Hanno Detto
De Laurentiis esce allo scoperto: «Ricevemmo un’offerta da 200 milioni dal Psg per vendere insieme Osimhen e Kvaratskhelia. Conte mi disse questo, fu un errore»
De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato queste dichiarazioni sul momento del calcio italiano e ha fatto queste rivelazioni di mercato
Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato una lunga e dirompente intervista al New York Times, affrontando i temi più caldi del calcio italiano e internazionale. Dalle dinamiche societarie alle riforme necessarie per salvare il sistema, il patron non ha usato mezzi termini.
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Il rapporto con i tifosi e la lealtà dei calciatori
Analizzando il suo ruolo dirigenziale e il legame con la piazza, De Laurentiis ha chiarito la sua posizione: “I tifosi sono i miei clienti, quindi lavoro per loro. Devo sempre tenere in considerazione ciò che pensano. Ma nel mio ruolo di presidente, devo sempre mantenere un equilibrio. Dico: io sono il presidente e voi siete i tifosi. Vi voglio bene. Se mi volete bene, bene. Se non mi volete bene, non so cosa fare. Ma io sono il proprietario e sono responsabile. Quindi volete vincere. Ma non possiamo fallire perché una volta è successo, ma con me non accadrà mai più“.
Sulla fedeltà dei giocatori al club, il presidente è stato tranciante, ricordando un’unica grande eccezione: “I tifosi vogliono vincere e pensano che i giocatori onoreranno la loro maglia per sempre, ma non è vero! Onorano solo i soldi. Ci sono solo pochi casi di fedeltà. Ho avuto un ragazzo fantastico, Marek Hamsik, che era il capitano della nostra squadra. È rimasto con noi per sempre. Ma questo è solo un caso”.
Il retroscena di calciomercato: l’addio di Kvara e l’attacco agli agenti
Il numero uno del Napoli ha poi svelato un clamoroso retroscena di calciomercato: “Quando era arrivato Conte, abbiamo ricevuto un’offerta di 200 milioni di euro dal PSG e da altri club per vendere insieme Osimhen e Kvaratskhelia. Conte ci disse che potevamo Osimhen, ma per favore non Kvara. E’ stato un grosso errore, perché dopo ho avuto grossi problemi con il padre-agente di Kvara. Poteva rescindere il contratto con l’articolo 17 del regolamento FIFA, così ho deciso che era meglio venderlo a gennaio. Conte non era contento. Sto cercando di cambiare queste regole perché, se fai un investimento, non puoi essere ricattato da nessuno. Gli agenti sono un branco di vampiri che succhiano soldi al calcio”.
Le riforme: tempo effettivo e un nuovo “Super Campionato”
Guardando al futuro, l’imprenditore propone riforme radicali per attirare le nuove generazioni: “Il calcio sta perdendo il pubblico dei più giovani, la nuova generazione è il nostro oro. Se non li accontentiamo, moriremo e non ci sarà più la stessa partecipazione degli ultimi 100 anni. Le partite sono troppo lunghe, così come i 15 minuti di intervallo. Ridurrei ogni tempo da 45 minuti a 25 minuti, col tempo effettivo al posto dei minuti di recupero. Così i calciatori smetterebbero di fare i buffoni come attori, fingendo infortuni per perdere tempo. Eliminerei le espulsioni, mandando i giocatori fuori dal campo per 5 minuti in caso di cartellino giallo e per 20 minuti in caso di cartellino rosso. Bisogna cambiare le regole per aumentare lo spettacolo e il numero di goal. Il fuorigioco deve essere cambiato, non si può annullare un goal per pochi millimetri”.
Per quanto riguarda le competizioni, il piano prevede un netto ridimensionamento della Serie A: “La Serie A dovrebbero ridurre il numero di squadre da 20 a 16, escludendo chi ha meno di un milione di tifosi“. Infine, il lancio di un torneo continentale d’élite: “Le squadre più importanti di Italia, Spagna, Francia, Germania e Inghilterra devono formare un campionato europeo. Non chiamatela Super Lega, ma Super Campionato”.