Giampaolo verso Juve-Samp: «Buffon? Lo capisco. Gara proibitiva sulla carta»

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Giampaolo in conferenza stampa nella vigilia di Juventus-Sampdoria: ci saranno Torreira e Praet, out Murru e Bereszinsky e forse anche Strinic. Il tecnico afferma che rimarrà sulla panchina blucerchiata

Marco Giampaolo presenta in conferenza stampa Juventus-Sampdoria: «La partita sulla carta è proibitiva: dopo l’andata i bianconeri non hanno più perso e c’è poco da aggiungere. Bisogna anche prendere spunto da ciò che hanno fatto le due italiane in Champions League, restando consapevoli della forza della squadra di Allegri. Noi dovremo fare addirittura meglio rispetto alla gara d’andata e sperare in qualcosa per uscire con un risultato positivo. Non dovremo regalare il pallone all’avversario e non dovremo difenderci in maniera sistematica: dovremo fare un qualcosa fuori dall’ordinario».

Queste alcune delle indicazioni di formazione del tecnico della Sampdoria sull’undici titolare di domani alle 18 all’Allianz Stadium: «Ai ragazzi ho detto che c’è sempre spazio per fare qualcosa di straordinario: ce la giocheremo con la miglior formazione per questo tipo di partita. Non ci saranno Murru e Bereszynski, entrambi out: a destra giocherà Sala, a sinistra devo ancora decidere perché poi torneremo in campo mercoledì. Strinic  ha avuto problemi di natura fisica un paio di mesi fa, poi non è tornato al cento per cento dal punto di vista mentale, ma il fatto che sia a scadenza non incide. Torreira e Praet stanno bene: hanno svolto allenamenti differenziati soltanto per eliminare le scorie e recuperare al meglio. Barreto sta bene, ha recuperato al cento per cento e domani giocherà».

Giampaolo torna sui fatti di Madrid e sulle esternazioni di Buffon: «Lo capisco, lui gioca a calcio e non fa l’amministratore delegato: comprerebbe il tempo per tornare indietro e vincere la Champions League che gli manca. Cosa mi aspetto dall’arbitro di domani? Credo che il Var sia un elemento di garanzia e assistere ad una gara di Champions League senza l’aiuto della tecnologia è come tornare indietro di cento anni. Credo che in questo momento storico sia più facile arbitrare una gara del campionato italiano che una gara internazionale: ho fiducia negli arbitri. Ferrero ha detto che rimarrò? Qui sto bene, mi fanno lavorare bene».