Pagina 152 – Calcio News 24

Abete presenterà la candidatura come presidente FIGC! Decisione presa dall’attuale numero uno della LND. Tutti i dettagli

Abete presenterà la sua candidatura come presidente FIGC! Decisione presa e sfiderà l’altro candidato Giovanni Malagò

Il panorama calcistico italiano si prepara a vivere un’estate rovente, non solo per le questioni legate al calciomercato, ma soprattutto per l’imminente e delicato riassetto dei propri vertici istituzionali. Il prossimo 22 giugno, infatti, andrà in scena l’attesissima e decisiva votazione in assemblea per stabilire chi prenderà le redini della FIGC. Il nuovo presidente sarà chiamato a raccogliere l’eredità di Gabriele Gravina, che ha rassegnato le proprie dimissioni lo scorso 2 aprile, lasciando un vuoto di potere che richiede di essere colmato in tempi brevi per garantire stabilità a tutto il movimento.

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La mossa di Abete e la rottura con i professionisti

La notizia principale delle ultime ore, diffusa attraverso una nota dell’ANSA, riguarda l’ufficiale discesa in campo di Giancarlo Abete. L’attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti ha scelto di non indugiare oltre e di formalizzare la propria candidatura alla massima carica federale.

Si tratta di una decisione ferma che dimostra grande determinazione, soprattutto considerato il difficile contesto politico in cui matura: le principali sigle sindacali del mondo del pallone, ovvero AIC (calciatori) e AIAC (allenatori), hanno infatti appena deciso di schierarsi in modo compatto al fianco di Giovanni Malagò. L’intenzione di Abete di correre per la presidenza, tuttavia, non è una sorpresa. Il dirigente aveva già chiarito la sua volontà di proporsi come guida della Federcalcio, sottolineando che non avrebbe fatto passi indietro nemmeno di fronte al mancato appoggio da parte dei professionisti del rettangolo verde.

Il tour de force istituzionale: gli incontri decisivi

Da qui al giorno delle elezioni, le agende dei vertici sportivi saranno fittissime. Ci restano circa due mesi in cui le varie anime del calcio dovranno confrontarsi sui progetti. La Lega Pro si è mossa con anticipo, avendo già ascoltato i profili interessati a raccogliere il testimone. Parallelamente, la Lega B ha ufficialmente calendarizzato per il prossimo 6 maggio i colloqui diretti e individuali per valutare le idee dei candidati.

Il pallottoliere elettorale: come si raggiunge la maggioranza

Gli attuali equilibri vedono Malagò in netto vantaggio per l’investitura finale. Le strategie per raggiungere il traguardo sono dettate dai numeri: qualora l’attuale numero uno dello sport azzurro riuscisse a strappare il consenso formale anche alle leghe di Serie B e di Serie C, blinderebbe automaticamente la maggioranza assoluta. In un simile scenario, il suo successo non avrebbe alcun bisogno del placet strategico della Lega Dilettanti, neutralizzando di fatto quell’imponente 34% di peso elettorale che da sempre rappresenta l’ago della bilancia nelle sfide per il governo del calcio italiano.

Conferenza stampa Fabregas pre Como Napoli: «Non so se siamo pronti per la Champions, potremmo anche finire fuori dall’Europa»

Conferenza stampa Fabregas pre Como Napoli: le sue parole verso il match della 25ª giornata di Serie A 2025/26

Cesc Fabregas ha parlato in conferenza stampa a 2 giorni da Como Napoli. Ecco le parole del tecnico spagnolo.

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NAPOLI – «Sono una squadra che ha avuto tanti problemi, con tanti infortuni, di giocatori importanti durante la stagione. Grande merito al mister Conte di averli mantenuti ad un livello alto. Il Napoli è cresciuto tanto negli ultimi anni, adesso l’esigenza è alta. Hanno fatto una grande stagione, merito al gruppo e all’allenatore».

INFORTUNATI – «Siamo tutti, Sergi Roberto non può giocare tutta la partita, Vojvoda è tornato ad allenarsi. A parte Addai siamo tutti a disposizione. Sarà una bella partita, di calcio propositivo, due squadre di grande mentalità».

VICENDA ARBITRI – «In Spagna si parla tanto dell’arbitro, in Inghilterra un po’ meno. Ma se ne parla sempre, sfortunatamente. Non penso mai alla malafede, ci mancherebbe. Come ci sono allenatori o giocatori di livello differente, per gli arbitri è uguale. Se no non giocheremmo e non andremmo in campo. Preferirei non giocare la partita. Penso ci sia buon senso. Da quando sono migliorato in panchina, che sono meno agitato… provo a migliorare e l’arbitro è più aperto a parlarti, a capire le cose. Siamo tutti coinvolti, tutti dobbiamo aiutarci. Peccato succedano cose negative con l’arbitro, ma dovrebbe essere la persona meno importante. Dovrebbe solo arbitrare, mentre la gente paga il biglietto per vedere lo spettacolo. Non mi piace molto parlare di questa cosa. Ieri per Arteta non era o meno rigore, sono episodi però. Non mi piace giudicare senza sapere esattamente cosa sia successo. Ho visto il video dell’arbitro che si gira e chiede se sia rigore, ma non la vedo nemmeno come una cosa drammatica. Magari in quel momento c’era difficoltà in quel senso e una persona ha voluto dargli una mano. Anche se so che in quel momento non si dovrebbe. Ma non si può giudicare in malafede, lasciamoli lavorare».

GENOA – «Una cosa è il nostro stile di gioco, cosa cambia è la struttura e gli elementi. Certi giocatori che avrebbero potuto fare qualcos’altro contro gli avversari. Si creano delle dinamiche utilizzando alcune pedine piuttosto che altre. Quando siamo usciti dal pressing il Genoa si è messo dietro, noi abbiamo fatto una giocata tranquilla. Se ho rivisto il mio Como al 100%? Sì. Mentalità, coraggio… sono stato capitano di una squadra molto giovane, ossia l’Arsenal. L’esigenza era massima, venivamo dall’epoca di Henry ecc. e quando Wenger ha cambiato filosofia, era difficile. Devi andare a vincere perché sei l’Arsenal, ma lo stai facendo con un altro tipo di giocatore. Con gente meno esperta. Non è che ti vada bene sempre. Magari può peccare di autostima o non sanno cosa voglia dire essere giudicati. Oppure vai a giocare a Genova, 30mila persone, sono in un buon momento e ti pressano, lì è molto difficile. Magari dici: ‘Mi sento male, non voglio la palla’. Invece noi abbiamo giocato con la nostra mentalità. Non li ho visti demoralizzati, hanno giocato. Nel secondo tempo ho visto una squadra che diceva ‘non mi fanno gol’. Tutti giocatori solidali, facendo sempre una corsa in più, è questo che dobbiamo fare noi. Se dobbiamo fare 100 metri in più si fanno. La solidità difensiva non si può sbagliare».

CONTE – «Ricordando i due anni di Antonio era diverso, ma se la domanda è se abbia imparato qualcosa, sì. Tantissimo. Mi ha fatto soffrire tantissimo a livello fisico, di esigenza, corsa, intensità, andare sempre a mille. Anche io lo voglio nella mia squadra, in un modo magari diverso, anche senza palla. Alla fine è la stessa cosa e sì, è vero che dopo 4-5 mesi di adattamento al suo metodo, io volavo a dicembre. Fisicamente mi sentivo fortissimo. Quando mi sono abituato alla sua maniera di lavorare, alla sua mentalità… credevo in quello che faceva».

SERGI ROBERTO – «Io penso che la sua testa sia da giocatore, anche se me l’ha raccontato. È un mondo diverso. Se non cambi il chip, è difficile. Lui penso voglia ancora giocare, è una differenza molto grande, a livello comunicativo. Si vede che ha un altro livello. Penso che sarà un grande allenatore, è un pensatore. La sua intelligenza. La nostra porta è aperta per tutti. Abbiamo Iovine, Cassetti, per Reina l’offerta era qua. Quanta più gente che è qua sentendo il Como, con la mentalità giusta, meglio. Dopo viene la scelta di vita, pensieri diversi. L’altro giorno abbiamo perso la semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, arriviamo all’albergo dove eravamo all’una della mattina e c’era Lorena, che si occupa della cucina. Io qui mi emoziono, queste sono le persone che vogliamo qua. La mentalità che vogliamo portare a Como. Non è per tutti. Siamo ancora all’inizio, non siamo grandi, si deve imparare e siamo molto giovani»

LAHDO – «A Genoa quasi quasi lo facevo entrare, Da Cunha era diffidato e non avevo nessuno in mezzo, ma ho fatto entrare Kuhn. Però è stato infortunato, è tornato dalla Svezia U19 con qualche dolore. Però dallo scouting ci credono tanto, lo hanno analizzato. È giovanissimo, ma il livello qui è molto alto. Baturina, Caqueret, Da Cunha… deve continuare a lavorare, crescere, capire tantissime dinamiche. Ma per il futuro crediamo in lui».

COMO IN EUROPA – «Alla Champions non rispondo. Ma quando Suwarso mi ha detto che avrei avuto la squadra, non sapevo se fossimo pronti. Champions step troppo ampio? Dobbiamo pensare partita dopo partita. Il mercato? Manca ancora, dobbiamo aspettare. Non sai dove finirai. Se la Lazio vince la Coppa Italia e tu finisci settimo, c’è una possibilità di rimanere fuori. La possibilità esiste, io sono molto prudente. Preferisco andare partita dopo partita. Poi facciamo le pagelle dopo la Cremonese e come società valuteremo meglio. Ma se siamo pronti o no, non lo so. So solo che stiamo facendo una buona stagione, i ragazzi sono cresciuti tanto e speriamo possano fare altri passi in avanti».

PSG-BAYERN – «Noi proviamo ad applicare alcune cose. Oggi ho fatto un video di 20 minuti con centrocampista e trequartista con attaccante, per comparare quello che facciamo noi. Ai ragazzi piace tantissimo imparare, alcune volte sono più semplici di quanto ci aspettiamo. Sì, ci sono giocatori top dall’altra parte, ma se non lo fai e non ci provi in allenamento… tu devi avere qualcuno che ti faccia vedere cosa faccia il miglior giocatore in questo momento. Per applicarlo in allenamento e piano piano in partita. Io voglio sempre guardare il migliore, anche se alleno in un club di paese o al Como. Poi ci sono individualmente giocatori che possono fare di più, questo è il nostro lavoro»

Fiorentina, ufficiale l’assenza di Kean contro la Roma: i motivi del forfait e le tempistiche di recupero

Fiorentina, Moise Kean salta ufficialmente il match contro la Roma: i motivi del forfait e i tempi di recupero

La Fiorentina perde uno dei suoi principali riferimenti offensivi per uno dei match più delicati e importanti di questo finale di stagione. È infatti diventata ufficiale l’assenza di Kean contro la Roma, una notizia che costringerà lo staff tecnico gigliato a rivedere le proprie strategie in vista dell’attesissima sfida di campionato. A confermare l’indisponibilità dell’attaccante è stata la stessa società toscana, che ha voluto chiarire la situazione per evitare speculazioni.

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Il permesso speciale e i motivi familiari

A comunicarlo è stata proprio la Fiorentina attraverso una nota ufficiale diffusa sui propri canali istituzionali. Secondo quanto si apprende dal comunicato, l’ex centravanti della Juventus non prenderà parte alla trasferta nella Capitale a causa di questioni strettamente personali. Il club viola ha infatti concesso un permesso dall’1 al 4 maggio per motivi famigliari.

Il ritorno al Viola Park e il recupero fisico

Questa pausa concordata si intreccia direttamente con le condizioni fisiche del classe 2000, che era già alle prese con un programma di lavoro personalizzato. Una volta concluso il periodo di permesso, l’attaccante azzurro farà poi rientro al Viola Park per continuare il suo iter riabilitativo. Il ritorno nel quartier generale sportivo sarà fondamentale per riprendere in mano la tabella di marcia stabilita dallo staff medico e atletico. L’obiettivo primario resta quello di superare i recenti acciacchi e riportare il giocatore al top della forma fisica.

L’impatto sul match di Serie A

Dal punto di vista tattico, l’assenza di Moise Kean rappresenta una tegola importante per la formazione toscana. Senza la fisicità, lo strappo e la profondità garantite dal centravanti della Nazionale, l’attacco viola dovrà necessariamente cercare nuove soluzioni per impensierire la difesa della Roma.

Ochoa nella leggenda! 6^ Mondiale in carriera, convocato dal suo Messico e record assoluto nella Coppa del Mondo

Ochoa parteciperà al 6^ Mondiale della sua carriera con il suo Messico. È un record assoluto per il portiere

Il calcio internazionale si prepara a celebrare uno dei suoi interpreti più iconici e amati di sempre. Guillermo “Memo” Ochoa giocherà il suo 6° Mondiale rappresentando il Messico. Il leggendario portiere è stato infatti confermato e farà parte della rosa che affronterà la rassegna iridata nordamericana. Un traguardo sportivo straordinario, che proietta l’estremo difensore in una ristrettissima cerchia di fenomeni globali capaci di sfidare il tempo, la concorrenza e l’usura del calcio moderno.

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Il record assoluto: la sesta Coppa del Mondo

Partecipare per la sesta volta alla Coppa del Mondo significa incidere in modo indelebile il proprio nome nell’Olimpo di questo sport. Dal suo esordio tra i convocati nel lontano 2006, passando per l’edizione del 2010, la definitiva consacrazione nel 2014 in Brasile, le conferme del 2018 in Russia e del 2022 in Qatar, Ochoa è da due decenni il simbolo assoluto e l’anima della propria nazionale. Con i suoi proverbiali riccioli e i riflessi felini, ha regalato parate impossibili e prestazioni memorabili, diventando un’autentica icona mondiale durante questi tornei.

L’annuncio del ritiro dal calcio professionistico

Tuttavia, la lieta notizia dell’ennesima partecipazione iridata porta con sé un velo di inevitabile malinconia per milioni di tifosi. Questo prestigioso palcoscenico globale rappresenterà a tutti gli effetti l’ultimo grande atto della sua epopea sportiva. È stato infatti reso noto che Ochoa si ritirerà poi dal calcio professionistico subito dopo l’esito della competizione. Una scelta chiara, netta e senza appelli: l’eroe messicano ha deciso di chiudere in assoluta bellezza, lasciando club e nazionale per appendere definitivamente gli storici guantoni al chiodo.

Un canto del cigno davanti al proprio pubblico

Scegliere l’edizione del 2026 per congedarsi non è affatto casuale. Il torneo è co-ospitato proprio dal suo amato Messico, insieme a Stati Uniti e Canada. Questo permetterà a Memo Ochoa di dire addio al calcio giocato difendendo i pali davanti al proprio pubblico di casa, calando il sipario su un percorso eccezionale. Una passerella finale emozionante e meritata per un leader assoluto.

La Russa svela il retroscena sull’Inter: «Non coinvolta nell’inchiesta arbitri? Parlai con Marotta, mi disse questo prima della Procura»

La Russa, presidente del Senato, ha svelato questo retroscena relativo all’Inter e all’inchiesta arbitri. Le sue dichiarazioni

Il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha deciso di intervenire pubblicamente sulla delicata vicenda istituzionale che sta scuotendo i vertici della FIGC e che, nelle prime battute, aveva mediaticamente sfiorato anche il club nerazzurro. Interpellato dall’ANSA in merito alla vera e propria bufera che sta colpendo il mondo arbitrale, la seconda carica dello Stato ha voluto porre un forte accento sul principio dell’autonomia dello sport, pur riconoscendo il diritto della politica di mantenere un livello di vigilanza, a patto che non si trasformi in un’ingerenza diretta.

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Il ruolo delle istituzioni e la posizione del Governo

Parlando direttamente da Palazzo Madama, La Russa ha delineato i confini entro i quali il Governo e le istituzioni dovrebbero muoversi rispetto al sistema calcistico italiano, difendendone le prerogative: «La cosa importante è che sia chiaro che lo sport ha una sua autonomia, e che solo secondo le regole la politica può in qualche modo interferire, ma mai a gamba tesa. Difendo l’autonomia del calcio. Il calcio ormai è un aspetto sociale di cui non ci si può non occupare, il ministro Abodi fa bene ad attenzionare tutto quello che succede. Ma, avendo parlato anche con lui, so che non ha nessuna mira di entrare a gamba tesa sul mondo dello sport.»

Il colloquio con Marotta e la posizione dell’Inter

Il passaggio più interessante del suo intervento riguarda l’Inter. Il Presidente del Senato ha infatti svelato un retroscena inedito, rivelando di aver avuto un contatto diretto con Giuseppe Marotta prima ancora che la Procura chiarisse ufficialmente l’estraneità della società milanese rispetto alle indagini sulle designazioni.

Aggiungendo una nota di sarcasmo sulle speculazioni relative ai presunti favoritismi, La Russa ha concluso: «Ho parlato con Marotta prima che la Procura dicesse chiaro e tondo che l’Inter non c’entrava niente. Quello che mi aveva detto è stato confermato dalla Procura. La cosa che mi ha stupito è che tutte le ipotesi di vantaggio per l’Inter sono riferite a partite in cui l’Inter perde. C’è uno strano vantaggio… Speriamo che ci mandino qualcuno contro così vinciamo».

Una dichiarazione che punta a spegnere definitivamente le polemiche, ribadendo come le carte della Procura abbiano già tracciato una linea chiara sulle responsabilità nell’ambito dell’inchiesta arbitri.

Avvocato Gervasoni dopo l’interrogatorio: «Non ha interferito in alcun modo su Salernitana Modena! Inter Roma? Velocissima domanda a cui abbiamo risposto»

Avvocato Gervasoni, Michele Ducci, ha risposto così alle domande dopo l’interrogatorio dell’ex arbitro durato 4 ore

Al termine di un lungo interrogatorio durato ben quattro ore presso la caserma della Guardia di Finanza di Milano, Michele Ducci, avvocato difensore dell’ex arbitro e supervisore Andrea Gervasoni, ha rilasciato importanti dichiarazioni ai media presenti. Al centro del colloquio con gli inquirenti, la delicata inchiesta sugli arbitri e le pesanti accuse di presunte pressioni all’interno della sala VAR di Lissone.

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Il caso Salernitana-Modena e l’impossibilità logistica

Il focus principale dell’interrogatorio è stato il match del campionato cadetto. Su questo specifico punto, il legale ha smentito categoricamente ogni tipo di coinvolgimento del suo assistito, sottolineando l’assoluta impossibilità logistica di un’interferenza: “Noi abbiamo risposto solo su Salernitana-Modena, in cui l’arbitro Gervasoni ha chiarito come non abbia interferito in alcun modo. Tra l’altro lui era a fare il VAR di Serie A in una palazzina, quello della B è in un’altra. Era presente a Lissone, ma non in quella sala”.

Riguardo alla presenza del VMO Paterna, già al centro delle indagini per una presunta “bussata”, e a un possibile collegamento, l’avvocato ha precisato: “No, anch’io pensavo potesse essere un collegamento, ma non è stato fatto. Semplicemente lui era supervisore quel giorno, ma sulla Serie A: il processo decisionale che ha portato al cambio di scelta in campo è avvenuto tra Var e Avar. A giustificare l’estrema lunghezza del colloquio per una sola partita, Ducci ha aggiunto: “Eh, sì. Però fai rivedere il video, fai rivedere il video, senti quello che aveva da dire, fai rivedere il filmato, pause e contropause. Ed eccoci qui”.

Il capitolo Inter-Roma e il fattore tempo

Nonostante l’imputazione formale riguardasse la gara di Serie B, i magistrati hanno posto domande anche sulla tanto discussa Inter-Roma. Sull’eventualità di pressioni esterne, la linea della difesa è stata netta: Ha fatto una velocissima domanda su Inter-Roma a cui abbiamo risposto, la decisione arriva in 10 secondi e non si capisce come si possa interferire. Concetto poi ribadito con forza: Abbiamo chiarito come non sia stato fatto alcun intervento nemmeno in quell’occasione, e le immagini lo chiariscono. È una decisione presa in dieci secondi, non c’è il tempo materiale perché qualcuno facesse pressione. Sull’ipotesi circolata di una possibile manipolazione dei file audio, il legale ha tagliato corto: Non ho ascoltato alcun audio di Inter-Roma, non glielo so dire.

La figura di Rocchi e l’accusa di frode sportiva

La difesa ha inoltre tenuto a separare nettamente la posizione di Gervasoni dal presunto sistema orchestrato dall’ex designatore Gianluca Rocchi. In merito alla famosa e presunta riunione a San Siro del 2 aprile 2025 e al “gradimento” di certi club per specifici direttori di gara, le risposte sono state trancianti: Non ne abbiamo assolutamente parlato” e “No, perché non siamo Rocchi e non era tra le nostre imputazioni”.

Infine, interrogato sulla sproporzione giudiziaria tra una ipotetica “bussata” al vetro e la grave accusa di frode sportiva, l’avvocato Ducci ha chiosato: “A me sembra lunga. Però non è compito mio, specificando ulteriormente sulla liceità del gesto stesso: Non ne abbiamo parlato, non ce ne sono contestate”.

Moratti a sorpresa: «Calciopoli? Avevo paura e rispetto, dall’altra parte c’era la Juventus! La vicenda di oggi a confronto è una cretinata»

Moratti, ex presidente dell’Inter, si è soffermato sull’inchiesta arbitri in un metro di paragone anche con Calciopoli. Le sue parole

Napoli Network, l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti ha parlato così dell’inchiesta arbitri. Ecco le sue parole.

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INCHIESTA ARBITRI – «Non ho seguito così bene da capire cosa sia successo in dettaglio, sembra più una questione tra arbitri che una cosa che riguarda le società. Sembra una piccola guerra tra i vari arbitri, non vedo paragoni con Calciopoli»

CALCIOPOLI – «Avevo anche paura e rispetto, perché potevano decidere le sorti della mia squadra, soprattutto considerando di avere la Juventus dall’altra parte. Immaginavo comunque fosse una professione difficile e di conseguenza non parlavo con loro. Ho visto e letto interviste a De Santis e Moggi che sono stati condannati a Calciopoli, è incredibile che si chieda a queste persone il parere sulla vicenda. Quello che sta accadendo è una cretinata a confronto».

SCELTA DELLE DESIGNAZIONI – «Qualunque soluzione renda estranee le società è auspicabile. Non vedo comunque trucchi, vedendo le partite non mi sembra qualcosa di squilibrato. L’Inter non ha avuto aiuti né quando ha vinto né quando ha perso. Poi capitano gli errori arbitrali che spesso sono gravi, ma sono cose che accadono sempre»

STAGIONE ATTUALE – «La stagione dell’Inter è stata ottima, c’è stato qualche problema in Champions, forse perché si è creato un complesso dopo la scorsa finale. Una volta superato l’Inter ha saputo reinterpretare le partite. Chivu è stato bravissimo, ha rimediato brillantemente ai problemi dell’anno scorso. È un ragazzo intelligente e questa è una particolarità che va bene e che permette di fare il massimo»

Malagò spinto da AIC e AIAC, il comunicato ufficiale: «Persona in grado di rispondere alle tante sfide del presente e soprattutto del futuro»

Malagò spinto da AIC e AIAC, il comunicato ufficiale sulla sua candidatura al ruolo di presidente della FIGC

A poco meno di due mesi dalla cruciale Assemblea elettiva federale del 22 giugno, e ormai in prossimità della scadenza ultima per la presentazione formale delle candidature alla carica di presidente della FIGC, il panorama politico dello sport nazionale inizia a delinearsi con contorni ben precisi. In questo scenario di profondo rinnovamento, le componenti tecniche del nostro calcio, ovvero calciatori e allenatori, hanno maturato un orientamento istituzionale solido e ampiamente condiviso.

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La figura individuata per guidare l’intero movimento è quella di Giovanni Malagò, ritenuto all’unanimità la persona più autorevole e in grado di rispondere in modo tempestivo alle innumerevoli e complesse sfide del presente, ma soprattutto a quelle cruciali per il futuro.

I pilastri del progetto: riforme, sostenibilità e Club Italia

Nel corso dei fitti incontri e dei serrati confronti che hanno caratterizzato le ultime settimane, sono emerse delle importantissime convergenze tra le varie anime del calcio nostrano sui principali punti programmatici. Le basi per il nuovo mandato ruotano attorno a temi nevralgici per la sopravvivenza e la crescita del settore: il rilancio del Club Italia, la fondamentale Sostenibilità economico-finanziaria, le Riforme strutturali, l’implementazione di un innovativo Progetto tecnico-sportivo e la definitiva valorizzazione del Calcio Femminile.

Si tratta di una chiara visione di politica sportiva che, partendo dall’importante impulso iniziale generato dalle squadre della Lega di Serie A che lo hanno indicato per prime, offre oggi solide garanzie per affrontare questa delicata e importante stagione federale. In un momento storico così delicato, ragionare concretamente “di sistema” rappresenta, secondo le componenti, la sola strada da percorrere per tornare a essere competitivi.

L’appello a Malagò per il rilancio definitivo

Di fronte a questa forte coesione, i sindacati di categoria si sono esposti attraverso una posizione congiunta. Le due associazioni, Aic e Aiac auspicano che Giovanni Malagò sciolga positivamente le sue ultime riserve. Calciatori e allenatori si dichiarano inoltre pienamente pronti a intavolare ulteriori interlocuzioni strategiche. L’obiettivo primario è quello di consentire la rapida messa a punto di un solido programma comune, un manifesto in grado di garantire il vero rilancio della Figc e di tutto il sistema calcistico italiano.

Inchiesta arbitri, intervengono anche Le Iene! Il mistero della «bussata al VAR», le testimonianze e il silenzio della Giustizia Sportiva

Inchiesta arbitri, Le Iene: dal mistero della «bussata al VAR» alle testimonianze fino al silenzio della Giustizia Sportiva

Il calcio italiano è stato nuovamente travolto da un ciclone giudiziario dalle proporzioni storiche. La clamorosa inchiesta arbitri, analizzata anche dal programma televisivo Le Iene attraverso il lavoro d’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti, ha scoperchiato un presunto e ramificato sistema di pressioni volto a minare l’indipendenza decisionale del centro VAR di Lissone. Al centro di questa autentica bufera mediatica e giudiziaria figura Gianluca Rocchi, il designatore arbitrale di Serie A e B, il quale si è ufficialmente autosospeso dal proprio incarico dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per frode sportiva da parte della Procura di Milano.

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Il mistero della “bussata al VAR” in Udinese-Parma

L’ipotesi accusatoria formulata dagli inquirenti si concentra sulla cosiddetta «bussata al VAR», un segnale fisico o gestuale che sarebbe stato utilizzato dai vertici arbitrali per condizionare le scelte di chi si trova davanti ai monitor. L’ex guardalinee Domenico Rocca, autore dell’esposto che ha fatto scattare le indagini, ha raccontato a Italia 1 i dettagli del match chiave: «Il casus belli in questione è il match Udinese-Parma, dove in sala Var, a un certo punto, rivedono un’azione per capire se c’è un possibile calcio di rigore. Abbiamo notato che prima i Var erano indirizzati a non concedere i calci di rigore perché per loro il movimento del braccio era congruo quando, a un certo punto, si sente tipo ‘toc toc’ che gli fa cambiare totalmente idea facendo richiamare l’arbitro e assegnare un calcio di rigore».

In merito ai limiti regolamentari, Rocca ha poi precisato il ruolo del supervisore in sala in quegli attimi concitati: «No, no, assolutamente no. Il supervisore non può assolutamente interferire con la sala Var, assolutamente».

Le testimonianze, la difesa di Rocchi e i segni convenzionali

A rafforzare i sospetti sull’intero sistema è intervenuto anche l’ex arbitro Pasquale De Meo, il quale ha confermato il pesante clima di condizionamento all’interno dell’AIA spiegando che «venivano utilizzati dei segni convenzionali» per indirizzare segretamente le decisioni. Dal canto suo, prima del precipitare degli eventi, Rocchi aveva respinto ogni tipo di addebito difendendosi apertamente: «Io sono trasparente con tutti su tutto» e precisando ulteriormente: «Io vi ripeto, lavoro sempre ed esclusivamente in una maniera soltanto».

Il silenzio della Giustizia Sportiva e le mosse della FIGC

Il servizio de Le Iene ha inoltre evidenziato una netta e clamorosa discrepanza di giudizio: la giustizia sportiva, sotto la guida del procuratore Giuseppe Chinè, aveva in un primo momento archiviato il caso, nonostante la presenza di video che sembrerebbero provare l’interferenza. Incalzato dalle telecamere sul perché di questa rapida archiviazione, Chinè ha tagliato corto: «Io non rispondo», chiudendo poi con un emblematico: «Non so di cosa sta parlando».

Nel frattempo, l’ex presidente dell’AIA, Antonio Zappi, ha tentato di rassicurare l’opinione pubblica promettendo totale trasparenza, pur evitando di diffondere i filmati nell’immediato: «Da parte mia una promessa e un impegno, le immagini le vedrete». Mentre la giustizia ordinaria procede ora a passo spedito verso la ricerca della verità, lì dove i tribunali sportivi si sono fermati, l’inchiesta arbitri minaccia di provocare un vero e proprio terremoto ai vertici della FIGC.

Caso VAR Inter Roma, Gervasoni: «Manomissione audio esclusa al cento per cento»

Caso VAR Inter Roma, Andrea Gervasoni ha escluso al 100% una manomissione dell’audio relativo al big match di San Siro

Una manomissione dell’audio della sala VAR della partita InterRoma “la escludo cento per cento”. Lo ha dichiarato il supervisore VAR Andrea Gervasoni, autosospeso e attualmente indagato insieme al designatore arbitrale Gianluca Rocchi per concorso in frode sportiva.

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Le parole di Gervasoni sono arrivate al termine di un interrogatorio durato circa quattro ore, svolto presso la caserma della Guardia di Finanza ‘Silvio Novembre’ di via Oglio a Milano.

La vicenda ruota attorno ad alcune indiscrezioni emerse sulla stampa, secondo cui nella registrazione audio della sala VAR mancherebbero tra i 50 e i 60 secondi rispetto al file originale. Un dettaglio che ha alimentato dubbi e sospetti, ma che Gervasoni ha respinto con fermezza, negando qualsiasi tipo di alterazione o manipolazione del materiale audio.

L’indagine prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda.

Inchiesta arbitri, concluso dopo 4 ore l’interrogatorio di Gervasoni. Ultime

Inchiesta arbitri, si è concluso dopo circa 4 ore l’interrogatorio di Andrea Gervasoni davanti al PM Ascione. I dettagli

Si è concluso alle 15:05, dopo circa quattro ore, l’interrogatorio di Andrea Gervasoni davanti al pubblico ministero Ascione. L’audizione si inserisce nel più ampio filone di indagini che stanno coinvolgendo il mondo arbitrale italiano e che nelle ultime settimane hanno attirato grande attenzione mediatica.

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Nel corso dell’incontro, Gervasoni ha risposto alle domande del magistrato, fornendo la propria versione dei fatti in merito alle questioni oggetto dell’inchiesta. Al momento non sono stati resi noti i contenuti dettagliati dell’interrogatorio, né eventuali sviluppi immediati sul piano giudiziario.

La durata prolungata dell’audizione lascia intendere un confronto approfondito su diversi aspetti ritenuti rilevanti dagli inquirenti. Resta ora da capire quali saranno le prossime mosse della procura e se emergeranno ulteriori elementi utili a chiarire la vicenda.

Conferenza stampa Hiljemark: «Tramoni e Marin indisponibili contro il Lecce, l’unico obiettivo è la vittoria»

Conferenza stampa Hiljemark: il tecnico del Pisa ha presentato la sfida di domani contro il Lecce: le sue dichiarazioni

Il Pisa è pronto a tornare in campo per affrontare il Lecce nella sfida in programma venerdì 1 maggio alle 20:45 all’Arena Garibaldi, valida per la 35ª giornata di Serie A.

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Alla vigilia del match, l’allenatore Oscar Hiljemark è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida e fare il punto sulle condizioni degli infortunati.

INFORTUNATI – «Per quello che riguarda gli infortunati, saranno assenti Tramoni, Marin e tutti gli altri indisponibili, che già conoscete. Gli altri ragazzi della mia squadra, invece, sono a disposizione e convocabili».

MINUTAGGIO GIOCATORI – «Per quello che riguarda i giocatori con meno minutaggio, sarà compito della società valutare qualcuno in particolare, e se ci sarà l’esigenza ne parleremo. Per ora la priorità resta una sola: scendere in campo per andare a prenderci la vittoria, e questo conta anche di più degli esperimenti sui singoli».

PRODUZIONE OFFENSIVA – «L’idea di base, ovviamente, è mettere i giocatori in condizione tale di poter fare occasioni da gol, e io ho visto una squadra che ne ha create molte. Il problema sarebbe se non creassimo nulla, ma visto che le occasioni ci sono, il problema non è il gioco, quanto la concretezza. Questa è una dinamica che ci penalizza, per invertirla non si può fare altro che lavorare sodo e duramente».

Conferenza stampa De Rossi: «Promozione in C dell’Ostiamare un sogno. Genoa? Salvezza anticipata merito dei ragazzi»

Conferenza stampa De Rossi: focus su Genoa, Ostiamare e Mondiale. Le dichiarazioni del tecnico del Grifone

La conferenza stampa di Daniele De Rossi si apre con un siparietto insolito: un’ape in sala stampa ruba la scena e strappa qualche sorriso all’allenatore del Genoa, notoriamente poco amante degli insetti (l’ape è stata poi prontamente reintrodotta in natura a fine incontro). Subito dopo, però, il tecnico torna serio e affronta a tutto tondo i temi che legano il finale di stagione rossoblù, la sua avventura dirigenziale e l’imminente competizione iridata.

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Il sogno Ostiamare in Serie C — De Rossi sveste momentaneamente i panni di tecnico per indossare quelli di proprietario della sua Ostiamare, neopromossa in Serie C. L’emozione per i festeggiamenti sul litorale romano è ancora vivissima: «Vedere quattrocento persone festeggiare in giro per Ostia, con i clacson che in genere sentiamo solo per Roma o Lazio, è stato un sogno. Ci ha fatto sentire importanti”. Sulle prospettive future, l’allenatore è netto e allontana categoricamente le voci di una subalternità ad altre società: «Non saremo il satellite di nessuno, né del Genoa, né della Roma, né tantomeno una Roma Under 23. Giocheremo in C pescando i migliori giovani dalle Primavere, ma senza essere la succursale di nessuno o stare sotto schiaffo. Abbiamo uno stadio pronto e giovanili di prim’ordine: noi facciamo concretamente quello che a parole si dice serva al calcio italiano».

Modelli, campo e rispetto per i giocatori

La sfida all’Atalanta e il modello Gasp — Tornando al campo, al Genoa manca un solo punto per la salvezza aritmetica. Sabato ci sarà la sfida contro l’Atalanta, da affrontare senza abbassare la guardia. Proprio i bergamaschi, insieme al Bologna, rappresentano per De Rossi il modello aziendale perfetto: «L’Atalanta ha costruito un progetto lungo nove anni con Gasperini, valorizzando il vivaio. Sono cresciuto vedendoli fare l’ascensore tra A e B, oggi sono una potenza europea. Hanno dato continuità, ed è questo l’esempio societario da seguire».

Verso il Mondiale: rispetto per i protagonisti — Infine, il punto sull’infermeria e una profonda riflessione da ex Campione del Mondo. Ekuban e Norton-Cuffy recuperano (ma partiranno dalla panchina), Baldanzi resta ai box, mentre Bijlow fa rientrare l’allarme. De Rossi dimostra grandissima empatia verso chi andrà a giocarsi il Mondiale: «Il Genoa viene prima di tutto, ma se ci siamo salvati con largo anticipo è merito di questi ragazzi. Vasquez ha giocato oltre tremila minuti. A loro dobbiamo qualcosa: io so cosa significa, al Mondiale bisogna arrivarci al top della forma».

Lukaku Milan, nessuna trattativa: smentite le voci di mercato. Belga concentrato solo sul recupero totale

Lukaku Milan, piovono smentite sul possibile approdo dell’attaccante belga in rossonero durante la prossima estate

Non trovano conferme le indiscrezioni circolate nelle ultime ore su un possibile approdo di Romelu Lukaku al Milan. Secondo quanto riportato dal giornalista Nicolò Schira, infatti, non esiste alcuna trattativa in corso tra l’attaccante belga e il club rossonero.

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Le voci parlavano di un possibile inserimento dell’agente Federico Pastorello, che avrebbe proposto il giocatore al Milan, ma questa ricostruzione è stata categoricamente smentita. Al momento, dunque, non ci sono contatti, negoziazioni o sviluppi concreti che possano far pensare a un trasferimento imminente.

Lukaku Milan, belga concentrato sul recupero fisico

La priorità assoluta per l’attaccante belga resta un’altra: tornare al meglio della condizione fisica. Dopo un periodo complicato, Lukaku è attualmente impegnato in un intenso programma di riabilitazione, lavorando duramente per recuperare pienamente sotto il profilo atletico.

Fonti vicine al giocatore sottolineano come non ci sia spazio per distrazioni legate al mercato. Lukaku è totalmente focalizzato sul rientro in campo e sul ritrovare continuità, elemento fondamentale per il prosieguo della sua carriera ad alti livelli.

Questo atteggiamento evidenzia una volontà chiara: lasciarsi alle spalle le difficoltà recenti e tornare protagonista, senza farsi influenzare da rumors o speculazioni mediatiche.

Dal canto suo, il Milan continua a monitorare il mercato alla ricerca di opportunità, ma al momento non ha avviato alcuna iniziativa per Lukaku. La dirigenza rossonera sembra orientata su profili differenti, più in linea con le strategie tecniche ed economiche del club.

In conclusione, come ribadito da Nicolò Schira, la pista Lukaku-Milan è da considerarsi infondata. Il futuro dell’attaccante resta ancora da definire, ma una cosa è certa: oggi la sua unica priorità è tornare in campo al massimo della forma.

Simonelli spiega: «Inchiesta arbitri? Se qualcuno ha sbagliato giusto che paghi. Malagò ha grande consenso»

Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha parlato a margine del progetto Road To Zero in vista della finale di Coppa Italia

Intervenuto a margine della presentazione del progetto Road To Zero in vista della finale di Coppa Italia, Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A ha dichiarato:

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PROGETTO ROAD TO ZERO – «Oggi stiamo dando l’esempio del fatto che lo sport possa fare molto, in tutti i sensi. Abbiamo trattato di come rendere l’accesso allo stadio ecologicamente sostenibile. Si potrà arrivare allo stadio con inquinamento zero: in questo abbiamo messo anche tante altre cose. Io mi auguro che quello che stiamo facendo siano cose che le nostre società facciano anche a livello di club, penso anche alle iniziative nei confronti di persone disabili».

DERBY DI ROMA IN CONCOMITANZA CON GLI INTERNAZIONALI – «Cercheremo di organizzarlo in modo che non ci siano sovrapposizioni con la finale, allo stesso tempo sappiamo che è soggetto a restrizioni imposte dalle autorità di pubblica sicurezza. Non lo faremo la sera perché è vietato, né il pomeriggio: resta solo le 12.30 e credo sarà l’orario che sceglieremo. Escluso che si giochi il lunedì? Sì, è giusto che il derby si giochi domenica, peraltro vi ricordo che si gioca alla penultima giornata, e quindi necessariamente in contemporanea con le altre partite di squadre in corsa per gli stessi obiettivi».

ALTRE DATE – «Ne parlavamo con Sport e Salute, ne abbiamo parlato con Binaghi (presidente della Federtennis, ndr). Purtroppo i calendari sono intasati, vale per tutte le federazioni: l’anno scorso c’erano la finale degli Internazionali e il GP di F1 nello stesso giorno. L’anno prossimo probabilmente riusciremo a evitare la sovrapposizione, perché con i Mondiali la stagione partirà un po’ tardi. Però siamo legati ai calendari internazionali, del resto Roma ha anche due squadre».

INCHIESTA SU ROCCHI E POSSIBILE COMMISSARIAMENTO DELL’AIA – «Beh, sono cose diverse. Zappi decade perché è stata confermata la sentenza, eventualmente ci penserà la Federcalcio. Quanto al resto, come ho già detto, finché non avremo qualcuno che ci spiegherà cosa è successo e perché, siamo alla finestra, come voi. A oggi non conosciamo le carte in mano ai pm e non abbiamo notizie da commentare: rimaniamo garantisti, al fianco della Can. Se poi ci fossero cose che daranno evidenza di irregolarità, chi le avrà commesse pagherà. Ma per ora non abbiamo prove».

FASTIDIO PER LISSONE AL CENTRO DELL’INCHIESTA – «La sua definizione è corretta, noi mettiamo a disposizione la tecnologia. Poi la gestione del Var è un’altra cosa, magari ci possono essere state delle decisioni non completamente omogenee che danno fastidio al tifoso e al pubblico. Il Var tende a portare più equità nei giudizi, ma quando sbagliava l’arbitro in campo veniva tollerato: se sbaglia chi sta davanti al monitor viene più difficile da accettare. Io continuo a reputarla una cosa positiva, forse bisognerà lavorare per rendere la gestione del Var più snella e veloce. Sarei per dare un tempo limite: se il Var deve intervenire di fronte a errori evidenti, devono essere facilmente individuabili».

COMMISSARIAMENTO FIGC E MALAGO’ – «Sul commissariamento si è pronunciato il presidente del Coni, credo che i presupposti non ci possano essere. Non ne parlerei più. Quanto a Malagò, 19 club su 20 di Serie A – 17 dei quali ancora prima dell’assemblea – hanno sottoscritto il modulo di accreditamento: vuol dire che il consenso in A è quasi totalitario. Credo ci sia anche da altre componenti, ma questo non sta a me dirlo».

Inter, che fastidio! Le insinuazioni nell’inchiesta arbitri per rovinare la festa scudetto – VIDEO di Giuseppe Colicchia

Inter, che fastidio! Le insinuazioni nell’inchiesta arbitri per rovinare la festa scudetto: il dibattito pubblico continua ad alimentare tensioni

Il tema dell’inchiesta sugli arbitri in Serie A continua a occupare il centro del dibattito calcistico italiano. La vicenda ha già portato all’autosospensione di Gianluca Rocchi, designatore arbitrale, e di Andrea Gervasoni, supervisore Var, mentre secondo la ricostruzione della Procura sarebbero coinvolti anche altri esponenti del mondo arbitrale. Al momento, però, non risultano indagati club o tesserati delle squadre di Serie A e Serie B, compresa l’Inter. Un elemento centrale, soprattutto alla luce di una narrazione che negli ultimi giorni avrebbe spesso accostato i nerazzurri al tema delle designazioni arbitrali.

Inchiesta arbitri Inter, il precedente del rigore non concesso

La posizione dell’Inter resta quindi da distinguere con attenzione dal quadro investigativo. Nella scorsa stagione, la squadra allora guidata da Simone Inzaghi ha perso il campionato in un finale segnato anche da alcuni episodi molto discussi. Tra questi viene ricordato soprattutto il mancato calcio di rigore per la trattenuta di Evan Ndicka, difensore della Roma, su Yann Bisseck, centrale tedesco nerazzurro. Un episodio che alimentò molte polemiche e sul quale, nelle ultime ricostruzioni, sarebbe emerso anche il tema delle comunicazioni interne alla sala Var (col “fatti gli affari tuoi” di Di Bello a Piccinini). Da qui la sensazione, nell’ambiente interista, di essere passati da possibile bersaglio della narrazione pubblica a parte potenzialmente penalizzata da alcune decisioni arbitrali.

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Inchiesta arbitri Inter, lo scudetto e il peso della narrazione

Il clima attorno all’Inter resta dunque particolarmente acceso proprio nel momento in cui la squadra si avvicina alla possibile conquista matematica dello scudetto, che potrebbe arrivare nella prossima sfida contro il Parma. Prima le critiche sul livello generale del campionato, poi le polemiche arbitrali: tutto contribuisce ad aumentare la pressione mediatica sui nerazzurri. La società e la squadra restano concentrate sul campo, ma il contesto esterno continua a produrre discussioni. In attesa degli sviluppi dell’indagine, il dato da cui partire resta uno: allo stato attuale, l’Inter non risulta coinvolta tra gli indagati.

Michieli a SampNews24: «Occorre commissariare la FIGC! Il programma di Baggio messo in un cassetto, una vergogna»

Il giornalista Maurizio Michieli ha voluto dire la sua su alcuni temi legati alla stagione della Sampdoria e sull’ipotesi commissariamento per la FIGC

Intervistato in esclusiva da SampNews24, il giornalista Maurizio Michieli ha detto la sua su alcuni temi riguardanti i blucerchiati, per poi spostarsi sulla crisi del calcio italiano e sull’inchiesta arbitri.

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SULLE DIMISSIONI DI MANFREDI DA PRESIDENTE DELLA SAMP«L’uscita di scena di Manfredi me l’aspettavo, era dal luglio scorso che si trascinava questa resa dei conti con Tey ed era probabile che vincesse quello finanziariamente più forte. In ogni caso è stato ed è tutto grottesco. Anche il comunicato di Manfredi, al quale avrei concesso l’onore delle armi ma dopo quell’uscita mi sono sentito obbligato a sottolineare che la sua gestione della Sampdoria è stata la peggiore della storia blucerchiata. E non aver fatto fallire il club non è un merito, perché il bene era nelle sue mani e nessuno lo aveva costretto con una pistola alla tempia a prenderselo sulle spalle. C’erano anche altri competitor in corsa e la storia che l’avrebbero fatta fallire è completamente falsa. Lui e Radrizzani si sono accreditati al tavolo delle trattative, tramite lettera ufficiale, come rappresentanti di Qatar Sports Investments, che poi è sparito nel nulla. E’ una storia nata male e finita peggio. In passato gli stessi non erano riusciti a prendere altre squadre di calcio in Italia ed erano stati rimbalzati anche in malo modo. Ma lasciamo perdere, non mi piace infierire e non avrei detto più mezza parola se non fosse uscito quel comunicato di Manfredi dal quale mi sono sentito preso in giro e soprattutto ho ritenuto che prendesse in giro migliaia di tifosi della Samp».

LA NAZIONALE VIVE UN MOMENTO DI CRISI CON POCHI PRECEDENTI: ELIMINAZIONE DAL MONDIALE, DIMISSIONI DI GRAVINA E UN POSSIBILE SCANDALO VAROPOLI ALL’ORIZZONTE. QUALI DOVREBBERO ESSERE I PRIMI PROVVEDIMENTI PER RIPORTARE L’ITALIA AI SUOI GLORIOSI FASTI?«Commissariare la Figc. E poi arrivare all’elezione di un presidente che non sia “compromesso” con il passato. Il programma stilato a suo tempo da Roberto Baggio per rilanciare il calcio italiano venne messo in un cassetto e sepolto lì. Una vergogna, non basta cambiare ct per ribaltare la situazione, questa è una crisi profonda e ci vorranno anni per uscirne ma non esiste la volontà di farlo perché ci sono troppi interessi personali in gioco».

L’INTERVISTA COMPLETA A MICHIELI SU SAMPNEWS24.COM

Calciomercato Milan, Goretzka il primo nome per il centrocampo ma occhio a Javi Guerra!

Calciomercato Milan, Goretzka il primo nome per il centrocampo ma occhio a Javi Guerra! I rossoneri pronti a rifarsi il look

Il Milan prepara cambiamenti importanti in vista della prossima stagione, soprattutto a centrocampo. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il reparto potrebbe subire una profonda trasformazione: Youssouf Fofana e Ruben Loftus-Cheek avrebbero le valigie pronte, mentre Luka Modric dovrà decidere se restare un altro anno, proseguire altrove la carriera o ritirarsi. In caso di uscite multiple, resterebbero come punti fermi Adrien Rabiot, Ardon Jashari e Samuele Ricci. Rientreranno dai prestiti anche Bondo, Ismael Bennacer e Yunus Musah, ma i primi due sarebbero destinati a una nuova sistemazione lontano da Milanello.

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Calciomercato Milan, Goretzka è il grande obiettivo

Il primo nome indicato da Massimiliano Allegri resta Leon Goretzka, centrocampista tedesco del Bayern Monaco in scadenza il prossimo 30 giugno. Il Milan sarebbe avanti nella corsa al giocatore, nonostante l’interesse della Juventus e di alcuni club di Premier League. L’idea di trasferirsi in Italia e vivere a Milano stuzzicherebbe il tedesco, che avrebbe trasmesso fiducia alla dirigenza rossonera. Sul tavolo ci sarebbe un contratto da tre anni più uno a circa 5 milioni netti a stagione. La risposta definitiva dovrebbe arrivare dopo la fine degli impegni ufficiali del Bayern, prima del Mondiale.

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Calciomercato Milan, Javi Guerra e Koné tra le alternative

L’eventuale arrivo di Goretzka a parametro zero non escluderebbe un altro innesto di spessore. Il Milan continua a seguire Javi Guerra, centrocampista spagnolo classe 2003 del Valencia, già cercato la scorsa estate. La clausola da 100 milioni complica il discorso, ma una chiamata rossonera potrebbe far riflettere il giocatore. Attenzione anche a Ismael Koné, centrocampista canadese classe 2002 del Sassuolo, apprezzato dagli osservatori milanisti per fisicità, inserimenti e capacità realizzativa. Il club neroverde potrebbe chiedere contropartite giovani, tra cui Christian Comotto o Francesco Camarda, anche se il Milan non vorrebbe perdere il controllo dei propri talenti.

Mercato Inter, “prenotato” Norton-Cuffy: strada tracciata per il dopo Dumfries! Le mosse dei nerazzurri

Mercato Inter, “prenotato” Norton-Cuffy: strada tracciata per il dopo Dumfries! Le mosse dei nerazzurri per la fascia destra

L’Inter di Cristian Chivu guarda già alla programmazione futura e inizia a delineare le strategie per le corsie esterne in vista della stagione 2026/2027. Mentre la squadra resta concentrata sugli obiettivi immediati, dalla finale di Coppa Italia alla conquista aritmetica del 21° scudetto, la dirigenza continua a lavorare sottotraccia sul mercato. Secondo quanto riportato da Tuttosport, uno dei nomi più caldi per la fascia destra sarebbe quello di Brooke Norton-Cuffy, esterno classe 2004 del Genoa, considerato un profilo di prospettiva ma già pronto per un contesto competitivo.

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Norton-Cuffy Inter, alternativa concreta a Dumfries

Il nome di Norton-Cuffy non sarebbe nuovo nei ragionamenti dell’Inter. Il giovane laterale sarebbe stato già bloccato dalla dirigenza durante la sessione di mercato di gennaio, quando il club aveva iniziato a tutelarsi in caso di possibile partenza di Denzel Dumfries, esterno olandese tra i punti di forza della corsia destra nerazzurra. Il profilo dell’inglese viene considerato ideale per caratteristiche atletiche, margini di crescita e capacità di interpretare il ruolo in un sistema dinamico. Per questo motivo, in caso di avvicendamento sulla fascia, Norton-Cuffy rappresenterebbe una soluzione già studiata e definita nei dettagli.

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Norton-Cuffy Inter, Palestra resta una pista complicata

La scelta di mantenere viva la pista Norton-Cuffy sarebbe legata anche alle difficoltà incontrate su altri obiettivi. Tra questi figura Marco Palestra, esterno italiano di proprietà dell’Atalanta, profilo apprezzato ma ritenuto molto complicato a causa delle alte richieste economiche del club bergamasco. La Dea non sembrerebbe intenzionata a concedere sconti per uno dei suoi talenti più interessanti, rendendo la trattativa difficilmente percorribile. L’Inter, quindi, avrebbe individuato in Norton-Cuffy una strada più concreta per garantire freschezza, profondità e continuità al gioco di Chivu, costruendo con anticipo il futuro della fascia destra nerazzurra.

Infortunio Cambiaghi, c’è lesione: in dubbio per l’ultima di campionato contro l’Inter! Il comunicato del Bologna

Infortunio Cambiaghi, brutte notizie per il Bologna: la sua stagione potrebbe essere già finita! C’è lesione, l’esito degli esami strumentali

Brutte notizie dall’infermeria del Bologna. Nicolò Cambiaghi, attaccante italiano, si è sottoposto agli esami strumentali dopo il fastidio muscolare accusato nei giorni scorsi: gli accertamenti hanno evidenziato una lesione di primo grado dell’adduttore lungo sinistro.

I tempi di recupero sono stimati in 3-4 settimane, motivo per cui il Bologna dovrà fare a meno del giocatore nelle prossime sfide contro Cagliari, Napoli e Atalanta. Resta una possibilità per l’ultima giornata di campionato contro l’Inter, ma il rientro dipenderà dall’evoluzione del percorso di recupero.

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IL COMUNICATO – «I rossoblù hanno proseguito questa mattina la preparazione alla partita col Cagliari sostenendo un allenamento insieme ai ragazzi della Primavera. Lukasz Skorupski, Joao Mario, Jonathan Rowe e Thijs Dallinga hanno svolto una seduta differenziata.

Gli esami cui è stato sottoposto Nicolò Cambiaghi hanno evidenziato una lesione di primo grado all’adduttore lungo sinistro, con tempi di recupero di 3-4 settimane».

Burnley, ufficiale l’addio di Parker: risoluzione contrattuale per il tecnico. Il comunicato

Burnley, ufficiale l’addio di Parker: risoluzione contrattuale per il tecnico. Il comunicato del club inglese con tutti i dettagli

Scott Parker lascia il Burnley. Il club inglese ha annunciato la separazione consensuale con il tecnico dopo la retrocessione dalla Premier League. L’allenatore saluta il Turf Moor dopo aver guidato i Clarets alla promozione nella stagione 2024/25, chiusa con numeri da record: 33 partite senza sconfitte e 30 clean sheet.

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IL COMUNICATO – «Scott Parker ha lasciato di comune accordo la sua posizione di allenatore del Burnley Football Club. In seguito alla conferma della retrocessione del club dalla Premier League la scorsa settimana, Parker e il consiglio di amministrazione si sono consultati e hanno concordato di comune accordo la conclusione del suo periodo al Turf Moor. Durante il suo periodo al Turf Moor, Parker ha guidato i Clarets a una stagione da record nel 2024/25, assicurando la promozione del Burnley dalla Championship alla Premier League, con una serie di 33 partite senza sconfitte e ben 30 partite senza subire gol. Il Club desidera esprimere ufficialmente i suoi più sinceri ringraziamenti a Scott per la sua professionalità, dedizione e il suo contributo. Lascia il club con il rispetto e la gratitudine di tutti coloro che sono legati al Burnley Football Club».

Inchiesta arbitri, Gervasoni ascoltato dal pm: ma l’episodio di Inter Roma è fuori dal fascicolo

Inchiesta arbitri, Gervasoni ascoltato dal pm: ma l’episodio di Inter Roma col rigore su Bisseck è fuori dal fascicolo della Procura! Il motivo

Andrea Gervasoni, supervisore Var, sarà ascoltato oggi dal pm Maurizio Ascione nell’ambito dell’inchiesta sugli arbitri che sta scuotendo il calcio italiano. Il dirigente, finito al centro degli accertamenti insieme ad altri esponenti del mondo arbitrale, dovrà chiarire alcuni aspetti legati alle comunicazioni e alle procedure in sala Var. Tra le partite finite nel dibattito pubblico è stata citata anche Inter Roma, gara segnata dal mancato calcio di rigore ai nerazzurri per la trattenuta di Evan Ndicka, difensore giallorosso, su Yann Bisseck, centrale tedesco dell’Inter.

Inchiesta arbitri, cosa emerge su Inter Roma

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, però, Inter Roma non sarebbe al momento parte dell’indagine. Il quotidiano ricostruisce il passaggio legato all’esposto dell’ex guardalinee Domenico Rocca, già archiviato dalla giustizia sportiva, nel quale venivano citate le presunte «bussate» di Gianluca Rocchi alla sala Var per influenzare in diretta i suggerimenti dei varisti agli arbitri in campo. In quel contesto, Rocca aveva richiamato anche l’episodio di Inter Roma, chiedendosi perché Gervasoni, supervisore di giornata, non fosse intervenuto per far assegnare un rigore ritenuto netto a favore dell’Inter.

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Inchiesta arbitri, la posizione della Procura

Il riferimento era al contatto tra Ndicka e Bisseck del 27 aprile 2025, episodio molto contestato in casa nerazzurra. Secondo la ricostruzione, Gervasoni sarebbe stato evocato per una presunta comunicazione alla sala Var, ma le voci sulla mancanza dell’audio relativo a quel momento non avrebbero trovato riscontri concreti. Sempre secondo il Corriere della Sera, la Procura non riterrebbe quella situazione condizionata, a prescindere dalla correttezza o meno della decisione arbitrale. Per questo, ad oggi, Inter Roma non sarebbe un tema dell’inchiesta. Resta quindi centrale l’audizione di Gervasoni, ma su altri episodi considerati rilevanti dagli inquirenti.

Conferenza stampa Di Francesco pre Pisa Lecce: «Camarda si è allenato poco ma può darci una mano, l’unico in dubbio è Pierotti»

Conferenza stampa Di Francesco pre Pisa Lecce: le parole del tecnico dei salentini alla vigilia del match del 35° turno di Serie A 2025/26

La conferenza stampa di Eusebio Di Francesco, tecnico dei salentini, alla vigilia di Pisa Lecce, match valevole per la 35^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

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PAROLE – «Camarda? Si è allenato sicuramente poco rispetto ai suoi quattro mesi di infortunio, ma si è presentato con una testa come piace a me: sbarazzina e libera. Il fatto che ci possa dare una mano è un grande vantaggio, specialmente lì davanti dove abbiamo avuto difficoltà. Potrebbe essere uno di quelli che ci dà qualcosa in più. Può partire dall’inizio, come può essere importante a partita in corso. Domani rientrerà Tiago Gabriel dopo la squalifica. È un giocatore importantissimo per noi e sta disputando una grande stagione. Oltre a essere un leader difensivo, può rivelarsi determinante anche in fase offensiva, soprattutto nel gioco aereo sui calci piazzati, abbiamo visto contro la Fiorentina quanto sia pericoloso. Contro il Verona abbiamo visto un ottimo Jean. Valuterò domani la formazione iniziale, ma avere delle alternative importanti per noi è fondamentale. L’unico in dubbio è Pierotti, che al momento non si è ancora allenato con la squadra; valuterò domani se portarlo o meno».

Gattuso Torino, occhio al clamoroso nome per la panchina: il futuro di D’Aversa è in bilico!

Gattuso Torino, occhio al clamoroso nome per la panchina: il futuro di D’Aversa è in bilico! Cosa filtra sul prossimo allenatore dei granata

Il futuro di Roberto D’Aversa, allenatore abruzzese del Torino, resta ancora tutto da chiarire. Nonostante l’impatto positivo avuto dopo l’esonero di Marco Baroni, il tecnico non avrebbe ancora ricevuto segnali definitivi sulla possibilità di proseguire anche nella prossima stagione. Il confronto con il presidente Urbano Cairo e con il direttore sportivo Gianluca Petrachi è previsto solo a campionato concluso, quando il club analizzerà risultati, prestazioni e prospettive tecniche.

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Torino D’Aversa, numeri positivi ma rinnovo in sospeso

Dal suo arrivo sulla panchina granata, lo scorso 1° marzo, D’Aversa ha guidato il Torino in otto partite, ottenendo 4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, arrivate contro Napoli e Milan e peraltro di misura. Il pareggio in rimonta contro l’Inter, capolista della Serie A, ha confermato la crescita della squadra rispetto all’ultima fase della gestione Baroni. Il Toro si trova attualmente al tredicesimo posto con 41 punti in 34 giornate, con quattro gare ancora da disputare. Numeri e segnali incoraggianti, ma non ancora sufficienti per blindare la posizione del tecnico.

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Torino D’Aversa, Juric e Gattuso tra le possibili alternative

Proprio l’assenza di certezze sul rinnovo alimenta le voci sui possibili successori. Da settimane circola il nome di Ivan Juric, tecnico croato che ha già allenato il Torino dal 2021 al 2024. Secondo quanto riportato da Tuttosport, però, potrebbe emergere anche la candidatura di Gennaro Gattuso, ex commissario tecnico della Nazionale, reduce dalla fine anticipata dell’esperienza azzurra dopo l’eliminazione nei playoff Mondiali contro la Bosnia. Cairo starebbe valutando anche il suo profilo in caso di separazione da D’Aversa, apprezzandone la capacità di costruire gruppo, trasmettere identità e ricreare senso di appartenenza. La decisione definitiva arriverà solo al termine della stagione.

Ruggeri suona la carica: «Io pupillo del Cholo? Penso a lavorare, felice di giocare e di avere la fiducia del mister. Al ritorno contro l’Arsenal ci faremo trovare pronti»

Il terzino dell’Atletico Madrid, Matteo Ruggeri, ha voluto dire la sua dopo il pari nella semifinale d’andata di Champions League contro l’Arsenal

Intervenuto nel corso del postpartita di Atletico Madrid Arsenal, il terzino italiano dei colchoneros, Matteo Ruggeri, ha analizzato così il pareggio ottenuto nella semifinale d’andata di Champions League. Queste le sue parole a Prime Video.

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SUL MATCH – «Abbiamo fatto una ottima partita e giocato una ripresa di altissimo livello, abbiamo avuto anche le occasioni per vincerla ma fa niente, ce la metteremo tutta al ritorno. Anche alla gara di ritorno sono sicuro che giocheremo bene».

STRATEGIA PER IL RITORNO? – «Sicuramente troveremo un ambiente tostissimo e lo conosciamo, abbiamo già giocato lì e sappiamo che tipo di squadra sono. Sono sicuro che ci faremo trovar pronti».

COSA SI PROVA AD ESSERE IL PUPILLO DEL CHOLO? – «Io penso a lavorare tutti i giorni, tengo un profilo basso e sono convinto che porti risultati. Sono felice di giocare e di avere la fiducia del mister, non bisogna mai accontentarsi».

Rizzoli AIA, ipotesi commissario sempre più calda: il nome torna nei palazzi FIGC, specie con Malagò

Rizzoli AIA, ipotesi commissario sempre più calda: il nome torna nei palazzi FIGC, specie se Malagò dovesse salire ai vertici della federazione

Il futuro dell’AIA resta uno dei temi più delicati nel calcio italiano. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, con l’eventuale elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC, aumenterebbero le possibilità di vedere Nicola Rizzoli, ex arbitro internazionale e oggi dirigente arbitrale, nel ruolo di commissario dell’Associazione Italiana Arbitri. Nei palazzi federali si starebbe cercando un profilo «alto, inattaccabile», capace di reggere l’urto delle inevitabili critiche e, soprattutto, di guidare una riforma profonda del mondo arbitrale.

Rizzoli AIA, esperienza internazionale e ipotesi ritorno

Il nome di Rizzoli circolerebbe con particolare insistenza. L’ex direttore di gara di Mirandola ha già maturato esperienza da designatore e oggi ricopre il ruolo di Director of Refereeing della Concacaf, confederazione che ospiterà anche i prossimi Mondiali. Il suo profilo viene considerato adatto per riportare ordine e credibilità in un settore attraversato da tensioni, inchieste e fratture interne. In passato, Rizzoli era già stato vicino a un ritorno in Italia, quando una parte del mondo arbitrale cercava una figura di rinnovamento dopo l’era Marcello Nicchi. Alla fine, però, non se ne fece nulla e l’ex arbitro proseguì il suo percorso internazionale.

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Rizzoli AIA, Rosetti resta sullo sfondo

Il principale ostacolo sarebbe convincere Rizzoli ad accettare un incarico complesso e potenzialmente logorante. La questione economica non sarebbe il punto centrale: peserebbero soprattutto responsabilità, esposizione pubblica e necessità di ricostruire un sistema. Nei ragionamenti federali resta anche il nome di Roberto Rosetti, dirigente arbitrale legato alla UEFA e considerato vicino ad Aleksander Ceferin. Il suo profilo, però, sembrerebbe più adatto a un ruolo tecnico o da designatore che a quello di commissario dell’AIA. La scelta finale dipenderà anche dagli equilibri legati alle elezioni federali del 22 giugno: il prossimo presidente della FIGC dovrà affrontare subito il nodo arbitrale.

Gervasoni arrivato per l’udienza con i pm: «Rispetto il lavoro della magistratura, risponderò»

Gervasoni arrivato per l’udienza con i pm: «Rispetto il lavoro della magistratura, risponderò». Parla anche il suo legale, Michele Ducci

Andrea Gervasoni, supervisore VAR autosospeso dopo il coinvolgimento nell’inchiesta arbitri, è arrivato alla caserma della Guardia di Finanza Silvio Novembre di Milano insieme al legale Michele Ducci. A differenza di Gianluca Rocchi, che ha scelto di non presentarsi, Gervasoni ha confermato la volontà di rispondere agli inquirenti.

L’audizione è fissata attorno alle 11 e riguarderà soprattutto l’episodio di Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025, al centro dell’accusa. I magistrati vogliono chiarire la presunta comunicazione irregolare con il VAR Nasca e il possibile meccanismo di pressioni sugli addetti VAR.

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LE PAROLE DI GERVASONI – «Rispetto il lavoro della magistratura, risponderò».

LE PAROLE DEL SUO AVVOCATO – «Risponderemo a quello che ci chiederanno. Noi siamo qui per un episodio solo»

Milan, summit Furlani Allegri a Milanello: mercato e Champions al centro del tavolo. Tutti i temi di discussione

Milan, summit tra Furlani e Allegri a Milanello, si decide il futuro: mercato e Champions al centro del tavolo. Tutti i temi di discussione

Il Milan accelera sulla costruzione della squadra della prossima stagione. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’amministratore delegato Giorgio Furlani è atteso oggi a Milanello per un nuovo confronto diretto con Massimiliano Allegri, allenatore rossonero. L’obiettivo del summit è proseguire il lavoro di pianificazione già avviato nelle scorse settimane, cercando di unire le richieste tecniche del tecnico con la necessità di mantenere equilibrio e sostenibilità nei conti societari.

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Milan, le richieste di Allegri e il ruolo di Furlani

Il confronto servirà a definire le priorità del prossimo mercato. Allegri dovrebbe ribadire la necessità di rinforzare alcuni reparti considerati scoperti, a partire dalla mediana, dove restano monitorati profili come Leon Goretzka, centrocampista tedesco del Bayern Monaco, e Manu Koné, centrocampista francese della Roma. Attenzione anche all’attacco, altro settore in cui il club potrebbe intervenire con innesti mirati. A Furlani spetterà il compito di valutare la compatibilità economica delle operazioni, definendo margini di spesa e possibili strategie per costruire una rosa competitiva senza alterare gli equilibri finanziari.

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Milan, prima la Champions poi il mercato

Nonostante la programmazione per il futuro, il primo obiettivo resta il campo. Il Milan deve ancora blindare aritmeticamente la qualificazione alla prossima Champions League: secondo le valutazioni attuali, mancherebbero sei punti per chiudere il discorso. La quota potrebbe però abbassarsi nel caso in cui Roma e Como, appaiate al quinto posto, non riuscissero a fare bottino pieno nelle ultime quattro giornate di campionato. Il vertice di Milanello rappresenta dunque un passaggio chiave per consolidare la posizione di Allegri, chiarire il budget e impostare la campagna acquisti del 2026. La dirigenza rossonera vuole muoversi con anticipo, evitando ritardi e costruendo una squadra pronta a competere su più fronti.

Simeone post Atletico Madrid Arsenal: «A Londra sarà una sfida bellissima. PSG Bayern? Quando una partita finisce 5-4, la partita non è così bella per noi allenatori»

L’allenatore dell’Atletico Madrid, Diego Simeone, ha commentato così il pareggio ottenuto in Champions League contro l’Arsenal

Il tecnico dell’Atletico Madrid, Diego Simeone, ha commentato a Prime Video il pareggio contro l’Arsenal in semifinale d’andata di Champions League. Diego Simeone ha riconosciuto la forza dei Gunners, sottolineando la crescita della sua squadra nella ripresa. In vista del ritorno a Londra, l’allenatore argentino si aspetta una sfida intensa e aperta.

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PAROLE – «Sono fortissimi e i numeri lo dicono: dieci vittorie e tre pareggi in Champions, nel primo tempo potevano farci molto male ma nella ripresa sono calati fisicamente e noi siamo cresciuti soprattutto nella loro metà campo, abbiamo tantissima voglia di fare grandi cose. A Londra sarà una sfida bellissima. Ci si aspettava tanto da questa gara dopo il 5-4 in PSG Bayern? Tutto dipende da come vuoi vedere la partita: quando una partita finisce 5-4, la partita non è così bella per noi allenatori, da spettatori invece è bellissimo».

Inchiesta Rocchi, il Manuale VAR viene incontro all’ex designatore: cosa dice il regolamento

Inchiesta Rocchi, il Manuale VAR viene incontro all’ex designatore della CAN: ecco cosa dice il regolamento nel dettaglio

L’Inter resta alla finestra mentre proseguono gli sviluppi dell’inchiesta sulla frode sportiva legata al mondo arbitrale. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, nel fascicolo assumerebbe rilievo l’esistenza di un «Manuale VAR/arbitro» di 32 pagine, documento che potrebbe offrire una diversa lettura delle presunte interferenze contestate a Gianluca Rocchi, designatore arbitrale, e Andrea Gervasoni, supervisore VAR.

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Il quotidiano sottolinea come il regolamento tecnico dell’AIA preveda la figura dell’«Osservatore VAR», chiamata a intervenire in presenza di un «chiaro rischio di un’errata applicazione del protocollo». Questo passaggio potrebbe diventare centrale nella ricostruzione difensiva, perché gli interventi nelle sale di Lissone potrebbero essere interpretati non come «pressioni indebite», ma come azioni tecniche finalizzate a evitare errori evidenti, ad esempio l’utilizzo di immagini non corrette o valutazioni incomplete.

L’attenzione ora si concentra sull’audizione di Gervasoni davanti alla Guardia di Finanza. Il dirigente potrà chiarire se le sue condotte rientrassero nelle «circostanze eccezionali» previste dal manuale e se gli interventi contestati fossero legati alla corretta applicazione del protocollo VAR.

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