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Senza Dzeko non è la stessa Roma. E ora Fonseca deve guardarsi le spalle

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La sconfitta allo Stadium ha evidenziato tutti i limiti dei giallorossi, che ora rischiano di perdere contatto con la zona Champions

La Roma è bella ma non balla, per sintetizzare all’estremo i 90 minuti dello Stadium. I giallorossi partono forte, dominano il possesso nel primo tempo ma non trovano mai la zampata vincente. Ennesimo passo falso negli scontri diretti di una stagione tra luci e ombre: la squadra di Fonseca ha grande potenziale ma fatica ad esprimerlo a pieno. Il sorpasso in classifica della Juventus obbliga i giallorossi a guardarsi alle spalle, perché la Lazio e il Napoli (una partita da recuperare proprio contro i bianconeri) sono a 3 punti di distanza e la qualificazione alla prossima Champions è a rischio. La Roma per reggere il ritmo delle prime in classifica per prima cosa deve risolvere i suoi problemi, e al momento sembra averne parecchi.

A partire da una difesa non all’altezza; a Torino le assenze pesanti hanno inciso, ma c’è da risolvere una volta per tutte anche la questione portiere: Pau Lopez e Mirante al momento non danno adeguate garanzie. Poi c’è Dzeko, da riabilitare completamente al più presto. La panchina iniziale a Torino ha fatto solo male alla Roma, Mayoral deve ancora crescere e rinunciare all’esperienza e alla tecnica del numero 9 è un lusso che al momento Fonseca non può permettersi. Si può privare Dzeko della fascia di capitano, ma non questa Roma di Dzeko, squadra ancora troppa fragile per fare a meno del suo faro offensivo. L’ultimo tassello è in panchina, in questo momento – dopo le voci ricorrenti su Allegri – Fonseca ha bisogno di fiducia illimitata da parte della società, anche per chiudere una volta per tutte il caso Dzeko, e riprendersi uno spogliatoio decisamente più agitato di qualche mese fa.