS Manna ha chiuso un’operazione lampo, superando la concorrenza e convincendo un giocatore che, come riporta il Corriere, «ha dato precedenza al Napoli nonostante la concorrenza del Lipsia». La volontà del ragazzo, unita a quella di un club che ha investito 45 milioni (5 di prestito e 40 di obbligo di riscatto), è il segnale di un progetto che non si ferma di fronte alle difficoltà, ma che sa reinventarsi. Conte ha il suo nuovo numero 9, un profilo diverso da Lukaku, ma con la stessa, identica fame di gol. La sfida al vertice della Serie A è appena diventata ancora più affascinante.

Genoa Juve pagelle: la legge di Vlahović, il fantasma di David. La Juve operaia vince senza convincere. Joao Mario soffre. Frendrup bene, anzi no

Pagelle Genoa Juve, una situazione tra certezze e sofferenze rossoblu. La situazione


Una vittoria sporca, sofferta, strappata con i denti e con la forza del singolo. La Juventus di Igor Tudor espugna Marassi, battendo 1-0 un Genoa gagliardo e sfortunato, e si porta a punteggio pieno dopo due giornate. Ma la prestazione, per lunghi tratti, è stata tutt’altro che convincente, salvata da un episodio e, ancora una volta, dal suo bomber più discusso. Le pagelle del giorno dopo sono lo specchio di una serata complicata, in cui a brillare sono stati i gregari e i difensori, mentre i talenti più attesi hanno steccato.


TOP


DUŠAN VLAHOVIĆ (Juventus) – L’UOMO DELLA PROVVIDENZA CHE RISOLVE I PROBLEMI Voto: 7.5 Entra e, come contro il Parma, cambia la partita. Il suo gol, un colpo di testa imperioso su corner di Kostić, non è solo una prodezza balistica, ma un messaggio a tutto il mondo: lui c’è, e i problemi, per ora, li risolve. Tuttosport ne celebra il carattere: «Undici minuti per mettere il suo sigillo: esultanza, ancora, a sfidare tutti. Di sicuro, il duello è col destino. E la storia con la Juve non è finita». Per La Gazzetta dello Sport, è semplicemente il migliore: «Due partite, due gol. Più che causarli, i problemi per ora li risolve. Certi difetti negli appoggi, che ancora ci sono, così svaniscono». Leader per necessità.

JOHAN VÁSQUEZ (Genoa) – IL LEADER MESSICANO CHE BRACCA E NON MOLLA Voto: 7 In una serata di sacrificio per il Genoa, è lui il vero leader della difesa. Annulla Conceição, non dà respiro a João Mário e guida il reparto con una personalità da veterano. La Gazzetta dello Sport lo esalta: «Spezza la linea per braccare Conceiçao e manda un messaggio di coraggio alla squadra. Stoppa Joao Mario con disinvoltura. Leader». Tuttosport ne sottolinea la completezza: «Pulizia dietro, cattiveria nei contrasti. La mette sulla fisicità e viaggia spedito». Un muro.


FLOP


JONATHAN DAVID (Juventus) – IL FANTASMA CANADESE CHE REGALA PALLONI ALLA NORD Voto: 5 Doveva essere il nuovo faro dell’attacco, ma la sua prestazione a Marassi è un passo indietro preoccupante. Mai in partita, mai pericoloso, con un errore a porta vuota che grida vendetta. La Gazzetta dello Sport è impietosa: «Il meglio quando lega, spalanca il campo a Joao Mario. Poi però regala alla Nord il rimbalzo a un metro dalla porta. Passo indietro». Anche per il Corriere dello Sport è una serata da dimenticare: «Ha il grande merito di essere nel momento giusto al posto giusto. Ha il grande demerito di spedire alto da due passi». Evanescente.

JOÃO MÁRIO (Juventus) – L’ESPERIMENTO FALLITO SULLA FASCIA SINISTRA Voto: 5.5 Tudor lo schiera a sorpresa sulla corsia mancina, ma il risultato è un disastro. In costante difficoltà contro Ellertsson, non riesce mai a trovare la posizione né a spingere con efficacia. Il Corriere dello Sport lo definisce «un pesce fuor d’acqua». Per La Gazzetta dello Sport «a sinistra non è proprio a suo agio. Gli mancano i riferimenti e Ellertsson ne approfitta per leggerne i movimenti e sbucargli alle spalle». Un esperimento da non ripetere.

LE CONTRADDIZIONI

MORTEN FRENDRUP (Genoa) – DA DOMINATORE A FANTASMA, IL MISTERO DEL DANESE Voti: 6 (Corriere dello Sport) – 6.5 (Gazzetta dello Sport) – 5 (Tuttosport) La sua prestazione divide la critica. Per il Corriere e la Gazzetta è uno dei migliori: «Regge la baracca», «batte il ritmo del pressing». Per Tuttosport, invece, è da 5 pieno: «Meno appariscente di altre volte e pure poco in linea con i compiti: il mismatch è tutto a favore di Thuram». Un giudizio diametralmente opposto, che fotografa una partita di grande sacrificio ma con poca, pochissima qualità.

Inter Udinese pagelle: Solet è un muro, Davis un panterone; Bisseck e Sucic bocciati totalmente. Lautaro, ma che partita hai fatto?

Inter Udinese, tanti bocciati in casa nerazzurra: da Bisseck a Lautaro Martinez


Una lezione di umiltà, una sconfitta che fa rumore e che riporta l’Inter con i piedi per terra. La caduta casalinga contro un’Udinese “operaia” e cinica non è solo un passo falso, ma un campanello d’allarme che mette a nudo tutte le fragilità di una squadra ancora a metà del guado. La rivoluzione di Chivu, dopo l’esordio scintillante, si scontra con la dura realtà di un campionato in cui la fisicità e l’organizzazione possono battere la tecnica. Le pagelle del giorno dopo sono impietose e raccontano la storia di una serata storta, in cui a salvarsi sono in pochi e a deludere sono soprattutto gli uomini più attesi.

TOP
OGECHIKA SOLET (Udinese) – IL MURO FRANCESE CHE ANNULLA L’INTER
Voto: 7.5 È l’eroe inaspettato della serata, il gigante che si prende la scena e ammutolisce San Siro. La sua è una prestazione sontuosa, un monologo difensivo che annienta l’attacco nerazzurro. La Gazzetta dello Sport lo incorona migliore in campo senza esitazioni: «Se c’era un modo per far mangiare le mani ai dirigenti interisti, eccolo qua: il francesone “segna” almeno tre gol, salvando da maestro». Annulla Lautaro, mura Thuram e guida il reparto con una personalità da veterano. Una notte da padrone assoluto, che lo consacra come uno dei migliori difensori del campionato.

KELECHI DAVIS (Udinese) – IL PANTERONE CHE FA A SPORTELLATE E SEGNA Voto: 7.5 Se Solet è il muro, lui è il grimaldello che scardina la difesa dell’Inter. Una partita di sacrificio, sportellate e una freddezza glaciale dal dischetto. La Gazzetta dello Sport ne esalta la fisicità: «Quando pianta il fisico davanti al pallone, non c’è nerazzurro che riesca a spostarlo. Il panterone elargisce sponde ed è gelido sul rigore». Il duello rusticano con Acerbi è uno dei leitmotiv della partita, un combattimento di kickboxing da cui esce vincitore. Lotta, fa salire la squadra e, quando serve, non sbaglia.


FLOP
YANN BISSECK (Inter) – I SOLITI, VECCHI DIFETTI
Voto: 4.5 Un passo indietro preoccupante, una prestazione che ripropone tutti i limiti già visti in passato. La sua serata è un concentrato di disattenzioni e leggerezze. Il Corriere dello Sport è impietoso: «Concede troppo spazio sul primo gol, ma non è l’unica disattenzione di giornata. Perde troppo spesso le distanze e i duelli in campo». La Gazzetta rincara la dose: «I soliti, vecchi problemi della casa: la marcatura è sempre larga, lascia troppo spazio ad Atta nell’azione del gol e latita anche nella spinta». Bocciato senza appello.

LUKA SUCIC (Inter) – IL FRATELLASTRO DEL FENOMENO Voto: 4.5 Dopo l’esordio da sogno contro il Torino, arriva la prima, vera delusione. Schierato a sinistra, un ruolo che «mastica meno», il giovane croato si perde, tra errori banali e un’insicurezza che non ti aspetti. La Gazzetta dello Sport lo definisce «il fratellastro del Petar che ha incantato col Toro», sottolineando come da un suo errore nasca l’azione che porta al gol di Davis. Una serata da dimenticare, che ne frena bruscamente l’ascesa.

LE CONTRADDIZIONI

LAUTARO MARTÍNEZ – GENIO E INCOERENZA, IL TORO SI È INCEPPATO Voti: 6 (Corriere dello Sport e Tuttosport) – 5 (Gazzetta dello Sport) Il capitano divide la critica. Per il Corriere e Tuttosport, la sua prestazione è sufficiente, salvata da una «magia in mezzo al campo» che dà il via all’azione del gol di Dumfries. Per la Gazzetta, invece, è da 5 pieno, perché dopo quella giocata «mostra il suo lato nervoso. E quando il Toro si imbizzarrisce, si inceppa fino a diventare dannoso». La verità è che, dopo un inizio da leader, si è perso in un nervosismo che ha contagiato tutta la squadra.

Le prime pagine sportive nazionali – 1 settembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Runjaic, le dichiarazioni del tecnico bianconero post Inter Udinese

Le dichiarazioni di Runjaic dopo quella che è stata la partita di Serie A Inter Udinese

Ai microfoni di Sky Sport, l’allenatore Runjaic ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Inter Udinese di Serie A.

COSA CHIEDE AD ATTA – «Ci aspettiamo che faccia gol, l’anno scorso è stato un anno di adattamento per lui. Ora deve sfruttare al meglio le sue caratteristiche».

DAL 1′ AVETE LIMITATO LA QUALITÀ DELL’INTER, AVETE AVUTO CORAGGIO CON IL PRESSING ALTO – «Abbiamo deciso di difendere con coraggio perché non puoi essere passivo contro l’Inter. Abbiamo anche gestito la palla in alcuni momenti. Sono davvero soddisfatto, il secondo tempo è stato davvero difficile per noi. Abbiamo difeso bene». 

TI ASPETTI QUALCOSA DAL MERCATO? – «Vediamo cosa ci porterà il futuro, c’è ancora qualche ora».

Inter Udinese, le dichiarazioni del mister nerazzurro Chivu nel post gara

Le dichiarazioni di Chivu dopo quella che è stata la partita di Serie A Inter Udinese

Ai microfoni di Sky Sport, l’allenatore dell‘Inter Chivu ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su Inter Udinese di Serie A.

L’ANALISI – «La partita si era messa bene ma non eravamo fluidi, non riuscivamo a trovare la giocata giusta. Facevamo fatica a costruire e creare superiorità. Poi alla prima situazione difficile per noi c’è stato il rigore contro, e da lì abbiamo perso un po’ la lucidità e la motivazione. Nel secondo tempo meglio: più voglia, grinta e giocate. Spesso col passare del tempo la lucidità l’abbiamo persa e non siamo riusciti a fare gol nelle occasioni create in area».

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COSA HO CHIESTO ALL’INTERVALLO? – «Più lucidità, più giocate, di muoversi di più e fare corse diverse rispetto a quelle fatte nel primo tempo. Di trovare più la verticalità e girare più velocemente la palla, creando la superiorità coi terzi. Fin quando abbiamo avuto la lucidità siamo riusciti a farlo, poi dopo è diventata una partita di “vediamo cosa succederà”. Abbiamo messo 4 attaccanti, anche Pio per sfruttare qualche cross ma Solet e Kristensen direi che oggi hanno fatto un gran lavoro in area»

LA RICERCA DELL’ALTERNATIVA COME CHIAVE DELLA STAGIONE? – «Bisogna imparare a gestire i momenti. Quando si può fare il bello, ma quando si deve fare lo sporco bisogna imparare a farlo. Magari qualche pallone buttato dietro la linea fa più male di una giocata bella con qualche combinazione. Io l’ho ribadito, non eravamo migliorati dopo la prima giornata e non siamo più scarsi adesso: siamo sempre un cantiere aperto. Bisogna trovare la quadra e la motivazione giuste, e bisogna lavorare sodo perché il campionato è ancora lungo».

COSA MI ASPETTO DAL PRIMO DERBY D’ITALIA DA ALLENATORE? E SULLA SOSTA NAZIONALI – «Non ci voglio nemmeno pensare, mancano ancora due settimane. Ci rimarranno pochi giocatori ad allenarsi a Milano, molti saranno in nazionale. Spero che questa pausa, dopo questo risultato, dia ai miei uomini un po’ di serenità e tranquillità. So che quando vai in nazionale, stacchi dal club e torni con più carica. Poi ci aspetta subito la partita contro la Juve che è molto importante».

Pioli sicuro: «La mia Fiorentina poteva fare di più, ma contiamo su una cosa»

Pioli dopo Torino-Fiorentina: «Buona mentalità, ma possiamo fare meglio»

Dopo lo 0-0 tra Torino e Fiorentina, valido per la seconda giornata di Serie A, Stefano Pioli, allenatore della Viola, ha analizzato la prestazione dei suoi in conferenza stampa allo stadio Olimpico Grande Torino. Nonostante il pareggio, il tecnico ha evidenziato segnali positivi, ma anche aspetti da migliorare.

«È diventato un problema cambiare un difensore?» ha risposto Pioli in merito alla scelta di schierare Kouadio al posto di Comuzzo. «Comuzzo aveva un malessere e non se la sentiva. Avevo due alternative e ho scelto quella che ritenevo più adatta. Volevamo vincere, lo abbiamo dimostrato per mentalità. La squadra mi è piaciuta per spirito, ma ci è mancata qualità nell’ultimo quarto di campo».

Pioli ha sottolineato l’atteggiamento positivo della squadra, nonostante le difficoltà offensive: «Abbiamo fatto buone cose, ma il Torino ha impostato una gara fisica, con palle lunghe. Siamo riusciti a tenerli lontani dalla nostra area, ora dobbiamo crescere nella costruzione e nella collaborazione offensiva. Per il potenziale che abbiamo, possiamo e dobbiamo fare meglio».

Parlando della prima parte di stagione, Pioli ha tracciato un bilancio parziale: «Essere andati avanti in Europa è positivo. Sarebbe stato ideale vincere una delle due trasferte, ma vedo una squadra delusa per non averlo fatto, e questo è un buon segno. La mentalità è quella giusta. La società ha lavorato bene sul mercato, ora tocca a noi far rendere al meglio questa rosa».

Quando gli è stato fatto notare un momento di evidente nervosismo in panchina, Pioli ha spiegato: «Mi arrabbio quando non rispettiamo i nostri principi, quelli che abbiamo definito e che sono scritti anche al Viola Park. Non è questione di qualità, ma di attenzione, di restare dentro la partita. Ora sono i dettagli a fare la differenza».

Sul piano tattico, Pioli ha difeso la scelta di schierare tre attaccanti: «Non è stato un problema sostenerli. Gudmundsson era marcato stretto, ma abbiamo gli equilibri giusti. Dovevamo solo rifornire meglio le punte. Ci sono meccanismi nuovi da oliare, ma possiamo giocare in diversi modi».

Infine, sul modulo del futuro: «Decideranno le prestazioni. Oggi non escludo nulla per la prossima contro il Napoli. Non ho paura di cambiare: i risultati e il campo mi diranno dove insistere».

Vieira post Genoa Juve: «Risultato bugiardo. Meritavamo di più nonostante la sconfitta attuale»

Vieira dopo Genoa-Juventus: «Meritavamo di più, ma siamo sulla strada giusta»

Dopo la sconfitta per 0-1 contro la Juventus allo stadio Luigi Ferraris, Patrick Vieira, allenatore del Genoa, ha analizzato la partita in conferenza stampa, esprimendo rammarico ma anche fiducia nel lavoro della squadra.

«Mi dispiace per l’occasione alla fine, credo che meritassimo di più – ha dichiarato Vieira –. Abbiamo fatto la partita che volevamo sotto l’aspetto dell’intensità. È mancata un po’ di fortuna che non abbiamo avuto stasera, ma mi è piaciuta tantissimo la squadra».

Alla domanda sul solo punto conquistato in due giornate, Vieira ha risposto con ironia e ottimismo: «Meno male che sono solo due partite (ride, ndr). Si può sempre fare di più. Le occasioni non sono mancate: Ellertsson ne ha avute due importanti, siamo stati sfortunati. Se l’atteggiamento sarà quello visto oggi, non sono preoccupato».

L’allenatore francese ha poi ribadito la difficoltà del calendario iniziale: «Abbiamo avuto due gare casalinghe ma contro avversari forti. Oggi affrontavamo una squadra che punta allo scudetto. Rispetto all’anno scorso abbiamo una rosa più giovane di due o tre anni. Meritavamo di portare a casa dei punti, quindi c’è un po’ di frustrazione. Ma l’attitudine è quella giusta».

Soffermandosi sulla prestazione sulla fascia destra e sui cambi, Vieira ha aggiunto: «A destra abbiamo fatto una buona partita, da Stanciu a Colombo tutti hanno dato il massimo. Nella ripresa, con l’ingresso di Thorsby ed Ekhator, abbiamo aumentato la presenza in area. Dobbiamo crescere a centrocampo, Colombo è rimasto isolato in alcuni momenti».

Commentando l’episodio del gol subito in inferiorità numerica, Vieira ha spiegato: «È stato difficile da accettare. Se il medico è entrato e il giocatore ha chiesto assistenza, dovevamo gestire meglio la situazione. Non è colpa dell’arbitro, ma dobbiamo crescere anche fuori dal campo. Queste sono le partite che aiutano a migliorare».

Infine, ha parlato dei tifosi e della mentalità della squadra: «Prima di uscire, i tifosi ci hanno applaudito. Questo significa che hanno apprezzato la prestazione. La Juve lotta per il titolo, noi dobbiamo salvarci. Serve fare più dell’anno scorso. Sono orgoglioso dei miei ragazzi: mentalmente ci siamo. Jeff, Viti e Caleb hanno dato energia. Su Nico, dico solo che è fondamentale per noi».

Sul mercato e l’arrivo possibile di Onana: «Fino a domani può succedere di tutto. Io mi concentro sul campo. Se succede qualcosa, ci penserà il direttore sportivo (ride, ndr)».

Tudor post Genoa Juve: «Tanti segnali positivi. Sul futuro pensiamo che…»

Igor Tudor, allenatore della Juve, analizza la vittoria sul Genoa: “Siamo sulla strada giusta”

Dopo la vittoria della Juventus contro il Genoa nella seconda giornata di Serie A 2025/26, Igor Tudor, allenatore della Juve, ha commentato la prestazione della squadra in conferenza stampa. Con un netto 2-0 in trasferta, i bianconeri hanno conquistato il secondo successo consecutivo, mantenendo ancora una volta la porta inviolata.

«La squadra mi piace – ha esordito Tudor – è concentrata, determinata e con grande energia. Vincere a Genova non è mai facile, ma oggi abbiamo mostrato compattezza e intensità. Due clean sheet in due partite sono un bel segnale».

Tra i protagonisti spicca Dusan Vlahovic, su cui Igor Tudor si è espresso con parole importanti: «È stato esemplare in allenamento, sempre concentrato e con la giusta mentalità. Il direttore Comolli ha confermato che resta, e io sono felice: è un attaccante forte e può fare la differenza».

Quando gli è stato chiesto se la Juventus possa puntare allo scudetto, Tudor ha preferito mantenere un profilo basso: «Sono passate solo due partite. Il nostro obiettivo è lavorare partita dopo partita, senza fare troppi calcoli. Vedremo dove ci porterà questa mentalità».

Sul tema dei cambi, Igor Tudor ha chiarito: «Non sostituisco per punire qualcuno, ma per sfruttare le caratteristiche di chi entra. Ogni giocatore ha qualità diverse che possono servire in momenti specifici della gara».

A proposito di estetica di gioco, Tudor ha risposto in modo pragmatico: «Che cosa significa “bella squadra”? La Juve deve riflettere il suo allenatore. Io chiedo concentrazione, umiltà e fame di vittoria. Questo conta più del bel gioco».

Interessanti anche le osservazioni tattiche dell’allenatore della Juve su Kalulu, schierato in un ruolo meno consueto: «È un terzino destro in una difesa a quattro, ma oggi ha fatto bene anche adattandosi. Mi è piaciuto anche Joao Mario, offensivo e intraprendente sulla sinistra».

Infine, alla domanda su un possibile nuovo attaccante, Tudor ha risposto con serenità: «Vediamo, se ne occupa il direttore. Io sono soddisfatto del gruppo che ho».

Con queste parole, Igor Tudor conferma il suo approccio concreto e determinato: una Juventus solida, affamata e pronta a crescere sotto la sua guida.

Torino, Cairo alza la voce: «Oggi squadra competitiva. 20 anni di presidenza? Solo un numero, sul mercato…»

Urbano Cairo alza la voce dopo Torino Fiorentina, dal calciomercato dei granata alla contestazione, la rosa di Baroni e altro. Ecco parole e video 

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Olimpico Grande Torino). Qualche giro d’orologio dopo le 21e20 Urbano Cairo ha fatto il suo ingresso nell’antistadio del Grande Torino per parlare con i giornalisti ai margini del pareggio maturato in casa contro la Fiorentina. Poche ore prima il patron dei granata aveva ‘chiuso’ Nkounkou dal Francoforte. Se arriveranno altri colpi oltre in francese? Impossibile dirlo, col patron che ha esplicitamente espresso la volontà di non discutere sul calciomercato (domani l’ultimo giorno a disposizione). Molte più parole invece per incorniciare la prestazione degli uomini di Marco Baroni e la ‘reazione’ dopo la debacle dell’esordio contro l’Inter a San Siro. Ecco dunque le dichiarazioni dell’editore di Masio raccolte da CalcioNews24. (link per il video al termine delle dichiarazioni scritte).

Le dichiarazioni di Urbano Cairo dopo Torino Fiorentina:

Presidente Cairo un commento su questo Torino Fiorentina?

«Ho visto una buona gara con una squadra importante come la Fiorentina, abbiamo avuto anche avuto occasioni in cui potevi sperare di fare qualcosa in più. Alla fine il risultato ci sta, è un pareggio che è giusto. Però direi bene, la squadra l’ho vista bene, vogliosa».

Quanto ci era rimasto male dopo la debacle per 5-0 con l’Inter?

«Beh, poi ci siamo fatti gol noi da soli. 2-3 o anche 4. Poi contro una squadra come l’Inter che ci sa fare…regalare 3-4 gol è un po’ troppo. Va preso come anche come uno stimolo per ripartire immediatamente».

Domanda di CalcioNews24: arrivato un terzino, ora il mercato è chiuso?

«Vediamo, non parlo di mercato, abbiamo ancora un giorno. Domani si saprà tutto alle 20»

Il clima allo stadio (la contestazione verso il Presidente Cairo e la squadra, ndr)?

«Un clima caldo (ride, ndr). Secondo me sì, quello che conta sono i risultati. I risultati sono importanti. Sembra un punto di non ritorno? Non c’è mai un punto di non ritorno…i risultati sono importanti».

Oggi il suo Torino ha fatto bene…

«Ha fatto una bella partita, poi dopodichè abbiamo la Roma tra due settimane, dobbiamo continuare così, ma stiamo con i piedi per terra. Un buon pareggio, magari poi poteva starci qualcosa di più ma va bene così. Abbiamo due settimane per lavorare. I giocatori devono trovare la condizione migliore. Però la squadra trasmette positività».

A breve saranno 20 anni di presidenza?

«20 anni non vale niente, non c’entra nulla. Non è che uno festeggia 20 anni. Non significa nulla».

Domani di CalcioNews24: presidente Cairo il Torino è competitivo per lei?

«Lo dirà il campo se la squadra è competitiva, oggi lo è stato»

GUARDA QUI IL VIDEO INTEGRALE DELLE DICHIARAZIONI DI URBANO CAIRO DOPO TORINO FIORENTINA

Torino, Cairo: «Reazione dopo l’Inter, ora c’è da lavorare. Il clima allo Stadio…» – VIDEO

Urbano Cairo a ruota libera, ecco le dichiarazioni del presidente del Torino dopo la sfida, dal mercato alla contestazione alla rosa di Baroni e il futuro

(Lorenzo Bosca – Inviato allo Stadio Olimpico Grande Torino). Assente in occasione della debacle di San Siro contro l’Inter, Urbano Cairo è tornato allo Stadio in occasione della prima in casa (ergo, la seconda del campionato) contro la Fiorentina questa sera. Ai margini della stessa l’editore alessandrino ha tenuto il ‘canonico’ multilaterale con i giornalisti presenti nell’antistadio ad aspettarlo. Dal calciomercato alla rosa di Marco Baroni, ma anche il futuro, la contestazione dei tifosi (nei suoi confronti e verso la squadra) e non solo. Ecco il video esclusivo di CalcioNews24. 

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