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Calcio italiano

Non solo il caso Rocchi, il calcio italiano è nel caos: chiesto lo stop dei campionati

Avatar di Alessio Lento

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Un pallone incatenato con un lucchetto su un campo da calcio, sullo sfondo nubi nere

La sensazione è che si stia accumulando tutto insieme, senza più un confine chiaro tra un problema e l’altro. Prima le polemiche sugli arbitri, poi le tensioni dentro le istituzioni, adesso anche i campionati minori che iniziano a muoversi, a protestare, a mettere in discussione quello che fino a ieri sembrava intoccabile.

Il punto è che quando le contestazioni escono dai corridoi e arrivano pubblicamente, vuol dire che il livello di sopportazione è finito. E infatti nelle ultime ore si è alzato il tono, con richieste che fino a poco tempo fa sarebbero sembrate esagerate. Fermare tutto, o almeno metterlo in discussione, non è più un’ipotesi lontana.

In mezzo a questo clima si inserisce anche la vicenda legata agli arbitri, con il nome di Gianluca Rocchi che continua a circolare come simbolo di una gestione che molti, dentro e fuori dal sistema, non considerano più credibile, oltre ad essere finito nell’occhio della magistratura ordinaria, per il momento. Ma non è solo lì che si concentra la tensione.

La protesta che arriva dalla Serie C

A far esplodere un altro fronte è stata la posizione del Trapani, che si sente danneggiato da decisioni che avrebbero inciso direttamente sulla classifica. Non si parla più solo di episodi singoli, ma di un accumulo che avrebbe portato a una presa di posizione netta.

Dopo giorni di malumori, è arrivata la voce del presidente Valerio Antonini, che secondo quanto riportato avrebbe parlato di una battaglia destinata ad andare avanti senza arretrare. La convinzione, espressa con forza, è che il Trapani possa riavere almeno 13 punti, una cifra che cambierebbe completamente la stagione, vista retrocessione sul campo in Serie D.

Non solo. Nelle sue parole ci sarebbe anche l’idea che, senza risposte concrete, il sistema possa essere costretto a fermarsi. Uno stop dei campionati, in riferimento a playoff e playout, evocato non come provocazione, ma come conseguenza possibile di una situazione che, dal suo punto di vista, non sarebbe più sostenibile.

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