Torino, Bragança si racconta: «Qui allenamenti intensi, Abate vuole che ci godiamo il calcio. Quando sono arrivato mi hanno parlato del derby»
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Torino, Bragança si racconta: «Qui allenamenti intensi, Abate vuole che ci godiamo il calcio. Quando sono arrivato mi hanno parlato del derby»

Il centrocampista portoghese, arrivato nelle ultime ore di mercato dallo Sporting Lisbona, ha parlato del primo impatto con il Torino, del rapporto con Abate e della rivalità con la Juventus

Daniel Bragança è uno dei volti nuovi più interessanti del Torino. Arrivato nelle ultime ore di mercato dallo Sporting Lisbona, il centrocampista portoghese ha finora dovuto fare i conti con una condizione fisica non ancora ottimale, ma ha già lasciato intravedere qualità tecniche importanti. Il club granata lo ha inseguito fino all’ultimo giorno utile, riuscendo a chiudere l’operazione praticamente sul gong.

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Per Bragança si tratta della prima vera esperienza lontano dal Portogallo, dopo una carriera cresciuta quasi interamente dentro il mondo Sporting. Intervistato dai canali ufficiali del Torino, il centrocampista ha raccontato il suo primo mese in granata, il rapporto con il gruppo, le richieste di Ignazio Abate e le prime sensazioni sulla città.

Bragança e il primo impatto con il Torino

A parlargli del club granata, durante i giorni caldi della trattativa, è stato Franco Israel, suo ex compagno allo Sporting Lisbona. Un confronto utile per capire ambiente, società e progetto tecnico.

IL CONTATTO CON FRANCO ISRAEL – «Sapevo che il Toro era una squadra competitiva in Serie A, ho parlato con Franco per informarmi, perché è utile per me conoscere il club prima di arrivare, e lui mi ha detto cose positive e importanti».

Anche l’impatto con la città è stato positivo. Bragança ha trovato diversi punti in comune tra Torino e Lisbona, soprattutto per clima quotidiano e vivibilità.

LE PRIME SENSAZIONI SU TORINO – «Sì, mi piace, le persone sono simpatiche. Torino è un posto tranquillo, certo lo è un po’ meno il centro, ci sono tanti turisti, ma questa situazione già la vivevo a Lisbona e quindi sono abituato. Da questo punto di vista sono due città molto simili ed è come se fossi a casa».

Bragança, l’addio allo Sporting e il mercato col Torino

Il legame con lo Sporting Lisbona resta fortissimo, ma il centrocampista ha scelto il Torino per aprire una nuova fase della propria carriera.

LA NUOVA AVVENTURA – «Sono stato due volte in prestito ma mai all’estero, sarà per me una nuova avventura, sono certo di essere arrivato in una bella città, sia per vivere che per giocare a calcio, quindi penso sia stata un’ottima scelta».

L’operazione si è concretizzata soltanto nelle ultimissime ore di mercato, in una giornata intensa per il club granata, che ha chiuso anche per Patterson e Mandragora.

LE ORE DI MERCATO – «Le ho vissute con molto stress quelle ore – ha confessato il portoghese -, anche se so che sono sempre cose che richiedono tempo per concretizzarsi. Desideravo solo che tutto si risolvesse per il meglio per partire per Torino. Poi è successo nelle ultime ore e credo che un giorno ricorderò quei momenti con il sorriso».

Bragança, Abate e il metodo Torino

Il centrocampista ha poi parlato del gruppo e delle differenze tra il calcio italiano e quello portoghese, sottolineando l’intensità degli allenamenti granata.

IL RAPPORTO CON IL GRUPPO – «Col gruppo mi trovo molto bene, sono giocatori ottimi, ci sono brave persone, bella gente. Qui il modo di allenarsi è diverso dal Portogallo, ma forse perché lì giocavamo ogni tre giorni e praticamente non ci allenavamo, era tutto un giocare e recuperare. Qui gli allenamenti sono intensi e i giocatori danno il massimo, questo ci aiuta a crescere».

Con Ignazio Abate il feeling sembra già buono. Il tecnico granata ha più volte sottolineato le qualità di Bragança, aspettando di averlo al massimo della condizione.

LE RICHIESTE DI ABATE – «L’allenatore mi ha spiegato quello che vuole nella fase difensiva dai centrocampisti, mentre in fase offensiva abbiamo libertà. Chiaramente dobbiamo sapere cosa fare in campo e lui cerca di spiegarcelo nel migliore dei modi. Vuole che ci godiamo il nostro calcio e che lo mettiamo in pratica».

Bragança tra derby, Juventus e Cristiano Ronaldo

Nel suo primo periodo al Torino, Bragança ha scoperto anche il valore della rivalità con la Juventus, paragonata a quella vissuta a Lisbona. Il portoghese ha inoltre raccontato di essere stato informato sul legame storico tra Torino e Benfica, legato alla tragedia di Superga.

IL LEGAME CON IL BENFICA – «Il legame tra Torino e Benfica mi è stato raccontato quando sono arrivato qui».

IL DERBY CON LA JUVENTUS – «I fisioterapisti mi hanno già mostrato delle immagini del derby e mi hanno detto che la rivalità è molto forte, simile a quella che c’è a Lisbona. Ed è sempre bello che ci sia questa rivalità, è sempre qualcosa di positivo, purché non si superi il limite».

Infine, da portoghese, non poteva mancare il riferimento a Cristiano Ronaldo, idolo calcistico di Bragança nonostante il passato juventino.

L’IDOLO CRISTIANO RONALDO – «Lo so che ha giocato nella Juventus, ma è il mio idolo da sempre, è stato anche per lui che ho iniziato a giocare a calcio».

Per il Torino, il recupero pieno di Bragança può diventare una risorsa preziosa nel percorso di crescita della squadra di Abate.

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