Pagina 151 – Calcio News 24

Inchiesta arbitri, l’avvocato Di Cintio frena: «Fuori luogo ipotizzare una nuova Calciopoli, qui non sono coinvolti né club né i vertici federali»

Inchiesta arbitri, l’avvocato Di Cintio ha escluso categoricamente l’ipotesi di una nuova Calciopoli. Le sue dichiarazioni

Il mondo del calcio italiano è scosso dalla complessa inchiesta che ha recentemente travolto il settore arbitrale. Per fare luce sui reali risvolti legali della vicenda, l’avvocato Cesare Di Cintio, autorevole esperto di diritto sportivo, è intervenuto ai microfoni del podcast “Sette Vite”, condotto da Hoara Borselli. L’analisi del legale punta a ridimensionare l’allarme generale, escludendo la presenza dei presupposti necessari per prefigurare reati di estrema gravità.

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La frode sportiva e lo spettro di Calciopoli

Valutando le indiscrezioni emerse, l’avvocato ha espresso forti perplessità sul reale perimetro dell’impianto accusatorio, allontanando l’ipotesi di un sistema illecito volto ad alterare i campionati: «Non ci sono gli elementi per parlare di frode sportiva, mi sembra una vicenda interna al mondo arbitrale, non capisco chi possa averne tratto un vantaggio».

A chi grida allo scandalo, invocando parallelismi con i fatti del 2006, Di Cintio ha risposto in maniera netta e perentoria, chiarendo i confini dell’indagine: «Credo sia fuori luogo ipotizzare una nuova Calciopoli, ci sono tante differenze, qui non sono coinvolti né club né i vertici federali. Non vedo elementi di dolo in quanto è emerso. È giusto che la Procura faccia i suoi approfondimenti, poi arriverà a decidere se chiedere il rinvio a giudizio o proporre l’archiviazione».

Fiducia totale in Rocchi e Gervasoni

Avendo calcato in prima persona i campi di calcio fino alla Serie C, l’esperto vanta una profonda e diretta conoscenza delle dinamiche dell’Associazione Italiana Arbitri. Forte di questo bagaglio personale, ha difeso pubblicamente l’operato di Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni: «Un’esperienza di cui vado orgoglioso. Ho avuto la fortuna di arrivare al professionismo, sono stato compagno di Rocchi e Gervasoni, ho il ricordo di due persone lineari e integerrime. Il ruolo del designatore è molto delicato, non sempre si riesce a mandare la persona giusta alla partita giusta: non è solo questione tecnica, ma anche comportamentale. L’abilità dell’organo tecnico sta nell’individuare un arbitro capace e in grado di reggere la pressione ambientale. Non dimentichiamo che l’arbitro è un essere umano, che vive le tensioni come tutti noi e sbaglia come tutti noi: è un elemento importante del nostro sistema e deve essere tutelato».

Le criticità del VAR e il nodo del sorteggio

In chiusura, il focus si è spostato sulle problematiche prettamente tecnologiche e regolamentari del calcio moderno. Riguardo all’impatto del VAR e alla suggestiva proposta di reintrodurre il sorteggio arbitrale, Di Cintio ha offerto una lucida e severa analisi tecnica: «Purtroppo ha deresponsabilizzato gli arbitri. Oggi si ricorre al mezzo elettronico troppo facilmente. Tornare indietro non possiamo, ma ridefinire il perimetro dell’utilizzo del Var sì. Oggi il ricorso che ne facciamo è eccessivo. Il sorteggio? Ci credo poco, verrebbe a mancare la funzione principale del designatore. Per il sorteggio dovremmo avere quaranta arbitri dello stesso livello, e questo palesemente ci manca»

Neuer Bayern Monaco, permanenza vicina: contatti con l’agente per il rinnovo. Definita la strategia per la porta

Neuer Bayern Monaco, permanenza vicina: contatti con l’agente per il rinnovo. Definita la strategia per la porta dei bavaresi per l’anno prossimo

Futuro ancora in Baviera per Manuel Neuer. Secondo Florian Plettenberg, giornalista di Sky Sport DE, Manuel Neuer avrebbe deciso di voler prolungare il contratto con il Bayern Monaco, attualmente in scadenza a giugno.

Il Bayern Monaco avrebbe messo sul tavolo un nuovo accordo fino al 2027. Ci sarebbero stati i primi contatti con l’agente Thomas Kroth, ma l’intesa non sarebbe ancora stata raggiunta. In parallelo, Jonas Urbig dovrebbe trovare più spazio nella prossima stagione.

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PAROLE – «🚨💣 ULTIM’ORA | Decisione presa: Manuel #Neuer vuole prolungare il suo contratto con il FC Bayern. Il Bayern gli offre un nuovo accordo fino al 2027.
L’agente Thomas Kroth era sul posto oggi. Come confermato dalle foto di BILD. Sono avvenuti colloqui iniziali su cifre e dettagli, ma non c’è ancora un accordo.
Jonas Urbig è previsto che ottenga ancora più partite la prossima stagione rispetto a questa.
@SkySportDE 🇩🇪
».

Infortunati Torino, esami per Zapata, Adams e Ismajli: tripla tegola per D’Aversa! Problemi muscolari

Infortunati Torino, esami per Zapata, Adams e Ismajli: tripla tegola per D’Aversa! Problemi muscolari per tutti e tre i calciatori granata

Arrivano aggiornamenti importanti dall’infermeria del Torino in vista della trasferta contro l’Udinese, valida per la 35ª giornata di Serie A. Come anticipato da Roberto D’Aversa, allenatore granata, in conferenza stampa, sono diversi i giocatori alle prese con problemi fisici. Gli esami strumentali hanno evidenziato un problema muscolare all’adduttore della coscia sinistra per Duvan Zapata.

Non solo Zapata. Anche Che Adams e Ardían Ismajli si sono sottoposti ad accertamenti. Per Adams è stato riscontrato un interessamento distrattivo parziale del retto femorale della coscia destra, mentre per Ismajli un interessamento distrattivo parziale del bicipite femorale della coscia destra. Il Torino ha precisato che la prognosi verrà definita in base all’evoluzione clinica dei rispettivi infortuni.

La certezza, al momento, è che tutti e tre salteranno la gara di Udine. D’Aversa dovrà quindi ridisegnare l’attacco, con Giovanni Simeone favorito per una maglia da titolare. Possibile anche una soluzione con una sola punta, sostenuta da Nikola Vlasic e Cesare Casadei sulla trequarti. In difesa, invece, il principale candidato a sostituire Ismajli è Marianucci, con Coco spostato al centro del reparto.

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IL COMUNICATO – «Il Torino Football Club comunica l’esito degli esami strumentali cui sono stati sottoposti Adams, Ismajli e Zapata. Gli accertamenti hanno evidenziato per Che Adams un interessamento distrattivo parziale del retto femorale della coscia destra. Per Duvan Zapata un problema muscolare all’adduttore della coscia sinistra. Per Ardían Ismajli un interessamento distrattivo parziale del bicipite femorale della coscia destra. La prognosi per ciascun calciatore verrà definita secondo l’evoluzione clinica degli infortuni».

Al Nassr Al Ahli, nervi tesi in Arabia: Ronaldo segna e risponde alla provocazione di Demiral: è polemica!

Al Nassr Al Ahli, nervi tesi in Arabia: Ronaldo segna e risponde alla provocazione di Demiral: è polemica! Cos’è successo nel postpartita

Al Nassr Al Ahli doveva essere uno degli snodi più importanti nella corsa alla Saudi Pro League e non ha tradito le attese, almeno sul piano della tensione. La squadra guidata da Cristiano Ronaldo ha vinto 2-0, consolidando il proprio primato in classifica. Proprio CR7 ha trovato il gol numero 970 della sua carriera, confermando ancora una volta la sua centralità nel progetto gialloblù. Il risultato, però, è passato quasi in secondo piano rispetto alle polemiche arbitrali esplose dopo il fischio finale.

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Al Nassr Al Ahli, la rabbia di Demiral

A prendersi la scena è stato Merih Demiral, difensore turco dell’Al Ahli ed ex compagno di Ronaldo alla Juventus. Il centrale ha protestato duramente per un intervento subito nel secondo tempo da Kingsley Coman, esterno francese ed ex bianconero, episodio che secondo lui avrebbe dovuto portare all’espulsione. Da quel momento il clima si è acceso, con una mini-rissa sedata a fatica. Dopo la partita, Demiral ha mostrato provocatoriamente la medaglia vinta in AFC Champions League, dichiarando: «È la prima medaglia della Champions che vedono all’Al-Nassr». Poi l’attacco all’arbitraggio: «L’arbitraggio è assurdo, lo giuro su Dio… guardate la mia gamba, me l’hanno quasi rotta! Le decisioni vanno sempre a favore dell’Al Nassr. Giuro, è una vergogna, vogliono sempre far vincere l’Al Nassr. L’Al-Ahli invece, grazie a Dio, vince sempre le sue partite sul campo. Noi vinciamo senza l’aiuto di nessuno».

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Al Nassr Al Ahli, la risposta di Cristiano Ronaldo

Non si è fatta attendere la replica di Cristiano Ronaldo, leader dell’Al Nassr, che ha criticato il clima generato attorno al campionato saudita: «Penso che questo non faccia bene al campionato. Tutti si lamentano, tutti lo fanno più di quanto dovrebbero. Questo è calcio, non è una guerra. Sappiamo che dobbiamo lottare, tutti vogliono vincere, ma non tutto è permesso. Non tutto è permesso. Molti giocatori si lamentano, fanno post su Instagram e Facebook, parlano degli arbitri, parlano del campionato, parlano del progetto. Penso che questo non sia positivo. Non è questo l’obiettivo del campionato». Il portoghese ha poi rimandato un’analisi più ampia a fine stagione: «Avrò tempo per parlare alla fine della stagione, perché vedo tante, tante, tante cose negative. Dovremmo dare l’esempio, non solo qui, ma anche per l’Europa, con cui vogliamo competere per essere uno dei migliori campionati al mondo. Ma così… credo che dobbiamo analizzare la situazione, fermarci e parlarne con la SPL, perché questo, per me, non è calcio».

La mossa a sorpresa per convincere il Liverpool a cedere Alisson: c’è lo scambio

La Juventus ci starebbe provando davvero, ma non nel modo più semplice. Perché quando ti siedi a parlare con il Liverpool per uno dei suoi giocatori più pesanti come Alisson Becker, non basta presentarsi con un’offerta e aspettare una risposta. Serve qualcosa che sposti l’equilibrio, che renda la trattativa almeno discutibile.

E allora prende forma un’ipotesi che fino a qualche settimana fa sembrava lontana: non solo soldi, ma uno scambio. Una formula che nel calcio moderno si usa poco per operazioni di questo livello, ma che in certi casi torna fuori quando le parti cercano un punto di incontro senza esporsi troppo.

Secondo quanto riportato da TEAMtalk, la Juventus starebbe valutando proprio questa strada per arrivare al nome che, a questo punto, è difficile tenere nascosto ancora a lungo.

Scambio di portieri tra Juve e Liverpool?

Il portiere brasiliano sarebbe incuriosito dalla possibilità di un trasferimento a Torino, sempre secondo la citata fonte. Il Liverpool, dal canto suo, non avrebbe ancora dato il via libera, anche perché perdere un portiere così significa rimettere mano a un ruolo delicato.

Ed è qui che entra in gioco lo scambio. La Juventus potrebbe inserire un proprio giocatore nell’operazione per abbassare la parte economica e rendere l’affare più accettabile per gli inglesi. Il nome sarebbe quello di Michele Di Gregorio, attuale numero 1 bianconero.

Questo vuol dire che la Juve sta provando a costruire senza esporsi troppo a livello economico, cercando formule diverse.

Il Liverpool, invece, dovrebbe accettare non solo di perdere il titolare, ma anche di inserire un altro giocatore nei propri meccanismi. E non è detto che sia disposto a farlo senza avere già pronto un sostituto all’altezza.

Ritiro Ashley Young, annuncio dell’ex Inter e Manchester United! Lascia il calcio giocato

Ritiro Ashley Young, l’ex Inter e Manchester United ha annunciato di aver lasciato il calcio giocato. Ecco cosa ha detto

Il mondo del pallone si prepara a salutare uno dei suoi interpreti più longevi e apprezzati. Ashley Young ha ufficializzato il suo addio al calcio giocato, comunicando a tutti gli appassionati che la delicata sfida in programma questo sabato con la maglia dell’Ipswich Town segnerà a tutti gli effetti l’atto conclusivo di una straordinaria carriera professionistica durata 23 anni. Classe 1985, il laterale britannico appende definitivamente gli scarpini al chiodo dopo aver solcato per oltre due decenni i campi più prestigiosi d’Europa.

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Il commovente annuncio sui social network

La decisione di ritirarsi è stata condivisa direttamente dal giocatore. Per ripercorrere il suo lungo viaggio, il difensore ha affidato i propri pensieri a un post molto emozionante pubblicato su X, ripercorrendo idealmente i palcoscenici che lo hanno reso grande: Da San Siro a Old Trafford, è stato un percorso che da bambino potevo solo sognare, ma ogni sogno ha una fine: sabato sarà la mia ultima partita”.

Il capitolo italiano: il tricolore con l’Inter

Nel nostro Paese, il suo nome è indissolubilmente legato all’esperienza meneghina. L’ex esterno dell’Inter è stato un assoluto protagonista dello scudetto nel 2021 sotto la gestione tecnica di Antonio Conte. Durante la sua felice avventura in Serie A, durata appena una stagione e mezza a Milano, il giocatore ha messo a referto la bellezza di 59 presenze e 5 reti. Grazie alla vittoria di quel tricolore, il classe ’85 è entrato di diritto nella storia del club meneghino, diventando il primo inglese a vincere il campionato con la maglia nerazzurra.

Una carriera leggendaria in Premier League e in Nazionale

L’epopea calcistica dell’esterno affonda le sue radici soprattutto in Inghilterra. Dopo aver difeso con onore la maglia della Nazionale inglese raccogliendo 39 presenze, vanta numeri impressionanti con i club d’Oltremanica. Ha mosso i primi passi nel Watford (101 presenze), si è fatto notare con l’Aston Villa (210 presenze) e ha vissuto i suoi anni d’oro al Manchester United, dove ha collezionato 192 presenze e sette titoli. Prima dell’ultimo ballo con l’Ipswich, ha vestito anche la casacca dell’Everton (63 presenze).

Una traiettoria unica, che il campione britannico ha voluto suggellare congedandosi dal suo immenso pubblico con un messaggio chiaro e inequivocabile: “23 anni e OUT!”.

Roma, infortunio Zaragoza: salta la Fiorentina, ecco le sue condizioni. Gasperini sorride per due big

Roma, infortunio Zaragoza: l’esterno salta la Fiorentina. Quali sono le sue condizioni ma arrivano due buone notizie per Gasperini

La Roma continua a premere sull’acceleratore. Presso il Centro Sportivo “Fulvio Bernardini” di Trigoria, la squadra giallorossa prosegue senza sosta la preparazione in vista del delicatissimo match di campionato contro la Fiorentina. I giocatori di Gasperini sono stati impegnati in una seduta di allenamento molto intensa, caratterizzata da un profondo e mirato lavoro atletico e conclusa con l’ormai consueta partitella a campo ridotto finale. Un test fondamentale per testare i ritmi e l’intensità in vista del prossimo e decisivo incrocio di Serie A.

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Buone notizie dall’infermeria: Koné in gruppo e il piano per Dybala

Il report della giornata odierna regala segnali decisamente incoraggianti per l’allenatore. La notizia più confortante riguarda le condizioni di Koné: il centrocampista ha completato l’intero allenamento senza accusare alcun tipo di problema, confermando le ottime sensazioni dopo essere rientrato in gruppo già nei giorni scorsi. La sua presenza garantisce muscoli e dinamismo alla mediana romanista.

Parallelamente, procede a ritmi serrati anche il percorso di ricondizionamento di Paulo Dybala. Il fuoriclasse argentino sta lavorando duramente ogni giorno, cercando di raggiungere la miglior condizione fisica possibile. Dopo il suo tanto atteso ritorno in campo, avvenuto nella partita di sabato scorso contro il Bologna, l’attaccante punta a ritrovare il minutaggio ideale per tornare a essere determinante e trascinare il reparto offensivo giallorosso.

Le note dolenti: il forfait ufficiale di Bryan Zaragoza

Se da un lato l’infermeria inizia a svuotarsi, dall’altro lo staff medico deve fare i conti con nuove assenze forzate. Oltre agli assenti già noti da tempo, si registra purtroppo lo stop di Bryan Zaragoza. Il giocatore è stato infatti confermato ufficialmente assente per il match contro la Fiorentina, una defezione pesante certificata in via definitiva dopo la notizia emersa già nella mattinata odierna.

Conferenza stampa Runjaic pre Udinese Torino: «Anche senza Davis abbiamo dimostrato il nostro valore. Ma non sarà l’unico assente»

Conferenza stampa Runjaic pre Udinese Torino: le sue dichiarazioni verso il match della 35ª giornata di Serie A 2025/26

Reduce dal prezioso pareggio conquistato in trasferta all’Olimpico contro la Lazio, l’Udinese si prepara a scendere in campo tra le mura amiche del Bluenergy Stadium per ospitare il Torino. La sfida, valida per la 35^ giornata di Serie A, mette in palio punti pesanti: l’obiettivo di entrambe le formazioni è chiudere il campionato stabilmente nella parte sinistra della classifica. Attualmente, la compagine friulana si trova all’undicesimo posto a quota 44 punti, tallonata proprio dai granata, fermi al tredicesimo gradino con un ritardo di appena tre lunghezze.

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Le defezioni in casa Udinese: pesa l’assenza di Davis

Alla vigilia di questa delicata e fondamentale partita, il tecnico bianconero Kosta Runjaic ha preso la parola in conferenza stampa per fare il consueto punto della situazione, a cominciare dalla gestione dell’infermeria. Peserà moltissimo il forfait del centravanti di riferimento: “Davis è un giocatore molto importante per per noi, non averlo a disposizione è un peccato. Anche senza di lui abbiamo sempre dimostrato il nostro valore. Significa che qualche altro ragazzo avrà l’opportunità di mettersi in mostra”.

Purtroppo per l’allenatore tedesco, le defezioni non si limitano al reparto avanzato: “Davis non sarà l’unico assente. Piotrowski non sarà disponibile, Ekkelenakamp e Karlostrom non stanno bene, ma hanno qualche possibilità di recupero”.

Le soluzioni offensive e il ballottaggio in attacco

Interrogato sulle possibili e probabili soluzioni tattiche per scardinare la solida retroguardia avversaria, l’allenatore ha aperto a diverse opzioni, valutando le condizioni fisiche dei suoi uomini offensivi: Chi giocherà al posto di Davis? Gueye ha fatto una buona gara contro la Lazio, non riuscendo a trovare il gol in un paio di occasioni. Buksa ha effettuato vari allenamenti per migliorare la propria condizione. Potrebbero giocare anche entrambi dal primo minuto: non mi precludo nulla”.

Il ruolo di Atta e le certezze per l’undici titolare

Un passaggio chiave dell’intervento davanti ai giornalisti ha riguardato la straordinaria evoluzione tattica di Atta, elogiato per il suo nuovo ruolo da regista a tutto campo e reduce da un match da protagonista: “Potremmo rivederlo in quella posizione, si può vedere la maturità del ragazzo. Contro la Lazio ha segnato una grande doppietta; è un giocatore totale che può ricoprire tutti i ruoli della mediana”.

Infine, Runjaic ha chiuso la conferenza analizzando lo stato di forma generale e le potenziali mosse per l’undici titolare che affronterà il Torino: Sull’undici titolare non posso dire ancora nulla, se non che Miller è pronto, vedremo nelle prossime ore se partirà dal primo minuto o no. Ehizibue vive di un gran momento di forma e ha segnato un grande gol nell’ultima partita. Sta offrendo ottime prestazioni anche in fase difensiva, spesso è stato criticato ingiustamente”.

Parma, Pellegrino svela: «La nostra forza è stata il gruppo, nelle difficoltà ci siamo trovati insieme. Doppia cifra, perché no!?»

Parma, Mateo Pellegrino ha rilasciato queste dichiarazioni verso il match contro l’Inter di domenica. Le sue parole

Il Parma si prepara ad affrontare uno degli ostacoli più ardui e affascinanti di questo finale di campionato. In vista del delicato posticipo di domenica sera a San Siro contro l’Inter, il talentuoso attaccante crociato Mateo Pellegrino ha rilasciato una intervista ai microfoni di Sky Sport. Il centravanti ha fatto il punto sulla sua ottima stagione, sugli accorgimenti tattici che hanno svoltato l’annata e sulle ambizioni della squadra, ormai alleggerita dalla pressione agonistica per non retrocedere.

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Il fascino del match contro l’Inter e Lautaro

La gara contro i nerazzurri rappresenta una vetrina prestigiosa. Alla domanda sul confronto a distanza con i campioni avversari, in particolare con il capitano nerazzurro, la punta del Parma ha mantenuto i piedi per terra, mettendo in primo piano l’importanza del collettivo rispetto ai singoli duelli: Lautaro? La sfida è della squadra, quello è importante. Poi giocare contro giocatori di quella qualità è sempre un’esperienza bellissima e proverò a godermela”.

Il muro difensivo e la salvezza anticipata

Il vero segreto della rinascita emiliana, culminata con una meritatissima salvezza con 4 giornate d’anticipo, risiede nell’equilibrio tattico trovato dal nuovo allenatore. Spiegando quali corde abbia toccato il tecnico Cuesta per invertire la rotta, Pellegrino ha svelato la precisa strategia applicata: Abbiamo lavorato tanto sulla fase difensiva perché abbiamo capito che era la nostra forza, partendo da lì potevamo vincere le partite. Poi qualche gol lo facciamo e senza prenderlo è più semplice perché ne basta uno per vincere. Abbiamo lavorato su questo e i risultati sono arrivati”.

A fare la differenza, nei momenti più bui, è stata anche la grande coesione dello spogliatoio gialloblù: Siamo stati bravi di gruppo, siamo uniti, nel momento di difficoltà ci siamo trovati insieme. E’ questa la nostra forza e quello che ci ha portato fino a qui.

Il traguardo personale e l’ambizione per il finale

A livello personale, il rendimento dell’attaccante in Serie A è stato decisamente positivo. Riguardo alla sua annata e al margine di miglioramento, ha infatti dichiarato: “Sto facendo bene, tutta la squadra sta facendo bene. Sono contento di quello che ho fatto quest’anno ma posso fare ancora meglio, spero di riuscirci”.

Le motivazioni per chiudere in bellezza non mancano di certo: Vogliamo fare più punti possibili, non vogliamo mollare adesso perché non vogliamo perdere le cose buone fatte. Questa squadra vuole sempre di più”. E sul raggiungimento della fatidica doppia cifra in zona gol, l’attaccante chiude lanciando il guanto di sfida: Perché no, ci proverò.

Mercato Juventus: per Greenwood guadagna anche…il Manchester United! ‘Tesoretto’ clamoroso per i Red Devils in caso di addio al Marsiglia

Mercato Juventus: in caso di addio al Marsiglia in estate, il Manchester United guadagnerebbe questa cifra da Mason Greenwood

Mason Greenwood potrebbe presto sbarcare in Serie A, sbloccando indirettamente un inaspettato e corposo “tesoretto” per il Manchester United. L’attaccante ventiquattrenne, trasferitosi definitivamente al Marsiglia per circa 26,7 milioni di sterline dopo l’esperienza in prestito al Getafe, è infatti il grande obiettivo del mercato Juventus per la prossima estate secondo The Sun.

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In Francia, Greenwood ha ritrovato lo smalto dei giorni migliori, collezionando ben 47 gol e 16 assist in tutte le competizioni. Un rendimento di altissimo livello che ha riacceso i radar della dirigenza bianconera, la quale aveva già avviato dei dialoghi con lo United prima del suo trasferimento in Ligue 1. Secondo la stampa inglese, il giocatore vedrebbe di buon occhio l’approdo in Italia, consapevole dell’impossibilità ambientale di un suo ritorno in Premier League.

La clausola d’oro per i Red Devils

Il vero affare, in caso di fumata bianca, lo farebbe il Manchester United. Al momento della cessione al club transalpino, la società inglese ha strategicamente inserito nel contratto una percentuale sulla futura rivendita estremamente elevata, stimata tra il 40% e il 50%.
Considerando che la base d’asta fissata dal Marsiglia per lasciar partire il proprio talento si aggira intorno ai 43,3 milioni di sterline (circa 50 milioni di euro), un’eventuale cessione garantirebbe alle casse di Old Trafford un incasso netto vicino ai 20 milioni di sterline.

Le condizioni per la chiusura dell’affare

La realizzazione di questo intreccio di mercato internazionale dipenderà in gran parte dall’epilogo della stagione del Marsiglia:
• La corsa Champions: attualmente, i francesi si trovano a quattro punti dal Lione, che occupa il terzo posto utile per la qualificazione in Champions League. Con sole tre partite rimaste a disposizione e un recente pareggio deludente contro il Nizza, il traguardo appare in salita.
• Esigenze di bilancio: se il Marsiglia dovesse fallire l’accesso all’Europa che conta, si troverebbe verosimilmente costretto a sacrificare i suoi asset più preziosi per finanziare il mercato della prossima stagione.

A facilitare i contatti sull’asse italo-francese ci sono inoltre gli ottimi rapporti dirigenziali tra Juventus e Marsiglia, consolidati in passato da operazioni come il prestito di Timothy Weah. A distanza di tempo dal suo addio, il talento di Greenwood potrebbe così arricchire ancora una volta le casse del Manchester United.

Malagò esce di nuovo allo scoperto: «Entro fine della prossima settimana scioglierò le riserve per la mia candidatura alla presidenza FIGC»

Malagò ha parlato così della sua candidatura alla presidenza della FIGC. Queste le sue dichiarazioni

La corsa per la presidenza della Federcalcio entra nel vivo e il nome in pole position è sempre più quello dell’ex numero uno del CONI. Le recenti prese di posizione pubbliche delineano un quadro molto chiaro per le prossime Elezioni FIGC, con un ampio fronte istituzionale ormai compatto a sostegno di un nuovo corso calcistico.

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La soddisfazione di Malagò e le prossime tappe

Raggiunto telefonicamente dall’ANSA, Giovanni Malagò ha commentato a caldo l’importante e decisivo appoggio appena ricevuto da Assocalciatori (AIC) e Assoallenatori (AIAC), che di fatto si uniscono al blocco della Lega Serie A. Le sue dichiarazioni confermano l’imminenza di una mossa ufficiale: Accolgo con grande soddisfazione la posizione di calciatori e allenatori. Lì ringrazio per la loro fiducia che mi responsabilizza ulteriormente nel fare delle valutazioni per la candidatura, per la quale ritengo di sciogliere le riserve entro fine della prossima settimana per rispetto anche degli incontri fissati con le assemblee di Serie B e C”.

Il comunicato congiunto: un patto per il futuro del calcio

Il fronte tecnico dei professionisti ha rilasciato una dettagliata nota per motivare questa precisa scelta strategica: “A poco meno di due mesi dall’Assemblea elettiva federale del 22 giugno e ormai in vista dell’ultimo giorno per la presentazione delle candidature alla carica di presidente della FIGC, calciatori e allenatori hanno maturato un orientamento condiviso individuando in Giovanni Malagò la persona in grado di rispondere alle tante sfide del presente e soprattutto del futuro”.

Il documento prosegue poi delineando le linee guida per la rinascita del movimento sportivo: “Nel corso degli incontri e dei confronti delle ultime settimane, sono emerse importanti convergenze sui principali punti programmatici quali il Club Italia, la Sostenibilità e le Riforme, il Progetto tecnico-sportivo e il Calcio Femminile; una visione di politica sportiva che, partendo dall’impulso iniziale delle squadre della Lega di Serie A che lo hanno indicato, offre garanzie in questa delicata e importante stagione federale, nella quale ragionare di sistema è la sola strada da percorrere.”

A chiusura, arriva un invito esplicito al candidato a formalizzare la sua discesa in campo: Aic e Aiac auspicano che Giovanni Malagò sciolga positivamente le sue ultime riserve e sono pronte a ulteriori interlocuzioni che consentano la messa a punto di un programma comune di rilancio della Figc e di tutto il sistema calcistico italiano”.

I numeri elettorali: la maggioranza è a un passo

Dal punto di vista puramente matematico, Malagò si avvicina inesorabilmente alla soglia del 50% delle preferenze. Attualmente, il suo bacino elettorale si attesta a un solido 47% dei voti, frutto dell’appoggio di ben 19 club di Serie A (pari al 17,1%), dell’AIC (che pesa per il 20%) e dell’AIAC (10%).

Per raggiungere la fumata bianca decisiva saranno fondamentali i prossimi vertici istituzionali: la Serie B (titolare del 6% del peso elettorale) ascolterà i candidati il 6 maggio, seguita dalla Lega Pro (12%) l’8 maggio. Sull’altro versante politico, la Lega Nazionale Dilettanti (LND), che detiene il pacchetto di maggioranza relativa con il 34% dei voti, resta saldamente schierata a sostegno di Giancarlo Abete.

Inchiesta arbitri, parla l’autista del VAR: «Rocchi è un galantuomo, lui e Gervasoni bravissime persone. È evidente che qualcuno abbia voluto far loro del male»

Inchiesta arbitri, parla l’autista del VAR Raffaele. Ecco cosa ha detto su Rocchi e Gervasoni. Le sue dichiarazioni

Il caso dell’inchiesta sugli arbitri si arricchisce della preziosa testimonianza di Raffaele, da 25 anni autista di fiducia dei direttori di gara. Intervistato sulle pagine de Il Giorno, racconta la sua routine verso il Centro VAR di Lissone: «Sempre la stessa. Mi muovo fra Milano, Bergamo e Monza. Passando da un aeroporto all’altro, in qualche caso dalla stazione, e poi il tragitto hotel-Lissone, al Centro Var. Gli arbitri restano lì per la partita e dopo 3-4 ore io o i miei quattro colleghi andiamo a riprenderli. L’Aia ha una convenzione con noi, non usano i taxi bianchi».

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Le indagini della Procura e il clima a Lissone

Inevitabilmente coinvolto per i suoi continui spostamenti, spiega: «Sono stato sentito lo scorso luglio. Quando la Procura mi chiamò, sinceramente non capii il motivo, poi mi dissero che volevano controllare gli spostamenti degli arbitri. Ovviamente tutto veniva documentato, chi era impiegato al Var solitamente pagava con carta di credito. Pensavo ad una verifica di rimborsi o note spese, nulla mi fu spiegato. Poi, solamente dopo, ho capito che si trattava di altro».

Sull’aria tesa post-inchiesta e la presenza degli uomini della Procura Federale: «Sapevano in tanti di un’inchiesta in corso. E poi da settembre qualcosa cambiò, ne venni a conoscenza anche se nel Centro Var io non avevo accesso: a Lissone il sabato e la domenica c’erano gli uomini della Procura Federale per controllare chi entrasse o meno, questo dopo l’episodio che aveva coinvolto il signor Paterna e la “bussata“ di cui si parla in questi giorni. Io continuavo ad accompagnare i direttori di gara impegnati al Var, mentre Rocchi e Gervasoni solitamente andavano con la propria auto. Quando c’erano, non sempre».

L’autista conferma anche la famosa lite post Verona-Inter: «Vero, tra i tanti presenti c’ero pure io, a Lissone, fuori dagli studi della Var. Ci fu una discussione con toni accesi, ma non da far west come qualcuno ha detto. Io ero lì ad aspettare in macchina, nelle vicinanze altri quattro o cinque arbitri. Poi penso si siano chiariti».

L’ombra della frode sportiva e la difesa dei direttori di gara

Le tensioni del mestiere, soprattutto in questo periodo, sono palpabili: «Chi sbaglia solitamente resta in silenzio. Lo si capisce guardandolo in faccia. In generale dopo le partite gli arbitri sono sempre molto provati, direi “cotti“ perché non si reggono in piedi dopo novantacinque minuti di tensione davanti al Var e parlano poco… Per loro è difficilissimo, mi creda. Aspettano di tornare a casa per rivedersi tutto a freddo e farsi passare i dubbi».

In merito alle accuse di frode sportiva e alle logiche degli arbitri “graditi” all’Inter, Raffaele difende i vertici: «Intanto se questo fosse vero mi viene da pensare una cosa: chi percepisce di essere sgradito a qualche squadra può aver parlato solo per rovinare qualcuno. E comunque, premesso che il mio giudizio può sembrare di parte perché sono un tifoso dell’Inter, resto davvero meravigliato. Per me è tutta gente pulita e che non ha nulla da temere. Rocchi e Gervasoni sono bravissime persone con tanta voglia di lavorare».

Sulla figura dell’ex designatore Gianluca Rocchi, precisa: «È evidente che qualcuno abbia voluto far loro del male. E posso anche capire il motivo: Rocchi ha un ruolo delicato, perché deve giudicare tanti arbitri e magari per lui venti sono bravi e altri dieci sono andati male. E quelli scontenti, lasciati a casa a fine anno, siccome non la prendono bene hanno un risentimento personale nei confronti del designatore. Ma per me lui è un galantuomo. Se poi ci fosse qualcosa di più grosso mi farebbe molto male».

Infine, l’amara conclusione sull’impatto psicologico vissuto dall’intera classe arbitrale: «So per certo che sono spaventati e in parte demotivati. Sa il problema qual è? Si toccano le famiglie: questi non vanno a fare una rapina, sono solo arbitri. Sbagliano un fuorigioco e si trovano sulle prime pagine dei giornali. Io conosco Di Vuolo, lui è addirittura un “avar“. Non ha detto neppure una parola eppure sul lavoro, qui a Bergamo, gli fanno tutti domande e non lo lasciano in pace. Le sembra giusto?».

Abete presenterà la candidatura come presidente FIGC! Decisione presa dall’attuale numero uno della LND. Tutti i dettagli

Abete presenterà la sua candidatura come presidente FIGC! Decisione presa e sfiderà l’altro candidato Giovanni Malagò

Il panorama calcistico italiano si prepara a vivere un’estate rovente, non solo per le questioni legate al calciomercato, ma soprattutto per l’imminente e delicato riassetto dei propri vertici istituzionali. Il prossimo 22 giugno, infatti, andrà in scena l’attesissima e decisiva votazione in assemblea per stabilire chi prenderà le redini della FIGC. Il nuovo presidente sarà chiamato a raccogliere l’eredità di Gabriele Gravina, che ha rassegnato le proprie dimissioni lo scorso 2 aprile, lasciando un vuoto di potere che richiede di essere colmato in tempi brevi per garantire stabilità a tutto il movimento.

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La mossa di Abete e la rottura con i professionisti

La notizia principale delle ultime ore, diffusa attraverso una nota dell’ANSA, riguarda l’ufficiale discesa in campo di Giancarlo Abete. L’attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti ha scelto di non indugiare oltre e di formalizzare la propria candidatura alla massima carica federale.

Si tratta di una decisione ferma che dimostra grande determinazione, soprattutto considerato il difficile contesto politico in cui matura: le principali sigle sindacali del mondo del pallone, ovvero AIC (calciatori) e AIAC (allenatori), hanno infatti appena deciso di schierarsi in modo compatto al fianco di Giovanni Malagò. L’intenzione di Abete di correre per la presidenza, tuttavia, non è una sorpresa. Il dirigente aveva già chiarito la sua volontà di proporsi come guida della Federcalcio, sottolineando che non avrebbe fatto passi indietro nemmeno di fronte al mancato appoggio da parte dei professionisti del rettangolo verde.

Il tour de force istituzionale: gli incontri decisivi

Da qui al giorno delle elezioni, le agende dei vertici sportivi saranno fittissime. Ci restano circa due mesi in cui le varie anime del calcio dovranno confrontarsi sui progetti. La Lega Pro si è mossa con anticipo, avendo già ascoltato i profili interessati a raccogliere il testimone. Parallelamente, la Lega B ha ufficialmente calendarizzato per il prossimo 6 maggio i colloqui diretti e individuali per valutare le idee dei candidati.

Il pallottoliere elettorale: come si raggiunge la maggioranza

Gli attuali equilibri vedono Malagò in netto vantaggio per l’investitura finale. Le strategie per raggiungere il traguardo sono dettate dai numeri: qualora l’attuale numero uno dello sport azzurro riuscisse a strappare il consenso formale anche alle leghe di Serie B e di Serie C, blinderebbe automaticamente la maggioranza assoluta. In un simile scenario, il suo successo non avrebbe alcun bisogno del placet strategico della Lega Dilettanti, neutralizzando di fatto quell’imponente 34% di peso elettorale che da sempre rappresenta l’ago della bilancia nelle sfide per il governo del calcio italiano.

Conferenza stampa Fabregas pre Como Napoli: «Non so se siamo pronti per la Champions, potremmo anche finire fuori dall’Europa»

Conferenza stampa Fabregas pre Como Napoli: le sue parole verso il match della 25ª giornata di Serie A 2025/26

Cesc Fabregas ha parlato in conferenza stampa a 2 giorni da Como Napoli. Ecco le parole del tecnico spagnolo.

Ultimissime Juve LIVE: le principali notizie di giornata

NAPOLI – «Sono una squadra che ha avuto tanti problemi, con tanti infortuni, di giocatori importanti durante la stagione. Grande merito al mister Conte di averli mantenuti ad un livello alto. Il Napoli è cresciuto tanto negli ultimi anni, adesso l’esigenza è alta. Hanno fatto una grande stagione, merito al gruppo e all’allenatore».

INFORTUNATI – «Siamo tutti, Sergi Roberto non può giocare tutta la partita, Vojvoda è tornato ad allenarsi. A parte Addai siamo tutti a disposizione. Sarà una bella partita, di calcio propositivo, due squadre di grande mentalità».

VICENDA ARBITRI – «In Spagna si parla tanto dell’arbitro, in Inghilterra un po’ meno. Ma se ne parla sempre, sfortunatamente. Non penso mai alla malafede, ci mancherebbe. Come ci sono allenatori o giocatori di livello differente, per gli arbitri è uguale. Se no non giocheremmo e non andremmo in campo. Preferirei non giocare la partita. Penso ci sia buon senso. Da quando sono migliorato in panchina, che sono meno agitato… provo a migliorare e l’arbitro è più aperto a parlarti, a capire le cose. Siamo tutti coinvolti, tutti dobbiamo aiutarci. Peccato succedano cose negative con l’arbitro, ma dovrebbe essere la persona meno importante. Dovrebbe solo arbitrare, mentre la gente paga il biglietto per vedere lo spettacolo. Non mi piace molto parlare di questa cosa. Ieri per Arteta non era o meno rigore, sono episodi però. Non mi piace giudicare senza sapere esattamente cosa sia successo. Ho visto il video dell’arbitro che si gira e chiede se sia rigore, ma non la vedo nemmeno come una cosa drammatica. Magari in quel momento c’era difficoltà in quel senso e una persona ha voluto dargli una mano. Anche se so che in quel momento non si dovrebbe. Ma non si può giudicare in malafede, lasciamoli lavorare».

GENOA – «Una cosa è il nostro stile di gioco, cosa cambia è la struttura e gli elementi. Certi giocatori che avrebbero potuto fare qualcos’altro contro gli avversari. Si creano delle dinamiche utilizzando alcune pedine piuttosto che altre. Quando siamo usciti dal pressing il Genoa si è messo dietro, noi abbiamo fatto una giocata tranquilla. Se ho rivisto il mio Como al 100%? Sì. Mentalità, coraggio… sono stato capitano di una squadra molto giovane, ossia l’Arsenal. L’esigenza era massima, venivamo dall’epoca di Henry ecc. e quando Wenger ha cambiato filosofia, era difficile. Devi andare a vincere perché sei l’Arsenal, ma lo stai facendo con un altro tipo di giocatore. Con gente meno esperta. Non è che ti vada bene sempre. Magari può peccare di autostima o non sanno cosa voglia dire essere giudicati. Oppure vai a giocare a Genova, 30mila persone, sono in un buon momento e ti pressano, lì è molto difficile. Magari dici: ‘Mi sento male, non voglio la palla’. Invece noi abbiamo giocato con la nostra mentalità. Non li ho visti demoralizzati, hanno giocato. Nel secondo tempo ho visto una squadra che diceva ‘non mi fanno gol’. Tutti giocatori solidali, facendo sempre una corsa in più, è questo che dobbiamo fare noi. Se dobbiamo fare 100 metri in più si fanno. La solidità difensiva non si può sbagliare».

CONTE – «Ricordando i due anni di Antonio era diverso, ma se la domanda è se abbia imparato qualcosa, sì. Tantissimo. Mi ha fatto soffrire tantissimo a livello fisico, di esigenza, corsa, intensità, andare sempre a mille. Anche io lo voglio nella mia squadra, in un modo magari diverso, anche senza palla. Alla fine è la stessa cosa e sì, è vero che dopo 4-5 mesi di adattamento al suo metodo, io volavo a dicembre. Fisicamente mi sentivo fortissimo. Quando mi sono abituato alla sua maniera di lavorare, alla sua mentalità… credevo in quello che faceva».

SERGI ROBERTO – «Io penso che la sua testa sia da giocatore, anche se me l’ha raccontato. È un mondo diverso. Se non cambi il chip, è difficile. Lui penso voglia ancora giocare, è una differenza molto grande, a livello comunicativo. Si vede che ha un altro livello. Penso che sarà un grande allenatore, è un pensatore. La sua intelligenza. La nostra porta è aperta per tutti. Abbiamo Iovine, Cassetti, per Reina l’offerta era qua. Quanta più gente che è qua sentendo il Como, con la mentalità giusta, meglio. Dopo viene la scelta di vita, pensieri diversi. L’altro giorno abbiamo perso la semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, arriviamo all’albergo dove eravamo all’una della mattina e c’era Lorena, che si occupa della cucina. Io qui mi emoziono, queste sono le persone che vogliamo qua. La mentalità che vogliamo portare a Como. Non è per tutti. Siamo ancora all’inizio, non siamo grandi, si deve imparare e siamo molto giovani»

LAHDO – «A Genoa quasi quasi lo facevo entrare, Da Cunha era diffidato e non avevo nessuno in mezzo, ma ho fatto entrare Kuhn. Però è stato infortunato, è tornato dalla Svezia U19 con qualche dolore. Però dallo scouting ci credono tanto, lo hanno analizzato. È giovanissimo, ma il livello qui è molto alto. Baturina, Caqueret, Da Cunha… deve continuare a lavorare, crescere, capire tantissime dinamiche. Ma per il futuro crediamo in lui».

COMO IN EUROPA – «Alla Champions non rispondo. Ma quando Suwarso mi ha detto che avrei avuto la squadra, non sapevo se fossimo pronti. Champions step troppo ampio? Dobbiamo pensare partita dopo partita. Il mercato? Manca ancora, dobbiamo aspettare. Non sai dove finirai. Se la Lazio vince la Coppa Italia e tu finisci settimo, c’è una possibilità di rimanere fuori. La possibilità esiste, io sono molto prudente. Preferisco andare partita dopo partita. Poi facciamo le pagelle dopo la Cremonese e come società valuteremo meglio. Ma se siamo pronti o no, non lo so. So solo che stiamo facendo una buona stagione, i ragazzi sono cresciuti tanto e speriamo possano fare altri passi in avanti».

PSG-BAYERN – «Noi proviamo ad applicare alcune cose. Oggi ho fatto un video di 20 minuti con centrocampista e trequartista con attaccante, per comparare quello che facciamo noi. Ai ragazzi piace tantissimo imparare, alcune volte sono più semplici di quanto ci aspettiamo. Sì, ci sono giocatori top dall’altra parte, ma se non lo fai e non ci provi in allenamento… tu devi avere qualcuno che ti faccia vedere cosa faccia il miglior giocatore in questo momento. Per applicarlo in allenamento e piano piano in partita. Io voglio sempre guardare il migliore, anche se alleno in un club di paese o al Como. Poi ci sono individualmente giocatori che possono fare di più, questo è il nostro lavoro»

Fiorentina, ufficiale l’assenza di Kean contro la Roma: i motivi del forfait e le tempistiche di recupero

Fiorentina, Moise Kean salta ufficialmente il match contro la Roma: i motivi del forfait e i tempi di recupero

La Fiorentina perde uno dei suoi principali riferimenti offensivi per uno dei match più delicati e importanti di questo finale di stagione. È infatti diventata ufficiale l’assenza di Kean contro la Roma, una notizia che costringerà lo staff tecnico gigliato a rivedere le proprie strategie in vista dell’attesissima sfida di campionato. A confermare l’indisponibilità dell’attaccante è stata la stessa società toscana, che ha voluto chiarire la situazione per evitare speculazioni.

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Il permesso speciale e i motivi familiari

A comunicarlo è stata proprio la Fiorentina attraverso una nota ufficiale diffusa sui propri canali istituzionali. Secondo quanto si apprende dal comunicato, l’ex centravanti della Juventus non prenderà parte alla trasferta nella Capitale a causa di questioni strettamente personali. Il club viola ha infatti concesso un permesso dall’1 al 4 maggio per motivi famigliari.

Il ritorno al Viola Park e il recupero fisico

Questa pausa concordata si intreccia direttamente con le condizioni fisiche del classe 2000, che era già alle prese con un programma di lavoro personalizzato. Una volta concluso il periodo di permesso, l’attaccante azzurro farà poi rientro al Viola Park per continuare il suo iter riabilitativo. Il ritorno nel quartier generale sportivo sarà fondamentale per riprendere in mano la tabella di marcia stabilita dallo staff medico e atletico. L’obiettivo primario resta quello di superare i recenti acciacchi e riportare il giocatore al top della forma fisica.

L’impatto sul match di Serie A

Dal punto di vista tattico, l’assenza di Moise Kean rappresenta una tegola importante per la formazione toscana. Senza la fisicità, lo strappo e la profondità garantite dal centravanti della Nazionale, l’attacco viola dovrà necessariamente cercare nuove soluzioni per impensierire la difesa della Roma.

Ochoa nella leggenda! 6^ Mondiale in carriera, convocato dal suo Messico e record assoluto nella Coppa del Mondo

Ochoa parteciperà al 6^ Mondiale della sua carriera con il suo Messico. È un record assoluto per il portiere

Il calcio internazionale si prepara a celebrare uno dei suoi interpreti più iconici e amati di sempre. Guillermo “Memo” Ochoa giocherà il suo 6° Mondiale rappresentando il Messico. Il leggendario portiere è stato infatti confermato e farà parte della rosa che affronterà la rassegna iridata nordamericana. Un traguardo sportivo straordinario, che proietta l’estremo difensore in una ristrettissima cerchia di fenomeni globali capaci di sfidare il tempo, la concorrenza e l’usura del calcio moderno.

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Il record assoluto: la sesta Coppa del Mondo

Partecipare per la sesta volta alla Coppa del Mondo significa incidere in modo indelebile il proprio nome nell’Olimpo di questo sport. Dal suo esordio tra i convocati nel lontano 2006, passando per l’edizione del 2010, la definitiva consacrazione nel 2014 in Brasile, le conferme del 2018 in Russia e del 2022 in Qatar, Ochoa è da due decenni il simbolo assoluto e l’anima della propria nazionale. Con i suoi proverbiali riccioli e i riflessi felini, ha regalato parate impossibili e prestazioni memorabili, diventando un’autentica icona mondiale durante questi tornei.

L’annuncio del ritiro dal calcio professionistico

Tuttavia, la lieta notizia dell’ennesima partecipazione iridata porta con sé un velo di inevitabile malinconia per milioni di tifosi. Questo prestigioso palcoscenico globale rappresenterà a tutti gli effetti l’ultimo grande atto della sua epopea sportiva. È stato infatti reso noto che Ochoa si ritirerà poi dal calcio professionistico subito dopo l’esito della competizione. Una scelta chiara, netta e senza appelli: l’eroe messicano ha deciso di chiudere in assoluta bellezza, lasciando club e nazionale per appendere definitivamente gli storici guantoni al chiodo.

Un canto del cigno davanti al proprio pubblico

Scegliere l’edizione del 2026 per congedarsi non è affatto casuale. Il torneo è co-ospitato proprio dal suo amato Messico, insieme a Stati Uniti e Canada. Questo permetterà a Memo Ochoa di dire addio al calcio giocato difendendo i pali davanti al proprio pubblico di casa, calando il sipario su un percorso eccezionale. Una passerella finale emozionante e meritata per un leader assoluto.

La Russa svela il retroscena sull’Inter: «Non coinvolta nell’inchiesta arbitri? Parlai con Marotta, mi disse questo prima della Procura»

La Russa, presidente del Senato, ha svelato questo retroscena relativo all’Inter e all’inchiesta arbitri. Le sue dichiarazioni

Il Presidente del Senato Ignazio La Russa ha deciso di intervenire pubblicamente sulla delicata vicenda istituzionale che sta scuotendo i vertici della FIGC e che, nelle prime battute, aveva mediaticamente sfiorato anche il club nerazzurro. Interpellato dall’ANSA in merito alla vera e propria bufera che sta colpendo il mondo arbitrale, la seconda carica dello Stato ha voluto porre un forte accento sul principio dell’autonomia dello sport, pur riconoscendo il diritto della politica di mantenere un livello di vigilanza, a patto che non si trasformi in un’ingerenza diretta.

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Il ruolo delle istituzioni e la posizione del Governo

Parlando direttamente da Palazzo Madama, La Russa ha delineato i confini entro i quali il Governo e le istituzioni dovrebbero muoversi rispetto al sistema calcistico italiano, difendendone le prerogative: «La cosa importante è che sia chiaro che lo sport ha una sua autonomia, e che solo secondo le regole la politica può in qualche modo interferire, ma mai a gamba tesa. Difendo l’autonomia del calcio. Il calcio ormai è un aspetto sociale di cui non ci si può non occupare, il ministro Abodi fa bene ad attenzionare tutto quello che succede. Ma, avendo parlato anche con lui, so che non ha nessuna mira di entrare a gamba tesa sul mondo dello sport.»

Il colloquio con Marotta e la posizione dell’Inter

Il passaggio più interessante del suo intervento riguarda l’Inter. Il Presidente del Senato ha infatti svelato un retroscena inedito, rivelando di aver avuto un contatto diretto con Giuseppe Marotta prima ancora che la Procura chiarisse ufficialmente l’estraneità della società milanese rispetto alle indagini sulle designazioni.

Aggiungendo una nota di sarcasmo sulle speculazioni relative ai presunti favoritismi, La Russa ha concluso: «Ho parlato con Marotta prima che la Procura dicesse chiaro e tondo che l’Inter non c’entrava niente. Quello che mi aveva detto è stato confermato dalla Procura. La cosa che mi ha stupito è che tutte le ipotesi di vantaggio per l’Inter sono riferite a partite in cui l’Inter perde. C’è uno strano vantaggio… Speriamo che ci mandino qualcuno contro così vinciamo».

Una dichiarazione che punta a spegnere definitivamente le polemiche, ribadendo come le carte della Procura abbiano già tracciato una linea chiara sulle responsabilità nell’ambito dell’inchiesta arbitri.

Avvocato Gervasoni dopo l’interrogatorio: «Non ha interferito in alcun modo su Salernitana Modena! Inter Roma? Velocissima domanda a cui abbiamo risposto»

Avvocato Gervasoni, Michele Ducci, ha risposto così alle domande dopo l’interrogatorio dell’ex arbitro durato 4 ore

Al termine di un lungo interrogatorio durato ben quattro ore presso la caserma della Guardia di Finanza di Milano, Michele Ducci, avvocato difensore dell’ex arbitro e supervisore Andrea Gervasoni, ha rilasciato importanti dichiarazioni ai media presenti. Al centro del colloquio con gli inquirenti, la delicata inchiesta sugli arbitri e le pesanti accuse di presunte pressioni all’interno della sala VAR di Lissone.

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Il caso Salernitana-Modena e l’impossibilità logistica

Il focus principale dell’interrogatorio è stato il match del campionato cadetto. Su questo specifico punto, il legale ha smentito categoricamente ogni tipo di coinvolgimento del suo assistito, sottolineando l’assoluta impossibilità logistica di un’interferenza: “Noi abbiamo risposto solo su Salernitana-Modena, in cui l’arbitro Gervasoni ha chiarito come non abbia interferito in alcun modo. Tra l’altro lui era a fare il VAR di Serie A in una palazzina, quello della B è in un’altra. Era presente a Lissone, ma non in quella sala”.

Riguardo alla presenza del VMO Paterna, già al centro delle indagini per una presunta “bussata”, e a un possibile collegamento, l’avvocato ha precisato: “No, anch’io pensavo potesse essere un collegamento, ma non è stato fatto. Semplicemente lui era supervisore quel giorno, ma sulla Serie A: il processo decisionale che ha portato al cambio di scelta in campo è avvenuto tra Var e Avar. A giustificare l’estrema lunghezza del colloquio per una sola partita, Ducci ha aggiunto: “Eh, sì. Però fai rivedere il video, fai rivedere il video, senti quello che aveva da dire, fai rivedere il filmato, pause e contropause. Ed eccoci qui”.

Il capitolo Inter-Roma e il fattore tempo

Nonostante l’imputazione formale riguardasse la gara di Serie B, i magistrati hanno posto domande anche sulla tanto discussa Inter-Roma. Sull’eventualità di pressioni esterne, la linea della difesa è stata netta: Ha fatto una velocissima domanda su Inter-Roma a cui abbiamo risposto, la decisione arriva in 10 secondi e non si capisce come si possa interferire. Concetto poi ribadito con forza: Abbiamo chiarito come non sia stato fatto alcun intervento nemmeno in quell’occasione, e le immagini lo chiariscono. È una decisione presa in dieci secondi, non c’è il tempo materiale perché qualcuno facesse pressione. Sull’ipotesi circolata di una possibile manipolazione dei file audio, il legale ha tagliato corto: Non ho ascoltato alcun audio di Inter-Roma, non glielo so dire.

La figura di Rocchi e l’accusa di frode sportiva

La difesa ha inoltre tenuto a separare nettamente la posizione di Gervasoni dal presunto sistema orchestrato dall’ex designatore Gianluca Rocchi. In merito alla famosa e presunta riunione a San Siro del 2 aprile 2025 e al “gradimento” di certi club per specifici direttori di gara, le risposte sono state trancianti: Non ne abbiamo assolutamente parlato” e “No, perché non siamo Rocchi e non era tra le nostre imputazioni”.

Infine, interrogato sulla sproporzione giudiziaria tra una ipotetica “bussata” al vetro e la grave accusa di frode sportiva, l’avvocato Ducci ha chiosato: “A me sembra lunga. Però non è compito mio, specificando ulteriormente sulla liceità del gesto stesso: Non ne abbiamo parlato, non ce ne sono contestate”.

Moratti a sorpresa: «Calciopoli? Avevo paura e rispetto, dall’altra parte c’era la Juventus! La vicenda di oggi a confronto è una cretinata»

Moratti, ex presidente dell’Inter, si è soffermato sull’inchiesta arbitri in un metro di paragone anche con Calciopoli. Le sue parole

Napoli Network, l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti ha parlato così dell’inchiesta arbitri. Ecco le sue parole.

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INCHIESTA ARBITRI – «Non ho seguito così bene da capire cosa sia successo in dettaglio, sembra più una questione tra arbitri che una cosa che riguarda le società. Sembra una piccola guerra tra i vari arbitri, non vedo paragoni con Calciopoli»

CALCIOPOLI – «Avevo anche paura e rispetto, perché potevano decidere le sorti della mia squadra, soprattutto considerando di avere la Juventus dall’altra parte. Immaginavo comunque fosse una professione difficile e di conseguenza non parlavo con loro. Ho visto e letto interviste a De Santis e Moggi che sono stati condannati a Calciopoli, è incredibile che si chieda a queste persone il parere sulla vicenda. Quello che sta accadendo è una cretinata a confronto».

SCELTA DELLE DESIGNAZIONI – «Qualunque soluzione renda estranee le società è auspicabile. Non vedo comunque trucchi, vedendo le partite non mi sembra qualcosa di squilibrato. L’Inter non ha avuto aiuti né quando ha vinto né quando ha perso. Poi capitano gli errori arbitrali che spesso sono gravi, ma sono cose che accadono sempre»

STAGIONE ATTUALE – «La stagione dell’Inter è stata ottima, c’è stato qualche problema in Champions, forse perché si è creato un complesso dopo la scorsa finale. Una volta superato l’Inter ha saputo reinterpretare le partite. Chivu è stato bravissimo, ha rimediato brillantemente ai problemi dell’anno scorso. È un ragazzo intelligente e questa è una particolarità che va bene e che permette di fare il massimo»

Malagò spinto da AIC e AIAC, il comunicato ufficiale: «Persona in grado di rispondere alle tante sfide del presente e soprattutto del futuro»

Malagò spinto da AIC e AIAC, il comunicato ufficiale sulla sua candidatura al ruolo di presidente della FIGC

A poco meno di due mesi dalla cruciale Assemblea elettiva federale del 22 giugno, e ormai in prossimità della scadenza ultima per la presentazione formale delle candidature alla carica di presidente della FIGC, il panorama politico dello sport nazionale inizia a delinearsi con contorni ben precisi. In questo scenario di profondo rinnovamento, le componenti tecniche del nostro calcio, ovvero calciatori e allenatori, hanno maturato un orientamento istituzionale solido e ampiamente condiviso.

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La figura individuata per guidare l’intero movimento è quella di Giovanni Malagò, ritenuto all’unanimità la persona più autorevole e in grado di rispondere in modo tempestivo alle innumerevoli e complesse sfide del presente, ma soprattutto a quelle cruciali per il futuro.

I pilastri del progetto: riforme, sostenibilità e Club Italia

Nel corso dei fitti incontri e dei serrati confronti che hanno caratterizzato le ultime settimane, sono emerse delle importantissime convergenze tra le varie anime del calcio nostrano sui principali punti programmatici. Le basi per il nuovo mandato ruotano attorno a temi nevralgici per la sopravvivenza e la crescita del settore: il rilancio del Club Italia, la fondamentale Sostenibilità economico-finanziaria, le Riforme strutturali, l’implementazione di un innovativo Progetto tecnico-sportivo e la definitiva valorizzazione del Calcio Femminile.

Si tratta di una chiara visione di politica sportiva che, partendo dall’importante impulso iniziale generato dalle squadre della Lega di Serie A che lo hanno indicato per prime, offre oggi solide garanzie per affrontare questa delicata e importante stagione federale. In un momento storico così delicato, ragionare concretamente “di sistema” rappresenta, secondo le componenti, la sola strada da percorrere per tornare a essere competitivi.

L’appello a Malagò per il rilancio definitivo

Di fronte a questa forte coesione, i sindacati di categoria si sono esposti attraverso una posizione congiunta. Le due associazioni, Aic e Aiac auspicano che Giovanni Malagò sciolga positivamente le sue ultime riserve. Calciatori e allenatori si dichiarano inoltre pienamente pronti a intavolare ulteriori interlocuzioni strategiche. L’obiettivo primario è quello di consentire la rapida messa a punto di un solido programma comune, un manifesto in grado di garantire il vero rilancio della Figc e di tutto il sistema calcistico italiano.

Inchiesta arbitri, intervengono anche Le Iene! Il mistero della «bussata al VAR», le testimonianze e il silenzio della Giustizia Sportiva

Inchiesta arbitri, Le Iene: dal mistero della «bussata al VAR» alle testimonianze fino al silenzio della Giustizia Sportiva

Il calcio italiano è stato nuovamente travolto da un ciclone giudiziario dalle proporzioni storiche. La clamorosa inchiesta arbitri, analizzata anche dal programma televisivo Le Iene attraverso il lavoro d’inchiesta di Filippo Roma e Marco Occhipinti, ha scoperchiato un presunto e ramificato sistema di pressioni volto a minare l’indipendenza decisionale del centro VAR di Lissone. Al centro di questa autentica bufera mediatica e giudiziaria figura Gianluca Rocchi, il designatore arbitrale di Serie A e B, il quale si è ufficialmente autosospeso dal proprio incarico dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per frode sportiva da parte della Procura di Milano.

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Il mistero della “bussata al VAR” in Udinese-Parma

L’ipotesi accusatoria formulata dagli inquirenti si concentra sulla cosiddetta «bussata al VAR», un segnale fisico o gestuale che sarebbe stato utilizzato dai vertici arbitrali per condizionare le scelte di chi si trova davanti ai monitor. L’ex guardalinee Domenico Rocca, autore dell’esposto che ha fatto scattare le indagini, ha raccontato a Italia 1 i dettagli del match chiave: «Il casus belli in questione è il match Udinese-Parma, dove in sala Var, a un certo punto, rivedono un’azione per capire se c’è un possibile calcio di rigore. Abbiamo notato che prima i Var erano indirizzati a non concedere i calci di rigore perché per loro il movimento del braccio era congruo quando, a un certo punto, si sente tipo ‘toc toc’ che gli fa cambiare totalmente idea facendo richiamare l’arbitro e assegnare un calcio di rigore».

In merito ai limiti regolamentari, Rocca ha poi precisato il ruolo del supervisore in sala in quegli attimi concitati: «No, no, assolutamente no. Il supervisore non può assolutamente interferire con la sala Var, assolutamente».

Le testimonianze, la difesa di Rocchi e i segni convenzionali

A rafforzare i sospetti sull’intero sistema è intervenuto anche l’ex arbitro Pasquale De Meo, il quale ha confermato il pesante clima di condizionamento all’interno dell’AIA spiegando che «venivano utilizzati dei segni convenzionali» per indirizzare segretamente le decisioni. Dal canto suo, prima del precipitare degli eventi, Rocchi aveva respinto ogni tipo di addebito difendendosi apertamente: «Io sono trasparente con tutti su tutto» e precisando ulteriormente: «Io vi ripeto, lavoro sempre ed esclusivamente in una maniera soltanto».

Il silenzio della Giustizia Sportiva e le mosse della FIGC

Il servizio de Le Iene ha inoltre evidenziato una netta e clamorosa discrepanza di giudizio: la giustizia sportiva, sotto la guida del procuratore Giuseppe Chinè, aveva in un primo momento archiviato il caso, nonostante la presenza di video che sembrerebbero provare l’interferenza. Incalzato dalle telecamere sul perché di questa rapida archiviazione, Chinè ha tagliato corto: «Io non rispondo», chiudendo poi con un emblematico: «Non so di cosa sta parlando».

Nel frattempo, l’ex presidente dell’AIA, Antonio Zappi, ha tentato di rassicurare l’opinione pubblica promettendo totale trasparenza, pur evitando di diffondere i filmati nell’immediato: «Da parte mia una promessa e un impegno, le immagini le vedrete». Mentre la giustizia ordinaria procede ora a passo spedito verso la ricerca della verità, lì dove i tribunali sportivi si sono fermati, l’inchiesta arbitri minaccia di provocare un vero e proprio terremoto ai vertici della FIGC.

Caso VAR Inter Roma, Gervasoni: «Manomissione audio esclusa al cento per cento»

Caso VAR Inter Roma, Andrea Gervasoni ha escluso al 100% una manomissione dell’audio relativo al big match di San Siro

Una manomissione dell’audio della sala VAR della partita InterRoma “la escludo cento per cento”. Lo ha dichiarato il supervisore VAR Andrea Gervasoni, autosospeso e attualmente indagato insieme al designatore arbitrale Gianluca Rocchi per concorso in frode sportiva.

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Le parole di Gervasoni sono arrivate al termine di un interrogatorio durato circa quattro ore, svolto presso la caserma della Guardia di Finanza ‘Silvio Novembre’ di via Oglio a Milano.

La vicenda ruota attorno ad alcune indiscrezioni emerse sulla stampa, secondo cui nella registrazione audio della sala VAR mancherebbero tra i 50 e i 60 secondi rispetto al file originale. Un dettaglio che ha alimentato dubbi e sospetti, ma che Gervasoni ha respinto con fermezza, negando qualsiasi tipo di alterazione o manipolazione del materiale audio.

L’indagine prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda.

Inchiesta arbitri, concluso dopo 4 ore l’interrogatorio di Gervasoni. Ultime

Inchiesta arbitri, si è concluso dopo circa 4 ore l’interrogatorio di Andrea Gervasoni davanti al PM Ascione. I dettagli

Si è concluso alle 15:05, dopo circa quattro ore, l’interrogatorio di Andrea Gervasoni davanti al pubblico ministero Ascione. L’audizione si inserisce nel più ampio filone di indagini che stanno coinvolgendo il mondo arbitrale italiano e che nelle ultime settimane hanno attirato grande attenzione mediatica.

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Nel corso dell’incontro, Gervasoni ha risposto alle domande del magistrato, fornendo la propria versione dei fatti in merito alle questioni oggetto dell’inchiesta. Al momento non sono stati resi noti i contenuti dettagliati dell’interrogatorio, né eventuali sviluppi immediati sul piano giudiziario.

La durata prolungata dell’audizione lascia intendere un confronto approfondito su diversi aspetti ritenuti rilevanti dagli inquirenti. Resta ora da capire quali saranno le prossime mosse della procura e se emergeranno ulteriori elementi utili a chiarire la vicenda.

Conferenza stampa Hiljemark: «Tramoni e Marin indisponibili contro il Lecce, l’unico obiettivo è la vittoria»

Conferenza stampa Hiljemark: il tecnico del Pisa ha presentato la sfida di domani contro il Lecce: le sue dichiarazioni

Il Pisa è pronto a tornare in campo per affrontare il Lecce nella sfida in programma venerdì 1 maggio alle 20:45 all’Arena Garibaldi, valida per la 35ª giornata di Serie A.

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Alla vigilia del match, l’allenatore Oscar Hiljemark è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida e fare il punto sulle condizioni degli infortunati.

INFORTUNATI – «Per quello che riguarda gli infortunati, saranno assenti Tramoni, Marin e tutti gli altri indisponibili, che già conoscete. Gli altri ragazzi della mia squadra, invece, sono a disposizione e convocabili».

MINUTAGGIO GIOCATORI – «Per quello che riguarda i giocatori con meno minutaggio, sarà compito della società valutare qualcuno in particolare, e se ci sarà l’esigenza ne parleremo. Per ora la priorità resta una sola: scendere in campo per andare a prenderci la vittoria, e questo conta anche di più degli esperimenti sui singoli».

PRODUZIONE OFFENSIVA – «L’idea di base, ovviamente, è mettere i giocatori in condizione tale di poter fare occasioni da gol, e io ho visto una squadra che ne ha create molte. Il problema sarebbe se non creassimo nulla, ma visto che le occasioni ci sono, il problema non è il gioco, quanto la concretezza. Questa è una dinamica che ci penalizza, per invertirla non si può fare altro che lavorare sodo e duramente».

Conferenza stampa De Rossi: «Promozione in C dell’Ostiamare un sogno. Genoa? Salvezza anticipata merito dei ragazzi»

Conferenza stampa De Rossi: focus su Genoa, Ostiamare e Mondiale. Le dichiarazioni del tecnico del Grifone

La conferenza stampa di Daniele De Rossi si apre con un siparietto insolito: un’ape in sala stampa ruba la scena e strappa qualche sorriso all’allenatore del Genoa, notoriamente poco amante degli insetti (l’ape è stata poi prontamente reintrodotta in natura a fine incontro). Subito dopo, però, il tecnico torna serio e affronta a tutto tondo i temi che legano il finale di stagione rossoblù, la sua avventura dirigenziale e l’imminente competizione iridata.

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Il sogno Ostiamare in Serie C — De Rossi sveste momentaneamente i panni di tecnico per indossare quelli di proprietario della sua Ostiamare, neopromossa in Serie C. L’emozione per i festeggiamenti sul litorale romano è ancora vivissima: «Vedere quattrocento persone festeggiare in giro per Ostia, con i clacson che in genere sentiamo solo per Roma o Lazio, è stato un sogno. Ci ha fatto sentire importanti”. Sulle prospettive future, l’allenatore è netto e allontana categoricamente le voci di una subalternità ad altre società: «Non saremo il satellite di nessuno, né del Genoa, né della Roma, né tantomeno una Roma Under 23. Giocheremo in C pescando i migliori giovani dalle Primavere, ma senza essere la succursale di nessuno o stare sotto schiaffo. Abbiamo uno stadio pronto e giovanili di prim’ordine: noi facciamo concretamente quello che a parole si dice serva al calcio italiano».

Modelli, campo e rispetto per i giocatori

La sfida all’Atalanta e il modello Gasp — Tornando al campo, al Genoa manca un solo punto per la salvezza aritmetica. Sabato ci sarà la sfida contro l’Atalanta, da affrontare senza abbassare la guardia. Proprio i bergamaschi, insieme al Bologna, rappresentano per De Rossi il modello aziendale perfetto: «L’Atalanta ha costruito un progetto lungo nove anni con Gasperini, valorizzando il vivaio. Sono cresciuto vedendoli fare l’ascensore tra A e B, oggi sono una potenza europea. Hanno dato continuità, ed è questo l’esempio societario da seguire».

Verso il Mondiale: rispetto per i protagonisti — Infine, il punto sull’infermeria e una profonda riflessione da ex Campione del Mondo. Ekuban e Norton-Cuffy recuperano (ma partiranno dalla panchina), Baldanzi resta ai box, mentre Bijlow fa rientrare l’allarme. De Rossi dimostra grandissima empatia verso chi andrà a giocarsi il Mondiale: «Il Genoa viene prima di tutto, ma se ci siamo salvati con largo anticipo è merito di questi ragazzi. Vasquez ha giocato oltre tremila minuti. A loro dobbiamo qualcosa: io so cosa significa, al Mondiale bisogna arrivarci al top della forma».

Lukaku Milan, nessuna trattativa: smentite le voci di mercato. Belga concentrato solo sul recupero totale

Lukaku Milan, piovono smentite sul possibile approdo dell’attaccante belga in rossonero durante la prossima estate

Non trovano conferme le indiscrezioni circolate nelle ultime ore su un possibile approdo di Romelu Lukaku al Milan. Secondo quanto riportato dal giornalista Nicolò Schira, infatti, non esiste alcuna trattativa in corso tra l’attaccante belga e il club rossonero.

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Le voci parlavano di un possibile inserimento dell’agente Federico Pastorello, che avrebbe proposto il giocatore al Milan, ma questa ricostruzione è stata categoricamente smentita. Al momento, dunque, non ci sono contatti, negoziazioni o sviluppi concreti che possano far pensare a un trasferimento imminente.

Lukaku Milan, belga concentrato sul recupero fisico

La priorità assoluta per l’attaccante belga resta un’altra: tornare al meglio della condizione fisica. Dopo un periodo complicato, Lukaku è attualmente impegnato in un intenso programma di riabilitazione, lavorando duramente per recuperare pienamente sotto il profilo atletico.

Fonti vicine al giocatore sottolineano come non ci sia spazio per distrazioni legate al mercato. Lukaku è totalmente focalizzato sul rientro in campo e sul ritrovare continuità, elemento fondamentale per il prosieguo della sua carriera ad alti livelli.

Questo atteggiamento evidenzia una volontà chiara: lasciarsi alle spalle le difficoltà recenti e tornare protagonista, senza farsi influenzare da rumors o speculazioni mediatiche.

Dal canto suo, il Milan continua a monitorare il mercato alla ricerca di opportunità, ma al momento non ha avviato alcuna iniziativa per Lukaku. La dirigenza rossonera sembra orientata su profili differenti, più in linea con le strategie tecniche ed economiche del club.

In conclusione, come ribadito da Nicolò Schira, la pista Lukaku-Milan è da considerarsi infondata. Il futuro dell’attaccante resta ancora da definire, ma una cosa è certa: oggi la sua unica priorità è tornare in campo al massimo della forma.

Simonelli spiega: «Inchiesta arbitri? Se qualcuno ha sbagliato giusto che paghi. Malagò ha grande consenso»

Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha parlato a margine del progetto Road To Zero in vista della finale di Coppa Italia

Intervenuto a margine della presentazione del progetto Road To Zero in vista della finale di Coppa Italia, Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A ha dichiarato:

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PROGETTO ROAD TO ZERO – «Oggi stiamo dando l’esempio del fatto che lo sport possa fare molto, in tutti i sensi. Abbiamo trattato di come rendere l’accesso allo stadio ecologicamente sostenibile. Si potrà arrivare allo stadio con inquinamento zero: in questo abbiamo messo anche tante altre cose. Io mi auguro che quello che stiamo facendo siano cose che le nostre società facciano anche a livello di club, penso anche alle iniziative nei confronti di persone disabili».

DERBY DI ROMA IN CONCOMITANZA CON GLI INTERNAZIONALI – «Cercheremo di organizzarlo in modo che non ci siano sovrapposizioni con la finale, allo stesso tempo sappiamo che è soggetto a restrizioni imposte dalle autorità di pubblica sicurezza. Non lo faremo la sera perché è vietato, né il pomeriggio: resta solo le 12.30 e credo sarà l’orario che sceglieremo. Escluso che si giochi il lunedì? Sì, è giusto che il derby si giochi domenica, peraltro vi ricordo che si gioca alla penultima giornata, e quindi necessariamente in contemporanea con le altre partite di squadre in corsa per gli stessi obiettivi».

ALTRE DATE – «Ne parlavamo con Sport e Salute, ne abbiamo parlato con Binaghi (presidente della Federtennis, ndr). Purtroppo i calendari sono intasati, vale per tutte le federazioni: l’anno scorso c’erano la finale degli Internazionali e il GP di F1 nello stesso giorno. L’anno prossimo probabilmente riusciremo a evitare la sovrapposizione, perché con i Mondiali la stagione partirà un po’ tardi. Però siamo legati ai calendari internazionali, del resto Roma ha anche due squadre».

INCHIESTA SU ROCCHI E POSSIBILE COMMISSARIAMENTO DELL’AIA – «Beh, sono cose diverse. Zappi decade perché è stata confermata la sentenza, eventualmente ci penserà la Federcalcio. Quanto al resto, come ho già detto, finché non avremo qualcuno che ci spiegherà cosa è successo e perché, siamo alla finestra, come voi. A oggi non conosciamo le carte in mano ai pm e non abbiamo notizie da commentare: rimaniamo garantisti, al fianco della Can. Se poi ci fossero cose che daranno evidenza di irregolarità, chi le avrà commesse pagherà. Ma per ora non abbiamo prove».

FASTIDIO PER LISSONE AL CENTRO DELL’INCHIESTA – «La sua definizione è corretta, noi mettiamo a disposizione la tecnologia. Poi la gestione del Var è un’altra cosa, magari ci possono essere state delle decisioni non completamente omogenee che danno fastidio al tifoso e al pubblico. Il Var tende a portare più equità nei giudizi, ma quando sbagliava l’arbitro in campo veniva tollerato: se sbaglia chi sta davanti al monitor viene più difficile da accettare. Io continuo a reputarla una cosa positiva, forse bisognerà lavorare per rendere la gestione del Var più snella e veloce. Sarei per dare un tempo limite: se il Var deve intervenire di fronte a errori evidenti, devono essere facilmente individuabili».

COMMISSARIAMENTO FIGC E MALAGO’ – «Sul commissariamento si è pronunciato il presidente del Coni, credo che i presupposti non ci possano essere. Non ne parlerei più. Quanto a Malagò, 19 club su 20 di Serie A – 17 dei quali ancora prima dell’assemblea – hanno sottoscritto il modulo di accreditamento: vuol dire che il consenso in A è quasi totalitario. Credo ci sia anche da altre componenti, ma questo non sta a me dirlo».

Inter, che fastidio! Le insinuazioni nell’inchiesta arbitri per rovinare la festa scudetto – VIDEO di Giuseppe Colicchia

Inter, che fastidio! Le insinuazioni nell’inchiesta arbitri per rovinare la festa scudetto: il dibattito pubblico continua ad alimentare tensioni

Il tema dell’inchiesta sugli arbitri in Serie A continua a occupare il centro del dibattito calcistico italiano. La vicenda ha già portato all’autosospensione di Gianluca Rocchi, designatore arbitrale, e di Andrea Gervasoni, supervisore Var, mentre secondo la ricostruzione della Procura sarebbero coinvolti anche altri esponenti del mondo arbitrale. Al momento, però, non risultano indagati club o tesserati delle squadre di Serie A e Serie B, compresa l’Inter. Un elemento centrale, soprattutto alla luce di una narrazione che negli ultimi giorni avrebbe spesso accostato i nerazzurri al tema delle designazioni arbitrali.

Inchiesta arbitri Inter, il precedente del rigore non concesso

La posizione dell’Inter resta quindi da distinguere con attenzione dal quadro investigativo. Nella scorsa stagione, la squadra allora guidata da Simone Inzaghi ha perso il campionato in un finale segnato anche da alcuni episodi molto discussi. Tra questi viene ricordato soprattutto il mancato calcio di rigore per la trattenuta di Evan Ndicka, difensore della Roma, su Yann Bisseck, centrale tedesco nerazzurro. Un episodio che alimentò molte polemiche e sul quale, nelle ultime ricostruzioni, sarebbe emerso anche il tema delle comunicazioni interne alla sala Var (col “fatti gli affari tuoi” di Di Bello a Piccinini). Da qui la sensazione, nell’ambiente interista, di essere passati da possibile bersaglio della narrazione pubblica a parte potenzialmente penalizzata da alcune decisioni arbitrali.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Inchiesta arbitri Inter, lo scudetto e il peso della narrazione

Il clima attorno all’Inter resta dunque particolarmente acceso proprio nel momento in cui la squadra si avvicina alla possibile conquista matematica dello scudetto, che potrebbe arrivare nella prossima sfida contro il Parma. Prima le critiche sul livello generale del campionato, poi le polemiche arbitrali: tutto contribuisce ad aumentare la pressione mediatica sui nerazzurri. La società e la squadra restano concentrate sul campo, ma il contesto esterno continua a produrre discussioni. In attesa degli sviluppi dell’indagine, il dato da cui partire resta uno: allo stato attuale, l’Inter non risulta coinvolta tra gli indagati.

Michieli a SampNews24: «Occorre commissariare la FIGC! Il programma di Baggio messo in un cassetto, una vergogna»

Il giornalista Maurizio Michieli ha voluto dire la sua su alcuni temi legati alla stagione della Sampdoria e sull’ipotesi commissariamento per la FIGC

Intervistato in esclusiva da SampNews24, il giornalista Maurizio Michieli ha detto la sua su alcuni temi riguardanti i blucerchiati, per poi spostarsi sulla crisi del calcio italiano e sull’inchiesta arbitri.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

SULLE DIMISSIONI DI MANFREDI DA PRESIDENTE DELLA SAMP«L’uscita di scena di Manfredi me l’aspettavo, era dal luglio scorso che si trascinava questa resa dei conti con Tey ed era probabile che vincesse quello finanziariamente più forte. In ogni caso è stato ed è tutto grottesco. Anche il comunicato di Manfredi, al quale avrei concesso l’onore delle armi ma dopo quell’uscita mi sono sentito obbligato a sottolineare che la sua gestione della Sampdoria è stata la peggiore della storia blucerchiata. E non aver fatto fallire il club non è un merito, perché il bene era nelle sue mani e nessuno lo aveva costretto con una pistola alla tempia a prenderselo sulle spalle. C’erano anche altri competitor in corsa e la storia che l’avrebbero fatta fallire è completamente falsa. Lui e Radrizzani si sono accreditati al tavolo delle trattative, tramite lettera ufficiale, come rappresentanti di Qatar Sports Investments, che poi è sparito nel nulla. E’ una storia nata male e finita peggio. In passato gli stessi non erano riusciti a prendere altre squadre di calcio in Italia ed erano stati rimbalzati anche in malo modo. Ma lasciamo perdere, non mi piace infierire e non avrei detto più mezza parola se non fosse uscito quel comunicato di Manfredi dal quale mi sono sentito preso in giro e soprattutto ho ritenuto che prendesse in giro migliaia di tifosi della Samp».

LA NAZIONALE VIVE UN MOMENTO DI CRISI CON POCHI PRECEDENTI: ELIMINAZIONE DAL MONDIALE, DIMISSIONI DI GRAVINA E UN POSSIBILE SCANDALO VAROPOLI ALL’ORIZZONTE. QUALI DOVREBBERO ESSERE I PRIMI PROVVEDIMENTI PER RIPORTARE L’ITALIA AI SUOI GLORIOSI FASTI?«Commissariare la Figc. E poi arrivare all’elezione di un presidente che non sia “compromesso” con il passato. Il programma stilato a suo tempo da Roberto Baggio per rilanciare il calcio italiano venne messo in un cassetto e sepolto lì. Una vergogna, non basta cambiare ct per ribaltare la situazione, questa è una crisi profonda e ci vorranno anni per uscirne ma non esiste la volontà di farlo perché ci sono troppi interessi personali in gioco».

L’INTERVISTA COMPLETA A MICHIELI SU SAMPNEWS24.COM

Calciomercato Milan, Goretzka il primo nome per il centrocampo ma occhio a Javi Guerra!

Calciomercato Milan, Goretzka il primo nome per il centrocampo ma occhio a Javi Guerra! I rossoneri pronti a rifarsi il look

Il Milan prepara cambiamenti importanti in vista della prossima stagione, soprattutto a centrocampo. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il reparto potrebbe subire una profonda trasformazione: Youssouf Fofana e Ruben Loftus-Cheek avrebbero le valigie pronte, mentre Luka Modric dovrà decidere se restare un altro anno, proseguire altrove la carriera o ritirarsi. In caso di uscite multiple, resterebbero come punti fermi Adrien Rabiot, Ardon Jashari e Samuele Ricci. Rientreranno dai prestiti anche Bondo, Ismael Bennacer e Yunus Musah, ma i primi due sarebbero destinati a una nuova sistemazione lontano da Milanello.

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Calciomercato Milan, Goretzka è il grande obiettivo

Il primo nome indicato da Massimiliano Allegri resta Leon Goretzka, centrocampista tedesco del Bayern Monaco in scadenza il prossimo 30 giugno. Il Milan sarebbe avanti nella corsa al giocatore, nonostante l’interesse della Juventus e di alcuni club di Premier League. L’idea di trasferirsi in Italia e vivere a Milano stuzzicherebbe il tedesco, che avrebbe trasmesso fiducia alla dirigenza rossonera. Sul tavolo ci sarebbe un contratto da tre anni più uno a circa 5 milioni netti a stagione. La risposta definitiva dovrebbe arrivare dopo la fine degli impegni ufficiali del Bayern, prima del Mondiale.

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Calciomercato Milan, Javi Guerra e Koné tra le alternative

L’eventuale arrivo di Goretzka a parametro zero non escluderebbe un altro innesto di spessore. Il Milan continua a seguire Javi Guerra, centrocampista spagnolo classe 2003 del Valencia, già cercato la scorsa estate. La clausola da 100 milioni complica il discorso, ma una chiamata rossonera potrebbe far riflettere il giocatore. Attenzione anche a Ismael Koné, centrocampista canadese classe 2002 del Sassuolo, apprezzato dagli osservatori milanisti per fisicità, inserimenti e capacità realizzativa. Il club neroverde potrebbe chiedere contropartite giovani, tra cui Christian Comotto o Francesco Camarda, anche se il Milan non vorrebbe perdere il controllo dei propri talenti.

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