Hanno Detto
Bove Watford, il tecnico è sicuro: «Sta bene, sta facendo progressi ma gli manca il ritmo partita. E’ già un giocatore importante per noi»
Bove Watford, il tecnico svela: «Sta bene, sta facendo progressi ma gli manca il ritmo partita. E’ un giocatore importante»
Edoardo Bove è perfettamente consapevole che il suo ritorno ai massimi livelli richiede tempo e pazienza. Nessun ridimensionamento per il 23enne azzurro: a Watford continuano a considerarlo un talento destinato a esplodere, ma ricordano anche che il percorso verso la piena rinascita è una maratona, non uno scatto.
Lo ha ribadito anche Ed Still, tecnico subentrato da due partite e incaricato di una missione chiave per la famiglia Pozzo: riportare Bove al livello che tutti si aspettano. Un processo graduale, fatto di tappe e consolidamento, che il club inglese vuole accompagnare senza pressioni e con una visione a lungo termine. Le sue parole alla Gazzetta dello Sport:
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PAROLE – «Bove sta bene, sta facendo progressi ma gli manca il ritmo partita. È normale quando non giochi da così tanto tempo. Ma è già un giocatore molto importante nella squadra. Si tratta di trovargli la posizione giusta in campo e di trovare il momento giusto per farlo giocare. Non vogliamo che si bruci troppo in fretta».
SFIDA DERBY COUNTY – «Siamo stati penalizzati dall’aver dovuto fare una sostituzione nel primo tempo per infortunio, altrimenti avremmo avuto un cambio extra nel secondo tempo. Edoardo sarà sicuramente coinvolto, molto presto. Sono sicuro diventerà sempre più importante per noi col progredire della stagione»
RUOLO BOVE – «Lo useremo come centrocampista d’attacco. L’ho studiato: alla Fiorentina partiva più da sinistra, alla Roma giocava più centralmente. Sappiamo cosa può dare alla nostra squadra, soprattutto nel connettere il nostro centrocampo ai nostri giocatori d’attacco: è il modo in cui lo useremo»
CONDIZIONI – «Non può ancora giocare 90’ ovviamente, pensiamo più a 45’ o 60’ per ora. Ma non vogliamo bruciarlo, non vogliamo fare niente di stupido con lui. Vogliamo prendere le decisioni migliori per la squadra, ma anche dare ai giocatori la chance migliore di giocare al loro livello più alto».