Calcio Estero
Esonerato per “eccesso di Intelligenza Artificiale”: il curioso caso di Robert Moreno al Sochi
Sochi, scoppia il caso Moreno: esonero motivato da un presunto “abuso di Intelligenza Artificiale”
La sua avventura sulla panchina dell’FC Sochi, club della prima divisione russa, è terminata lo scorso agosto non soltanto per i deludenti risultati sportivi (la squadra è retrocessa sotto la sua guida), ma per un motivo decisamente più insolito e moderno: un’eccessiva e dannosa dipendenza da ChatGPT. Robert Moreno, 48enne tecnico spagnolo noto per essere stato brevemente C.T. della Spagna nel 2019, è stato esonerato per aver delegato all’intelligenza artificiale decisioni cruciali, spaziando dalla pianificazione degli allenamenti fino alle scelte di calciomercato, ignorando spesso il buon senso umano.
A rivelare i retroscena di questa gestione “futuristica” è stato l’ex direttore sportivo del club, Andrei Orlov, in un’intervista al portale Sports Russia. Orlov ha descritto Moreno come un fervente adepto dell’IA, una fede cieca che lo ha portato a scelte al limite dell’assurdo. L’episodio più eclatante riguarda la pianificazione di una complessa trasferta a Khabarovsk. Moreno affidò a ChatGPT l’intero piano di viaggio e preparazione. Il risultato fu un programma surreale che prevedeva un allenamento alle 7 del mattino, due giorni prima della gara, e costringeva i giocatori a rimanere svegli per un periodo continuo di 28 ore.
«Guardai la presentazione e chiesi: “Robert, è tutto molto bello, ma quando dormono i ragazzi?”», ha raccontato Orlov, sottolineando l’incomprensione e il malessere generato nello spogliatoio.
La fiducia nella tecnologia ha influenzato negativamente anche il mercato. Dovendo scegliere un nuovo centravanti tra tre opzioni, Moreno inserì i dati dei giocatori nel chatbot. L’IA indicò il kazako Artur Shushenachev come la scelta migliore: acquistato dal club, l’attaccante non segnò nemmeno un gol in una decina di partite. Per Orlov, ChatGPT era diventato lo strumento principale di Moreno, soppiantando l’empatia necessaria con staff e giocatori. Questo approccio ha alienato lo spogliatoio, portando alla rottura del rapporto di fiducia e, inevitabilmente, all’esonero.
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