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Buonfiglio spiega: «Ho ricevuto molte pressioni per commissionare la FIGC, ma non siamo legittimati a farlo. Sul prossimo presidente federale dico questo»

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Luciano Buonfiglio

Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, parole del futuro della presidenza FIGC e chiarisce il motivo del tramonto dell’ipotesi commissariamento

Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, ha commentato le pressioni ricevute riguardo al commissariamento della FIGC durante l’evento “Il Foglio a San Siro”. Ha sottolineato che, senza legittimazione, il CONI non interverrà, e ha espresso il suo auspicio che le componenti della federazione scelgano autonomamente il presidente, con un programma condiviso. Buonfiglio ha anche parlato del rapporto tra sport e politica, ribadendo il ruolo del CONI come garante delle scelte giuste per il sistema sportivo italiano. Infine, ha esortato la FIGC a lavorare con dedizione per far crescere il calcio, anche evitando esempi negativi per i giovani.

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COMMISSARIAMENTO? – «Ho ricevuto diverse pressioni per commissariare la Federcalcio, ma se non siamo legittimati a farlo non lo facciamo».

PROSSIMO PRESIDENTE FIGC – «Io faccio il tifo perché le componenti della federazione riescano a eleggere il presidente, però ritengo fondamentale che il presidente abbia una squadra e un programma condiviso e realizzabile. Tifare uno dei due candidati? Sarebbe l’errore più grande che potrei commettere. Il CONI è garanzia dello sport, monitora, auspica, e quando consultato deve rispondere».

RAPPORTO TRA IL CONI E LA POLITICA – «Il CONI rappresenta oltre 115mila società, è una componente importante della nostra vita economica, sociale e sportiva. Quindi è necessario mantenere il giusto equilibrio ed essere rispettati. La nostra presenza sul territorio deve servire alla politica per fare delle scelte giuste, quindi dobbiamo svolgere bene il nostro ruolo».

FEDERAZIONE – «La FIGC è un mondo molto complesso, a cui dico di lavorare bene perché è bello vivere le emozioni di quando si vince un Mondiale. So cosa vuol dire e auguro con tutto il cuore a chi prenderà in mano la federazione di iniziare un percorso. Dalla sera alla mattina non cambia nulla, ma nel giro di 4/5/6 anni può cambiare qualcosaIl mondo del calcio è rappresentato dalle leghe, dai tecnici, dagli arbitri, ci sono migliaia di club dalla base. Ciò che serve sono anche modelli da imitare. Quando vediamo i bambini di 7-8 anni scimmiottare esempi negativi veramente fa male».

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