Piquè intervista Buffon: «Futuro? Ho paura. Ecco cosa farò»

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© foto www.imagephotoagency.it

Bella intervista di Piquè a Gigi Buffon. Il difensore ha intervistato il portiere della Juve che ha risposto a delle domande sul futuro e sul passato

Gigi Buffon risponde a cuore aperto a Gerard Piquè. Il difensore del Barcellona si è improvvisato giornalista parlando con Gigi Buffon su The Players’ Tribune. Il portiere della Juventus parlerà domani in conferenza stampa (Leggi anche: Buffon Conferenza stampa addio) ma ha anticipato qualcosa: «Se ti dicessi che non ho paura ti direi una bugia ma dentro di me c’è grande serenità e tranquillità. Quando cominci ad avere un’età come la mia è giusto valutare mese dopo mese e settimana dopo settimana. Devi sentirti in grado di batterti ogni giorno e di stare bene fisicamente. Io voglio essere Buffon sempre, fino all’ultimo giorno. Non voglio fare brutte figure e appena vedo che non sarò più Buffon, sarà meglio prendere e uscire. Con il presidente ci incontreremo e nei prossimi mesi prenderemo una decisione (evidentemente l’intervista è stata rilasciata tempo fa, ndr)».

Gigi Buffon ha parlato del futuro: «Sicuramente non mi annoierò. Voglio studiare e fare dei corsi formativi per imparare bene il ruolo di dirigente, voglio stimolare il cervello. Sarà difficile organizzare la mia vita 24 ore su 24 perché per 23 anni ho avuto delle persone che mi hanno organizzato la vita». Il primo ricordo di Gigi col calcio è il Mondiale del 1982 (aveva 4 anni) mentre il primo ricordo da professionista è col Parma: «Il Parma ha fatto dieci anni nei Novanta in cui è stata una delle migliori d’Europa. Era una squadra di un livello altissimo. Il mio esordio? Il mio allenatore mi avvertì la mattina stessa che avrei giocato col Milan, non avevo paura ma ero felice perché potevo dimostrare di essere un bravo portiere». Gigi ha ricordato la prima volta in Azzurro, il 29 ottobre 1997 in Russia-Italia e ha parlato del record di 5 partecipazioni Mondiali: «Sono orgoglioso per tutto questo. Per restare così tanto ad alti livelli ci vuole tanta fatica, devi saper soffrire tanto: è una bella gratificare che siamo in pochi ad aver partecipato a 5 Mondiali. Rimarrà il rimpianto per il sesto ma è stato tutto speciale».

Buffon ha parlato dei problemi dell’Italia: «Non posso credere che abbiamo smesso di produrre talenti. Da 10 anni a questa parte siamo una buona squadra, non siamo scarsi ma mancano i talenti di prima. La cosa in cui siamo migliorati è il grande orgoglio e il grande senso di appartenenza che abbiamo». I ricordi si spostano sulla Juve in Serie B: «Quando ho scelto di andare in B con la Juve sono stato veramente felice di farlo. Ci sono dei giocatori e degli uomini che hanno la possibilità, con le loro scelte, di dare dei segnali belli e in quel momento serviva un gesto di attaccamento che andasse oltre i soldi. Dopo il ritorno in A sono arrivati due tre anni in cui avevamo un po’ perso il nostro spirito e mi chiedevo sotto voce: ‘ma perché ho fatto quella voce’ rimanendo fuori dalla Champions. La scelta però è stata ripagata quando abbiamo vinto lo Scudetto».