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Calcio italiano

Pirlo, la ricetta per il calcio italiano: «Bisogna favorire i nostri giocatori. Da allenatore ho sempre raggiunto gli obiettivi, anche alla Juve»

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L'ex allenatore della Juventus, Andrea Pirlo

A 20 anni dalla vittoria del Mondiale 2006 con l’Italia, Andrea Pirlo parla dei problemi del calcio italiano e si sofferma sulla propria carriera da allenatore

Andrea Pirlo torna a parlare del calcio italiano e lo fa in un momento simbolico, a vent’anni dal trionfo della Nazionale ai Mondiali del 2006. Intervistato da SportWeek, l’ex centrocampista azzurro ha ripercorso alcuni dei ricordi più significativi legati a quella vittoria storica, ma si è soffermato soprattutto sul presente e sulle difficoltà del movimento italiano, ancora alla ricerca di una nuova identità dopo anni complessi.

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Il tema centrale riguarda la necessità di ripartire da una programmazione chiara, capace di valorizzare maggiormente i calciatori italiani e di rimettere al centro la formazione tecnica. Secondo Pirlo, il problema non è soltanto legato ai risultati, ma anche alla direzione presa negli ultimi anni dal sistema calcio.

Pirlo e il futuro del calcio italiano

RICETTA PER IL CALCIO ITALIANO – «Spero che si possa ripartire da un progetto e da qualche riforma. Dobbiamo favorire i nostri giocatori. Se prima c’era l’incentivo per comprare gli stranieri, ora bisogna farlo per gli italiani».

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Parole nette, che vanno nella direzione di una riforma strutturale. Per Pirlo, il talento italiano deve tornare a essere protetto, sviluppato e valorizzato con scelte concrete, non soltanto con dichiarazioni d’intenti. Il riferimento è anche alla difficoltà della Nazionale di tornare protagonista sul palcoscenico mondiale.

Pirlo sui giocatori di oggi e sulla tecnica

Pirlo Italia Danimarca

L’ex regista ha poi analizzato l’evoluzione del calcio moderno, sottolineando come l’aspetto fisico abbia spesso preso il sopravvento sulla qualità tecnica.

CALCIATORI DI OGGI – «Non andiamo al Mondiale perché pensiamo alla forza fisica, alla corsa, mentre bisogna tornare a stoppare il pallone, passarlo bene, sviluppare la tecnica e, sul campo, guardare in avanti».

Un passaggio significativo, soprattutto da parte di uno dei centrocampisti più tecnici della storia recente del calcio italiano. Per Pirlo, la ripartenza passa anche dai settori giovanili, dal lavoro quotidiano sul pallone e da una diversa idea di formazione.

Pirlo allenatore, il bilancio delle esperienze

Spazio anche al suo percorso in panchina, con Pirlo che ha rivendicato i risultati ottenuti nelle varie esperienze da allenatore, dalla Juventus alla Sampdoria, passando per la Turchia e gli Emirati.

RUOLO DA ALLENATORE – «Ho sempre raggiunto gli obiettivi delle società. Alla Juventus mi avevano chiesto di arrivare in Champions, fatto. In più ho vinto Coppa Italia e Supercoppa. Sono andato via e sono rimasto un anno fermo, non riesco a capire il perché. Anzi, lo so ma non voglio dirlo. In Turchia, al Karagumruk, settimo posto in campionato, risultato mai raggiunto da quel club. La Samp in B l’ho portata ai playoff, come da richiesta del club. Poi sono stato esonerato dopo sole tre partite l’anno successivo. Quest’anno l’FC United mi ha chiesto la promozione nella massima serie e l’ho conquistata».

Un messaggio chiaro: Pirlo si sente pronto a proseguire il proprio percorso da allenatore, forte degli obiettivi raggiunti e della convinzione di poter ancora crescere in panchina.

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