Calcio italiano
Mancini: «Quando gli azzurri raggiungono le fasi finali di un torneo, fanno paura. Tatticamente? Ripartiremo dal 4-3-3»
Italia, il ct Roberto Mancini: «Quando gli azzurri raggiungono le fasi finali di un torneo, fanno paura. Tatticamente? Ripartiremo dal 4-3-3». Le sue parole
La serata del Gran Galà del Calcio è stata l’occasione per un primo bilancio in casa Nazionale azzurra. Ospite negli studi di Sky Sport 24, il Commissario Tecnico Roberto Mancini — guida dell’Italia e figura centrale nel nuovo ciclo tecnico — ha tracciato le linee guida in vista dei prossimi impegni, soffermandosi su diversi temi chiave che riguardano presente e futuro della selezione. Le sue parole:
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PAROLE – «Le scelte andranno fatte in tempi brevi. L’inserimento dei giovani è fondamentale, ma ci chiamiamo Italia e l’obiettivo resta vincere. Finora non c’è stato un confronto diretto con il gruppo storico. Avendo il calendario fitto, il tempo per allenarsi sarà poco rispetto alle gare. In Serie A il livello è alto, stiamo monitorando tutto con grande attenzione. In passato avevamo un’abbondanza incredibile di fuoriclasse, l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle. Adesso guardate il Como: i risultati sono frutto di programmazione, serietà e assenza di pressioni eccessive. È la dimostrazione che si può costruire una mentalità vincente attraverso il bel gioco, pure senza avere la rosa migliore in assoluto»
ITALIA – «L’ossatura del gruppo è definita, sappiamo che le insidie non mancheranno ma siamo pronti. Il trionfo all’Euro 2020 deve guidarci: non partivamo in prima fila, eravamo dietro a tante altre nazionali nelle gerarchie, eppure abbiamo trionfato. Quando gli azzurri raggiungono le fasi finali di un torneo, fanno paura a chiunque, indipendentemente dai pronostici. Restiamo stabilmente nella top 10 mondiale e abbiamo il potenziale per scalare ulteriormente il ranking. Per i prossimi impegni prepareremo un listone allargato di 50 o 60 nomi. Affronteremo avversari tosti, ma lo saremo altrettanto per loro. Tatticamente? Ripartiremo dal 4-3-3, rimane l’impostazione principale, poi ovviamente ci adatteremo in base agli uomini a disposizione»
SQUADRA – «Tra i pali e nel reparto arretrato abbiamo certezze, mentre dalla mediana in su c’è da costruire. Davanti però possiamo contare su Pio Esposito, che gioca titolare nell’Inter. All’Europeo partivamo con Immobile, punta di una Lazio arrivata quinta, quindi sotto questo aspetto siamo persino migliorati. L’auspicio è vedere sempre più attaccanti italiani in campo, senza dimenticare un profilo come Moise Kean. I ragazzi vanno aspettati, bisogna concedere loro il tempo di sbagliare per crescere»
GIOCATORI ALL’ESTERO – «L’avvio di stagione ha messo in mostra ragazzi promettenti, pure chi milita fuori dall’Italia ed è meno sotto i riflettori, un po’ come accadde per Retegui ai tempi. Avere elementi come Tonali, Calafiori, Palestra o Kayode che si misurano con un torneo come la Premier League rappresenta una risorsa enorme per noi»