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AIC prende posizione dopo l’eliminazione della Nazionale: «Servono più italiani in campo!». Ma ad oggi è impossibile per questi motivi

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Calcagno

AIC ha preso posizione dopo l’eliminazione dell’Italia dai playoff Mondiali ai rigori per mano della Bosnia. Ecco il comunicato ufficiale

All’indomani del doloroso e inaspettato ko dell’Italia in Bosnia, che ha estromesso gli Azzurri dai prossimi Mondiali, il dibattito sulle cause del fallimento si accende. Al centro della discussione c’è il minutaggio dei talenti nostrani nel campionato maggiore. A prendere posizione in modo netto è l’Assocalciatori (AIC), guidata dal presidente Umberto Calcagno, che lancia un appello per una riforma strutturale del nostro calcio.

La necessità di una riflessione di sistema

Il numero uno dell’AIC fotografa l’amarezza del momento, richiamando alle proprie responsabilità l’intero panorama istituzionale e sportivo: La delusione, in questo momento è enorme ed è difficile da sintetizzare in poche parole. Tuttavia, l’analisi deve andare oltre il risultato del campo: Al di là dell’amarezza, è però necessario che l’intero sistema avvii una riflessione seria, non più rinviabile. Una riflessione che deve coinvolgere tutti, non solo la Federazione, ma l’intera filiera: le Leghe, tutte le componenti del sistema e anche la classe politica”.

Il nodo del Decreto Crescita e l’impiego degli italiani

Il problema centrale, secondo il sindacato, è lo scarso spazio riservato ai giocatori convocabili nei nostri club. In questo contesto abbiamo più volte segnalato criticità e distorsioni sul mancato utilizzo degli italiani, ricorda Calcagno, puntando il dito contro le passate normative, a partire dal Decreto Crescita, che ha per tanti anni garantito un regime fiscale agevolato per i giocatori provenienti dai campionati esteri, rimanendo spesso inascoltati. Oggi, tuttavia, emerge con chiarezza l’impossibilità, viste le normative lavoristiche statali ed europee, di adottare provvedimenti da parte della Federazione per favorire l’utilizzo dei calciatori italiani in Serie A”.

I diritti televisivi come incentivo e il sostegno a Gattuso

Per invertire la rotta, l’associazione ha avanzato una proposta concreta al Governo: Abbiamo proposto al ministro Abodi la possibilità di destinare una quota importante dei diritti televisivi al minutaggio degli italiani in Serie A, oggi sceso sotto il 30%, provvedimento che speriamo possa essere condiviso da tutti e adottato tempestivamente. Non dobbiamo creare contrapposizioni”. L’obiettivo è bilanciare le esigenze: “tra la competitività internazionale dei nostri club più importanti e l’utilizzo dei calciatori selezionabili, trovando soluzioni che possano valorizzare questi due aspetti fondamentali del nostro sistema”.

Infine, non manca il sostegno alla squadra e una stoccata alla direzione di gara: “Sul piano sportivo, è doveroso riconoscere il grande impegno dei nostri calciatori nella gara di ieri e il merito a mister Gattuso di aver saputo creare un gruppo del quale andiamo fieri. Sulle pesanti polemiche arbitrali a Zenica, la chiosa è netta: Alcune decisioni arbitrali molto discutibili hanno certamente inciso sull’andamento della gara e, purtroppo, non è la prima volta che questi episodi irrispettosi condizionano le partite della Nazionale. Affronteremo con serietà le conseguenze di questa sconfitta, cercando di individuare insieme alle altre componenti federali e al Governo soluzioni concrete e condivise per il rilancio del calcio italiano”.

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