Roma, Gasperini esulta dopo il Sassuolo: «Vittoria con personalità e qualità». Poi il messaggio sul mercato e la frecciata alle Nazionali
Hanno Detto

Roma, Gasperini esulta dopo il Sassuolo: «Vittoria con personalità e qualità». Poi il messaggio sul mercato e la frecciata alle Nazionali

Roma, Gian Piero Gasperini commenta il successo contro il Sassuolo e analizza il momento dei giallorossi. Dalla soddisfazione per la prestazione alle difficoltà legate al calendario

La Roma conquista tre punti importanti contro il Sassuolo e si prepara ad affrontare la sosta per le Nazionali con rinnovata fiducia. Una vittoria che soddisfa particolarmente Gian Piero Gasperini, non soltanto per il risultato, ma soprattutto per la qualità della prestazione offerta dai giallorossi.

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Al termine dell’incontro, l’allenatore della Roma è intervenuto ai microfoni di DAZN, soffermandosi sulla crescita della squadra e sulle difficoltà affrontate durante un periodo particolarmente intenso, caratterizzato da nove partite in appena 27 giorni.

Spazio anche alle considerazioni sulla sosta per le Nazionali, sulla gestione degli infortuni e sulla profondità dell’organico, con Gasperini che ha riconosciuto il valore della rosa a disposizione, evidenziando però alcuni limiti numerici. Di seguito tutte le sue dichiarazioni.

L’ESULTANZA DOPO LA VITTORIA CONTRO IL SASSUOLO – «Sì, ma perché un paio di persone mi aspettano sempre lì, alla scaletta, e mi vogliono far fare un po’ il buffone (ride, ndr)».

LA SODDISFAZIONE PER IL RISULTATO E LA PRESTAZIONE DELLA ROMA – «No, no, sono molto soddisfatto. Chiaramente sono tre punti e quando si vince è sempre molto bello, però c’è anche un modo di vincere e questa sera l’abbiamo fatto con personalità, con qualità, giocando un’ottima gara».

I RICORDI DELLA JUVENTUS E IL CALCIO ITALIANO DEGLI ANNI NOVANTA – «Sì, quella era una squadra incredibile, fantastica. Io venivo a vedere e ho imparato molto osservando i vostri allenamenti e le vostre partite. In quel momento il calcio italiano era veramente forte, c’erano tantissimi campioni, sia italiani che stranieri».

LA SOSTA PER LE NAZIONALI E IL PERCORSO DI CRESCITA DELLA ROMA – «Spero di ritrovarli così come li abbiamo lasciati. Anche se queste soste per le nazionali a noi non possono piacere, perché vanno a interrompere nuovamente il campionato, anche se questa volta solamente per una settimana. Però è chiaro che la nazionale a me piace quando si gioca qualcosa di importante, come le qualificazioni, gli Europei oppure i Mondiali. Per delle amichevoli, in fondo, per delle partite di poca consistenza, ti dispiace perdere tanti giocatori, come succede a noi, per una settimana. Anche se, giustamente, indossare la maglia della propria nazionale è sempre un traguardo per i giocatori e anche qualcosa che dà loro prestigio e consapevolezza».

IL CALENDARIO FITTO, GLI INFORTUNI E LA NECESSITÀ DI RINFORZARE LA ROSA – «Intanto è veramente difficile giocare nove partite in 27 giorni. Questo non vale soltanto per noi, ma per tutte le squadre che hanno giocato le coppe. È chiaro che noi, in queste nove partite, abbiamo avuto tanti scontri duri, perché in campionato abbiamo comunque dovuto giocare a Napoli, in Champions League a Manchester, contro il Real Madrid. Insomma, ci sono state partite durissime. La gestione non è stata un problema, perché questo ci ha permesso di ruotare praticamente tutta la rosa e tutti hanno giocato più volte. C’è un minutaggio abbastanza equilibrato tra chi ha giocato di più e chi ha giocato di meno, e questo è stato un vantaggio anche per dare consapevolezza e valore un po’ a tutti. L’unica cosa che, come sempre, rappresenta un problema è quando capita qualche infortunio, perché noi abbiamo avuto Svilar fuori per nove partite, Cristante che all’inizio ha saltato le prime tre o quattro partite, Koné che è rientrato oggi dopo tanto tempo e abbiamo perso Pellegrini. È chiaro che, un po’ a turno, rischi di perdere dei giocatori e ormai è evidente che la nostra rosa è competitiva così, però numericamente non è tra quelle più numerose. Per fortuna abbiamo avuto qualche infortunio non pesante, che ha coinvolto giocatori forti, ma non infortuni molto lunghi e nemmeno tanti infortuni, tre o quattro al massimo».

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