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Vlasic l’oro del Torino, il croato dice no all’Arabia Saudita e giura amore eterno: il retroscena sul patto d’acciaio stretto con Baroni
Vlasic l’oro del Torino, respinge le sirene saudite e blinda la fascia da capitano. Il retroscena del discorso alla squadra e la leadership nel gruppo
Non servono giri di parole quando si è leader veri. Nikola Vlasic, trequartista e faro tecnico del Torino, ha scelto la via diretta per confermare il suo legame indissolubile con il mondo granata. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il giocatore ha voluto radunare l’intera rosa al Filadelfia, dai veterani ai giovani della Primavera, per pronunciare una frase che sa di promessa solenne: «Io da qui non mi muovo, perché credo nel Toro». Un messaggio scolpito nella pietra che chiude le porte a qualsiasi speculazione di mercato e cementa il ruolo del croato come capitano morale del gruppo.
Il retroscena di mercato e il “no” ai petrodollari
Per comprendere la portata del gesto, bisogna riavvolgere il nastro alla scorsa settimana. Un emissario di un club dell’Arabia Saudita ha bussato alla porta della società piemontese e degli agenti del calciatore, mettendo sul piatto una maxi offerta pluriennale. La reazione è stata univoca su entrambi i fronti. Il club di Urbano Cairo ha immediatamente dichiarato il giocatore incedibile, considerandolo un pilastro intoccabile. Parallelamente, Vlasic non ha esitato a rispedire al mittente la proposta milionaria, confermando quell’attaccamento alla maglia già dimostrato in passato. Per Marco Baroni, allenatore dei piemontesi, il numero 10 è il perno imprescindibile su cui costruire la risalita nel girone di ritorno.
Le scuse ai tifosi e la vita in ritiro
La leadership di Vlasic non si misura solo nei rifiuti al mercato, ma soprattutto nella gestione dei momenti critici. Dopo la pesante sconfitta subita nell’ultimo turno di campionato, il croato è stato il primo a metterci la faccia. Prima sotto il settore ospiti per chiedere scusa ai tifosi, definendo la prestazione una “vergogna”, e poi davanti alle telecamere per proteggere i compagni e suonare la carica. Ora, con la squadra in ritiro punitivo per ritrovare compattezza, l’esempio di Vlasic brilla ancora di più. Tra allenamenti serrati e riunioni tecniche, è lui l’uomo incaricato di riaccendere la luce e guidare il Toro fuori dalle sabbie mobili, trasformando le parole in fatti concreti sul rettangolo verde.
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