Como News
Como, Suwarso svela il piano: Champions, stadio e mercato. Poi specifica: «FPF UEFA? Multateci pure!»
Como, il presidente Mirwan Suwarso racconta la visione del club e svela alcuni retroscena legata alle operazioni di calciomercato
Il Como si prepara a vivere una stagione storica, con la qualificazione alla Champions League conquistata grazie al quarto posto nell’ultimo campionato. Un traguardo inatteso, ma che il presidente Mirwan Suwarso considera parte di un percorso più ampio. Nel corso della lunga intervista concessa al podcast Business of Sport, il numero uno del club lariano ha spiegato la visione della proprietà, tra ambizioni sportive, sostenibilità economica, mercato e sviluppo del brand.
Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano
Il Como non vuole snaturarsi per l’ingresso nel grande palcoscenico europeo. La linea resta quella di una crescita graduale, senza spese fuori controllo.
CHAMPIONS – «Potremmo saltare un anno, quindi dobbiamo comportarci come se non fosse il nostro posto, combattendo in modo infernale. Non modificheremo le spese per adattarle a quel palcoscenico. Avversari preferiti? Real Madrid in casa e Barcellona fuori».
Como, l’ambizione di diventare una destinazione globale
Suwarso ha poi spiegato come il progetto Como vada oltre il campo. L’obiettivo della proprietà è trasformare il club in un marchio riconoscibile a livello internazionale, legato non solo al calcio ma anche al territorio, al turismo e all’esperienza.
VISIONE – «Non dovremmo essere una squadra di calcio. Dovremmo essere una destinazione per il turismo sportivo. Abbiamo detto: “Va bene, parliamo di quanto sia bello questo posto. Parliamo di quanto siano belle le persone…” Non si tratta mai di calcio. Si tratta sempre di una destinazione per il turismo sportivo. L’ambizione è quella di essere “i Los Angeles Lakers” del calcio italiano».
Un progetto ambizioso, che passa anche dal tema dello stadio e dall’adeguamento delle strutture in vista della Champions.
FAIR PLAY E STADIO – «Non ho bisogno che la UEFA mi parli di Fair Play Finanziario. I miei proprietari me lo dicono ogni giorno. Se dovete multarci, multateci. Fa parte degli ostacoli che dobbiamo superare. È una normale conseguenza del lavoro. Stadio? Ora stiamo ristrutturando per la Champions. L’obiettivo a lungo termine è avere uno stadio più bello. Abbiamo presentato la richiesta di autorizzazione per costruirlo. Potremmo iniziare a costruire nel 2027. I costi? Circa 64 milioni, non molto, ci concentreremo più sull’hospitality. Capienza? Con 15.000 saremmo felici. Vorrei avere su quel lungolago sei ristoranti, un bar sul tetto e un centro sanitario per la comunità. Sono abbastanza contento di uno stadio piccolo con atmosfera da boutique».
Como, vivaio e piano di crescita
Il presidente ha rivendicato anche il lavoro fatto sul settore giovanile. In pochi anni, il Como è passato dall’assenza di una struttura vivaistica consolidata a un sistema con diversi giocatori coinvolti nelle nazionali giovanili italiane.
GIOVANI E STRATEGIA – «Tre anni fa non avevamo vivaio, oggi abbiamo 11 giocatori solo nelle nazionali giovanili italiane. Abbiamo un piano quinquennale e decennale, simile al piano centenario giapponese. Per ogni giocatore che arriva qui abbiamo un piano aziendale. Stiamo anche cercando di esplorare quali attività commerciali possiamo legare ad ognuno dei nostri giocatori. Per esempio Diao è senegalese e forse possiamo creare un prodotto con lui per raggiungere un certo mercato».
Como mercato, Suwarso svela le offerte rifiutate
Uno dei passaggi più interessanti riguarda il mercato, considerato una delle principali fonti di ricavo del club. Suwarso ha citato alcuni esempi concreti, partendo da Assane Diao e Baturina.
DIAO – «Il mercato resta una delle principali fonti di reddito. Abbiamo preso Diao per 12 milioni e dopo pochi mesi abbiamo rifiutato un’offerta di 60 milioni. Più a lungo tieni il giocatore, maggiore può essere il profitto per questioni di ammortamento».
BATURINA – «Abbiamo preso Baturina a 18, abbiamo ricevuto offerte per 55 ma abbiamo stimato il suo valore in 75 milioni».
AZON – «Lo scorso anno abbiamo preso un giocatore (Azon ndr.) per 2 milioni, l’abbiamo prestato all’Ipswich che ci ha pagato 2,6 milioni e ora abbiamo già un’offerta di 10 milioni».
Numeri che raccontano una strategia chiara: acquistare giovani di talento, valorizzarli, proteggerne il valore e decidere solo al momento giusto se venderli.
Como, il retroscena con l’Inter e il mercato condiviso
Suwarso ha infine raccontato un retroscena legato a un giocatore britannico per il quale il Como sarebbe stato in concorrenza con un altro club italiano. Il riferimento, secondo le ricostruzioni di mercato, sarebbe al dossier Chalobah, anche se il presidente non ha mai fatto esplicitamente il nome del difensore del Chelsea.
RETROSCENA – «Siamo stati oggetto di notizia sui media sul fatto che siamo in competizione con un’altra squadra italiana per un giocatore britannico. Lì ho detto: “Sai cosa? Perché non chiamo il presidente dell’altra squadra e gli chiedo: “Lo volete?”. Se lo volete fate pure, noi ci tiriamo indietro, grazie”. Ma se lo compri dammi uno dei tuoi. E lui ha detto: “Grazie per la chiamata. Apprezzo questo, ti faremo sapere entro la fine della giornata. Se non andremo avanti, questi sono gli altri obiettivi che stavamo seguendo. Siamo felici di condividerli con te”. Quindi per me questo tipo di rapporto è vantaggioso per entrambi i club, aiuta tutti noi a crescere».
Il messaggio di Suwarso è chiaro: il Como vuole restare competitivo, crescere in Europa e costruire un modello sostenibile. La Champions sarà una vetrina, ma il vero obiettivo è consolidare un’identità forte, riconoscibile e capace di durare nel tempo.