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Bazzani: «L’Inter ha ancora chance di passare il turno il Champions League. Scudetto? Tutto aperto ma in futuro il Milan dovrà colmare questo gap» – ESCLUSIVA e VIDEO

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Bazzani, ex calciatore e noto opinionista, ha analizzato in esclusiva a Calcionews24 la situazione delle italiane tra Serie A e Champions League

Fabio Bazzani ha parlato in esclusiva a Calcionews24. Le sue dichiarazioni tra Champions League, Serie A e non solo:

Partiamo da un’analisi delle gare in Champions League delle italiane incappate in tre sconfitte pesanti. Quante chance pensi abbiano Inter, Juve e Atalanta di passare il turno?

«Sono tre partite che hanno palesato delle difficoltà di gestione. Sono gare che per certi versi non dico si assomiglino ma i secondi tempi sono stati abbastanza decisivi in negativo perchè la Juve poi è deragliata nel secondo tempo dopo l’espulsione, non è riuscita a gestire l’inferiorità numerica. Forse poteva provare, nell’inferiorità numerica, a tamponare un pò la situazione e non a comprometterla, non dico definitivamente, ma comunque sia in gran parte con tutti quei gol subiti. Allo stesso modo l’Inter. I nerazzurri secondo me nel primo tempo non avevano fatto male, avevano anche avuto la palla per andare in vantaggio ad inizio secondo tempo col palo di Lautaro e poi ha subito quella che comunque è una partita un pò anomala e atipica perchè su quel campo lì, è inutile girarci intorno, devi non solo adeguarti ma devi cercare di limitare i danni perchè loro sono più abituati e hanno un’altra marcia e un’altra convinzione oltre ad essere una discreta squadra anche a livello tecnico. Però è chiaro che il campo lo conoscono a memoria, hanno dei vantaggi e l’Inter nel secondo tempo ha sofferto abbastanza. Non dico che la qualificazione sia compromessa perchè in casa dell’Inter sicuramente le dinamiche saranno diverse, il campo è diverso, però è chiaro che si sono messi nella condizione di non poter sbagliare praticamente niente perchè anche se sei più forte non è facile ribaltare due gol di vantaggio per andare al supplementare e poi doverne fare un altro. L’Inter quindi ha ancora delle possibilità ma si è complicata la vita non poco, la Juve deve fare un’impresa. Per quanto riguarda l’Atalanta, ha sofferto molto la maggiore forza del Borussia in casa, non è riuscita a opporsi ad una squadra che è abituata a questo tipo di partite. Diciamo che è ancora aperta ma vedo una situazione molto simile a quella della Juve, serve una mezza impresa. In definitiva diciamo che non sono state tre belle partite, delle tre la squadra che ha più chance è l’Inter».

In casa Inter si è fermato Lautaro Martinez. Quanto può spostare l’assenza dell’argentino in ottica qualificazione e in ottica corsa scudetto nonostante i 7 punti di vantaggio sul Milan?

«Sicuramente è un’assenza che peserà non solo dal punto di vista tecnico ma anche di leadership perchè Lautaro è un trascinatore ed è il capitano. Però se c’è una cosa che l’Inter ha migliorato rispetto allo scorso anno sono le alternative in attacco. L’Inter per me ha 7 punti di vantaggio sul Milan per un semplice motivo: Bonny e soprattutto Pio Esposito stanno dando molte più garanzie di quelle date lo scorso anno da Correa, Taremi e Arnautovic. Motivo per cui credo che i nerazzurri possano sopperire all’assenza di Lautaro per quanto riguarda il campionato perchè comunque 7 punti non sono un margine definitivo per dire di aver vinto lo scudetto ma sicuramente sono un margine molto rassicurante anche perchè poi abbiamo visto che le altre, Milan in primis, non è che possono vincere tutte le partite. Per quanto riguarda la Champions, nella partita di ritorno è un’assenza che peserà però l’Inter, con un Thuram che magari può tornare ai suoi livelli e un Pio Esposito che è in grandissima fiducia fisica e mentale Bonny come alternativa ha secondo me le armi per ribaltare la partita. Quindi l’Inter può gestire la sua assenza su entrambi i fronti».

Passando al Milan di Allegri: credi che questo distacco di 7 punti dall’Inter possa portare ad un calo di motivazioni in casa rossonera e più in generale come pensi che i rossoneri debbano muoversi sul mercato estivo per colmare il gap con i nerazzurri?

«Parto dalla seconda domanda. Il gap principale tra le due squadre al momento lo vedo in attacco perchè l’Inter come abbiamo detto può partire da alcune certezze come Lautaro e Thuram e gente da dietro pronta ad inserirsi. Basta vedere i numeri. Il Milan oggi non ce l’ha quelle certezze. Per un motivo o per un altro gli è mancato il centravanti di riferimento. Leao, che comunque sta facendo bene, è stato trasformato in centravanti. Quindi il Milan non parte con la certezza di avere il centravanti che realizza sempre. I gol infatti se li sono suddivisi: è partito Pulisic all’inizio, poi ha avuto problemi fisici così come Leao. Gimenez è stato operato, poi è arrivato Fullkrug ma è chiaro che non può impattare subito. Quindi è lì che deve intervenire. Per il resto il Milan sta facendo delle ottime cose. E’ partito con l’obiettivo di riconquistare la Champions e lo sta facendo in pieno. E’ secondo in classifica. Il distacco è di 7 punti ma va dato merito all’Inter che ha avuto un ruolino di marcia incredibile, come quello di Inzaghi nell’anno della seconda stella. Il Milan con l’attuale rendimento nel campionato dello scorso anno sarebbe a 2-3 punti dal primo posto e quindi una squadra arrivata ottava Allegri l’ha trasformata nella mentalità. Ha poco da rimproverarsi quindi non c’è il rischio che il Milan perda morale e vada in sfiducia perchè l’Inter è 7 punti avanti. Il Milan il suo lo sta facendo. Non era costruito per vincere lo scudetto da favorito. E’ lì e con questa mentalità riuscirà a raggiunque il proprio obiettivo. Chi poteva stare dietro l’Inter come rosa era il Napoli che però ha avuto mille infortuni e non ce l’ha fatta. Ma il Milan deve essere contento di quanto fatto come adesso perchè come organico non partiva alla pari dell’Inter».

Per quanto riguarda la corsa Champions, al momento il duello per l’ultimo posto, col Como un pò staccato, sembra essere appannaggio di una tra Roma e Juve. Chi vedi favorita tra le due e più in generale dove pensi che la Juve debba intervenire sul mercato per colmare il gap con le rivali?

«La Juve deve alzare un pò in generale lo spessore dei giocatori, acquistando calciatori che sappiano sopportare le pressioni che ci sono in una squadra come quella bianconera. La Juve oggi è una buona squadra con valori tecnici buoni che Spalletti è riuscito a tirar fuori. Ovviamente in questo momento c’è qualche problema nei gol subiti perchè la squadra si è un pò disunita perchè Spalletti ha provato a portare una proposta di calcio un pò più costruttiva, un pò più coraggiosa, però poi io credo che vada puntellata con giocatori di qualità un pochino superiori, abituati a giocare per gli obiettivi che ha in mente Spalletti. Quindi sicuramente l’attacco quest’anno è stato un peso per la Juve, tutto il potenziale offensivo su cui si è investito non ha ripagato. Un pò adesso David sta dando dei segnali. Anche dietro secondo me un pezzo di un certo tipo ci vuole. Va un attimino rialzato il livello di personalità di alcuni calciatori e io credo che bisognerebbe farlo ripartendo da Spalletti che ha avuto un ottimo impatto ma che, come detto, ha bisogno di gente abituata a lottare per un certo tipo di obiettivi e con la maglia della Juventus. Per quanto riguarda la corsa Champions, io la vedo molto aperta fino alla fine. E’ chiaro che bisognerà capire cosa farà la Juve in Champions League perchè se dovesse uscire il preparare una partita a settimana qualche vantaggio potrebbe darglielo. Il Napoli questo lo fa già ma ha avuto un infortunio dietro l’altro. Adesso ha avuto quello di Rrhamani. La Roma è una squadra che con Gasperini e grazie a Malen ha colmato la lacuna che aveva da inizio campionato. Gasperini peraltro ha avuto un impatto straordinario. Io credo che sarà una lotta veramente fino all’ultima partita e attenzione al Como che anche se è un pò staccato è lì e guarda interessato. Non va escluso perchè anche se magari avendo anche la semifinale di Coppa Italia non è una squadra abituata a certi livelli ma se becca la giornata giusta può fare risultato con tutti».

L’ultima sfida tra Fabregas e Allegri, a prescindere dalle tensioni che ci sono state tra i due, ha riaperto la diatriba tra risultatisti e giochisti. Tu da che parte ti schieri?

«Io non mi schiero. Credo che alla fine tutti vogliano il risultato. Semplicemente ci sono allenatori che credono in un certo tipo di filosofia e altri che credono in un’altra. Ci sono allenatori molto più pratici e concreti rispetto ad altri che vogliono perseguire il risultato attraverso un proprio stile di gioco che credono sia la strada migliore per ottenere il risultato, non perchè vogliono sentirsi dire bravi, avete fatto bene anche se non hai fatto il risultato. Il fine ultimo è lo stesso per tutti. Non ho mai visto un giochista andar via col sorriso dopo aver perso una partita! Idem un risultista, se vogliamo dare queste etichette. Fabregas e Allegri hanno sicuramente delle visioni differenti e quando sono differenti è chiaro che possano esserci delle diversità di vedute».

Passando alla Lazio: su quali tasti pensi debba battere Sarri da qui alla fine per motivare una squadra che probabilmente ha come obiettivo “solo” quello della Coppa Italia?

«Credo che Sarri debba battere sul tasto su cui ha battuto fino adesso, cioè quello di far stare unito lo spogliatoio nelle difficoltà cercando di andare oltre le vicissitudini e questo clima che si è creato tra tifoseria laziale e Lotito che fa giocare la squadra in un Olimpico vuoto. Questo credo sia stato il punto di forza tra Sarri e la squadra, cioè quello di cercare di compattarsi in un’annata molto difficile. Sono riusciti ad andare a vincere ai rigori a Bologna e garantirsi una semifinale di Coppa Italia che sicuramente è una nota di prestigio. Avranno la semifinale contro l’Atalanta, possono provare a giocarsela e credo che tutte le energie saranno convogliate lì perchè è chiaro che in campionato la scalata all’Europa è diventata ormai quasi impossibile ma Sarri stesso ci sta continuando a dire che non può essere l’obiettivo vedendo come è stata strutturata la Lazio quest’anno. Però poi alla fine in un’annata che è tuttora molto difficoltosa potresti avere la chance di giocarti una finale a Roma. Chiaro che l’Atalanta è un avversario scomodo però penso che la Lazio darà tutto e anche di più per regalarsi un raggio di sole all’interno di una stagione complicatissima».

Oltre a Fabregas tra gli allenatori giovani si sta imponendo anche Pisacane a Cagliari…

Pisacane sicuramente sta facendo molto bene, è una scommessa vinta dal presidente Giulini perchè poi dopo ha costruito una squadra giovane con un allenatore giovane che aveva studiato bene e conosciuto in Primavera. Gli ha dato le chiavi. E c’è stata anche la bravura di costruire uno staff di gente esperta, penso a Giacomo Murelli, vice storico di Pioli, come secondo allenatore e Luca Bucci preparatore dei portieri. Pisacane all’interno di questo contesto ha messo in campo le sue idee, ha credibilità nei confronti della squadra e quindi è stato molto bravo come impatto in questo primo anno di Serie A. Un altro allenatore giovane che cito è Fabio Grosso che sta facendo un ottimo lavoro con una neopromossa in Serie A».

Chiudiamo con la Sampdoria: dopo il mercato di gennaio la situazione sembra decisamente migliorata…

«La Sampdoria sembrerebbe sulla via della guarigione. Il mercato di gennaio pare aver portato quel contributo necessario, Brunori su tutti, per permettergli di mettere la testa fuori dall’acqua e di respirare un pò. La Sampdoria è sempre stata sott’acqua in questo periodo. Sembrerebbe che le ultime due vittorie abbiano aiutato. E’ presto per dirlo perchè la Serie B resta una brutta bestia però mi sembra incanalata nella maniera giusta. Sta facendo tornare Marassi un fattore: un pubblico del genere chiaro che lo devi sfruttare. Non credo che possa rivedere la zona playoff ma mettersi comunque in una zona tranquilla che la tenga lontano dalle sabbie mobili della zona playout o retrocessione».

SI RINGRAZIA FABIO BAZZANI PER LA DISPONIBILITA’ CONCESSA IN QUESTA INTERVISTA

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