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Fiorentina, Sottil: «Il calcio una ragione di vita. Pronto per questa stagione»

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Riccardo Sottil, giovane esterno viola, è stato intervistato dai canali ufficiali della Fiorentina: le sue parole

CALCIO – «Il calcio per me è ragione di vita. Da piccolo, mio padre giocava a calcio, una vita in Serie A, adesso fa l’allenatore. Quindi sono nato già nella culla col pallone. I primi regali dai miei zii o nonni sono sempre stati palloni. Però quello che dico sempre anche ai miei amici è: ‘Il calcio è DNA, però va sviluppato con il lavoro’. Il talento te lo da madre natura, ma non devono mancare costanza e attitudine al lavoro. È quello che fa la differenza».

FIGLIO D’ARTE – «Può mettere aspettative. Però la pressione non l’ho mai sentita».

LOOK – «Vi svelo l’aneddoto sui capelli. Da piccolo ho avuto sempre i capelli lunghi. Poi fino a prima del lockdown sempre corti. Durante il lockdown mi sono trovato in una situazione intermedia, né lunghi né corti. Allora li ho fatti crescere, non li ho tagliati, ho fatto l’estate e poi tutto l’anno così, e adesso li tengo così».

PASSIONI – «Io sono malato di vestiti. Mi piace. Mi piace vestirmi bene, comprare i pezzi particolari».

ROVESCIATA – «È un gesto che è mio. Faccio più fatica a farla di destro che di sinistro. Il destro è il mio piede forte, ma è così. Tanti mi chiedono il perché, ma a me viene naturale farla di mancino. Non me l’ha insegnata nessuno, fin da piccolo mi è venuta naturale».

GLI ESORDI E IL CAGLIARI – «Ho esordito contro la Sampdoria, con Pioli. Poi contro il Napoli alla prima di campionato con Montella ho giocato la mia prima partita da titolare. Fu una partita bellissima, con una cornice di pubblico meravigliosa. Poi il mister cambiò il modulo e non era proprio consono al massimo con le mie caratteristiche. Siamo passati al 3-5-2 e il ruolo di quinto è completamente diverso. Poi sono passato da Cagliari, ho fatto bene e ho giocato tanto. Di Francesco, come mister Italiano, sono allenatori che prediligono il calcio palla a terra, il gioco, le combinazioni degli esterni. Mister Italiano è un allenatore che ti insegna. Appena è arrivato ci ha detto che per lui il pallone è una ragione di vita, e si vede da come cura i dettagli, da come ti sprona. A Cagliari e con l’Europeo Under 21 sono state grandi esperienze. Ora sono tornato alla Fiorentina e sono pronto per questa stagione».