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Roma, Ibanez: «Mourinho mi ha insegnato tanto. Nazionale? Mancini chiamami»

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Il difensore della Roma Roger Ibanez ha parlato della sua esperienza in giallorosso e del desiderio di giocare in Nazionale

Roger Ibanez, difensore della Roma, in una intervista al Corriere dello Sport ha parlato della sua esperienza in giallorosso e del suo desiderio di giocare in Nazionale.

OLIMPIADE MANCATA – «In realtà Mourinho sapeva quanto io ci tenessi: mi ha solo detto occhio, se non vieni in ritiro poi devi recuperare il terreno perduto. Io sarei andato, perché un’occasione del genere non capita spesso. Poi abbiamo vinto la medaglia d’oro. … Ma la Roma ha deciso che era meglio di no e allora bene così».

NAZIONALE – «Ho tre passaporti. Io sono nato in Brasile, mi sento brasiliano e vorrei giocare nel Brasile. Ma vediamo. Ascolto chi mi chiamerà, il calcio è cambiato: tante squadre naturalizzano i giocatori. Italia? Ho il vostro passaporto, c’è anche il mio amico Toloi in Nazionale. Italia, chiamami».

INFORTUNIO SMALLING – «Mi dispiace per Chris, che è un grande difensore. Da lui ho imparato molto. Non posso nemmeno dire che sia una fortuna per me, perché sono sempre stato pronto a giocare. In estate nessun giornale mi inseriva nella formazione titolare, invece mi sono ritagliato il mio spazio. Non ho mai pensato di considerare le proposte di altri club».

MOURINHO – «Mourinho mi ha insegnato tante cose. Il primo giorno mi chiamò insieme al suo collaboratore Joao (Sacramento, ndr) spiegandomi cosa gli piaceva e cosa non andava bene. Mi colpì perché già conosceva tutti i giocatori della Roma. Ma non credo di aver modificato il mio stile. Semplicemente, preferisco sentirmi più sicuro. Se posso gioco la palla, altrimenti non rischio».

CALCI PIAZZATI – «In allenamento ci impegniamo anche su questo particolare. Del resto per un difensore l’occasione per segnare capita quasi solo sulle palle inattive: sono momenti da sfruttare, possono essere decisivi».

VINA – «Vorrei essere per Vina quello che Toloi è stato per me: non è facile adattarsi al campionato italiano. Potrà giocare domenica a Torino? Non so, il viaggio di ritorno dal Sudamerica è lungo: dipenderà da come sentirà lui e da cosa deciderà l’allenatore».

JUVE ROMA – «La Juve non fa paura. Sarà una partita speciale. Ci stiamo già pensando da giorni. Loro sono grandi, ma noi siamo in crescita».