Conferenza stampa Spalletti: il tecnico bianconero ha presentato davanti ai giornalisti la sfida di Serie A tra Juventus e Napoli
La Juventus prosegue nel proprio percorso in Serie A ospitando domani il Napoli all’Allianz Stadium. I bianconeri vogliono ripartire subito dopo il ko di Genova per lasciarsi alle spalle la delusione.
Nella giornata di vigilia, sabato 31 ottore, Luciano Spalletti, tecnico alla guida della Juventus, ha incontrato i giornalisti alle ore 17 per presentare il match. Calcionews24 ha seguito in diretta le dichiarazioni.
Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno
DOMANI COMPLEANNO JUVE: COSA LE AUGURA – «Le auguro di vedere realizzati pensieri e speranze dei tifosi. Di vedere una squadra che ha più voglia degli altri: questa è una delle cose più importanti. Di vedere una squadra che vuole vincere le partite».
CAMBIAMENTI IN CAMPO – «Affronteremo una partita difficilissima. Ogni pezzo di campo sarà fondamentale, non ci sarà tempo per individuare in quale spazio si può decidere la partita. Bisogna avere un equilibrio dinamico in campo, poi non so se c’è qualche riferimento a qualche giocatore…».
PAROLE ALLEGRI – «Prima di tutto mi farebbe piacerebbe avere Max nella panchina vicina e dopo la partita lo abbraccerò: grande amico e grande allenatore. Siamo in presa d’atto di quello che deve essere l’atteggiamento deciso e risoluto per fare qualcosa di diverseo dall’ultima partita soprattutto dall’inizio. Serve qualcosa di infrangibile. I muscoli possono calare ma la testa no, Perche è da lì che si creano i presupposti per ribaltare le cose di sport e di vita».
COSA RESTA DI QUESTO ANNO ALLA JUVE – «Resta tutto il percorso che abbiamo fatto. Che oggi non ci vede soddisfatti. Ci sono successe delle cose che ci hanno creato delle difficoltà. Vogliamo rimettere sulla carreggiata la Juventus perchè viviamo per quello, lavoriamo per quello, pensiamo soprattutto a quello. Riconquistare il rispetto che molti ci hanno tolto. Voglio che succeda questo».
QUALCUNO COME DE ROSSI TRA I GIOCATORI – «Locatelli. E’ un esecutore infallibile di quello che sono la ricerca e la voglia di un allenatore di ciò che vuole trasferire alla squadra. Anche McKennie lo è, ce ne sono diversi in questa squadra».
SITUAZIONE SIMILE AD OGGI MAI CAPITATA? – «Ci sono già passato da diverse parti, da tutte le parti. Perchè ho avuto la fortuna di allenare squadre che hanno lottato per il primato, altre per toglierle dalle difficoltà della classifica o dei risultati. Quando non fai risultato con la Juve la risonanza diventa più battente… Una situazione che ho rivissuto e che penso non sarà neanche l’ultima».
IL ‘RITIRO UNA PRIGIONE MENTALE’: COSA LE HA FATTO CAMBIARE IDEA E COSA SI ASPETTA? – «Quando le cose vanno bene il ritiro appesantisce. Quando non vanno bene può essere strumento utile per stare più insieme. A me succede così: quando ho momenti in cui sono poco felice di quello che sto passando mi viene più voglia di stare a casa con i miei, di stare vicino ai miei cani. Di stare con la famiglia o gli amici. In questo momento qui ha lo stesso senso: questi giocatori stanno bene insieme e condividono il tempo e amano farlo qui. E penso che ci possa essere lo stesso coinvolgimento emotivo che ti va a ritrovare quell’autorità che ti ridetermina il rispetto delle persone. Devi farlo in silenzio, profondamente attraverso una preghiera con te stesso o con chi ti ama per riuscire poi a reagire così che fai riparlare di te. Carnevali è stato perfetto, ha toccato i tasti giusti, ha perso l’attenzione di tutte le componenti della società. E’ stato chiarissimo».
PAROLE POST GENOA – «”Devo fare qualcosa di differente” era una confidenza. Se le cose non vanno bene vuol dire che bisogna cambiarle in un certo senso, magari facendo lo stesso percorso magari di corsa al posto che camminando, o facciamolo in silenzio al posto di canticchiando. La soluzione nel calcio è quasi sempre vicina al problema. Sempre giusto ricercare la luce. Quindi le mie parole si riferivano a questo.».
SENTE FIDUCIA SOCIETA’ – «Dal mio punto di vista non è che io abbia bisogno di tante cose, o di essere ovattato o avere frasi o discorsi. Sono abituato a tanti momenti in carriera vissuti e incredibili come difficoltà. Ho bisogno di una reazione di una squadra, non chiedo cose impossibili ai miei giocatori ma cose che loro hanno nelle loro possibilità. Ho voglia di vincere le partite ma se qualcuno pensa che io arretri di un passettino dal mio lavoro gli conviene cominciare ad aspettarsi qualcosa di diverso, qualsiasi siano i risultati».