Gli Azzurri tornano in campo al Dall’Ara per il 4° turno di Nations League: dopo Bursa e il pari con la Francia, il CT valuta cambi e nuove soluzioni
Oggi è il giorno di Italia-Turchia, quarto impegno di Nations League per la Nazionale di Roberto Mancini. Gli Azzurri arrivano alla sfida del Dall’Ara con la necessità di confermare i segnali positivi mostrati dopo il successo di Bursa e il pareggio conquistato contro la Francia. Come analizzato da La Gazzetta dello Sport, questa gara può diventare un passaggio importante nel nuovo percorso azzurro.
Il paragone va alla prima Italia di Mancini, quella che poi avrebbe trionfato a Wembley. Anche allora la svolta arrivò dopo alcune difficoltà, con l’amichevole del 2018 contro l’Ucraina a Genova. In quella partita nacque una nuova identità: 4-3-3, tridente mobile e centrocampo di palleggio. La Gazzetta scrisse che Jorginho e Verratti “si sono impossessati della palla (quasi 66%) e l’hanno fatta girare veloce”. Un 1-1 che valeva molto più del risultato.
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Italia-Turchia, Mancini prepara il turnover
Il nuovo calendario impone ritmi altissimi: quattro partite in undici giorni, quasi un mini-Europeo. Per questo Mancini è pronto a cambiare qualcosa, anche perché la Turchia di Vincenzo Montella arriva in grande difficoltà. I turchi hanno perso cinque delle ultime sei partite, vivono un momento complicato anche sul piano ambientale e dovranno rinunciare a giocatori importanti come Calhanoglu, Yildiz e Guler.
Per l’Italia, però, non sarà soltanto una partita da vincere. Sarà anche un test per capire il livello dei nuovi interpreti. In campo potrebbero trovare spazio giocatori come Mancini, Ruggeri, Romano, Doumbia e Vergara, mentre Barella è pronto a riprendersi un ruolo centrale nel gruppo.
Nations League, servono risultato e personalità
La sfida con la Turchia sarà anche un esame di maturità. Dopo il pareggio con la Francia, l’Italia deve dimostrare di non rilassarsi e di saper affrontare anche le partite più “sporche”, quelle in cui il risultato pesa più della prestazione.
Sul fondo resta anche la classifica del girone, con Francia-Belgio destinata a incidere sulla corsa azzurra. Per Mancini, però, il primo obiettivo è chiaro: battere la Turchia, consolidare la crescita e dare continuità alla nuova identità dell’Italia.