Mourinho racconta il suo legame con la Roma, il rapporto con i Friedkin e le emozioni che accompagneranno il ritorno allo stadio Olimpico da allenatore del Real Madrid
José Mourinho torna a parlare della Roma e lo fa con dichiarazioni destinate a far discutere. L’ex allenatore giallorosso, oggi alla guida del Real Madrid, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, affrontando diversi temi legati alla sua esperienza nella Capitale. Dall’esonero al rapporto con i Friedkin, passando per l’amore dei tifosi e l’imminente ritorno allo Stadio Olimpico in Champions League.
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L’ADDIO ALLA ROMA – «Certo. Non esiste una mia parola contro la Roma. Non esiste una mia parola contro la proprietà. Non esiste. Ho fatto un commento negativo per il quale mi sono scusato con Tiago Pinto.»
IL LEGAME CON I TIFOSI – «Sono stati speciali loro con me. Loro hanno capito che per me esistevano soltanto la Roma e i romanisti. Ho lottato per loro, ho dato tutto.»
LA FINALE DI BUDAPEST – «La finale di Budapest è il punto massimo di questa connessione. Finisce la finale, andiamo in vacanza e, quando torno, torno già morto.»
IL RAPPORTO CON I FRIEDKIN – «Se adesso, tornando a Roma, dovessi incontrarli in corridoio prima o dopo la partita, li saluterei senza alcun problema. Senza farlo, ti ho detto che, nella mia storia con la Roma, sono stato esonerato il giorno della finale. Il giorno della finale di Budapest è stato il giorno in cui sono stato esonerato.»
IL RITORNO ALL’OLIMPICO – «Mi devo preparare, sì. Per me tornare a Roma significa arrivare allo stadio, anche se partiremo da un albergo e non dal centro di allenamento. Non posso mentire e dire che sia come entrare in un altro stadio. Non è la stessa cosa.»
TOTTI E BRUNO CONTI – «Francesco non si tocca. Non mi sento per niente vicino a lui, né mi sento il secondo nel cuore della gente. La Roma ha una storia bellissima, anche se con pochi momenti di gloria. Ha avuto giocatori assolutamente storici. Me ne viene subito in mente uno: Bruno Conti, perché lo amo.»
Parole che testimoniano quanto l’esperienza romanista sia rimasta importante per lo Special One. Il ritorno nella Capitale rappresenterà un appuntamento particolare, nel quale Mourinho dovrà mettere da parte le emozioni per concentrarsi sulla sfida europea.