Inter Como, Cesc Fabregas presenta il big match dell’undicesima giornata di Serie A 2026/2027. Il tecnico lariano analizza la forza dei nerazzurri, le ambizioni della sua squadra e i precedenti contro l’Inter
Il Como si prepara a uno degli appuntamenti più impegnativi del proprio calendario. La formazione lariana sarà ospite dell’Inter di Cristian Chivu allo stadio Giuseppe Meazza di San Siro, nella sfida valida per l’undicesima giornata del campionato di Serie A 2026/2027.
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Una partita che rappresenta un banco di prova importante per la squadra di Cesc Fabregas, intenzionata a confermare i progressi mostrati in questo avvio di stagione. I lariani arrivano all’appuntamento con entusiasmo, ma anche con la consapevolezza di dover affrontare una delle formazioni più attrezzate del calcio italiano.
Alla vigilia del confronto, Fabregas è intervenuto in conferenza stampa per analizzare le difficoltà della partita, soffermandosi anche sulle condizioni degli infortunati e sulla crescita dei giovani talenti del Como.
Il tecnico spagnolo ha riconosciuto il valore dell’Inter, senza però nascondere la volontà di provare a sorprendere i nerazzurri attraverso il gioco e l’identità costruita dalla sua squadra. Di seguito tutte le sue dichiarazioni.
LA SFIDA CON L’INTER E L’ESAME DI MATURITÀ DOPO LA CHAMPIONS – «Per noi sembra che ogni settimana sia esame di maturità in base a quello che mi chiedete. Tutte le settimane lo è, va bene, sapevamo che questa stagione sarebbe stata molto speciale per noi. Tanti stimoli, ma sappiamo la nostra strada. Una partita importante, si arriva da una buona dinamica ma è un test solo per vedere dove possiamo arrivare. Inter la più forte in Italia: vedremo il nostro livello dopo».
I PRECEDENTI CONTRO L’INTER E LE DIFFICOLTÀ DEL COMO – «Tre volte ci siamo andati vicino. Ma quando loro alzano il livello e l’asticella sono troppo forti. Noi dobbiamo giocare il nostro calcio, fare le nostre cose, come abbiamo fatto finora. Senza nervosismo o pressione. Dopo la partita vedremo dove siamo».
LE CONVOCAZIONI IN NAZIONALE DI LIBERALI, CASSANO E RAMON – «Sono molto felice per Liberali. La notizia di Cassano è sorprendente, ma ti fa capire che Mancini voglia andare avanti con i giovani. Poi non vanno massacrati se non vanno: le nuove generazioni sono aiutate molto da tutti gli allenatori. Noi dobbiamo essere loro molto vicino, anche al messaggio di Mancini. Noi crediamo tantissimo ai giovani qua, questo è fondamentale per il calcio. Un passo importante. Anche Ramon per la prima volta in Nazionale spagnola: un orgoglio, anche per portare al mio Paese qualcosa in più».
LE CONDIZIONI DI CHALOBAH E DIAO IN VISTA DELL’INTER – «Abbiamo provato fino ad oggi. Forzandolo potrebbe giocare 5-6 minuti ma non mi prendo il rischio. Ci sono due settimane per prepararlo per Cagliari. Mancano 38-40 partite se facciamo bene fino a fine stagione. Diao? Nemmeno».
LA FORZA DELL’INTER E LA POSSIBILITÀ DI UNA SORPRESA A SAN SIRO – «Io dai migliori non smetto mai di parlare. La vittoria dell’altro giorno non c’entra niente: non evidenzia la differenza tra due squadre molto vicine. Succede una volta, con fortuna, nella nostra vita. Dobbiamo essere sereni. L’Inter è campione d’Italia, di Coppa Italia, ha fatto due finali di Champions… c’è tanta strada da fare, ma domani chissà se faremo una sorpresa magari con una partita perfetta».