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Serie A

Spezia, Italiano: «Stiamo crescendo, la salvezza varrebbe più di uno scudetto»

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Vincenzo Italiano, tecnico dello Spezia, ha parlato sulle pagine della Gazzetta dello Sport: queste le sue dichiarazioni

Vincenzo Italiano, tecnico dello Spezia, ha parlato sulle pagine della Gazzetta dello Sport. Queste le sue dichiarazioni.

CRESCITA – «Stiamo crescendo, nella partita con l’Atalanta siamo stati concentrati dall’inizio alla fine. In Serie A ti possono castigare in ogni momento. Contro Sassuolo, Milan e Juve dopo un’ora siamo calati, contro l’Atalanta è andata diversamente. Noi vorremmo sempre avere in mano il pallino, in B eravamo secondi per possesso palla, ma in A non si può. Bisogna adattarsi. In C il mio Trapani giocava molto verticale recuperando la palla in avanti, in B lo Spezia aveva una manovra più ragionata e avvolgente. In A bisogna mediare, ma per la qualità degli avversari credo sia meglio essere aggressivi, togliere tempo e spazio. L’allenatore deve essere pronto ad adattarsi a tutto, anche senza cambiare il sistema di gioco».

LINEA ALTA – «Se teniamo gli avversari lontano dalla nostra area, corriamo meno rischi. E i giocatori ne sono consapevoli».

COSTRUZIONE DAL BASSO – «Se mando la palla avanti a caso, dopo pochi secondi corro un pericolo. Se c’è lo spazio, bisogna sempre giocare. Se continui a consegnare la palla ad avversari che hanno molta più qualità di te, starai sempre in trincea. L’unico rimedio è tenere il pallone, gestirlo»

SPEZIA SQUADRA – «Merito delle idee, del gioco, dell’organizzazione e della partecipazione di tutti. Noi abbiamo meno qualità rispetto alle nostre avversarie. E allora ci aggrappiamo a identità, idee, spirito di sacrificio, lavoro». 

STADIO PICCO – «Meno male che torneremo a giocare lì: ogni volta dobbiamo fare 3 ore di pullman per andare a Cesena. Ci è mancato il senso di protezione che ti dà il tuo stadio pur senza pubblico».

NZOLA E GALABINOV – «Sono profondamente diversi: Galabinov è più cinico, Nzola è più dinamico e attacca la profondità in maniera diversa».

SALVEZZA – «Bisogna vedere se Fiorentina, Torino e Udinese risaliranno. Io spero che la mia squadra cresca come sta facendo. Per caso vinci una o due partite, la salvezza la costruisci con la forza del lavoro. E sarebbe davvero come uno scudetto, anzi di più»