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Inter, l’agente di Bastoni sul taglio stipendi: «Non è un atto dovuto»

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Bastoni

Tullio Tinti ha commentato la richiesta dell’Inter del taglio degli stipendi dei calciatori

Tullio Tinti, agente di Alessandro Bastoni, ai microfoni del Corriere dello Sport ha commentato la richiesta dell’Inter del taglio degli stipendi dei calciatori.

TAGLIO STIPENDI – «Quando ho letto di questa richiesta di taglio di due mesi di stipendio sono rimasto meravigliato, ma non del tutto. Già a gennaio avevo avuto una situazione non chiara con Eder che militava nel club di Suning in Cina. Avevamo capito che la situazione si era ingarbugliata e avevamo chiesto la risoluzione anticipata (di sei mesi, ndr) del contratto perché c’era la possibilità di tornare in Italia. Ci hanno tirato per le lunghe, alla fine è rimasto e, nonostante la vittoria del campionato, non gli hanno pagato né gli stipendio né i contributi. Così non ha potuto ancora trasferire i suoi soldi dalla Cina. In più il club non si è iscritto al campionato. Una cosa che non ha senso». 

ATTO NON DOVUTO – «Mi sento responsabile dei miei calciatori e non credo che un simile taglio sia un atto dovuto. Sono consapevole che tutti i club di A hanno un sacco di difficoltà perché mancano gli introiti da botteghino, ma al tempo stesso le società sono aziende private. Quando guadagnano non dividono i proventi con i dipendenti e quando vanno in perdita, tocca alla proprietà. Ho saputo e letto che la famiglia Zhang voleva vendere e che c’era un fondo pronto a presentare un’offerta importante. Suning voleva di più? Legittimo perché il club è loro. Ora però non possono chiedere soldi ai giocatori che hanno fatto tutto quello che dovevano. Non solo hanno vinto lo scudetto, ma hanno già accettato di rimandare il pagamento delle mensilità sia nel 2019-20 sia novembre e dicembre scorsi per evitare penalizzazioni in classifica. Una simile richiesta, tanto più perché improvvisa e a pochi giorni dalla festa per il tricolore, mi sempre inopportuna e fuori dalla logica». 

RINNOVO BASTONI – «Altra sorpresa… Da 4 mesi abbiamo un accordo con Marotta, Ausilio e Antonello. Bastoni, lo ricordo, sta giocando con il contratto firmato tre anni fa, nonostante da due stagioni sia titolare dell’Inter e sia stato convocato in Nazionale. C’era la promessa di portare lo stipendio a un livello giusto e l’intesa a febbraio c’era, con tanto di mail di conferma scambiate. Mancava solo che il presidente tornasse dalla Cina per formalizzare il tutto. Non più tardi di venerdì mi è stato comunicato che il rinnovo non è saltato, ma che bisogna aspettare che sia firmato questo prestito che la società sta trattando. Onestamente sono cose che non mi sono mai capitate. Bastoni ha la maglia addosso perché è interista. Rispetterà gli accordi perché ha ancora un contratto e anche io i contratti sono abituato a rispettarli. Se il club vorrà rinnovare alle cifre concordate, ok, altrimenti dall’1 luglio in poi le cose cambieranno. Sarò più chiaro: Bastoni e il suo agente sono contenti di rimanere all’Inter, ma bisogna che le cose vengano fatte in maniera normale, come in tutte le altre società. Il momento è difficile e lo sappiamo, ma questo comportamento non va bene. Se io avessi fatto una cosa del genere, e mi fossi tirato indietro prima della firma, quando tutto era a posto, l’Inter avrebbe fatto un caos incredibile».