Al Monumental di Buenos Aires, davanti a oltre 85mila tifosi, Leo Messi ha giocato la sua ultima partita con l’Albiceleste: due assist, un gol e un discorso carico di emozione
Lionel Messi ha salutato l’Argentina nel modo più emozionante possibile. Nella cornice del Monumental di Buenos Aires, davanti a oltre 85mila spettatori, il numero 10 ha giocato l’ultima partita con la maglia dell’Albiceleste, chiudendo il proprio percorso in Nazionale con la presenza numero 208.
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Contro il Benin, la squadra di Lionel Scaloni ha vinto 3-0, ma il risultato è passato inevitabilmente in secondo piano. Messi è stato protagonista per l’ultima volta con due assist e un gol, prima di vivere il momento più intenso della serata: il discorso d’addio davanti al suo popolo.
Messi, ultimo discorso da capitano dell’Argentina
Al termine della partita, Messi ha preso la parola visibilmente emozionato. Il primo pensiero è andato al padre, scomparso nei mesi scorsi, in una notte in cui il campione argentino ha alternato lacrime, gratitudine e orgoglio.
IL RICORDO DEL PADRE – «Provo tante emozioni, ovviamente la prima cosa a cui penso è mio padre».
Il capitano ha poi ripercorso il cammino recente dell’Argentina, dalla voglia di tornare campione del mondo fino alla delusione per il Mondiale sfumato, difendendo però il gruppo e il percorso fatto con la maglia della Selección.
L’ADDIO ALL’ARGENTINA – «Volevamo tanto tornare ad essere campioni del Mondo. La verità è che non è successo nulla di strano, come alcuni dicono. Abbiamo dato il massimo. La partita contro l’Inghilterra è stata incredibilmente estenuante per noi, sia fisicamente che emotivamente. Ce l’abbiamo fatta a fatica, abbiamo lottato come sempre, ma purtroppo non siamo riusciti a diventare campioni. Ma non abbiate dubbi sul fatto che ognuno dei miei compagni di squadra abbia lasciato tutto in campo per questa maglia. Per me indossare la maglia dell’Argentina è stato un orgoglio, giocarci la cosa più bella che mi potesse capitare. Voglio ringraziare tutti voi, che ci siete sempre stati e mi avete dato un amore senza confine, ovunque giocavamo eravamo in casa, anche se eravamo in trasferta, perché eravate ovunque. Qui, al Monumental, ho vissuto uno dei momenti più belli della mia vita e della mia carriera, quando siamo tornati a giocare dopo la vittoria della Coppa del Mondo. Oggi vivo il momento più triste della mia carriera. Ma adesso passo dalla parte vostra, sono uno di voi e sosterrò questi ragazzi».
Messi e il messaggio alla Selección
Nel finale del suo discorso, Messi ha voluto proteggere ancora una volta il gruppo argentino, sottolineando l’importanza dell’unità nei momenti più difficili. Un passaggio forte, rivolto ai tifosi e ai compagni, con cui il capitano ha ribadito l’orgoglio per quanto costruito negli anni.
IL GRUPPO ARGENTINO – «Dobbiamo voler bene a questo gruppo, perché c’è gente che vuole male alla Seleccion. I gruppi veri si vedono nei momenti difficili. Noi eravamo un gruppo straordinario, per questo abbiamo vinto tutto. Ringrazio tutti voi ancora una volta tutti voi per tutti questi anni, tutti i miei compagni, anche quelli che c’erano prima delle vittorie, giocatori straordinari con cui abbiamo vissuto momenti incredibili. Sono orgoglioso di essere argentino e di aver realizzato il mio sogno assieme a tutti voi».
L’ultima notte di Messi con l’Argentina si è trasformata così in una celebrazione collettiva. Una partita diventata rito, un addio vissuto tra applausi, lacrime e riconoscenza. Il capitano lascia la Nazionale da simbolo assoluto, dopo aver realizzato il sogno più grande insieme al suo Paese.