Hanno Detto
Sosa a sorpresa: «Vedendo le gare di Parma e con la Lazio il dubbio che il ciclo-Conte sia finito l’ho avuto»
Roberto Sosa spiazza tutti: «Vedendo le gare di Parma e con la Lazio il dubbio che il ciclo-Conte sia finito l’ho avuto»
Roberto Sosa, ex attaccante tra le altre di Udinese, Boca Juniors, Gimnasia, Ascoli e Messina, ha chiuso la carriera a Napoli, città dove è rimasto per vivere. Su La Gazzetta dello Sport racconta cosa ha visto quest’anno nel club guidato da Antonio Conte.
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DA DOVE RIPARTIRE «Bisogna innanzitutto sapere alcune cose: chi sarà l’allenatore? E poi quale ruolo, in Champions, vorrà avere il Napoli? Basterà esserci, vincere qualche partita e fare un po’ di soldi, o provare ad andare avanti come accade a tante società in Libertadores?».
IL CICLO CONTE «Io vedendo le gare di Parma e con la Lazio il dubbio che il ciclo-Conte sia finito l’ho avuto. Ma anche ripensando a varie prestazioni – sottolineo le prestazioni – di questa stagione. I risultati non si discutono: Conte resta una garanzia assoluta. Ma il livello di gioco è stato godibile in non più di sette-otto gare. Solo l’allenatore sa cosa voglia da sé e quale progetto possa condividere. Però se poi a settembre-ottobre prossimi bisogna ricominciare ancora con “e si gioca ogni tre giorni” o con altre frasi simbolo, allora le riflessioni è giusto le facciano tutti».
IL NAPOLI DI OGGI «Una squadra forte che ha dovuto fronteggiare una stagione disgraziata, con troppi infortuni. Poi ci sono state risposte non convincenti dal mercato: e pure questo è argomento di analisi. Ma io non sono De Laurentiis e non spetta a me».
RITOCCHI O RIVOLUZIONI «Dipende da chi starà in panchina, da come si voglia giocare, se si procederà ancora con il 3-4-2-1 o se si vorrà rilanciare il tridente. In organico, ci sono giocatori che possono fare tutto. Però…».
I DUBBI «Sul portiere, innanzitutto. La gestione mi ha lasciato perplesso: Meret ormai mi sembra fuori, ha giocato una decina di partite; e Milinkovic-Savic non mi ha mai convinto totalmente. E poi: Anguissa è quello che anni fa era da Premier, straordinario centrocampista con pochi eguali, o quello che ora sta faticando? Poche cose, come vede».
I CAMBI «Servirà un difensore centrale, perché la carta di identità di Juan Jesus ha un suo peso. Un mediano, nel caso Anguissa venga ceduto; magari un vice-Hojlund, essendo l’esperienza di Lukaku arrivata al capolinea, per quello che si può intuire dagli ultimi episodi. Probabilmente sarebbe necessario anche una alternativa a Di Lorenzo. Ma si parte da una base di assoluta consistenza, in ogni settore ci sono giocatori che servono per sentirsi competitivi».
L’ENIGMA PRINCIPALE DA RISOLVERE «C’è un aspetto non irrilevante, a proposito di Conte: ha un solo anno di contratto e non penso che a lui possa far piacere restare in questa situazione. E quindi, eventualmente, il ragionamento andrebbe fatto in prospettiva: gli basterebbe rinnovare sapendo, nel caso, che bisognerebbe dare uno sguardo al bilancio?».