Pagina 153 – Calcio News 24

Inchiesta Rocchi, il Manuale VAR viene incontro all’ex designatore: cosa dice il regolamento

Inchiesta Rocchi, il Manuale VAR viene incontro all’ex designatore della CAN: ecco cosa dice il regolamento nel dettaglio

L’Inter resta alla finestra mentre proseguono gli sviluppi dell’inchiesta sulla frode sportiva legata al mondo arbitrale. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, nel fascicolo assumerebbe rilievo l’esistenza di un «Manuale VAR/arbitro» di 32 pagine, documento che potrebbe offrire una diversa lettura delle presunte interferenze contestate a Gianluca Rocchi, designatore arbitrale, e Andrea Gervasoni, supervisore VAR.

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Il quotidiano sottolinea come il regolamento tecnico dell’AIA preveda la figura dell’«Osservatore VAR», chiamata a intervenire in presenza di un «chiaro rischio di un’errata applicazione del protocollo». Questo passaggio potrebbe diventare centrale nella ricostruzione difensiva, perché gli interventi nelle sale di Lissone potrebbero essere interpretati non come «pressioni indebite», ma come azioni tecniche finalizzate a evitare errori evidenti, ad esempio l’utilizzo di immagini non corrette o valutazioni incomplete.

L’attenzione ora si concentra sull’audizione di Gervasoni davanti alla Guardia di Finanza. Il dirigente potrà chiarire se le sue condotte rientrassero nelle «circostanze eccezionali» previste dal manuale e se gli interventi contestati fossero legati alla corretta applicazione del protocollo VAR.

Bernardo Silva Juve, la telefonata di Spalletti per convincerlo: ma occhio alla concorrenza dall’estero!

Bernardo Silva Juve, la telefonata di Spalletti per convincerlo: ma occhio alla concorrenza dall’estero! Il punto sulla trattativa

La Juventus guarda con grande attenzione al futuro di Bernardo Silva, centrocampista offensivo portoghese classe 1994 del Manchester City, in scadenza di contratto il prossimo 30 giugno. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Luciano Spalletti, allenatore bianconero, sarebbe sceso in campo in prima persona per provare a convincere il giocatore a scegliere Torino. Il tecnico toscano avrebbe già avuto contatti diretti con il portoghese, puntando sulla forza del proprio progetto tecnico e sulla possibilità di renderlo un riferimento centrale della nuova Juve.

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Bernardo Silva Juve, la telefonata di Spalletti e il progetto bianconero

Bernardo Silva rappresenterebbe un profilo ideale per la squadra che Spalletti vuole costruire. Tecnica, esperienza internazionale, duttilità tattica e mentalità vincente sono caratteristiche che alla Continassa vengono considerate fondamentali per alzare il livello del gruppo. Il portoghese, protagonista della grande era del Manchester City e vincitore di 19 trofei, potrebbe dare alla Juventus quella dose di imprevedibilità e personalità che il tecnico ritiene necessaria per tornare a competere per lo scudetto. La qualificazione alla prossima Champions League, però, resta un passaggio decisivo per rendere davvero concreta l’operazione.

Bernardo Silva Juve, concorrenza forte ma i bianconeri ci provano

La concorrenza per Bernardo Silva è molto alta. Sul giocatore ci sarebbero anche il Barcellona, alcune piste in Arabia Saudita e soluzioni in MLS, con offerte economicamente molto importanti. La Juventus, dal canto suo, potrebbe spingersi fino a un ingaggio intorno ai 7 milioni di euro più bonus, puntando poi sull’attrattiva di Spalletti, sul suo calcio e sulla centralità del progetto. Per il tecnico bianconero, il portoghese sarebbe uno dei rinforzi più adatti per cambiare volto alla squadra e aggiungere qualità immediata. La partita è aperta, ma la Juve ha deciso di giocarsela con decisione.

Sensi rivela: «Volevo smettere, grazie a mia moglie non mollai. Mi sono rivisto in Djokovic, se penso alla mia partita contro il Barcellona mi vengono i brividi»

L’ex centrocampista dell’Inter, ora all’Anorthosis, Stefano Sensi, ricorda i suoi anni in nerazzurro e parla degli infortuni che lo hanno perseguitato

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Stefano Sensi, centrocampista in forza all‘Anorthosis a Cipro, dove sta vivendo una stagione da protagonista con 8 gol e 6 assist in 23 presenze, torna a parlare del suo periodo all’Inter e degli infortuni che hanno condizionato la propria carriera.

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CIPRO – «Sto bene e mi diverto, ne avevo veramente bisogno. Gioco 90 minuti a partita, fisicamente sono al top e ho fatto amicizia con tanti ciprioti. E poi il pubblico è caldissimo, mentre l’allenatore è… Camoranesi. È arrivato qui a stagione in corso. Non lo conoscevo: ho scoperto una bella persona e un grande tecnico. Dopo mesi trascorsi parlando soltanto in inglese, grazie a lui ho rispolverato l’italiano».

SE MI MANCA L’ITALIA? – «In questo momento no, sto facendo esattamente l’esperienza che desideravo. Mi trovo bene perché vivo a Larnaca, la città più tranquilla dell’isola. Sono un tipo tranquillo, non sento il bisogno di fare festa. Certo, arrivare qui dopo sette anni a Milano è stato strano».

COSA RAPPRESENTA PER ME L’ESPERIENZA ALL’INTER? – «Un ricordo bellissimo, un traguardo che mi ha reso orgoglioso. Penso ancora al giorno in cui mi comprarono: ero in vacanza a Formentera e il mio procuratore, a sorpresa, mi telefonò per farmi parlare con Ausilio. Le gambe mi tremavano e già sapevo che nel mio paesino tutti sarebbero stati fieri di me».

L’INIZIO SUPER IN NERAZZURRI CON 3 GOL E 4 ASSIST NELLE PRIME 6 PARTITE – «Il primo mese è stato incredibile, ma lì per lì non capivo cosa stesse accadendo. Vai al campo, giochi, scherzi coi compagni, torni a casa e ti dedichi alla famiglia: il tempo vola. Se ripenso a come giocai in Champions contro il Barcellona, però, mi vengono i brividi. Sono cresciuto guardando Xavi e Iniesta, ho dato spettacolo nel loro Camp Nou. È stato il momento più bello della mia carriera».

DOPO QUELLA PARTITA BARCELLONA E CITY MI TENNERO D’OCCHIO, AVREI POTUTO GIOCARE PER CLUB DI QUEL LIVELLO? – «Sì, sicuramente. Se certe squadre ti seguono è perché hanno visto in te qualcosa di importante. Poi è successo quello che è successo e va bene, non ci posso fare nulla».

GLI INFORTUNI «Giocavamo contro la Juve, mi feci male all’adduttore. Sembrava un infortunio come gli altri, in effetti era così. Però subito dopo ho avuto un altro problema, poi un altro e un altro ancora. Una situazione surreale, proseguita per un anno e mezzo. È così che i brutti pensieri prendono il sopravvento».

VOLEVO DAVVERO SMETTERE DI GIOCARE? – «Sì, ma mia moglie mi ha convinto ad andare avanti e a non gettare la spugna. Tornassi indietro, avrei cercato subito un mental coach: tre anni fa ne ho trovato uno e oggi non posso farne a meno. Pensateci: ti fai male svariate volte, torni ad allenarti e hai sempre paura di un nuovo infortunio. Oppure succede il contrario, spingi troppo perché vuoi tornare al top e magari rimedi uno strappo. Serve il giusto equilibrio. I mental coach sono importanti, però i calciatori devono abituarsi a fidarsi di loro».

MANCINI MI VOLEVA IN NAZIONALE PER L’EUROPEO – «Gli devo tantissimo. La Nazionale non è per tutti ma Mancini mi ha convocato quando ero ancora al Sassuolo. Mi schierò titolare al posto di Jorginho, sentivo la sua fiducia. Purtroppo, mi infortunai durante l’ultima giornata di campionato, però il ct mi disse di andare comunque a Coverciano per provare a unirmi al gruppo. Non sono riuscito a recuperare e non ho vinto l’Europeo. Eppure, proprio in quel momento, sono riuscito a svoltare».

COME HO SVOLTATO? – «Stavo parlando della mia situazione con alcuni amici e sentii nominare ‘Il punto vincente’, il libro in cui Djokovic spiega quanto ha sofferto e come è riuscito a risolvere i suoi problemi fisici. L’ho comprato e, leggendolo, mi sono rivisto in lui e ho cominciato a imitarlo. Mangiavo solo cibi senza glutine e lattosio, evitavo gli zuccheri. Nel giro di poco tempo mi sono sentito in forma e, in effetti, gli infortuni sono diventati molto meno frequenti».

DOVE SAREBBE OGGI SENSI SENZA INFORTUNI? – «È difficile da dire, sono successe tante cose. Magari al Barcellona o al Manchester City, oppure ancora all’Inter».

ANCORA IN TEMPO PER TORNARE COSI’ FORTE? – «La qualità non sparisce da un giorno all’altro, quindi credo di sì. Ora mi sento bene e gioco con continuità, credo che potrei dire la mia anche ad altissimi livelli».

Arteta furioso dopo Atletico Madrid Arsenal: «Non mi va giù il rigore tolto dal VAR, è inconcepibile!»

Arteta furioso dopo Atletico Madrid Arsenal: «Non mi va giù il rigore tolto dal VAR, è inconcepibile!». Le parole del tecnico dei Gunners

Il tecnico dell’Arsenal, Mikel Arteta, ha commentato a Prime Video il pareggio contro l’Atletico Madrid nella semifinale d’andata di Champions League, soffermandosi sulle decisioni arbitrali. Mikel Arteta ha accettato il rigore concesso agli spagnoli, ma ha criticato la scelta del VAR di togliere il penalty all’Arsenal, definendola una decisione pesante e poco uniforme.

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PAROLE – «Accetto il rigore che hanno deciso di darci contro, ma non ci va giù quello che ci hanno tolto col VAR. L’arbitro ha deciso di togliere il rigore ed è inconcepibile, lo ha visto tre volte e ha deciso di toglierlo, è questione di uniformità. E’ un gol potenzialmente decisivo per la fase finale, non è concepibile».

LEGGI ANCHE: Moviola Atletico Madrid Arsenal, è la sagra dei rigori e delle polemiche: gli episodi dubbi del match

Caso arbitri, eventuali sanzioni ai club solo per la stagione 2026/27: oggi l’interrogatorio di Gervasoni

Caso arbitri, eventuali sanzioni ai club solo per la stagione 2026/27: oggi l’interrogatorio di Gervasoni. Gli sviluppi dell’indagine sul piano sportivo

Il caso arbitri che sta scuotendo il calcio italiano potrebbe avere ripercussioni anche sul piano sportivo, ma non in tempi immediati. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’ipotesi attualmente più probabile sarebbe quella di considerare salva la stagione 2025/2026. Eventuali penalizzazioni o deferimenti, nel caso in cui venissero accertati illeciti a carico di club o tesserati, potrebbero dunque ricadere sulla stagione 2026/2027 e non su quella in corso.

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Caso arbitri, l’interrogatorio di Gervasoni e il ruolo della Procura

Oggi alla Procura di Milano sarebbe atteso Andrea Gervasoni, supervisore Var, indagato insieme al designatore Gianluca Rocchi con l’accusa di «frode sportiva in concorso». Il pm Ascione proverebbe a chiarire le modalità con cui avrebbe funzionato il presunto «sistema Rocchi», con particolare riferimento alle contestazioni legate alle scelte di Var e Avar nella partita Salernitana-Modena. Gervasoni era supervisore anche in occasione di Roma-Inter, gara ricordata per il rigore non concesso ai nerazzurri per il contatto tra Ndicka e Bisseck, episodio poi riconosciuto come errore. Quella partita, però, al momento non sarebbe formalmente sotto inchiesta.

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Caso arbitri, perché le eventuali sanzioni slitterebbero

Il punto centrale riguarderebbe le tempistiche dell’indagine. La Procura di Milano avrebbe chiesto una proroga di sei mesi, con possibile chiusura del fascicolo entro novembre 2026. Questo renderebbe difficile, secondo la ricostruzione della rosea, una trasmissione completa degli atti alla giustizia sportiva entro la fine dell’attuale campionato. Il procuratore federale Giuseppe Chiné e il capo della procura dello sport del CONI, Ugo Taucer, avrebbero già richiesto gli atti, ma normalmente la consegna avviene a indagine conclusa. Per questo motivo, qualora la giustizia sportiva decidesse di riaprire il fascicolo già archiviato e venissero provati eventuali illeciti, le possibili sanzioni inciderebbero con ogni probabilità sulla stagione successiva.

Nico Paz Inter, il sogno resta vivo! Nerazzurri in attesa del Real Madrid: l’assist può arrivare da Mourinho

Nico Paz Inter, il sogno resta vivo! Nerazzurri in attesa del Real Madrid: l’assist può arrivare da Mourinho. La doppia strategia di Marotta

Il sogno Nico Paz resta vivo per il mercato dell’Inter. Come sottolinea il Corriere dello Sport, il talento argentino classe 2004 sta chiudendo la sua seconda stagione al Como con numeri in grande crescita: 12 gol in Serie A, il doppio rispetto alla precedente annata, e un impatto sempre più evidente nel gioco della squadra lariana. Il Real Madrid sarebbe intenzionato a esercitare la clausola di recompra da 11 milioni di euro, inserita al momento del trasferimento al club lombardo nell’estate 2024.

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Nico Paz Inter, reparto affollato al Real Madrid

Il ritorno alla Casa Blanca, però, non garantirebbe automaticamente la permanenza di Nico Paz a Madrid. Il reparto offensivo del Real Madrid è già molto ricco, con profili come Kylian Mbappé, Vinicius, Mastantuono, Brahim Diaz, Rodrygo ed Endrick. In questo scenario, molto dipenderà anche dal nuovo allenatore: il Corriere dello Sport cita la possibilità di un ritorno di José Mourinho, attualmente al Benfica, come uno degli scenari da valutare a giugno. Il tecnico che guiderà i blancos sarà chiamato a decidere quali giocatori trattenere e quali eventualmente sacrificare.

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Nico Paz Inter, le mosse nerazzurre e il ruolo di Zanetti

L’Inter osserva e prepara le possibili formule da presentare al Real Madrid. Una pista porterebbe a un prestito oneroso con diritto di riscatto importante e possibile controriscatto in favore delle Merengues. In alternativa, i nerazzurri potrebbero proporre un acquisto immediato del cartellino, lasciando però al club spagnolo una nuova recompra. La valutazione complessiva potrebbe aggirarsi tra i 40 e i 50 milioni di euro. Resta poi il lavoro sul giocatore: Nico Paz oggi si vedrebbe al Real Madrid, ma l’Inter proverà a convincerlo con la prospettiva di un ruolo centrale e immediato nel progetto nerazzurro. In questo senso potrebbe pesare anche Javier Zanetti, vicepresidente dell’Inter e amico di lungo corso di Pablo Paz, padre del fantasista argentino.

Inzaghi non ci sta: «Scioccato dall’inchiesta arbitri, Inter penalizzata! Fui io a tenere Dimarco, su Zielinski ne ho lette tante»

L’allenatore dall’Al Hilal, Simone Inzaghi, torna a parlare del suo addio all’Inter togliendosi alcuni sassolini anche in meito all’inchiesta arbitri

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Simone Inzaghi, allenatore dell’Al Hilal, si esprime in merito all’inchiesta arbitri e ritorna sui motivi che lo hanno spinto all’addio all’Inter.

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INCHIESTA – «L’inchiesta? Mi ha scioccato: l’Inter ha perso parecchi punti nella scorsa stagione a causa degli errori arbitrali. Il campionato, la Supercoppa… È sorprendente essere tirati dentro a una storia nella quale siamo stati penalizzati e non favoriti, Ok, ma come è possibile pensare a una macchinazione? Per noi è stata una stagione disgraziata. Ho sempre avuto grande rispetto per il lavoro degli arbitri e non voglio parlare del Napoli, che ha vinto onestamente lo scudetto. Ma resta la sensazione che ci sia stato tolto qualcosa. Non accuso nessuno e non dubito della buona fede. Diciamo che non siamo stati fortunati, tutto ha girato contro, anche se abbiamo le nostre colpe. Rimane un dispiacere che non passerà: perdere lo scudetto per un punto è doloroso».

SENTO PIU’ IL MERITO DI AVER VINTO UNO SCUDETTO O IL DEMERITO DI AVERNE PERSI DUE? – «Non si può avere rimpianti nello sport, tanto più se arrivi secondo dietro ad avversari che hanno fatto percorsi importanti. In quattro anni ho vinto tanto e sono contento dei risultati. Non so se si potesse fare qualcosa in più però abbiamo raggiunto due finali di Champions League. Comunque accetto le critiche, purché riguardino me e non i calciatori: mi hanno sempre dato tutto quello che avevano».

SE MI TROVASSI NELLA STESSA SITUAZIONE DI UN ANNO FA, STABILIREI COME PRIORITA’ LO SCUDETTO O RIPROVEREI A VINCERE LA CHAMPIONS? – «Non cambierei niente. Noi avevamo un sogno: il triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. E poi le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili».

COSA E’ SUCCESSO NELLA FINALE DI MONACO? – «Siamo arrivati alla partita senza troppe energie, sia fisiche che mentali: non è una giustificazione ma un dato di fatto. La delusione per lo scudetto perso ha pesato, minando l’autostima. Il Psg è una grande squadra, come abbiamo visto anche l’altra sera contro il Bayern: ha indirizzato la finale con due gol e sfruttato la migliore brillantezza, mentre noi abbiamo provato a reagire e ci siamo disuniti. Ci fa male ancora aver perso così ma non possiamo dimenticare ciò che era successo prima, in Europa»

PERCORSO ALL’INTER – «In quattro anni ho vinto tanto e sono contento dei risultati. Non so se si potesse fare qualcosa in più però abbiamo raggiunto due finali di Champions League. Comunque accetto le critiche, purché riguardino me e non i calciatori: mi hanno sempre dato tutto quello che avevano. Non cambierei niente. Noi avevamo un sogno: il triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. E poi le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili».

ADDIO – «Se l’ho comunicato qualche giorno prima alla squadra? Assolutamente no. Non avrei potuto farlo perché la decisione, molto sofferta per me e per la mia famiglia, non era stata presa. La verità è che è successo tutto molto velocemente: due giorni dopo Monaco ci siamo incontrati a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin. In quel contesto ho manifestato l’esigenza di cambiare, perché sentivo che si era chiuso un ciclo. Loro avrebbero voluto continuare con me ma hanno capito la scelta: ci siamo lasciati da amici e lo siamo ancora. Ma se avessimo vinto la Champions sarei rimasto all’inter. Il mio dovere era non nascondere ai tifosi cosa poteva succedere. Anche in altre situazioni le richieste c’erano state e non le avevo mai accettate. Stavolta è andata diversamente: volevo provare una nuova esperienza».

SCELTA DELL’ARABIA – «Per conoscere una nuova realtà, per mettersi in discussione in un contesto diverso. Per fortuna non ho mai avuto problemi di denaro, non era quello che mi mancava. Avevo una casa meravigliosa a Milano dalla quale vedevo tutto, anche San Siro. La proposta mi ha convinto e ora eccomi qua, felice di esserci. Se mi manca l’Italia? Sinceramente no. Da quando sono arrivato a Riad sono tornato solo quattro giorni a casa. Ho la mia famiglia, i miei genitori e i miei amici vengono spesso a trovarmi, non soffro di nostalgia. Vivo in un compound (comprensorio chiuso e autosufficiente, nda) dove le strutture sono ottime, compresa la scuola americana per i figli. L’organizzazione è perfetta, anche nel club. E anche io sto imparando l’inglese. Io in Nazionale? Non ci penso. Ho ancora un anno di contratto con I’Al Hilal e ho grande entusiasmo. Non ero mai stato lontano dall’Italia e questa avventura mi sta migliorando, sia umanamente che professionalmente».

I MEDIA PARLANO DI UN MIO POSSIBILE ESONERO? – «A me sembra che siano tutti contenti di me. Abbiamo fatto i quarti di finale al Mondiale per club, siamo ancora in corsa per il titolo in campionato perché abbiamo 8 punti di svantaggio ma dobbiamo ancora affrontare l’Al Nassr nello scontro diretto, dobbiamo giocare la finale di Coppa del Re… E soprattutto non abbiamo ancora perso una partita in stagione, perché l’eliminazione dalla Champions asiatica contro l’Al Sadd di Mancini è arrivata ai rigori. Non credo che esista nel mondo un allenatore ancora imbattuto».

SCUDETTO E COPPA ITALIA – «Sono stati molto bravi, vincere non è mai facile. E il merito è anche di Chivu. Conoscevo il gruppo e non avevo dubbi sulle capacità dei giocatori. Ma anche puntare su Cristian è stata una scelta giusta e io lo sapevo, perché lo avevo visto lavorare. Ora è giusto che l’Inter festeggi e che poi provi a vincere la finale di Coppa Italia».

DIMARCO E ZIELINSKI – «Dimarco? Federico anche con me ha fatto grandi stagioni e lo sa bene: fui io a trattenerlo all’Inter dopo averlo visto per dieci giorni in allenamento, altrimenti magari sarebbe andato via per un altro prestito. Probabilmente le sue parole sono state interpretate male, il rapporto è ottimo: ci sentiamo ancora. Anche su Zielinski ne ho lette tante. Però si dimentica che sono stato io a volerlo all’Inter, quando Marotta e Ausilio mi avevano prospettato l’occasione. Purtroppo lo scorso anno ha avuto molti problemi fisici e ha faticato a dimostrare le sue qualità».

FINALE DI COPPA ITALIA – «Se con questa rosa sarei rimasto a mani vuote? Non lo so, non si può mai dire. Di sicuro la società si è mossa bene sul mercato, sia migliorando l’attacco sia ingaggiando Akanji che per la difesa è un ottimo rinforzo. Per chi tiferò in finale di Coppa Italia? Per nessuno. Mi siedo in poltrona e mi godo lo spettacolo. Sono due club che mi hanno dato tanto, quindi vinca il migliore. In una finale tutto può succedere, chissà».

Milan-Juventus è stata la sua ultima partita in rossonero? Allegri adesso trema

Ci sono partite che restano per il risultato e altre che cambiano qualcosa anche dopo il fischio finale. Milan-Juventus, stavolta, rischia di appartenere alla seconda categoria. Non tanto per il gioco o per la classifica, ma per quello che è successo in campo e per ciò che potrebbe trascinarsi dietro nelle prossime settimane.

Uno scontro duro, improvviso, di quelli che non lasciano spazio a interpretazioni. Da lì in poi il tempo si è fermato, almeno per chi guarda il Milan con un minimo di preoccupazione. Perché quando un giocatore esce così, senza rientrare, senza segnali immediati, il dubbio arriva subito: stagione finita o no?

La risposta, almeno per ora, sembra andare in una direzione precisa. E apre anche un’altra domanda, più larga.

Luka Modric tra recupero e rinnovo col Milan

Luka Modric, uscito malconcio dopo lo scontro con Manuel Locatelli, con un problema allo zigomo sinistro che necessita di un intervento chirurgico, ha chiuso in anticipo la sua stagione in rossonero.

Mentre sul recupero filtra un certo ottimismo, l’obiettivo sarebbe esserci per il Mondiale con la Croazia, il vero nodo riguarda il futuro. Il contratto, le intenzioni del club, quelle del giocatore. Tutto resta sospeso, senza una direzione netta.

Il Milan e Allegri restano in attesa

Modric non è arrivato per fare numero, ha portato esperienza, gestione dei tempi, una presenza che si sente pure quando non è al centro del gioco.

E qui entra in gioco anche Massimiliano Allegri, perché una scelta del genere incide direttamente sulla costruzione della squadra. Continuare con Modric significa procedere su una certa linea, ma tutto dipenderà dalla scelta del calciatore che, ad oggi, non si è ancora esposto concretamente sulla questione.

Griezmann si congeda dal suo pubblico: «Ultima gara in Europa al Metropolitano, mi resterà sempre nel cuore»

L’attaccante dell’Atletico Madrid, Antoine Griezmann, ha voluto dire la sua dopo il pareggio in semifinale di Champions contro l’Arsenal

Serata speciale al Metropolitano per Antoione Griezmann eletto MVP della sfida pareggiata dal suo Atletico Madrid contro l’Arsenal. Il giocatore ha commentato la gara sottolineando la necessità di vincere il ritorno a Londra. Sul rigore concesso ai Gunners, Griezmann ha lasciato intendere che l’attaccante lo abbia cercato.

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SUL MATCH – «E’ stata una partita di buon livello, al ritorno dovremo vincere a Londra ma sapevamo sarebbe stato difficile. A Londra dovremo lottare».

SUL RIGORE PER L’ARSENAL? – «L’arbitro ha deciso secondo il suo metro, mi è sembrato che l’attaccante lo abbia cercato».

L’ULTIMA PARTITA DI CHAMPIONS LEAGUE IN CASA CON LA MAGLIA DELL’ATLETICO MADRID? – «Lo è stato soprattutto all’inizio, con la gente che mi ha accolto con grande calore. Terrò sempre nel mio cuore e nella mia testa questo momento».

Dybala Roma, l’argentino è il grande sogno del Boca Juniors: occhio agli scenari per l’estate

Dybala Roma, l’argentino è il grande sogno del Boca Juniors: occhio agli scenari per l’estate. Svelata la priorità della Joya

Il futuro di Paulo Dybala, attaccante argentino classe 1993 della Roma, resta uno dei temi più delicati in casa giallorossa. Dopo il rientro in campo contro il Bologna a distanza di quattro mesi dall’ultima presenza, la Joya vuole concentrarsi sul finale di stagione, ma il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno continua ad alimentare dubbi e riflessioni. Al momento non sarebbe ancora arrivata una decisione definitiva sul possibile rinnovo con il club capitolino.

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Dybala Roma, il Boca Juniors sogna la Joya

Secondo quanto ricordato da Fabrizio Romano sul suo canale YouTube in italiano, il Boca Juniors considera Dybala un grande sogno di mercato per l’estate. Il profilo dell’ex Juventus sarebbe discusso internamente dal club argentino, ma non ci sarebbero ancora le condizioni per avviare una trattativa concreta. Il giocatore, infatti, non avrebbe dato il via libera al proprio entourage per procedere con contatti reali con la società di Buenos Aires. La pista resta affascinante, ma ancora legata a valutazioni economiche, tecniche e contrattuali.

Dybala Roma, la strategia del club giallorosso

La priorità di Dybala, almeno nell’immediato, sarebbe chiudere nel migliore dei modi la stagione con la Roma prima di prendere una decisione definitiva sul proprio futuro. Solo a campionato concluso il giocatore valuterà se proseguire in giallorosso oppure aprire a nuove soluzioni. Dal canto suo, la Roma starebbe pensando a una proposta diversa rispetto all’attuale accordo: parte fissa dell’ingaggio più bassa e una quota più ampia legata a bonus per presenze e rendimento. Una formula pensata per tutelare il club in caso di nuovi problemi fisici, ma anche per lasciare aperta una porta alla permanenza della Joya nella Capitale.

Pagelle Atletico Madrid Arsenal: brillano Alvarez e Griezmann, Gyokeres glaciale. I VOTI

Pagelle Atletico Madrid Arsenal: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la semifinale d’andata di Champions League 2025/26

Pagelle Atletico Madrid Arsenal: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la semifinale d’andata della Champions League 2025/26

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Atletico Madrid (4-4-2): Oblak 6; Llorente 6.5, Pubill 6, Hancko 5.5, Ruggeri 6; G. Simeone 5.5 (46′ Le Normand 6), Koke 6, Cardoso 6 (88′ Molina s.v.), Lookman 5; Griezmann 6.5, Alvarez 7 (77′ Baena s.v.). All. Simeone.

Arsenal (4-3-3): Raya 6.5; White 5 (86′ Mosquera s.v.), Saliba 6, Gabriel 6.5, Hincapié 6; Odegaard 5.5 (57′ Eze 6.5), Zubimendi 6, Rice 6; Madueke 6 (68′ Saka 6), Gyokeres 6.5 (68′ Gabriel Jesus 6), Martinelli 5.5 (68′ Trossard 6). All. Arteta.

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Moviola Atletico Madrid Arsenal, è la sagra dei rigori e delle polemiche: gli episodi dubbi del match

Moviola Atletico Madrid Arsenal, è la sagra dei rigori e delle polemiche: tutti li episodi dubbi della semifinale d’andata di Champions League

La moviola di Atletico Madrid Arsenal, semifinale d’andata di Champions League diretta dall’arbitro olandese Danny Makkelie, ruota attorno a tre episodi molto discussi. Dopo lo spettacolare 5-4 tra Paris Saint Germain e Bayern Monaco nell’altra semifinale, al Wanda Metropolitano la sfida tra la squadra di Diego Simeone e i Gunners ha offerto tensione, intensità e diverse situazioni da analizzare. A fine primo tempo arriva il primo caso: Gyokeres finisce a terra dopo un contatto con Hancko, posizionato alle sue spalle. Makkelie indica il dischetto tra le proteste dell’Atletico Madrid. Il contatto sembra esserci, anche se piuttosto leggero, ma il VAR non interviene perché non ravvisa un chiaro ed evidente errore. Rigore confermato e trasformato dall’attaccante svedese.

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Moviola Atletico Madrid Arsenal, il mani di White e il penalty per l’Atletico

Nella ripresa arriva un altro episodio chiave, questa volta nell’area dell’Arsenal. Sul tiro di Llorente, il pallone colpisce il braccio di White, non aderente al corpo. In un primo momento il gioco prosegue, poi il VAR richiama Makkelie al monitor per una revisione dell’azione. Dopo l’on field review, il direttore di gara cambia la propria valutazione e assegna il calcio di rigore all’Atletico Madrid. Decisione corretta secondo il protocollo, perché il braccio del difensore inglese aumenta il volume corporeo e intercetta una conclusione diretta verso l’area.

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Moviola Atletico Madrid Arsenal, penalty revocato nel finale

A circa dieci minuti dal termine, nuovo intervento del direttore di gara: Makkelie fischia un altro calcio di rigore per l’Arsenal per un contatto tra Hancko ed Eze, con l’attaccante bravo ad anticipare il difensore. Anche in questo caso arriva il richiamo del VAR, che invita l’arbitro a rivedere l’episodio. Dopo la revisione al monitor, Makkelie cambia decisione e revoca il penalty. Una scelta che chiude una serata ad altissima tensione arbitrale, con il VAR protagonista nel correggere e indirizzare due momenti decisivi della gara.

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Atletico Madrid Arsenal 1-1: equilibrio e polemiche nella semifinale d’andata di Champions League

Appuntamento alle 21 al Riyadh Air Metropolitano per Atletico Madrid Arsenal, semifinale d’andata di Champions League: seguila live con noi

Tutto pronto al Riyadh Air Metropolitano per Atletico Madrid Arsenal. La squadra di Diego Simeone ospita quella di Mikel Arteta per la semifinale d’andata della Champions League 2025/26. Seguila live con noi.

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CRONACA

FINE PARTITA – Triplice fischio dell’arbitro.

81′ Revocato il rigore – Dopo l’on field review, l’arbitro annulla la propria decisione.

79′ Rigore per l’Arsenal – Step on foot di Hancko su Eze.

63′ Traversa di Griezmann! – Solo il legno dice di no alla bellissima conclusione del francese.

56′ GOL DELL’ATLETICO MADRID – Julian Alvarez spiazza Raya e pareggia i conti su rigore.

55′ Rigore per l’Atletico Madrid – Makkelie richiamato al Var per vedere il fallo di mano di White sulla conclusione dal limite dell’area di Llorente

53′ Doppia occasione per l’Atletico Madrid – Prima Raya para su Lookman, poi la conclusione di Griezmann viene deviata in corner.

45′ Inizia il secondo tempo – Si ricomincia

44′ GOL DELL’ARSENAL – Dal dischetto si presenta lo stesso Gyokeres che non sbaglia: calcia ad incrociare, Oblak intuisce ma non arriva.

41′ Rigore per l’Arsenal – Hancko “tampona” Gyokeres in area, l’arbitro non ha dubbi e indica il dischetto. Anche se i dubbi un po’ restano.

30′ Ci prova Madueke – L’esterno dei Gunners si accentra e calcia forte col mancino, palla di poco a lato.

1′ Fischio d’inizio – Si comincia


ATLETICO MADRID ARSENAL, IL TABELLINO: 0-0

ATLÉTICO MADRID (4-4-2): Oblak; Llorente, Pubill, Hancko, Ruggeri; Simeone, Koke, Cardoso, Lookman; Griezmann, Alvarez. Allenatore: Diego Simeone
A disposizione:  Musso, Esquivel, Lenglet, Molina, Le Normand, Bonar, Julio Diaz, Mendoza, Alex Baena, Obed Vargas, Sorloth, Almada

ARSENAL (4-3-3): Raya; White, Saliba, Gabriel, Hincapie; Odegaard, Zubimendi; Rice; Madueke, Gyokeres, Martinelli. Allenatore: Mikel Arteta
A disposizione: Kepa, Setford, Mosquera, Saka, Jesus, Eze, Norgaard, Trossard, Calafiori, Lewis-Skelly, Dowman, Salmon

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Cristiano Ronaldo l’immortale: gol numero 970 e vittoria contro l’Al Ahli: il titolo con l’Al Nassr è sempre più vicino!

Cristiano Ronaldo l’immortale: gol numero 970 e vittoria contro l’Al Ahli: il titolo con l’Al Nassr è sempre più vicino! Ecco com’è andata

Cristiano Ronaldo continua a lasciare il segno anche con la maglia dell’Al Nassr. L’attaccante portoghese, protagonista nel successo per 2-0 contro l’Al Ahli, ha trovato un altro gol in campionato, confermando ancora una volta la sua incredibile continuità realizzativa. Una rete pesante, non solo per la classifica, ma anche per il percorso personale di CR7, sempre più vicino alla soglia dei 1000 gol in carriera.

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Il fuoriclasse portoghese avrebbe raggiunto quota 970 reti, un numero straordinario che alimenta il conto alla rovescia verso un traguardo mai banale. Nonostante i 41 anni, Ronaldo continua a mostrare qualità, fame competitiva e voglia di incidere nelle partite decisive. Anche l’esultanza con il balletto dopo il gol ha acceso l’entusiasmo dei tifosi.

Per l’Al Nassr, intanto, la vittoria contro l’Al Ahli rappresenta un passo importante nella corsa al campionato. Con un Cristiano Ronaldo così determinante, il sogno titolo resta più vivo che mai.

Milinkovic Savic sicuro: «Stagione difficile ma abbiamo fatto anche cose buone. Pararigori? Non guardo le statistiche»

Milinkovic Savic: «Stagione difficile ma abbiamo fatto anche cose buone. Pararigori? Non guardo le statistiche». Le parole del portiere del Napoli

Milinkovic-Savic Napoli, il portiere azzurro ha parlato a Radio CRC analizzando il momento della squadra. L’estremo difensore ha sottolineato la maggiore energia vista contro la Cremonese, la capacità di adattarsi tra difesa a tre e a quattro, e il forte impatto del tifo partenopeo sulla sua esperienza in città.

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CREMONESE – «Contro la Cremonese abbiamo messo più energia in campo rispetto alla sfida contro la Lazio, penso si sia visto. Eravamo più determinati anche nelle ripartenze e davanti la porta. Secondo me questo ha fatto la differenza».

PREFERISCE LA DIFESA A 3 O A 4? – «Dipende da partita a partita e dall’avversario: riusciamo sempre ad adattarci».

LA SPECIALITA’ DEL LANCIO LUNGO – «Facciamo tutto quello che serve in base ai momenti della partita: che sia un passaggio corto o una palla lunga dobbiamo sfruttare ogni momento al meglio. Chiaramente le difficoltà ci sono state in questa stagione, qualcuna l’abbiamo sofferta un po’ di più, ma si superano. Fa parte del percorso di un campionato, anche se per noi sono state tante quindi è stato un peccato. Comunque ritengo che abbiamo fatto grandi cose».

ORGOGLIOSO DI ESSERE UNO DEI MIGLIORI PARARIGORI IN SERIE A? – «No, per adesso no. Quando finirò la carriera forse penserò a queste cose. Adesso non guardo le statistiche. Il Como non mi sorprende, giocava già molto bene l’anno scorso: è una buona squadra con un’identità di gioco molto chiara. La Serie A è il campionato più tattico di tutti: ogni campionato ha la sua bellezza, sono tutti diversi tra di loro».

LA PARTITA CHE RIGIOCHEREI? – «Quella con il Copenaghen in Champions League. Sapevo anche prima di venire qui a Napoli che è una città che vive il calcio a 360°, ma non mi aspettavo che il tifo fosse così coinvolto: è stata una sorpresa molto positiva».

Mazzarri riparte dalla Grecia? Trattativa in corso tra l’allenatore e l’Iraklis

Mazzarri riparte dalla Grecia? Trattativa in corso tra l’allenatore e l’Iraklis: il volo in terra ellenica per chiudere l’accordo

Possibile nuova avventura all’estero per Walter Mazzarri, allenatore toscano classe 1961 ed ex tecnico di Napoli e Inter. Il tecnico sarebbe arrivato in Grecia nella serata di oggi per incontrare l’Iraklis, club di Salonicco reduce dalla promozione dopo la vittoria della Serie B greca. L’obiettivo sarebbe quello di definire gli ultimi dettagli e provare a chiudere l’accordo, aprendo così una nuova fase della carriera dell’allenatore italiano.

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Mazzarri Iraklis, possibile ritorno dopo quasi due anni

Per Mazzarri si tratterebbe di un ritorno in panchina a distanza di circa due anni dall’ultima esperienza. Il tecnico avrebbe infatti voglia di rimettersi in gioco in un contesto diverso da quello italiano, accettando una sfida ambiziosa e complessa. L’Iraklis punterebbe sulla sua esperienza per affrontare al meglio il salto di categoria e consolidare il proprio percorso dopo la promozione. La società greca vedrebbe nell’ex tecnico azzurro un profilo capace di dare organizzazione, solidità e mentalità a una squadra chiamata a misurarsi con un livello superiore.

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Mazzarri Iraklis, dall’ultima parentesi al Napoli alla Grecia

L’ultima avventura di Mazzarri risale alla stagione 2023-24, quando fu richiamato dal presidente Aurelio De Laurentiis per sostituire Rudi Garcia sulla panchina del Napoli. La seconda esperienza in azzurro, però, non portò la svolta sperata. Il tecnico rimase alla guida della squadra da novembre a febbraio, prima dell’esonero arrivato dopo il pareggio per 1-1 contro il Genoa. Una parentesi breve e complicata, che non avrebbe però spento il desiderio di tornare protagonista. Ora la Grecia può diventare il punto di ripartenza: l’Iraklis offre a Mazzarri la possibilità di rilanciarsi lontano dall’Italia, in un progetto nuovo e con margini di crescita importanti.

A riferirlo è Gianluca Di Marzio.

Lautaro fa felici i tifosi dell’Inter: «Sono guarito, col Parma ci sarò! Scudetto o Mondiale? Entrambi»

Lautaro fa felici i tifosi dell’Inter: «Sono guarito, col Parma ci sarò! Scudetto o Mondiale? Entrambi». Le risposte del Toro in chat

Protagonista di oggi della chat live di Dazn con i tifosi, l’attaccante e capitano dell’Inter, Lautaro Martinez, ha risposto alle domande dei propri fan. Tra le risposte più importanti quelle relative al suo recupero dall’infortunio: l’argentino ha infatti dichiarato di esser guarito e che ci sarà domenica contro il Parma.

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GIOCHI DOMENICA? – «Tornerò sì».

COME STA ANDANDO IL RECUPERO? – «Beh, sono già guarito».

RITUALI PRE-PARTITA – «Sì ne ho tanti, ma non li dico, li tengo per me».

CHE RAPPORTO HAI CON THURAM? – «Grande! Andiamo molto d’accordo dentro e fuori dal campo».

PRESSIONE PRIMA DELLE PARTITE? – «Pressione no, adrenalina pura».

IL MAGGIOR SACRIFICIO FATTO PER ESSERE QUELLO CHE SONO – «Lavoro, lavoro, lavoro e lavoro».

PRONTO PER IL FINALE DI STAGIONE E PER LA COPPA DEL MONDO? – «Sì, con tanta voglia di vedere cosa succederà».

LAUTI, FELICE? – «Molto felice».

PIATTO PREFERITO? – «La torta di patate di mia mamma e l’arrosto di mio padre».

GIOCATORE PREFERITO? – «Radamel Falcao, il mio idolo fin dall’infanzia».

HAI ANCORA SOGNI DA REALIZZARE? – «Tutti i giorni».

QUALI ALTRI TROFEI MI PIACEREBBE VINCERE? – «Tutti quelli che gioco».

DOMENICA GIOCHI, VERO? – «Sìsì».

IL MIGLIOR GIOCATORE CON CUI HAI GIOCATO – «Messi».

PENSIERI PER IL FUTURO? – «Continuare a far crescere la mia cantina cittanina a Mendoza».

CARICO PER IL MONDIALE? – «Sì, molto».

LA MIA VITTORIA PIU’ GRANDE – «I miei due figli».

ANIMALE PREFERITO? – «Cane».

HAI VINTO LA PARTITA DI ALLENAMENTO DI OGGI? – «Sìììì».

COME CI SI SENTE AD ESSERE IL CAPITANO DELL’INTER? – «Orgoglio totale».

COSA FAI DOPO UNA PARTITA? – «Vado a dormire».

CUCINA ITALIANA O ARGENTINA? – «Argentina sempre».

SCUDETTO O MONDIALE? – «Tutti e due».

MILANO O BAHIA BLANCA? – «Bahia Blanca».

IN QUANTO TEMPO HAI IMPARATO L’ITALIANO? – «6 mesi».

QUAL È LA PARTITA CHE TI È PIACIUTA DI PIÙ IN QUESTA STAGIONE? – «Inter-Roma»

VORRESTI IL TERZO FIGLIO? – «».

VORRESTI CHE TUO FIGLIO DIVENTASSE UN CALCIATORE? – «Sì ma deve decidere cosa lo rende felice»

Infortunio Salah, buone notizie per il Liverpool: la sua stagione non è già finita! Il comunicato

Infortunio Salah, buone notizie per il Liverpool: la sua stagione non è già finita! Il comunicato dei Reds sulle condizioni dell’egiziano

Il Liverpool ha fatto chiarezza sulle condizioni di Mohamed Salah, attaccante egiziano classe 1992 e numero 11 dei Reds, uscito durante il secondo tempo della sfida di Premier League contro il Crystal Palace ad Anfield. Il club inglese, attraverso un comunicato ufficiale, ha confermato che il problema fisico accusato dal giocatore non sarebbe grave e che il suo rientro dovrebbe avvenire prima della conclusione della stagione.

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Nel comunicato del Liverpool si legge: «Il numero 11 è stato sostituito durante il secondo tempo della partita di Premier League di sabato scorso contro il Crystal Palace ad Anfield.Il problema che ha causato la sua uscita dal campo è stato ora confermato come un lieve infortunio muscolare. Tuttavia, si prevede che Salah tornerà in campo prima della conclusione della stagione 2025-26 e del suo addio ai Reds quest’estate».

Una notizia importante per Arne Slot, tecnico olandese dei Reds, che potrà contare nuovamente su Salah nel finale di stagione. Il Liverpool affronterà il Manchester United all’Old Trafford nel prossimo turno, prima di tornare ad Anfield nel weekend successivo.

Calciomercato Juve, è sfida al Milan per Goncalo Ramos: e il PSG non si oppone alla cessione! Il punto

Calciomercato Juve, è sfida al Milan per Goncalo Ramos: e il PSG non si oppone alla cessione! Il punto sulla trattativa per l’attaccante portoghese

La Juve inizia a muoversi in vista del prossimo mercato estivo e guarda con attenzione al reparto offensivo. Secondo quanto riportato da La Repubblica, il PSG avrebbe deciso di mettere sul mercato Goncalo Ramos, attaccante portoghese classe 2001, al termine della stagione. Una situazione che avrebbe acceso l’interesse dei bianconeri, alla ricerca di un profilo internazionale capace di aumentare qualità, profondità e soluzioni nell’area avversaria.

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Calciomercato Juve, attenzione anche al Milan su Goncalo Ramos

Il nome di Goncalo Ramos sarebbe però finito anche nella lista del Milan, con il direttore sportivo dei rossoneri, Igli Tare, pronto a valutare un possibile inserimento qualora si aprissero condizioni favorevoli. Si profila dunque un potenziale duello di mercato tra rossoneri e bianconeri, anche se la Juventus al momento resterebbe in una posizione di attesa. Prima di affondare il colpo con il club parigino, la dirigenza dovrà infatti fare chiarezza sulle uscite e liberare spazio tecnico ed economico all’interno della rosa.

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Calciomercato Juve, prima le cessioni poi l’assalto all’attaccante

Il futuro dell’attacco bianconero dipenderà inevitabilmente dalle prossime mosse in uscita. Tra i profili più a rischio cessione ci sarebbero Lois Openda, attaccante belga arrivato per dare velocità e profondità, e Jonathan David, centravanti canadese che non avrebbe ancora blindato il proprio ruolo nel progetto. Resta inoltre da monitorare la situazione di Dusan Vlahovic, punta serba in scadenza e ancora senza accordo per il rinnovo del contratto. Solo dopo aver definito questi dossier, la Juve potrà eventualmente accelerare per Goncalo Ramos. Il portoghese rappresenterebbe un innesto di livello per ripensare il reparto offensivo e dare al tecnico nuove alternative in vista della prossima stagione.

Gravina torna a parlare: «Non sono stato costretto a dimettermi e non ho fallito! No al commissariamento. Arbitri? Stiamo buttando fango senza sapere nulla»

L’ex presidente della FIGC, Gabriele Gravina, torna a parlare dopo le dimissioni e interviene sull’ipotesi commissariamento e sul caso arbitri

Ospite a “Otto e mezzo” su La7, il presidente dimissionario della FIGC, Gabriele Gravina, torna a parlare.

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CASO ARBITRI – «Sul caso arbitri, perché siamo garantisti solo a corrente alternata? Dietro quel ruolo di designatore c’è un uomo, una vita, una famiglia. Dovremmo essere garantisti, stiamo buttando fango senza sapere nulla».

IPOTESI COMMISSARIAMENTO – «Assolutamente no al commissariamento. E’ contrario all’autonomia dello sport, agli statuti, alla Uefa e alla Fifa. Ho sentito parlare di commissariamento per modifiche che potrebbero fare autonomamente. Il rapporto tra sport e politica è più stretto di quanto si possa immaginare. Lo sport è economia, identità, cultura. Capisco che il politico abbia interesse a rivolgersi a una platea così ampia, ma c’è bisogno dell’ autonomia. Se si tenta di invadere il campo altrui si attua il principio della rottura e della rottura istituzionale. Vi sembra normale che partecipi alla commissione cultura un soggetto che è presidente della Lazio che è stato vent’anni nel consiglio federale e parla di disastro, che solo due anni è andato via perché è stato sconfitto? Sento parlare di modifica della legge 91/1981 che è stata abrogata e di “vincolo sportivo”, che questo governo ha tolto. C’è qualcosa che non torna. Chiediamo rispetto per il calcio».

SUI DUE CANDIDATI A SOSTITUIRMI – «Malagò e Abete sono due ottimi dirigenti, ma ho preso l’impegno solenne di non tirare la volata a nessuno».

DIMISSIONI – «Non sono stato costretto a dimettermi, nella maniera più assoluta. E’ stata una mia scelta personale. Avevo assunto un impegno verso tutti i tifosi italiani di andare ai Mondiali e purtroppo non ho mantenuto fede a questo impegno. E’ stato giusto dimettersi. Non sono propenso a subire pressioni, ragiono con la mia testa e la mia lucidità. E’ stato un atto di responsabilità verso la federazione, erano in atto isterie istituzionali di ogni genere, era bene non sovraesporre la Figc. Non ritengo di aver fallito. Se legato a piccoli episodi, certo, ho fallito, ma se vogliamo parlare dell’attività in tutte le sue forme e nei progetti realizzati, la nostra federazione è tra le più apprezzate in Europa».

Perin ammette: «Giocare alla Juve è un altro sport, qui l’esigenza di vittorie è folle! Io fortunato con Chiellini, Bonucci e Barzagli»

Il portiere della Juventus, Mattia Perini, ha raccontato quella che è la pressione per un calciatore che indossa la maglia bianconera

Mattia Perin, portiere della Juventus, ha raccontato il peso della maglia bianconera nel terzo episodio della serie WSA Confidential su Speaker from iHeart. L’estremo difensore ha spiegato come giocare nella Juve rappresenti una dimensione diversa, per la pressione costante e per l’esigenza di vittoria che si respira ogni giorno alla Continassa.

Il portiere, oggi in competizione e condivisione del reparto con Michele Di Gregorio, ha ricordato il suo arrivo in un gruppo ricco di leader come Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci e Andrea Barzagli, figure fondamentali per comprendere la cultura bianconera. Secondo Perin, l’ambiente juventino impone standard elevatissimi non solo in partita, ma anche durante gli allenamenti e nella quotidianità.

Il concetto centrale espresso dal portiere riguarda la capacità di reggere il peso della storia della Juventus: senza personalità, carisma e disponibilità a entrare pienamente nel meccanismo del club, il rischio è quello di essere travolti dalle aspettative.

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COSA VUOL DIRE GIOCARE PER LA JUVE – «Giocare nella Juventus è un altro sport, perché ogni pallone ha un peso specifico differente. Quando entri alla Continassa respiri proprio un’esigenza di vittoria che è folle. Io sono stato fortunato perché sono arrivato con Chiellini, Bonucci, Barzagli, dei totem… e se guardi loro, per osmosi, respiri cosa portare agli altri».

ASPETTATIVE – «C’è un’aspettativa per i campioni che ci sono stati e per le vittorie che crea ulteriori, grandissime aspettative. In allenamento, al centro sportivo… ma anche su come tu approcci e rispetti la cultura e la tradizione di questa società e su quanto tu sei disposto ad entrare in quel meccanismo che, se non hai grandi personalità e carisma, ti risucchia e ti sputa fuori senza neanche accorgertene».

Infortunio Hakimi, che tegola per il PSG: c’è lesione e salta il ritorno contro il Bayern Monaco

Infortunio Hakimi, che tegola per il PSG: c’è lesione e salta il ritorno contro il Bayern Monaco. L’esito degli esami strumentali

Il PSG si gode lo spettacolare successo per 5-4 contro il Bayern Monaco nella semifinale d’andata di Champions League, ma deve fare i conti con una brutta notizia dall’infermeria. A preoccupare Luis Enrique, tecnico spagnolo dei parigini, sono le condizioni di Achraf Hakimi, esterno marocchino classe 1998, uscito acciaccato nei minuti finali della sfida contro i bavaresi.

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Secondo quanto riportato da RMC Sport, gli esami strumentali a cui si è sottoposto il giocatore avrebbero evidenziato una lesione al bicipite femorale. Un problema muscolare che impedirà a Hakimi di prendere parte alla semifinale di ritorno contro il Bayern Monaco, in programma la prossima settimana in Germania.

Si tratta di un’assenza pesante per il PSG, impegnato in un finale di stagione delicatissimo tra Ligue 1 e corsa alla finale europea. Luis Enrique dovrà ora valutare le alternative sulla fascia destra.

Como, il ds Ludi non ha dubbi: «Certi di proseguire con Fabregas. Quella sui pochi italiani in squadra è solo una delle critiche che ci fanno»

Il direttore sportivo del Como, Carlalberto Ludi, ha risposto su diversi temi di mercato e sulla permanenza di Cesc Fabregas per il prossimo anno

Presente in occasione della finale della Coppa Italia Primavera tra la Juventus e l’Atalanta, il direttore sportivo del Como, Carlalberto Ludi, ha risposto così ad alcune domande dei giornalisti presenti. Queste le sue dichiarazioni riportate da TMW.

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GIOVANI – «La prima squadra è la manifestazione di come il giovane talento possa performare anche in Serie A: di giovani italiani in prima squadra ancora non ne abbiamo, ma è un progetto per un futuro a medio-lungo termine. Intanto ci siamo prefissati l’obiettivo Primavera 1 e ci stiamo lavorando, con ragazzi come Pisati e Baralla che stanno crescendo molto e speriamo arrivino in prima squadra»

CRITICHE PER LA MANCANZA DI ITALIANI NELLA NOSTRA SQUADRA – «Non solo quella, è una delle critiche. Noi siamo orgogliosi del lavoro che stiamo facendo, abbiamo investito su giovani italiani di talento, che siano allineati con quello che vuole Cesc, perché sia un percorso coerente. E speriamo che la prima squadra sia una motivazione per i ragazzi, che sia un punto d’arrivo reale, un sogno».

EUROPA – «Speriamo che arrivi, ci sono altre 4 partite: dobbiamo vendere cara la pelle, siamo ambiziosi e vogliamo esserlo fino alla fine. Quando devo spiegare l’ambizione ricordo le ultime partite del campionato scorso, in cui non ci giocavamo nulla ma siamo arrivati decimi vincendo le ultime sei. Semplicemente è un altro step di crescita per questa proprietà ambizioso, una sfida ulteriore che siamo pronti ad accettare e ad affrontare a viso aperto».

COME ARRIVA IL COMO ALLA PARTITA CONTRO IL NAPOLI – «Con grande energia. Abbiamo disputato un’ottima gara contro il Genoa, secondo me e Cesc, e non era facile dopo la ferita della semifinale di Coppa Italia. Però abbiamo ricaricato le batterie, la squadra ha affrontato una bella battaglia a Genova. Ora sfidiamo un’altra delle più forti, la cosa motiva noi e tutto l’ambiente. Speriamo possa essere un’altra bella giornata di sport a Como».

FABREGAS CON NOI ANCHE LA PROSSIMA STAGIONE? – «Aspettavo marzo e aprile, quando si accende sempre questo dibattito su lui e Nico Paz. Siamo sereni e super allineati con Cesc, non possiamo prevedere il futuro ma come eravamo lo scorso anno, anche quest’anno siamo certi che proseguiremo assieme».

COME STA NICO PAZ – «Molto bene, dopo l’ultima partita abbiamo fatto esami in via precauzionale dopo la botta alla testa. Ma è stato escluso tutto».

Koleosho svela: «Ho sempre tifato Milan. Leao un punto di riferimento, sarebbe bellissimo essere il suo erede»

L’attaccante esterno del Paris FC e dell’Italia U21, Luca Koleosho, si è raccontato così non nascondendo la propria passione per il Milan

Intervistato da MilanNews, il giovane attaccante del Paris FC e dell’Italia U21, Luca Koleosho, svela la propria fede per i colori rossoneri e parla anche di futuro in ottica mercato.

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IL TIFO PER IL MILAN – «Mi piacevano alcuni giocatori del Milan come Ronaldo Nazario, Ronaldinho, Pato e tutti questi giocatori. E soprattutto Balotelli quando lui era al Milan. Mario era uno dei miei giocatori preferiti. Il Milan mi è sempre piaciuto».

LEAO – «A me piace molto Leao da quando lui arrivò al Milan con Zlatan e contribuì alla vittoria dello Scudetto. Da allora lo seguo sempre e per me Leao è un punto di riferimento!. Quando lo vedo giocare mi dà ispirazione. Mi vedo sempre i suoi video su YouTube, gli highlights, le sue skills, i suoi goal… tanta roba!».

RACCOGLIERE LA SUA EREDITÀ IN FUTURO? – «Sì, sarebbe bellissimo essere il suo erede. Se ho l’opportunità di andare in Italia, la coglierei al volo. Ho sempre tifato Milan… è il mio club preferito in Serie A. Forza Milan!»

Formazioni ufficiali Atletico Madrid Arsenal: le scelte di Simeone e Arteta

Formazioni ufficiali Atletico Madrid Arsenal: le scelte di Diego Simeone e Mikel Arteta per la semifinale d’andata di Champions League

Tra le partite di stasera c’è Atletico Madrid Arsenal, semifinale d’andata della Champions League 2025/26.

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ATLÉTICO MADRID (4-4-2): Oblak; Llorente, Pubill, Hancko, Ruggeri; Simeone, Koke, Cardoso, Lookman; Griezmann, Alvarez. Allenatore: Diego Simeone
A disposizione:  Musso, Esquivel, Lenglet, Molina, Le Normand, Bonar, Julio Diaz, Mendoza, Alex Baena, Obed Vargas, Sorloth, Almada

ARSENAL (4-3-3): Raya; White, Saliba, Gabriel, Hincapie; Odegaard, Zubimendi; Rice; Madueke, Gyokeres, Martinelli. Allenatore: Mikel Arteta
A disposizione: Kepa, Setford, Mosquera, Saka, Jesus, Eze, Norgaard, Trossard, Calafiori, Lewis-Skelly, Dowman, Salmon

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Seri problemi di salute, salta il prossimo impegno: c’è il comunicato ufficiale

Joao Almeida non correrà il Giro d’Italia. La notizia è arrivata direttamente dal corridore portoghese, dopo giorni di dubbi sulle sue condizioni, e cambia parecchio la faccia della Corsa Rosa prima ancora della partenza.

Non si parla di scelta tecnica, né di calendario da rivedere per comodità. Qui c’entra la salute, con una preparazione compromessa negli ultimi mesi e una condizione che non gli permetterebbe di presentarsi al via con garanzie vere.

Salta il Giro d’Italia, il messaggio del portoghese

Almeida ha spiegato sui social che non sarà alla partenza del Giro “come previsto”, perché i problemi di salute degli ultimi mesi avrebbero inciso troppo sulla preparazione. Ha aggiunto che non sarebbe pronto in tempo e che, dopo un confronto con la squadra, avrebbe deciso di prendersi un periodo di riposo e spostare l’attenzione su altri obiettivi più avanti nella stagione.

Il problema, secondo diverse ricostruzioni, sarebbe legato a una sindrome virale contratta a inizio stagione, con conseguenze più lunghe del previsto. Almeida non corre dalla Volta a Catalunya, chiusa lontano dai suoi standard, con un trentottesimo posto finale che già allora aveva lasciato qualche domanda.

Perché l’assenza di Almeida pesa sul Giro

Almeida era il capitano designato della UAE Team Emirates-XRG per il Giro, uno dei nomi attesi per la classifica generale, anche perché nella Corsa Rosa era già salito sul podio nel 2023. La sua assenza toglie un riferimento tecnico alla squadra e un avversario diretto agli altri uomini di classifica.

Coppa Italia Primavera, Atalanta Juve 5-2 dcr: la Dea si aggiudica il trofeo ai calci di rigore! La sintesi

Coppa Italia Primavera, Atalanta Juve 5-2 dcr: la Dea si aggiudica il trofeo ai calci di rigore! Ecco com’è andata la finale all’Arena Civica di Milano

(inviato all’Arena Civica di Milano) – L’Atalanta Primavera conquista la Coppa Italia Primavera al termine di una finale intensa contro la Juventus, decisa soltanto ai calci di rigore dopo l’1-1 maturato nei tempi regolamentari. La sfida si è aperta all’insegna dell’equilibrio, con i bianconeri capaci di trovare il vantaggio al 27’ grazie a Niccolò Rizzo, bravo a indirizzare la gara sui binari della squadra torinese.

Coppa Italia Primavera, la Juventus spreca e la Dea resta in partita

Nella ripresa la Juventus Primavera ha avuto diverse occasioni per chiudere il match, ma gli attaccanti bianconeri non sono riusciti a concretizzare. Importante anche il contributo del portiere Radu, decisivo in più circostanze nel mantenere vivo il vantaggio. L’Atalanta, però, ha continuato a crederci fino alla fine e nei minuti di recupero ha trovato il pareggio con Isoa, portando la finale ai rigori.

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Coppa Italia Primavera, Anelli decisivo dal dischetto

Dagli undici metri è salito in cattedra Anelli, protagonista assoluto con due rigori parati. Il penalty trasformato da Ruiz ha poi consegnato la Coppa Italia Primavera all’Atalanta, che ha chiuso la lotteria sul 5-2 tra la festa dei tifosi della Dea e la delusione della Juventus.

Calcio scommesse, scoppia un nuovo caso in Serie C e Serie D! Coinvolti Selvini, Giacchino e Antoni: le sanzioni

Calcio scommesse, scoppia un nuovo caso in Serie C e Serie D! Coinvolti Selvini, Giacchino e Antoni: le sanzioni per ognuno di loro tre

Nuovo caso di calcio scommesse nelle leghe inferiori, tra Serie C e Serie D. La Procura Federale ha comunicato le sanzioni nei confronti di Alessandro Selvini, calciatore del Forlì, Gabriele Giacchino, oggi al Vado, ed Edoardo Antoni, tesserato per il Monopoli. I tre giocatori sono finiti al centro del procedimento relativo a scommesse effettuate su competizioni calcistiche nazionali e internazionali, in violazione del Codice di Giustizia Sportiva. La vicenda riguarda condotte contestate in periodi diversi, quando i calciatori erano tesserati anche per club come Frosinone U19, Lucchese, Asti e Tau Altopascio.

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Calcio scommesse, le posizioni dei tre calciatori

Secondo quanto riportato nel provvedimento, Selvini avrebbe effettuato numerose scommesse su gare nazionali e internazionali. Più articolata la posizione di Giacchino, al quale vengono contestate anche puntate su partite come Lucchese-Ascoli del 24 gennaio 2025, valida per il campionato di Serie C, e su incontri di Serie D come Chisola Calcio-FC Vado e Alcione Milano-Caldiero Terme. Per Antoni, invece, la contestazione riguarda anche alcune scommesse effettuate il 26 febbraio 2023 sulla gara Bagnolese-Giana Erminio, valida per il campionato di Serie D. Tutti e tre hanno formulato richiesta di applicazione della sanzione ai sensi dell’articolo 126 del Codice di Giustizia Sportiva.

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Calcio scommesse, le sanzioni decise

Per Alessandro Selvini sono stati disposti 7.500 euro di ammenda e 10 mesi di squalifica, di cui 5 mesi commutati in prescrizioni alternative: piano terapeutico per la cura della ludopatia e partecipazione ad almeno 10 incontri pubblici in cinque mesi. Per Gabriele Giacchino la sanzione è più pesante: 12.500 euro di ammenda e un anno e sei mesi di squalifica. A Edoardo Antoni sono stati inflitti 5.000 euro di ammenda e 8 mesi di squalifica, di cui 4 mesi commutati in piano terapeutico e incontri pubblici. Una nuova vicenda che riporta al centro il tema della prevenzione e del contrasto alle scommesse nel calcio italiano.

Infortunati Cagliari: Pavoletti si è operato al ginocchio, lesione per Borrelli, ma nulla di grave per Mendy

Infortunati Cagliari: Pavoletti si è operato al ginocchio, lesione per Borrelli, ma nulla di grave per Mendy. Il punto sull’infermeria dei sardi

Brutte notizie per il Cagliari di Fabio Pisacane, allenatore dei rossoblù, che perde Leonardo Pavoletti, attaccante classe 1988, per il finale di stagione. Come comunicato dal club attraverso una nota ufficiale, il centravanti è stato sottoposto a un intervento in artroscopia al ginocchio sinistro dopo alcune visite specialistiche. L’operazione di cleaning articolare è stata effettuata presso la Clinica Villa Stuart di Roma dal professor Pier Paolo Mariani, alla presenza del responsabile sanitario del club, Marco Scorcu. L’intervento è perfettamente riuscito, ma per Pavoletti la stagione può ormai considerarsi conclusa.

Infortunati Cagliari, infermeria da monitorare dopo l’Atalanta

La situazione dell’infermeria rossoblù resta però da seguire con attenzione anche per altri elementi della rosa. Alla ripresa degli allenamenti, il Cagliari ha aggiornato il quadro medico dopo la gara contro l’Atalanta. Luca Mazzitelli, centrocampista classe 1995, ha svolto lavoro personalizzato, mentre Gennaro Borrelli, attaccante classe 2000, e Paul Mendy, protagonista con una doppietta nell’ultima sfida, sono rimasti a riposo dopo essere usciti anzitempo contro i bergamaschi. Gli accertamenti hanno evidenziato per Borrelli una lesione di basso grado al bicipite femorale della coscia sinistra, mentre per Mendy si tratta di un affaticamento alla coscia sinistra.

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Infortunati Cagliari, verso il Bologna con diverse valutazioni

In vista della prossima gara di campionato contro il Bologna, lo staff tecnico dovrà valutare con prudenza le condizioni dei giocatori acciaccati. La situazione di Mendy non sembrerebbe grave, ma il giovane attaccante resta comunque in dubbio per il prossimo impegno. Più delicato il quadro di Borrelli, che dovrà seguire un percorso specifico dopo l’esito degli esami. Per il Cagliari, impegnato nella corsa salvezza, ogni scelta sarà pesata con attenzione: l’assenza di Pavoletti toglie esperienza al reparto offensivo, mentre il recupero degli altri attaccanti diventa ora un tema centrale per affrontare al meglio il finale di stagione.

Doping Mudryk, pugno duro della FA: 4 anni di squalifica per l’attaccante del Chelsea! Pronto il ricorso

Doping Mudryk, pugno duro della FA: 4 anni di squalifica per l’attaccante del Chelsea! Pronto il ricorso da parte dell’ucraino

La Football Association avrebbe scelto il pugno duro nei confronti di Mykhailo Mudryk, esterno offensivo ucraino classe 2001 del Chelsea. Secondo quanto riportato dal giornalista Ben Jacobs, il calciatore sarebbe stato squalificato per quattro anni dopo essere risultato positivo a un controllo antidoping. Una vicenda pesante per il club londinese e per lo stesso giocatore, arrivato in Premier League nel gennaio 2023 dallo Shakhtar Donetsk per una cifra complessiva vicina ai 100 milioni di euro.

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Mudryk Chelsea, il controllo del dicembre 2024

Il controllo che avrebbe portato alla sanzione risalirebbe al dicembre 2024, periodo in cui Mudryk si trovava in ritiro con la nazionale ucraina. In quell’occasione sarebbe stata rilevata la presenza di meldonium, sostanza inserita tra quelle considerate dopanti dalla FA. Dopo la positività, la federazione inglese avrebbe disposto la sospensione immediata del giocatore. La situazione si sarebbe poi aggravata nel giugno 2025, quando l’analisi del campione B avrebbe confermato il quadro iniziale, portando all’incriminazione formale dell’esterno del Chelsea.

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Mudryk Chelsea, rientro previsto nel 2028 e strategia difensiva

La squalifica di quattro anni decorrerebbe dal dicembre 2024, con un possibile ritorno in campo fissato al dicembre 2028. Nel frattempo, Mudryk non potrebbe disputare partite ufficiali con il Chelsea e non potrebbe nemmeno allenarsi con il gruppo squadra. Il calciatore avrebbe sempre respinto ogni accusa e si sarebbe affidato allo studio legale Morgan Sports Law, già coinvolto nella difesa di Paul Pogba nel caso doping del 2023. L’udienza non sarebbe ancora stata fissata, ma l’obiettivo della difesa sarebbe ottenere l’annullamento della squalifica o almeno una riduzione della pena. Proprio il precedente di Pogba, passato da quattro anni a 18 mesi nell’ottobre 2024, viene considerato un possibile riferimento per la strategia del giocatore ucraino.

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