Il numero uno dell’Everton e della Nazionale inglese ha ammesso la violazione dopo l’episodio avvenuto a Knutsford con la sua Lamborghini Urus
Jordan Pickford finisce nei guai per un episodio avvenuto al volante della sua Lamborghini Urus, vettura dal valore di circa 200mila sterline. Il portiere dell’Everton e della Nazionale inglese ha ammesso la propria responsabilità e dovrà comparire il prossimo 7 dicembre davanti alla Chester Magistrates’ Court, dove verranno valutati eventuali provvedimenti nei suoi confronti.
L’episodio risale al 14 aprile ed è avvenuto a Knutsford, nel Cheshire. Secondo quanto emerso dai documenti del procedimento, Pickford avrebbe ignorato un segnale di precedenza, rischiando di provocare un incidente. La manovra avrebbe costretto due automobilisti a frenare bruscamente per evitare lo scontro, prima che il portiere accelerasse allontanandosi dalla zona.
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Pickford, la ricostruzione della polizia
A raccontare quanto accaduto è stato l’agente della polizia del Cheshire, Cecil Ricardo, che avrebbe assistito alla scena dopo essere uscito dalla stazione.
«Ero fermo su Bexton Road in attesa che il semaforo diventasse verde. Ho visto una Lamborghini Urus blu percorrere Princess Street. All’incrocio con Toft Road ha completamente ignorato le linee di precedenza, immettendosi sulla strada e costringendo due veicoli a frenare per evitare una collisione».
L’agente ha poi spiegato di essersi messo all’inseguimento del veicolo con sirena e luci accese, sottolineando anche la velocità del mezzo.
«Viaggiavo a 50 miglia orarie, mentre la Lamborghini continuava comunque ad allontanarsi».
In quel tratto, il limite era fissato a 30 miglia orarie.
Pickford atteso in tribunale il 7 dicembre
Pickford, che conta 92 presenze con l’Inghilterra ed è stato protagonista in tre Mondiali e nelle finali europee del 2020 e del 2024, ha ammesso la violazione per iscritto davanti al tribunale di Warrington.
Il portiere ha inoltre aggiunto: «Vorrei essere presente in aula per presentare le mie attenuanti».
Il caso è stato quindi rinviato alla prossima udienza. Per il numero uno dei Three Lions, la vicenda resta ora nelle mani della giustizia britannica.