La Juventus ricorda l’Heysel: 32 anni dalla tragedia in Belgio

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La Juventus ricorda la tragedia dell’Heysel a 32 anni dai terribili incidenti accaduti in Belgio, prima della finale con il Liverpool

Le partite del calcio, in particolare le finali di Champions League, dovrebbero essere sempre una festa. Trentadue anni fa non fu così. Una banale partita di calcio, una finale di Champions tra Juventus e Liverpool, si trasformò in una tragedia. Sono già passati 32 anni dalla tragedia dell‘Heysel, da quel maledetto 29 maggio 1985 in cui persero la vita 39 persone, di cui 32 italiane, e ne rimasero ferite oltre 600. Juventus e Liverpool giocarono ugualmente quella partita che portò la prima coppa dei campioni in casa Juve, grazie a un discusso rigore assegnato ai bianconeri (il fallo era fuori area) e trasformato da Michel Platini. Ai giocatori non fu detto nulla sugli avvenimenti del pre-partita ma si giocò in un clima surreale e tanti calciatori in campo quella sera, come ad esempio Tardelli, non sentono di aver vinto una Coppa dei Campioni: «Io non ho mai vinto una Coppa dei campioni. Cioè l’ho vinta ma non l’ho… vinta, non la riconosco». Furono 32 le vittime italiane quella sera, 39 le persone che persero la loro vita per la furia degli hooligans inglesi. A circa un’ora dall’inizio del match gli hooligans cominciarono a spingersi verso il settore Z dell’Heysel di Bruxelles, cercando il controllo della curva e sfondando le reti divisorie. Non arrivò una reazione dei tifosi della Juve poiché gli ultras bianconeri erano stati sistemati nelle curve M-N-O, che si trovavano dalla parte opposta a quella riservata ai tifosi. I tifosi della Juve provarono a scappare anche verso il campo ma furono fermati dall’impreparata polizia belga e nella ressa il muro ad un certo punto crollò per il troppo peso, moltissime persone rimasero schiacciate.

IL RICORDO DELLA JUVENTUS SULL’HEYSEL – «Non lo è per nessuno juventino che quella sera, a Bruxelles oppure davanti alla televisione, ha assistito a una festa, l’attesa di una Finale di Coppa dei Campioni che, minuto dopo minuto, diventava tragedia. Non lo è per le famiglie delle vittime che da 32 anni, esattamente come tutti noi, si chiedono il perché di tutta questa follia. Non lo è nemmeno per chi quel giorno non era ancora nato, ma ha avuto modo di conoscere a pieno la storia di quella maledetta giornata. E quel + 39, impresso sulla Mole Antonelliana questa notte, è il simbolo di un ricordo indelebile. Non è possibile dimenticare, nemmeno in una settimana come questa, che porterà la Juventus a una nuova, grande sfida, in Finale di Champions League contro il Real Madrid sabato prossimo. Una settimana che, proprio oggi, inizierà con una giornata nella quale i bianconeri saranno a disposizione dei media italiani ed europei, per parlare proprio dell’appuntamento di sabato. Si racconteranno emozioni, attese, tensioni sportive: ma nella testa di tutti un pensiero, in un giorno come oggi, sarà sempre rivolto ai 39 tifosi che, dal 29 maggio 1985, non ci sono più, e ovviamente alle loro famiglie: esattamente come accade da 32 anni».