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Como, Morata si scusa: «Ancora una volta ho sbagliato». Lo spagnolo rompe il silenzio social dopo il rosso con la Fiorentina ma Fabregas…
Como, Alvaro Morata si è scusato dopo l’espulsione rimediata contro la Fiorentina. Le parole sui social dell’attaccante spagnolo
Non si placano le acque in casa Como all’indomani della turbolenta sfida contro la Fiorentina. Al centro della bufera c’è Alvaro Morata, finito anzitempo sotto la doccia per un cartellino rosso rimediato per una reazione eccessiva. Dopo ore di silenzio, l’attaccante spagnolo ha affidato ai social il suo pensiero, un mix tra scuse e sfogo amaro.
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Il post di Morata: tra pentimento e polemica
In un messaggio denso di emotività, Morata non si è nascosto dietro alibi, ammettendo l’errore ma puntando il dito contro la pressione mediatica che lo circonda. “Ancora una volta ho sbagliato“, ha esordito il numero 9, per poi affondare il colpo: “Ancora una volta mi sono avvicinato a quel rumore costante in cui tutto è concesso, dove dare un’opinione sembra più importante che pensare e dove parlare pesa meno dell’eco che ne scaturisce“. Parole che denotano la sofferenza di un giocatore spesso criticato per la sua fragilità emotiva, ma che promette battaglia: “Non resta che andare avanti, lavorare e lottare, proprio come ho sempre fatto”.
La stoccata di Fàbregas: lezione di mentalità
Se il giocatore cerca di voltare pagina filosofeggiando, il suo allenatore è stato decisamente più pragmatico e duro. Cesc Fàbregas non ha gradito l’ingenuità del suo leader offensivo. Le dichiarazioni nel post-partita risuonano ancora forti nello spogliatoio: “La provocazione fa parte del calcio, chi non può vivere con la provocazione faccia un altro sport“. Fàbregas ha richiamato Morata alle sue responsabilità di capitano morale della squadra: “Da un giocatore di esperienza come lui mi aspetto molto di più“. Un messaggio chiaro: per salvare il Como serve lucidità, non nervosismo. Ora Morata dovrà scontare la squalifica e riconquistare la fiducia del mister sul campo, dimostrando di saper gestire non solo il pallone, ma anche i nervi.