Dal ritiro di Coverciano, il centrocampista viola racconta la propria crescita personale in vista della sfida di venerdì allo Stade de France
Dal ritiro della Nazionale a Coverciano, a pochi giorni dalla cruciale trasferta di Nations League contro la Francia di Zinedine Zidane, il centrocampista Nicolò Fagioli ha concesso un’intervista ai microfoni di Rai Sport, tracciando un bilancio del proprio percorso personale e sportivo. Le sue parole restituiscono l’immagine di un giocatore in piena evoluzione, consapevole dei propri mezzi e del peso che comporta indossare la maglia azzurra dopo un periodo complicato della propria carriera, segnato anche dalla nota vicenda della ludopatia ormai alle spalle.
Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno
Una convocazione inattesa e un sogno dichiarato
Il centrocampista della Fiorentina non ha nascosto la sorpresa per il richiamo in Nazionale:
PAROLE – «Rispetto al ragazzo raccontato nel mio libro, ‘Fragile’, sono molto maturato, soprattutto a livello umano, perché certe cose ti fanno crescere. Sono molto più sicuro di me stesso, più sfacciato anche su certe robe, anche più cattivo su altre. Questo penso sia stato il maggior cambiamento in me, pur restando un ragazzo molto sensibile. Voglio andare ai Mondiali con l’Italia. Questo è il mio sogno più grande»
SFIDE – «Sono un giocatore che predilige la tecnica e il gioco dominante. Mi trovo bene in tutti i ruoli del centrocampo, l’importante per me è toccare più palloni possibile. Giocare allo Stade de France sarà un’emozione indescrivibile ma Mancini ci chiede di cercare di dominare la partita e di pressare alto. Dovremo essere corti, stretti e stare più alti possibile con la linea difensiva per rimanere compatti»
Fagioli si è infine speso in difesa del compagno di Nazionale Alessandro Romano, finito nel mirino delle critiche social dopo gli errori commessi contro il Belgio, sottolineando come certi giudizi impietosi arrivino troppo in fretta nei confronti dei giovani che si affacciano per la prima volta al grande calcio internazionale.
La difesa del giovane Romano
«Ormai sappiamo come funzionano i social: ti portano in alto per poco e ti affossano subito appena sbagli. Quello di Romano è stato un semplice passaggio sbagliato da cui, per sfortuna, è nato il gol. È un ragazzo di valore, la prima cosa che conta è che la squadra sa che è tutta con lui»