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Inter, Zamorano allo scoperto: «Basta pensare al 5-0 con il Psg! Pio Esposito? Futuro luminoso, da tantissimo tempo non si parlava di un centravanti così…»

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Inter, Ivan Zamorano ha toccato alcuni temi d’attualità in casa nerazzurra, nel giorno del match contro l’Arsenal in Champions League

Ivan Zamorano, ex bomber nerazzurro e padrino della figlia di Javier Zanetti, vive con passione il momento dell’Inter. Ecco la sua intervista di oggi a La Gazzetta dello Sport.

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L’ARSENAL «È un po’ più “spagnolo” che inglese: gioca molto bene, ha la palla attaccata al piede con calciatori tecnici e non solo fisici, quando va a cercare il gol lo fa a velocità supersonica. Diciamo che è la squadra che ruba più l’occhio in Europa oggi, però non è certo invincibile: ha anche debolezze e negli ultimi match ha faticato molto. L’Inter può farle male, soprattutto se San Siro ti esalta».

L’INTER TRA LE GRANDI D’EUROPA «Perché un gradino sotto? Perché ripensiamo al 5-0 di Monaco? Basta, Chivu lo ha cancellato dalla mente. Tutte le grandi squadre hanno momenti negativi, conta molto di più il modo in cui si è rialzata dopo quel cazzotto durissimo. Anzi, da quella difficoltà, è nata un’Inter migliore, anche dal punto di vista del gioco e non era facile. Il gruppo è andato avanti con Chivu, senza più paura».

LA NUOVA ERA CHIVU «Mi sto godendo la crescita enorme, sorprendente, dell’allenatore. Arrivava da anni in cui il suo obiettivo era la formazione dei giocatori, non la vittoria. Per mentalità, conoscenza dell’Inter, competitività su tutti i fronti, è perfetto in questo momento. Sta dando sempre più la sua impronta: piace anche ai giocatori, e si vede».

IL PRIMATO IN A SENZA SCONTRI DIRETTI «Battere quelli che lottano con te per il campionato è importante, ma quando non ci riesci e resti comunque primo non è poi così male, no? Conta solo non perdere la distanza che hai guadagnato sugli altri. Se superi gli scontri diretti, ma non le altre partite, allora meglio restare così».

PIO ESPOSITO «Ha un futuro luminoso davanti, quanto non possiamo ancora dirlo. Da tantissimo tempo, però, non parlavamo di un centravanti “naturale” come lui e… italiano: sarà il 9 azzurro e, se ancora non gioca titolare nell’Inter, è solo perché davanti ha due “mostri” come Lautaro e Thuram. Ora è il momento della pazienza, stare vicino a chi è più grande gli servirà al momento opportuno».

LAUTARO «Diciamo che è in un momento di fiducia totale, gli riesce tutto. Noi attaccanti sappiamo quando tocchiamo il massimo e Lautaro stesso conosce le sue potenzialità gigantesche: può ancora migliorare, ha tutto il tempo per farlo anche perché non lo vedo da nessuna altra parte che non sia l’Inter».

LE DOTI DEL TORO «Tre. La prima: lo stile “guerriero”. Non dà una palla per persa, ed è raro trovare questa fame in una punta. È generoso, altruista: se deve fare 20-30 metri per aiutare, non si tira indietro. Seconda: la capacità di far respirare e sostenere la squadra in qualunque zona del campo. Nei momenti di difficoltà, i compagni sanno che possono appoggiarsi su di lui e Thuram. Terza: il gol nel sangue, nella testa, nel corpo. Lui i gol li respira. In ogni circostanza, dentro o fuori area, ha un radar che gli dice dove sia la porta avversaria».

BARELLA «Come leadership, Lautaro spicca, lo ripeto. Poi mi piace molto pure Barella, fondamentale per dare equilibrio. Magari non ha la stessa capacità del capitano di guidare il gruppo, ma è una bussola pure lui: quando c’è da attaccare, arriva da dietro; quando c’è da difendere, è generoso; quando bisogna farsi sentire, alza la voce».

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