Sampdoria, altra battaglia legale con Massimo Ferrero: chiesta la restituzione di 7,5 milioni a SSH
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Sampdoria, altra battaglia legale con Massimo Ferrero: chiesta la restituzione di 7,5 milioni a SSH

Sampdoria, chiesta la restituzione di 7,5 milioni a SSH: si apre un nuovo caso con l’ex presidente Massimo Ferrero

Tensione finanziaria e potenziale contenzioso legale all’orizzonte per la Sampdoria. Secondo quanto rivelato dal quotidiano Il Secolo XIX, il club blucerchiato ha inoltrato una richiesta formale alla Sport Spettacolo Holding srl (SSH) — la ex controllante riconducibile a Massimo Ferrero — chiedendo la restituzione in tempi rapidi di circa 7,5 milioni di euro. Alla base dello scontro c’è l’interpretazione delle clausole relative ai “diritti litigiosi”, ceduti alla vecchia proprietà durante le complesse trattative per il passaggio di consegne societario del 2023.

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L’origine della contesa: la causa sui diritti televisivi

La vicenda trae origine dal contenzioso promosso dalla Lega Serie A contro alcuni broadcaster per le presunte intese anticoncorrenziali legate ai diritti TV internazionali tra il 2008 e il 2018. La controversia si è risolta con un accordo risarcitorio stipulato con IMG da circa 300 milioni di euro, suddiviso tra i club aventi diritto. Alla Sampdoria sono stati riconosciuti 11,2 milioni di euro, incassati tuttavia direttamente da SSH in due distinte tranche. Nel giugno 2023, per evitare il fallimento, la gestione guidata da Matteo Manfredi aveva trasferito alla vecchia controllante (inserita nel trust di Gianluca Vidal) diversi asset e diritti futuri per regolare i debiti pregressi, tra cui proprio le spettanze legate a questa causa.

Le diverse interpretazioni dell’accordo e l’impatto economico

Attraverso successivi atti transattivi e il closing memorandum del settembre 2024, la Sampdoria ha versato a SSH ulteriori 3,5 milioni di euro. Secondo la ricostruzione della dirigenza blucerchiata, questa somma avrebbe definitivamente saldato ogni pendenza residua nei confronti della precedente proprietà. Da qui la convinzione che i 7,5 milioni di euro incassati dalla holding rappresentino una cifra eccedente da restituire immediatamente. Il nodo giuridico risiede nello stabilire se le scritture private attribuissero a SSH l’intero ammontare del risarcimento TV o soltanto la quota strettamente necessaria a estinguere i crediti.

La posta in palio ha un peso specifico enorme per le casse societarie, equivalendo a circa un terzo dell’attuale monte ingaggi della prima squadra. L’eventuale recupero delle risorse — argomento monitorato da vicino anche nei vertici operativi guidati dal CEO corporate Claudio Morelli a Bogliasco — garantirebbe un importante margine di manovra finanziario al nuovo investitore Joseph Tey.

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