Calcio italiano
Dopo la sentenza Ue, Agnelli riattiva il ricorso: depositata al TAR del Lazio una nuova richiesta di udienza
Agnelli rilancia sul fronte giudiziario: nuova istanza al TAR del Lazio dopo la sentenza della Corte Ue
Il percorso giudiziario di Andrea Agnelli torna ad accendersi dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 16 luglio. Come emerge da documenti ufficiali, il 24 luglio i legali dell’ex presidente della Juventus hanno depositato un’istanza al TAR del Lazio per ottenere la fissazione di una nuova udienza, riattivando così il ricorso ancora pendente contro le decisioni assunte dagli organi della giustizia sportiva della FIGC.
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Il procedimento amministrativo nasce dalle sanzioni inflitte ad Agnelli e all’ex amministratore delegato Maurizio Arrivabene nel filone sportivo del caso plusvalenze. Entrambi avevano contestato le rispettive inibizioni, sostenendo che il sistema italiano non avesse garantito una tutela giurisdizionale piena ed effettiva. Il TAR aveva sospeso il giudizio, rimettendo alla Corte Ue alcune questioni interpretative sulla compatibilità tra diritto comunitario e normativa italiana, che limita i poteri del giudice statale nei confronti delle decisioni della giustizia sportiva.
La pronuncia del 16 luglio ha chiarito un principio fondamentale: le sanzioni disciplinari sportive devono poter essere sottoposte a un controllo giurisdizionale effettivo. Una disciplina nazionale che impedisca al giudice di annullare un provvedimento illegittimo può risultare incompatibile con il diritto dell’Unione, qualora non garantisca al soggetto sanzionato una tutela realmente efficace.
La sentenza non annulla automaticamente le sanzioni, ma rimette la decisione al TAR del Lazio, chiamato ora ad applicare i principi europei al caso concreto. In questo contesto si inserisce la nuova istanza dei legali di Agnelli, finalizzata a riattivare il procedimento e ottenere una data per l’udienza.
L’ex presidente della Juventus punta all’annullamento dell’inibizione, sebbene la sanzione sia stata già scontata. Il giudizio conserva infatti una rilevanza giuridica più ampia: riguarda la legittimità della decisione federale e, soprattutto, i limiti entro cui la giustizia statale può intervenire sulle sanzioni sportive.