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Tiribocchi su Juve Torino: «Partita combattuta e spero emozionante»

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Tiribocchi: «Juve-Toro sarà un derby intenso e combattuto. Vlahovic ha portato entusiasmo, con lui si alza il livello» – ESCLUSIVA

Simone Tiribocchi è intervenuto in esclusiva ai microfoni di JuventusNews24 per fare il punto sui bianconeri e per analizzare il derby contro il Torino, in programma questa sera all’Allianz Stadium. Di seguito le parole dell’ex attaccante.

JUVENTUS – «La Juventus aveva bisogno di un attaccante centrale e ha preso il migliore in circolazione, uno dei migliori per numeri e tipologia di gioco. Conosce il campionato italiano ed è giovane, ma questi sono particolari. Credo che la Juve sia migliorata anche sotto l’ambizione generale: quando vai a fare un colpo a gennaio così importante alzi il livello di tutta la squadra perchè cambiano le ambizioni di chi è nello stesso reparto. Dybala sta discutendo il rinnovo di contratto e adesso deve dimostrare di essere all’altezza, Morata viene messo più in discussione e quindi magari deve alzare più il livello di allenamento. Alzando il livello degli attaccanti si alza conseguentemente anche quello dei difensori… Tutto va a migliorare. Vlahovic porta entusiasmo come dice Allegri ma anche tanto altro quotidianamente oltre che in partita. Sotto l’aspetto tattico e tecnico sappiamo poi il giocatore che è».

DERBY – «Io credo di sì, oltre a sperarlo perchè sono a bordocampo con DAZN. Il Torino viene da un periodo in cui su tre partite ne ha perse due e ha fatto un punto in casa con il Sassuolo, la Juventus invece naviga sull’entusiasmo e sta bene. Io credo che sarà una partita come sempre molto combattuta, che il Torino cercherà di mettere sotto il profilo dell’intensità. All’andata non è stato molto spettacolare ma è stato molto intenso: credo che anche quello di questa sera sarà così, con la speranza che possa essere più spettacolare».

TORINO – «Bremer è un ottimo giocatore. Quest’anno ha numeri straordinari: è il primo in Europa per palle riconquistate e sull’uomo è devastante. Però è lo stesso giocatore che un paio d’anni fa faceva fatica in un certo tipo di difesa. È chiaro che se gli dai un riferimento diventa fortissimo, ha preso coraggio e consapevolezza. Ci può stare in una grande squadra che giochi in questo modo, non di reparto ma sull’uomo forte, come Inter, Atalanta e Milan, ma anche la stessa Juventus».

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