Zenga dice tutto: «Il problema dell’Italia non è l’allenatore. Crotone? Viviamo per il calcio»

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Walter Zenga, ex portiere dell’Inter e allenatore giramondo, si è raccontato in una bella intervista a 360 gradi

Adesso siede sulla panchina del Crotone, ma in passato Zenga è stato all’Al-Ain, a Genova sponda blucerchiata, a Catania, Palermo, in Romania. Un curriculum sconfinato, che si è arricchito poco tempo fa, quando il Crotone lo ha scelto per il dopo-Nicola. Uno dei pochi allenatori ex portieri: «E’ semplice, per i numeri. In una squadra di calcio ci sono undici giocatori. Un portiere e dieci giocatori di movimento. Quindi in teoria ci sono venti squadre di serie A, ci sono duecento ipotetici allenatori contro venti ipotetici allenatori portieri. E’ una questione solo di numeri».

Zenga non le manda a dire e, al Corriere, parla sia d’Italia che del suo Crotone: «A mio modo di vedere il problema del calcio italiano non riguarda solo l’allenatore della nazionale. Puoi scegliere anche l’allenatore più bravo che c’è ma se non guardi la base, la piramide non sarà mai solida. Ecco perché sono contento che ci sia Billy (Costacurta, ndr), che ci sia Bernardo Corradi. Sono ex calciatori e sanno come intervenire. Per esempio con le seconde squadre». Chiude, quindi, con un consiglio ai tanti giovani che popolano la sua rosa: «È fondamentale che questi ragazzi capiscano una cosa: devono vivere per il calcio, non devono far sì che il calcio gli permetta di vivere. E’ una differenza molto sottile, ma fondamentale».