2014
Roma, squalifica Destro: strategia ricorso. Gli esperti: «L’arbitro non conta più»
Anche i guru del diritto sportivo hanno criticato il provvedimento del Giudice Sportivo.
ROMA DESTRO – Cresce l’attesa in vista di giovedì 17 aprile, giorno in cui la Corte Federale discuterà il ricorso della Roma contro le tre giornate di squalifica a Mattia Destro. Oggi i legali della società giallorossa acquisiranno gli atti: l’avvocato Antonio Conte ed il direttore generale Mauro Baldissoni prendono tempo, visto che comunque l’attaccante della Roma dovrà scontare un turno di squalifica per somma di ammonizioni.
LA STRATEGIA – Stando a quanto riportato dal “Corriere dello Sport”, la Roma intende far leva sull’ultimo precedente, cioè la squalifica di tre giornate a Frey (Chievo Verona), cancellata poi perché il ricorso alla prova tv era inammissibile. Trattasi di un caso molto simile, ma potrebbe essere anche presa in considerazione la seconda mail dell’arbitro Massa, che contraddice la prima versione e inchioda Destro. Non è ancora stata definita la strategia difensiva, che potrebbe puntare anche sul fatto che l’arbitro ha visto o sulla non violenza della manata ad Astori. La Roma proverà, inoltre, a capire perché il Procuratore federale Palazzi ha ritenuto di dover girare gli atti al Giudice Sportivo.
I PARERI – L’avvocato Mattia Grassani ha detto la sua in merito alla vicenda: «L’arbitro Massa era vicino all’azione e ha assunto i provvedimenti che ha ritenuto opportuno adottare. Questo testimonia come l’intervento del Giudice Sportivo si sia sovrapposto alla sacralità dell’arbitro, che, salvo i limitatissimi casi dove è prevista la prova televisiva, è l’unico giudice in campo e non può essere surrogato da alcun tipo di provvedimento. Il giudice Tosel spiega che esiste una parte di quell’azione che non è stata colta dal direttore di gara. Potremmo dividere ogni azione all’infinito e così si aprirebbero sempre più le porte alla prova tv per ogni frame non visto». Si è espresso anche l’avvocato Leandro Cantamessa: «L’operato del giudice in campo non è sindacabile: su questo si basa tutto il diritto del calcio. Non è consentita la valutazione di terzi a posteriori». Infine, l’avvocato Adriano Raffaelli: «Questa interpretazione della prova tv è una follia. Viene usata perché l’arbitro ha visto male? La norma addirittura era nata in maniera diversa. Per colpire le azioni vigliacche. Così si viola una norma di legalità».