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2013

Tiratore scelto: Mario Balotelli

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Sette presenze, sette reti. Come sono sette le punizioni da distanze siderali calciate da Mario Balotelli in Chievo – Milan: tutte clamorosamente nello specchio della porta con Puggioni costretto agli straordinari per arginare potenza e precisione balistica del fenomeno rossonero. Una statistica impressionante ed in grado di decidere le sorti di una partita: dalla ribattuta di uno dei sette calci piazzati è nato il gol del definitivo 0-1 di Montolivo.

L’ARMA IN PIU’ DI ALLEGRI – Un cecchino infallibile. Il pazzesco dato emerso dalla trasferta del Bentegodi va sommato alla incredibile freddezza dal dischetto: SuperMario non ha mai fallito un calcio di rigore nella sua carriera professionistica, realizzando i quindici penalty battuti con le maglie di Inter, Manchester City e Milan. I fattori elencati vanno a comporre una vera e propria arma in più in una squadra che può vantare la presenza in campo di Balotelli: i calci piazzati si tramutano in incubi per gli avversari, può tirare da ogni posizione – indifferentemente da venti o trenta metri e dalla sfera sinistra, centrale o destra del campo –  abbinando precisione di battuta a potenza della conclusione. Per riportare esempi in merito non si necessita di scavare nel passato: la punizione realizzata in Milan – Parma viene effettuata con un impeccabile tiro a giro che scavalca la barriera e si infila all’incrocio della porta avversaria sul palo opposto rispetto a quello difeso dal portiere, mentre il calcio piazzato che ha portato poi al gol di Montolivo in Chievo – Milan è battuto con una potenza tale da costringere il portiere ad una debole ribattuta.

FENOMENO BALOTELLI – Tutto quanto appena descritto spiega soltanto il Balotelli “da fermo”: c’è tanto, troppo, in più. Un calciatore devastante sotto il profilo fisico ed atletico in grado sia di giocare da boa, fungendo da riferimento offensivo che può far salire la squadra e finalizzare al massimo la proposta offensiva grazie ad uno spiccato fiuto del gol, che da attaccante di movimento, ruolo in cui può sfruttare l’immensa qualità a disposizione, il suo bagaglio tecnico e la velocità. Classe 1990, margini di crescita tuttora impressionanti, Mario Balotelli ha ogni carta in regola per consacrarsi tra i migliori centravanti del pianeta ammesso che ancora non lo sia. Il peso nell’economia rossonera è già notevole ed evidente ma potrà emergere con ulteriore forza nella prossima stagione, quando il Milan sarà probabilmente impegnato sul triplo fronte Campionato – Champions – Coppa Italia e potrà impiegare il suo calciatore più rappresentativo dall’inizio. Come sarebbe andata a Barcellona con un Balotelli in più?

SI RIPARTE DA UN ATTACCO STELLARE – Ripianato il rosso di bilancio con le cessioni milionarie di Thiago Silva, Ibrahimovic e poi Pato – oltre agli addii dei cosiddetti senatori, vedi Nesta, Zambrotta, Gattuso, Seedorf ed Inzaghi – il Milan non ha più bisogno di vendere e può rilanciarsi con forza puntando tutto sul rafforzamento generale della rosa e sul suo attacco di fenomeni. E’ proprio sulla coppia Balotelli – El Shaarawy, con Niang in rampa di lancio, che il club rossonero fonderà le proprie fortune nell’immediato futuro: giovani, forti e con prospettive indescrivibili. I tifosi milanisti sono pronti a fregarsi le mani, ma tutto l’intero movimento calcistico italiano attende con trepidazione l’affinarsi dell’intesa tra i due attaccanti del Milan: all’orizzonte, tra poco più di un anno, c’è un Mondiale da giocare in Brasile e l’Italia ha il curriculum richiesto per interpretare il ruolo di protagonista.

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