Il tecnico giallorosso al Festival dello Sport tra il ritorno in Champions League, Dybala, Malen, Alessandro Romano e il confronto con l’Inter
È passato ormai un anno e mezzo dall’arrivo di Gian Piero Gasperini sulla panchina della Roma. Un periodo intenso, nel quale i giallorossi sono riusciti a ritrovare la Champions League e a costruire una nuova identità tecnica sotto la guida dell’allenatore ex Atalanta. Intervenuto al Festival dello Sport di Trento, organizzato da La Gazzetta dello Sport, Gasperini ha ripercorso i primi passi nella capitale, spiegando il lavoro svolto per dare alla squadra principi chiari e una mentalità diversa.
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IL PRIMO IMPATTO CON LA ROMA – «Il primo allenamento era atteso da tutti dopo tanti anni affrontavo una nuova realtà. Anche dai giocatori e dalla squadra, si sono presentati preparatissimi, forse temevano che la mia preparazione fosse così dura. Il mio unico obiettivo era creare delle fondamenta nuove, diverse. Non si è mai parlato dei miei anni precedenti, si è detto di costruire qualcosa di nuovo, fondato su concetti chiari di gioco, diversi magari da quelli a cui erano abituati i giocatori. Il primo concetto era quello di pensare che noi andassimo a prendere la palla all’avversario e non di aspettarlo».
Gasperini ha poi raccontato la crescita della sua Roma partendo dal reparto difensivo, diventato una delle basi principali del percorso giallorosso.
LA DIFESA DELLA ROMA – «Hermoso aveva avuto un’esperienza non positiva l’anno precedente, ma ha giocato tanti anni nell’Atletico Madrid, che in Europa è sempre stato il simbolo di certe caratteristiche. Abbina la qualità alla ‘garra’ e ha conoscenze importanti. Mi sono ritrovato una difesa di gladiatori, ci aggiungo Svilar e N’Dicka, è stata la base. Mancini lo avevo avuto giovanissimo all’Atalanta, e ho sempre pensato – quando ero suo avversario – ‘Ma perché è così antipatico agli avversari?’ e io da subito ho cercato di dirgli che l’atteggiamento lo penalizzava, perché non era possibile che in tanti anni non fosse andato in Nazionale probabilmente per questi comportamenti che non lo premiavano. Lui ha fatto una stagione fantastica, si è tornati a parlare di Mancini come giocatore: ha fatto gol determinanti ed è tornato in Nazionale».
Tra i giocatori ritrovati a Roma c’è anche Bryan Cristante, già allenato da Gasperini ai tempi dell’Atalanta.
CRISTANTE E LA DUTTILITÀ – «Cristante trequartista? È molto duttile, sa giocare a calcio. C’è la distinzione di poter e saper giocare a calcio: in tanti possono, ma non in tantissimi sanno giocarci, e lui sa giocare a calcio. Come sta? Ha avuto un piccolo problema al ginocchio, il problema è che giocando tante partite se si sta fuori 2 settimane si rischia di perderne 5-6».
Grande spazio anche a Paulo Dybala, indicato da Gasperini come uno dei grandi talenti allenati nella sua carriera.
DYBALA E IL LAVORO FISICO – «Una stagione particolare per lui. Lui ha ancora dentro come tutti i grandi giocatori la forza e l’entusiasmo, in campo vedi che sta bene e ha voglia di giocare. Quando sono arrivato ho sempre pensato che fosse una questione di allenamento: mi dicevano che andava preservato e bisognava farlo riposare, e così si infortunava. In certi infortuni è stato veramente sfortunato e ha cominciato ad allenarsi in campo, l’inizio di stagione di quest’anno è straordinario, al di là delle capacità tecniche che sono riconosciute, ma anche dal punto di vista fisico: finisce sempre tra i più freschi, a dimostrazione del fatto che l’allenamento sia una componente importante del calcio e non può essere una fatica. L’anno scorso ha avuto un po’ di infortuni sfortunati: calciando una punizione col Torino e un rigore col Milan, in quelle occasioni si era fatto male, gli è rimasta quella difficoltà a calciare come invece faceva un po’ di tempo fa ma sta migliorando. Arriverà a calciare di nuovo come faceva prima».
I POETI ALLENATI IN CARRIERA – «Se ho allenato poeti migliori di Dybala? Nella mia lunga carriera ho allenato tanti giocatori forti e Dybala è tra i top. Ma ce ne sono stato tanti, da Jeda a Ilicic, ma anche Milito, ecc. Li chiami poeti perché anche per chi lo guarda vanno a toccare delle corde diverse. Fanno dei gesti che sanno fare solo loro».
Gasperini ha poi commentato la situazione di Alessandro Romano, ceduto al Cagliari nell’ultima sessione di mercato e reduce dalle prime uscite con la Nazionale.
ROMANO E LE PLUSVALENZE – «Romano è molto interessante. Mi è dispiaciuto per cosa ha subito la scorsa settimana: per una partita non andata bene è stato eccessivamente criticato. Il fatto che sia stato venduto al Cagliari sono esigenze di plusvalenze, abbiamo visto anche altre società vendere i giovani migliori per rimediare a situazioni di bilancio. Questa non è una buona cosa per il nostro calcio. Nel calcio i gioielli migliori dobbiamo farli crescere, ma se ci sono delle esigenze sono i primi a essere tagliati».
Altro tema centrale è stato Malen, arrivato alla Roma come grande occasione di mercato e subito diventato un riferimento offensivo.
MALEN E L’OCCASIONE DI MERCATO – «Malen? Sono quelle cose che succedono a volte nel mercato, quando viene fuori un imprevisto che ti stravolge i piani. Noi cercavamo un’opportunità ed è venuto fuori Malen. C’erano diversi nomi sul mercato e improvvisamente sono venuto a sapere che l’Aston Villa lo stava cedendo non per motivi tecnici, ma tattici. Lui voleva essere centravanti e io l’ho sempre considerato tale. Vicino all’area è micidiale. Non pensavo però che i suoi numeri potessero essere così eclatanti. Se arriva a 30 non mi stupisco? A lui gli ho detto che qualcuno (Higuain, ndr) ne ha fatti 36. Poi se arriva a 30 sono contento».
Inevitabile anche il riferimento all’Inter, indicata oggi da molti come la squadra di riferimento del campionato.
IL CONFRONTO CON L’INTER – «Io guardo il nostro percorso. Poi, a seconda dei momenti, ci possono essere diversi ‘Annibale’. Un tempo lo era la Juventus, adesso l’Inter è riconosciuta da tutti come la migliore. Io credo che l’obiettivo debba sempre essere quello di guardare noi stessi. Abbiamo la sensazione di esserci ravvicinati, e questo è già gratificante».
Infine, Gasperini ha chiuso con una battuta sul rapporto sempre più forte con la piazza romanista.
IL RAPPORTO CON ROMA – «Io Dio a Roma? Gli imperatori hanno fatto tutti una brutta fine… Meglio restare con i piedi per terra e regalare delle soddisfazioni ai tifosi che è la cosa più importante».