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Cesena, Viali: «Bisognerebbe valorizzare la C. E ci mancano i tifosi» – ESCLUSIVA

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William Viali, tecnico del Cesena, è intervenuto ai nostri microfoni per raccontare la nuova stagione della compagine bianconera

«La soluzione è valorizzare il campionato, la C viene considerata professionistica negli oneri ma non negli onori». Il tecnico del Cesena William Viali sa bene cosa serve ad una categoria come la serie C per poter essere rivitalizzata. Non solo, servirebbe anche tornare in campo col pubblico, importantissimo per avere una spinta in più. Tanti temi toccati, ma soprattutto tante curiosità raccontate ai nostri microfoni.

Parte una nuova stagione: che “calcio” si aspetta?

«Prima di tutto ci auguriamo che possiamo tornare ad un calcio normale, vuol dire con la gente. Si è sempre detto questa cosa, ma non si è mai capito come in questo periodo: il calore è determinante. Presumo che all’inizio ci possa essere qualche problemino per via dell’estate particolare e per il mercato che durerà 35 giorni. Per resto sono convinto che si tornerà a giocare a calcio come sempre».

Sappiamo che è un tema difficile e complesso, ma la domanda è necessaria visto il momento: cosa si può cambiare in serie C?

«Secondo me non è semplicissimo, è questione di valorizzare la categoria. La serie C balla tra il professionismo e il dilettantismo. Viene considerata professionistica negli oneri ma non negli onori, non viene valorizzata. Le problematiche in C sono diverse, la soluzione sarebbe valorizzare il campionato e le società».

Che stagione sarà quella del Cesena?

«I programmi sono chiari, cercheremo la valorizzazione dei giovani per rispettare la regola degli Under. Questo non vuol dire non essere protagonisti, abbiamo gettato delle basi importanti come il riacquisto di Caturano. Abbiamo la responsabilità di giocare per una storia e per una maglia che non può vivere di alibi e scuse, dobbiamo prenderci le responsabilità, dobbiamo essere una squadra che si prende la responsabilità di indossare la maglia, indipendentemente dal resto. Dobbiamo fare il massimo».

Come si preparerà il suo Cesena in questo particolare momento?

«Siamo in ritiro in un posto bellissimo, sul piano del lavoro possiamo lavorare bene. È chiaro che il lavoro è condizionato dal mercato. Dobbiamo ripetere il lavoro che stiamo facendo ora quando arriveranno i nuovi».

Parliamo anche della persona: com’è mister Viali fuori e dentro il campo?

«Onestamente credo di scindere le due cose, ma non puoi recitare una parte: in campo devi portare te stesso. Affronto il mondo a braccia aperte, mi piace il confronto, non ho fantasmi e affronto tutto con grande serenità. Poi sul campo si ha un’idea di gioco, mi piace semplificare il tutto ai giocatori ed esaltare le caratteristiche che devono essere valorizzate: nella vita sono molto diverso, per atteggiamento mi piace proprio staccare. Ho molti hobby, tra cui la mia Harley con cui faccio bei viaggi in moto, per staccare. Ma sul lavoro sono rigidissimo».

Cosa l’ha colpita di più nella piazza di Cesena?

«È chiaro che avevo un ricordo fantastico, ho fatto il mio esordio in B sognando la A. Cesena è stata una tappa fondamentale della ia carriera, avevo un ricordo fantastico del Manuzzi, in qualsiasi categoria ci sono poche piazze con un ambiente simile. Ho ritrovato il tutto da allenatore, col Vicenza c’erano 12mila persone. Questo però non deve pesare, ci deve spingere. A volte il peso limita, ma Cesena deve diventare la nostra benzina».

Qual è aneddoto che vuole raccontarci o qual è il compagno a cui è più legato?

«Ho giocato sette anni con Piangerelli, abbiamo giocato anche in nazionale militare ed eravamo compagni di squadra. È stato il giocatore che ho frequentato di più, ma c’è anche Zauli, allena anche lui e spesso ci confrontiamo. Sono quelli con cui ho condiviso più cose e con cui sto condividendo più cose».

Una parola per descrivere il suo Cesena nella prossima stagione.

«Cazzuto».

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