Domani alle 13 la Giunta Coni voterà sul futuro della Federcalcio: tra maggioranze, conflitti d’interesse e possibili ricorsi, il caso può travolgere anche i vertici dello sport italiano
Saranno ore decisive nella battaglia tra Coni e FIGC. Domani alle 13 la Giunta del Coni si riunirà per decidere sul possibile commissariamento della Federcalcio, vicenda nata attorno alla posizione di Giovanni Malagò, eletto alla guida della FIGC senza un tesseramento preventivo ritenuto valido da chi contesta il voto.
Il caso, però, va ormai oltre la sola posizione di Malagò. A rischiare politicamente potrebbe essere anche Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, soprattutto nel caso in cui la linea del commissariamento non dovesse ottenere la maggioranza. Una sconfitta interna metterebbe infatti in evidenza una Giunta spaccata proprio su uno dei dossier più delicati dello sport italiano.
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Coni-FIGC, la conta dei voti e il nodo dei conflitti d’interesse
La Giunta è composta da 16 componenti votanti e servirà la maggioranza per far passare la proposta di commissariamento. Il numero effettivo dei votanti, però, potrebbe cambiare in base a eventuali astensioni o contestazioni. In discussione ci sono anche le posizioni di Diana Bianchedi, per alcuni giorni capodelegazione della Nazionale, ed Elisabet Spina, responsabile del settore femminile del Milan, per possibili conflitti d’interesse.
Nelle ultime ore è emerso anche il tema legato a Marco Buonfiglio, figlio del presidente del Coni, che lavora in Elevate, agenzia di sport e intrattenimento coinvolta anche in progetti legati al Venezia Calcio. Una situazione che alimenta ulteriormente il clima di tensione attorno al voto.
Malagò in rimonta, Buonfiglio cerca la maggioranza
Secondo La Repubblica, una parte degli schieramenti sarebbe già delineata. Malagò conterebbe sul sostegno di Di Paola, Lunetta e Federica Pellegrini, ma sarebbe al lavoro per allargare il fronte favorevole. Buonfiglio, invece, potrebbe contare su profili come Tania Cagnotto, Riva, Morico, Montini ed Ettorre.
In uno scenario di equilibrio, il voto di Valentina Rodini potrebbe diventare decisivo. Ma il quadro resta fluido, tra contestazioni incrociate e verifiche richieste ai revisori dei conti.
Se il commissariamento non passasse, Buonfiglio si troverebbe davanti a una Giunta divisa e a un possibile indebolimento politico. Sullo sfondo resta anche l’ipotesi estrema di un intervento del Governo sul Coni. Una partita istituzionale complessa, destinata a pesare sul futuro del calcio italiano.