Pagina 150 – Calcio News 24

Yildiz al miele con Spalletti: «È semplicemente fantastico! Sono sicurissimo che la Juve tornerà a vincere, felice di essere qui»

L’attaccante della Juventus, Kenan Yildiz, spende parole al miele nei confronti del proprio allenatore, Luciano Spalletti, e parla di obiettivi futuri

Intervistato da CBS Sports Golazo, il numero 10 della Juventus, Kenan Yildiz, racconta lo splendido rapporto che ha col proprio allenatore Luciano Spalletti.

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SPALLETTI – «Posso dire che è semplicemente fantastico. Con tutta la sua esperienza e la persona che è, ci dà tantissima forza ed energia ogni giorno. E spero che, adesso che resta con noi, potremo fare tante belle cose insieme. Cosa riesce a dare? Non riesco nemmeno a spiegarlo. In ogni allenamento dà il 100%. Viene nel nostro spogliatoio, è sempre vicino al campo, scherza con noi. Non è soltanto un allenatore, è anche una bella persona con cui ti senti a tuo agio. E penso che questo ci dia tanta forza per andare in campo e restituirgli qualcosa di positivo».

SCUDETTO – «Prima di tutto sono davvero felice di essere qui. Sono felicissimo dei miei compagni. Questo è tutto quello che posso dire. E sono sicurissimo che in futuro torneremo a vincere. Possiamo solo dare il massimo, restare concentrati e cercare di vincere tutte le partite in futuro».

LA MAGLIA NUMERO 10 – «Quando giochi a calcio, sai che il numero più bello in campo è sempre il 10. Ho sempre voluto giocare con il numero 10 fin da giovane, e ricevere quel numero così presto qui alla Juventus è stato tipo: “wow”. Quando ho ricevuto il messaggio ero davvero, davvero felice. Ovviamente è una grande responsabilità, ma fino ad ora penso di averla gestita bene. Spero di continuare così».

I SUOI SEGRETI – «Beh, non sono segreti speciali, però sì, cerco di essere professionale, fare le cose nel modo giusto, dormire abbastanza, fare colazione qui al centro di allenamento. E basta. Sono felice della mia stagione. Non è ancora finita, quindi spero di poter migliorare ancora le mie statistiche entro la fine della stagione».

L’INTERVISTA COMPLETA A YILDIZ

PSG, Barcellona e il Porto di Farioli ad un passo dalla festa: weekend decisivo anche per i campionati esteri

PSG, Barcellona e il Porto di Farioli ad un passo dalla festa: questo weekend può essere decisivo anche per i campionati esteri. Il punto

Un weekend che può valere un’intera stagione. In Francia, Spagna e Portogallo, il profumo del titolo è nell’aria: tre corazzate sono pronte a stappare lo champagne e cucirsi lo scudetto sul petto.

Il PSG a un passo dal trono

La squadra di Luis Enrique ha il match point per il suo tredicesimo titolo in Ligue 1. Ai parigini basterà vincere in casa contro il Lorient e sperare che il Lens, l’unica vera inseguitrice rimasta, non superi il Nizza. La testa del PSG, però, è inevitabilmente rivolta anche al ritorno della semifinale di Champions contro il Bayern Monaco. Per questo, il tecnico spagnolo punterà su un ampio turnover, costretto anche a rinunciare ad Hakimi, infortunatosi gravemente e fuori fino a fine stagione. Il Lens, dal canto suo, non farà sconti per blindare il secondo posto.

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Il Barça sogna la festa pre-Clasico

I blaugrana guidati da Hansi Flick vogliono chiudere i conti in Liga prima della supersfida del 10 maggio contro il Real Madrid. Con un rassicurante +11 sui Blancos a soli cinque turni dalla fine, al Barcellona basterà guadagnare tre punti sui rivali in questo weekend per laurearsi campione. L’intreccio è insidioso: il Barça farà visita al temibile Osasuna (un fortino in casa), mentre il Real Madrid spera in un passo falso in un derby contro un Espanyol in profonda crisi. Entrambe le big devono fare i conti con infermerie piene: Flick senza Lamine Yamal e Raphinha; Real orfano, tra gli altri, di Mbappé, Courtois e Militao.

Il capolavoro di Farioli al Porto

La festa più imminente potrebbe esplodere in Primeira Liga, dove è tutto pronto per celebrare il capolavoro del tecnico italiano Francesco Farioli. A soli 37 anni, all’ex allenatore del Nizza manca una sola vittoria casalinga contro l’Alverca per regalare al Porto il 31° titolo della sua storia (+7 sul Benfica). Costruito su una difesa di ferro (solo 15 reti subite), il Porto ha assorbito l’assenza del bomber Samu grazie all’esperienza di Thiago Silva, arrivato a gennaio, e all’estro cristallino della nuova stella polacca: Oskar Pietuszewski, classe 2008, vero trascinatore verso la gloria.

Corona shock: «Preparatevi ad un tornado, la vera Calciopoli 2! Dentro ci sono anche Napoli e Conte»

L’ex re dei paparazzi, Fabrizio Corona, anticipa la bomba su un nuovo scandalo che è pronto a scuotere il calcio italiano: le sue parole

L’appuntamento è per l’11 maggio su Youtube. Fabrizio Corona promette di raccontare lì quella che definisce «la vera Calciopoli 2». A Il Mattino ha offerto delle anticipazioni: di seguito le sue dichiarazioni.

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COSA ASPETTARCI – «Un tornado, non quella roba delle escort di cui sono pieni i giornali. Una cosa che sconvolgerà veramente tutti. Esco l’11 maggio e dentro ci sono anche Napoli e Conte. Non posso dire di più».

LA STRATEGIA DEGLI ANNUNCI – «È capacità. Se non sai raccontare, non arrivi da nessuna parte. Oggi si direbbe “aura”, o ce l’hai o non ce l’hai».

IL GIORNALISMO OGGI – «Un potere che attacca un altro potere. Non esiste libertà di stampa. I giornali pubblicano solo quello che conviene a chi li controlla. È la realtà. Se avessero informazioni pericolose sulla sinistra non le pubblicherebbero. Io sì, come ho fatto con Signorini».

GOSSIP O INCHIESTA – «Io faccio inchiesta. Gli altri fanno gossip. Prendiamo “Report”: Ranucci va in onda e cosa fa? Tira fuori un post della Meloni del 2019 e la mette in relazione con la criminalità organizzata. Inventa una storia su Zampolli che non regge. Prende gli audio privati di Sangiuliano con la moglie e li spaccia per inchiesta. Quello è gossip, anzi, è peggio, perché si maschera da qualcos’altro. Mi dica un’inchiesta di Ranucci negli ultimi vent’anni che abbia portato a un risultato concreto. L’inchiesta su Signorini è l’inchiesta più importante degli ultimi trent’anni del giornalismo italiano: era un uomo di potere a capo di un grande sistema. È già crollato in parte, e crollerà del tutto quando arriveranno le sentenze».

FALSISSIMO – «Siamo in tre e fatturiamo milioni. È il prodotto più importante degli ultimi anni su YouTube. Le parole che usiamo, “paurina”, “circoletto”, “occhi spaccanti” sono entrate nel linguaggio comune e anche nei dizionari, quella roba bisogna saperla fare».

Roma, obiettivo 80 milioni dalle plusvalenze: Massara a lavoro, ma ci sono già i nomi per il suo successore

Roma, obiettivo 80 milioni dalle plusvalenze: occhio alle cessioni! Massara a lavoro, ma ci sono già i nomi per il suo successore come ds

Mentre la Roma si prepara ad affrontare la Fiorentina in campionato, a Trigoria si gioca una partita altrettanto cruciale: quella finanziaria. Con l’imminente arrivo in città di Ryan Friedkin, impegnato nella ricerca del nuovo direttore sportivo, l’attenzione della dirigenza è rivolta a Nyon. Il 30 giugno segnerà infatti la conclusione del settlement agreement, il rigido piano di rientro quadriennale concordato con la UEFA nel 2022. Ecco l’analisi de Il Romanista.

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Obiettivo plusvalenze

Rispettare i parametri europei non sarà facile. L’attuale direttore sportivo, Frederic Massara, sta lavorando ininterrottamente per colmare un divario stimato intorno agli 80 milioni di euro di plusvalenze. Questa cifra, tuttavia, non è ancora definitiva, poiché influenzata da diverse variabili:
• Piazzamento in campionato: la qualificazione in Champions League appare complicata, e i relativi introiti impatterebbero sul bilancio successivo, ma il posizionamento finale e gli incassi al botteghino restano determinanti per l’esercizio in corso.
• Nuove partnership: le sponsorizzazioni di WizzAir ed Eurobet.live hanno garantito un’importante boccata d’ossigeno, abbassando la quota di plusvalenze inizialmente stimata sui 100 milioni di euro.
• Contenziosi legali: la Roma attende circa 15 milioni di euro dalla causa per i diritti tv tra Lega Serie A e IMG (con tempistiche di incasso incerte) e aspetta l’esito del “caso Calafiori”, attualmente al vaglio della FIFA dopo il passaggio del difensore all’Arsenal.

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I sacrifici sul mercato

In assenza di entrate straordinarie repentine, il club dovrà inevitabilmente ricorrere a cessioni eccellenti. Sul tavolo ci sono i profili con il maggior potenziale di plusvalenza a bilancio: Svilar, Pisilli, Koné e Ndicka (su quest’ultimo pende però una clausola che destina al giocatore il 20% della futura rivendita). Parallelamente, la società mantiene aperto un canale diplomatico con la UEFA, sperando che l’organo europeo possa concedere uno “sconto” sui parametri a fronte del pagamento di una sanzione pecuniaria.

Il nuovo Direttore Sportivo

Nel frattempo, Massara continua a operare per il bene del club, consapevole che la proprietà sta già valutando il suo successore per l’avvio del nuovo ciclo. La lista dei candidati vede in pole position Giovanni Manna, seguito da Tony D’Amico e Sean Sogliano, mentre i profili di Cristiano Giuntoli e Fabio Paratici appaiono decisamente più defilati. Il 30 giugno si avvicina, e la Roma è chiamata a incastrare perfettamente ogni pezzo del suo complesso puzzle aziendale.

Flick Barcellona, sprint per il rinnovo: firma in arrivo sul nuovo contratto

Flick Barcellona, sprint per il rinnovo: firma in arrivo sul nuovo contratto per l’allenatore tedesco con i Blaugrana, i dettagli


Il futuro di Hansi Flick sarà ancora al Barcellona, rinnovo in arrivo per il tecnico tedesco. Secondo Fabrizio Romano, che riprende Mundo Deportivo, l’allenatore firmerà un nuovo contratto biennale con i blaugrana. L’agente Pini Zahavi è atteso per definire gli ultimi dettagli, con possibile opzione fino al 2029.

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PAROLE – «🚨 Hansi Flick firmerà un nuovo contratto al Barcellona, piano confermato da quando il presidente Laporta è stato rieletto.
Il nuovo contratto sarà valido per i prossimi due anni. 💙❤️
L’agente di Flick, Pini Zahavi, arriverà presto per sistemare i dettagli e l’opzione potenziale +1 fino al 2029, come riportano @RogerTorello @mundodeportivo
».

Greenwood Juventus, ritorno di fiamma per l’estate: ora Conceiçao può cambiare tutto!

Greenwood Juventus, ritorno di fiamma per l’estate: l’addio di Conceiçao può cambiare tutto! La strategia dei bianconeri per l’attacco

La Juventus si prepara a un’estate potenzialmente movimentata sul fronte degli esterni offensivi. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la dirigenza bianconera avrebbe riacceso i riflettori su Mason Greenwood, attaccante inglese classe 2001 oggi al Marsiglia. Il suo nome tornerebbe d’attualità soprattutto in caso di partenza di Francisco Conceiçao, esterno portoghese che pare essere seguito con attenzione da diversi club di Premier League. Alla Continassa il piano sarebbe chiaro: non farsi trovare impreparati qualora arrivasse un’offerta molto importante per il numero 7.

Greenwood Juventus, numeri importanti al Marsiglia

Per Greenwood si tratterebbe di un ritorno di fiamma. Già nell’estate del 2024, prima dell’arrivo di Conceiçao a Torino, Cristiano Giuntoli aveva seguito a lungo il mancino ex Manchester United, poi approdato al Marsiglia di Roberto De Zerbi. In Ligue 1, l’inglese ha ritrovato continuità e rendimento, chiudendo una stagione di altissimo livello con 25 gol e 10 assist. Nel biennio francese, il suo bottino complessivo sarebbe arrivato a 47 reti, numeri che confermano il valore tecnico di un giocatore capace di incidere con qualità, dribbling e finalizzazione.

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Greenwood Juventus, incastro con Conceiçao e Zhegrova

Il futuro di Greenwood potrebbe però essere lontano dalla Francia. La mancata qualificazione del Marsiglia alla prossima Champions League, unita alla necessità del club di sistemare i conti e avviare una possibile rivoluzione dirigenziale, potrebbe spingere verso una cessione. La valutazione si aggirerebbe intorno ai 50 milioni di euro, cifra simile a quella che la Juventus attribuisce a Conceiçao. Sullo sfondo resta anche Edon Zhegrova, l’esterno kosovaro fin qui è stato poco brillante in bianconero ma è apprezzato dal Marsiglia come possibile erede di Greenwood. La Juve osserva gli sviluppi: se la Premier dovesse affondare per Conceiçao, il club bianconero potrebbe muoversi con decisione sull’inglese per garantire a Luciano Spalletti un sostituto di livello internazionale sulla fascia destra.

Zola indica la via: «Dobbiamo investire sui giovani! Le seconde squadre non sono un problema. Baggio, Totti e Maldini le eccezioni dalla Primavera»

L’ex attaccante Gianfranco Zola ha voluto dire la sua sulla crisi del calcio italiano indicando nei giovani l’unica strada da seguire per la rinascita

Intervenuto a Sky Calcio Unplugged, l’ex attaccante Gianfranco Zola si sofferma su diversi temi legati alla sua riforma del 2024 per i giovani del calcio italiano.

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LA RIFORMA DEL 2024 SUI GIOVANI – «Fondamentalmente consiste nel stimolare le società economicamente, parlando con incentivi economici, a dare più attenzione a tutto quello che fanno nei settori giovanili in termini tecnici, preparatori, persone che lavorano con i ragazzi, strutture e impianti. E poi il terminale di tutto sta nel fatto che le squadre che fanno giocare i calciatori, che vengono dal loro settore giovanile, percepiscono un premio quattro volte superiore a quello prima».

COME NASCE QUESTA IDEA – «È il risultato di tanti tavoli di lavoro fatti con i dirigenti della Lega Pro, soprattutto quelli che lavorano nei settori giovanili e che hanno portato avanti le loro idee. Parte tutto dall’idea che in Lega Pro ci sono 60 squadre. Io l’ho fatto con estremo piacere perché la Lega Pro per me è stata importantissima in carriera. Mi ha dato l’opportunità, in un’età importante, di farmi conoscere, di migliorare e di crescere. In questo senso, io sapevo che poteva essere un’opportunità per molti giovani».

IL GAP TRA PRIMAVERA E PRIMA SQUADRA – «Sappiamo che dobbiamo migliorare molto. È un processo iniziato 3 anni fa però è un lavoro lungo. Noi abbiamo bisogno di un futuro e quindi dobbiamo investire in quello che verrà dopo. Per investire intendo prendersi cura, dargli attenzione e creare un percorso che porti i ragazzi a giocare in prima squadra, perché se il loro percorso finisce in primavera o juniores non abbiamo capito nulla. Il salto di qualità dal settore giovanile alla prima squadra è enorme. Si può fare ma bisogna mettere i ragazzi nelle condizioni di poterlo fare. Tu puoi essere anche il miglior giocatore della primavera ma quando arrivi in prima squadra non sei pronto. A parte alcuni giocatori che fanno eccezione, ma parliamo di giocatori come Baggio, Totti, Del Piero o Maldini».

LE DIFFERENZE CON I MIEI TEMPI – «Io ho dovuto fare un percorso diverso, mi sono fatto conoscere in Serie C e poi sono andato in A, che a quel tempo aveva solo tre stranieri, con tutto il rispetto per loro. Poi Zola è anche stato bravo ad approfittare di questa opportunità e di fare bene. Adesso è più complicato perché a livello di settori giovanili siamo bravi, il problema è che pochi giocatori hanno giocato nelle proprie prime squadre di livello, spesso però succede all’estero. Poi ci sono altri ragazzi italiani giovani bravi che non hanno ancora giocato. Noi abbiamo bisogno delle prossime generazioni che devono dare valore al nostro calcio. Dobbiamo essere molto responsabili e migliorare il processo».

I TALENTI SBOCCIATI NELLE SECONDE SQUADRE – «Palestra, Bartesaghi, Yildiz, Miretti, Fagioli e te ne posso citare tanti. Tutti hanno fatto parte della seconda squadra e poi hanno giocato in Serie A e adesso sono giocatori pronti. Le seconde squadre quindi vanno benissimo».

UN SISTEMA DA MIGLIORARE – «È chiaro che se ci fossero più giocatori italiani nelle seconde squadre sarebbe ancora meglio. Il progetto funziona per le squadre che hanno la seconda squadra perché valorizzano i loro giocatori in un percorso validissimo. Sono poi utili anche alla Lega Pro perché arricchiscono i valori del campionato e dal punto di vista economico sostengono tutto il processo e anche la riforma Zola. È una collaborazione che va molto bene».

IL RUOLO DEL DIFENSORE – «I ragazzi non difendono con troppa attenzione perché non gli viene richiesto. Gli si chiede di essere play-maker. Che sia una cosa giusta e vincente fino alla fine, non lo so. Storicamente hanno sempre vinto le squadre che hanno difeso meglio e fino a prova contraria rimango di quell’idea. Poi, il calcio sta cambiando e sta diventando più televisivo per far vedere alla gente emozioni. Per me, però, il calcio è bello anche per l’arte della difesa, delle chiusure, del non concedere tanto spazio. Sin dai ragazzi si insegna a giocare da dietro. In alcuni momenti della partita è importante difendere nel modo giusto. Il calcio è più emozionante quando si attacca, certo, però anche l’arte della difesa è importante. Chiellini era un esempio straordinario di questa fase».

LA CRISI DEI NUMERI 10 – «Sicuramente in primis c’è il fatto che il calcio è cambiato rispetto a prima. In questo momento il 10 di una volta si deve adattare o come esterno destro o a fare mezz’ala d’attacco o quinto centravanti. Però non è solo questo. Rispetto a prima, mi ricordo che al giocatore con le mie caratteristiche non veniva dato un compito ben preciso dal punto di vista offensivo. Magari gli si chiedeva di ricevere la palla in una determinata zona di campo e si lasciava libero di interpretare in base a quello che vedeva in campo. Ora si fa uno contro uno, si torna indietro fino a quando non si trova uno spazio. Poi si vive anche di momenti. Ci sono cicli in cui ci sono tanti numeri 10 e altri in cui hai grandi difensori ma ti manca altro».

Brescianini si racconta: «Sapevo che alla Fiorentina c’era da rimboccarsi le maniche. Gasperini un fenomeno, ho imparato tanto da lui. Con Spalletti ho realizzato un sogno»

Il centrocampista della Fiorentina, Marco Brescianini, ha voluto dire la sua in vista della sfida contro la Roma del suo ex mister Gasperini

Intervistato da Tuttosport in vista di Roma Fiorentina, il centrocampista della Viola, Marco Brescianini, si è espresso così sul finale di stagione per la squadra di Vanoli.

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L’ARRIVO A FIRENZE – «Vista la classifica sapevo che c’era da rimboccarsi le maniche, ora siamo ad un buon punto ma bisogna restare coi piedi per terra perché non è ancora finita».

ROMA FIORENTINA – «Giocando per ultimi sapremo i risultati ma ciò non cambierà il nostro approccio alla partita che sarà molto intensa, la Roma rispecchia tutte le caratteristiche di mister Gasperini».

GASPERINI – «Un fenomeno, tanti hanno cercato di emularlo ma è unico, ha la mentalità di chi vuole sempre alzare l’asticella. Ho imparato molto da lui»

FINALE DI STAGIONE E OBIETTIVI FUTURI – «Portiamo a casa questa stagione per ripartire con altri obiettivi. In società tutti vogliono alzare il livello e tornare protagonisti. Voglio diventare un giocatore importante, un punto fermo della squadra. E poi raggiungere l’Europa, anche oltre la Conference. Credo che lo status del club sia questo»

NAZIONALE? – «Con Spalletti ho realizzato il sogno, ogni giocatore deve fare il massimo per centrare i traguardi»

VANOLI? – «Ha fatto un grande lavoro e con lui ho un bel rapporto. Pensa soltanto a salvare la Fiorentina ed è il primo a non mollare. Certe decisioni, però, non spettano a noi giocatori».

Pisa Lecce, la notte della verità per Di Francesco: Hiljemark ad un passo dal baratro! Il matchpoint salvezza

Pisa Lecce, la notte della verità per Di Francesco: Hiljemark ad un passo dal baratro! Stasera va in scena il matchpoint salvezza

Per il Lecce è la notte della verità. La sfida contro il Pisa rappresenta un vero e proprio match point per la permanenza in Serie A. L’obiettivo della squadra di Eusebio Di Francesco è chiaro: vincere per volare a +4 sulla Cremonese (impegnata lunedì contro la Lazio) e mettere una seria ipoteca su una storica quarta salvezza consecutiva. Di contro, i salentini troveranno una squadra disperata: se il Pisa non vince, sarà matematicamente retrocesso in Serie B.
I giallorossi, in ritiro a Bussolengo da dieci giorni, devono ritrovare una vittoria che manca ormai dall’8 marzo. Il paradosso tattico della sfida è evidente: si affrontano il peggior attacco del campionato (il Lecce, con soli 22 gol all’attivo) e la difesa più perforata (il Pisa, con 61 reti subite). Per risolvere il problema del gol, Di Francesco sfoglia la margherita in attacco: ballottaggio serrato tra un deludente Krstovic (fermo a 3 reti) e Cheddira, ancora a secco dal suo arrivo a gennaio.

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Ma le vere armi in più secondo La Gazzetta dello Sport per il tecnico pescarese arrivano dalla trequarti in su. Da una parte c’è l’energia di Omri Gandelman: l’israeliano, seppur non al top della condizione fisica, sarà l’incursore designato per scardinare la fragile retroguardia toscana. Dall’altra, c’è il grande rientro di Francesco Camarda. Il baby talento, fuori quattro mesi per un infortunio alla spalla, ha già spaventato il Verona nei pochi minuti giocati. “Non ha i 90 minuti nelle gambe, ma si è presentato con la testa giusta, libera e sbarazzina. Può darci una grande mano“, ha assicurato Di Francesco.

Sull’altro fronte, il Pisa di Hiljemark è a un passo dal baratro, reduce da nove sconfitte nelle ultime dieci gare. Il tecnico svedese, che si affiderà al tandem Stojilkovic-Meister, suona però la carica: «Siamo ancora vivi. Il nostro è un problema mentale, dobbiamo giocare con la testa libera».

Di Francesco predica massima attenzione, consapevole che battere una squadra con l’acqua alla gola non è mai semplice. Ma l’occasione per chiudere i conti salvezza è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.

Nainggolan sicuro: «Inter superiore quest’anno, la differenza sta nei singoli. Spalletti una persona speciale, se fosse stato dall’inizio alla Juve potevano giocarsela»

L’ex centrocampista di Inter e Roma, Radja Nainggolan, ha commentato così la stagione 2025/26 di Serie A che sta per volgere al termine

Intervistato a Sky Calcio Unplugged, Radja Nainggolan affronta diversi temi legati alla stagione corrente in Serie A e alla propria carriera.

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LO SPOGLIATOIO ALL’INTER – «Noi eravamo un bel gruppo e ci divertivamo sia in campo che fuori. Eravamo un gruppo unito ma purtroppo non abbiamo vinto niente. Abbiamo fatto comunque stagioni importanti. Io vivevo ogni partita allo stesso modo. Bisognava provare a vincere e divertirsi».

FAVORITA PER LO SCUDETTO DI QUEST’ANNO – «Se mi aveste chiesto all’inizio dell’anno chi avrebbe potuto vincere lo scudetto avrei detto sempre l’Inter. Come rosa è la superiore e negli ultimi anni è quella che ha giocato meglio e vinto le partite più importanti. Hanno una rosa anche abbastanza larga, anche se in questa stagione è stato inserito qualche giovane come Esposito. Dietro ci sono pochi cambi e una stagione è lunga ma penso che hanno fatto bene. L’Inter per me era la più forte e non c’era una squadra che poteva avvicinarsi. Anche quando c’è stato un periodo in cui si sono avvicinate Napoli e Milan la continuità, poi, ha fatto la differenza perché le altre non la hanno come la ha l’Inter»..

LA SQUADRA DI CHIVU LA PIU’ PRONTA PER VINCERE – «La differenza sta nei singoli, ti faccio un esempio: Thuram in questa stagione è stato criticato perché non era lo stesso dello scorso anno. In queste ultime giornate però è tornato quello della passata stagione e queste sono gare importanti per la volata finale. Al Milan manca comunque Leao perché gioca ma non fa la differenza. Nei momenti importanti i giocatori dell’Inter hanno sempre risposto. A Napoli, dove si è puntato tutto su Lukaku, il belga è mancato per gran parte della stagione. L’Inter sotto questo aspetto ha risposto meglio rispetto alle altre e su 38 partite, parlando solo del campionato, l’Inter è stata quella con più continuità e nei momenti in cui veniva avvicinata dalle altre riusciva sempre a tirarsi fuori. È un gruppo d’esperienza e capace di vincere. Arrivati a questo punto sapevano cosa dovevano fare per vincere. Penso che comunque aver tirato fuori quel qualcosa che le altre non hanno ha fatto la differenza».

LA JUVE DI SPALLETTI – «Io adoro Spalletti per il suo modo di giocare e quello di comunicare. Mi piace tutto di lui. Sa sempre dare una risposta anche quando viene criticato e si prende tante resposabilità quando le cose non vanno. In questo momento la Juventus è la squadra che gioca il miglior calcio in Italia con una squadra che prima non giocava in questo modo. Poteva essere l’anti Inter? Per me poteva giocarsela se Spalletti fosse stato lì dall’inizio».

SPALLETTI – «Sembra sempre uno molto duro quando lo vedi o lo senti. Quando ti vuole bene però si scioglie e prende le cose in modo diverso da come far vedere. È una persona che mi ha aiutato e migliorato tanto. Per me è una persona importante».

I MIEI ANNI ALLA ROMA – «Quando ero alla Roma noi giocavamo per le posizioni alte. Non abbiamo vinto lo scudetto ma eravamo sempre secondi e provavamo a mettere in difficoltà la Juventus, che era imbattibile. Era una squadra fatta bene con giocatori forti, che ancora oggi sono ad alto livello come Salah o Rudiger, però non eravamo pronti a competere con una squadra con un tridente in difesa come Barzagli-Bonucci-Chiellini. La Roma è difficile da giudicare: ci sono partite in cui fa bene e altre in cui fa male. Io non amo quel tipo di gioco perché non sono per questo tipo di calcio. C’è Dybala che dovrebbe fare la differenza ma gioca meno di quanto ci si aspetta. È difficile giudicare una squadra che sta facendo bene ma per me l’obiettivo di una piazza come Roma, di cui io sono innamorato, non può che essere stare sempre nelle prime 4».

LA RIMONTA COL BARCELLONA – «Quella è una partita in cui abbiamo perso 4-1 là ma il risultato doveva essere diverso anche perché c’era un rigore su Pellegrini, che oggi con il VAR verrebbe dato. Poi se parliamo della semifinale contro il Liverpool… A me comunque va bene così perché il calcio vero è così. Ormai non c’è nemmeno più la furbizia. Riguardo quella partita lì comunque devo essere sincero in quella settimana si respirava qualcosa, una sensazione che ci faceva dire che potesse succedere qualcosa. Iniziata la partita noi pensavamo solo a non prendere gol e fare il primo, poi a non prenderne uno e fare il secondo e poi è arrivata la rete di Manolas e abbiamo detto: ‘c***o ce la possiamo fare’».

IL PERCORSO DI KOMPANY COL BAYERN MONACO – «Me lo aspettavo perché quando eravamo in nazionale aveva sempre la parola giusto e sapeva sempre cosa dire. Avevamo una squadra forte e non era facile gestire un gruppo così. Avevamo Lukaku, De Bruyne, Hazard e lui. Avevamo tanti giocatori forti ma lui riusciva a far mantenere la calma e farci restare concentrati sugli obiettivi. Noi giocavamo molto e scherzavamo molto perché sapevamo di essere forti. Lui aveva già un piccolo allenatore dentro di sè e sapeva farci distinguere i momenti. Il Bayern ha un’identità forte: non è da tutti rispondere in quel modo dopo essere finiti sotto 5-2. Lui dice sempre le cose giuste perché viene da un mondo dove convivono varie nazionalità. Lui è uno che ha vissuto: conosce la strada e la bella vita, la gente importante e meno importante e nel suo staff ci sono anche amici d’infanzia. Lui lo aveva dentro e gli auguro il meglio. Spero che possa arrivare a vincere la Champions League».

IL 5-4 TRA PSG E BAYERN MONACO – «Ti faccio un’altra domanda: Se il PSG giocasse contro la Juventus quanti gol potrebbe fare? Possiamo dire quindi che gli attacchi sono troppo forti. Secondo me poi si parla troppo dei rigori. Io poi non sono uno che ama il VAR perché le regole cambiano troppo spesso. Per me il calcio deve rimanere uno sport appassionante in cui l’arbitro può fare anche un errore. A me del calcio moderno piace che i terzini sono fondamentali e fanno tanto la differenza, anche perché ormai sono più offensivi che difensivi. Vogliono portare un calcio offensivo e per quello ci sono stati tanti gol. Se vogliamo parlare però del risultato 5-4 lo compari a 1-0 perché il gol di scarto è 1 per il ritorno. Va detto però che è stata una delle partite più belle della Champions League. Poi il giorno dopo vedi un Atletico Madrid-Arsenal e pensi: ‘c*o che partita di mea».

BARELLA – «Se penso al mio prime penso a Barella e in tutto quello che fa nel difendere e nell’attaccare. Magari fa meno gol di me ma quando li fa li fa belli. Lui quando c’è o non c’è la differenza si sente e anche con me era così. Questo fa capire l’importanza che abbiamo nella squadra. Barella non si può mai criticare. Ci si aspetta sempre tanto dai giocatori forti ma se uno come Barella fa 55 partite l’anno e ne sbaglia magari quattro si parla di stagione diversa. Io vi posso dire che per me in questa stagione lui è sempre sufficiente. Da lui ci si aspetta sempre una prestazione da 8 ma è un essere umano. Per me Barella in una stagione sarà sempre il migliore dell’Inter».

LO SCUDETTO VINTO CON L’INTER – «Ho giocato un paio di partite… Io voglio essere protagonista e quell’anno non lo sono stato quindi non mi interessa e quella stagione nemmeno la calcolo».

Di Natale a sorpresa: «Giocherei alla Juve per dare una mano al mio amico Spalletti, Gasp un maestro. Chivu mi aveva stupito già alle giovanili»

L’ex attaccante dell’Udinese, Antonio Di Natale, ha voluto dire la sua sulla stagione di Serie A che volge al termine e sulla lotta Champions

Capocannoniere per due anni di fila dal 2009 al 2011, Antonio Di Natale è stato un creativo del gol. L’Udinese ha beneficiato a lungo del suo estro sotto porta. Oggi parla a La Gazzetta dello Sport del finale di campionato. Di seguito le sue dichiarazioni.

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LA JUVE – «Potessi scegliere, le ultime quattro giornate di Serie A le giocherei con la Juventus. Così in queste ultime partite realizzerei quello che da giocatore non ho voluto fare e soprattutto darei una mano al mio amico Spalletti per la qualificazione in Champions. A Luciano manca un bomber. Dategli Alisson in porta, Bernardo Silva e una punta che fa la differenza e vedrete che sarà da scudetto il prossimo anno».

CHI ARRIVA QUARTA – «Punterei sulla Juventus, ma sarebbe una pizza sudata. Como e Roma hanno 3 punti in meno, sono forti e lotteranno fino alla fine. Spalletti, oltre che un genio, è l’allenatore della corsa Champions con maggiore esperienza. I bianconeri possono fare percorso netto con Verona, Lecce, Fiorentina e Torino».

GASPERINI – «Gasp è un maestro e mi aspetto che resti a ruota di Spalletti fino all’ultima giornata. Se non dovesse andare in Champions, la Roma se la dovrebbe prendere soltanto con se stessa: nello scontro diretto dell’Olimpico non ha dato il colpo di grazia alla Juventus. Vinceva 3-2 al 92′ e poi è finita 3-3: se tieni in vita i bianconeri, poi rischi… Fabregas è stato continuo e il suo Como è una meraviglia. In carriera qualche gol l’ho segnato (209 reti in Serie A, sesto goleador del campionato di tutti i tempi) ma forse in una squadra di Fabregas ne avrei potuto realizzare pure qualcuno in più».

IL MILAN – «Manca l’aritmetica, in realtà Allegri il più l’ha sistemato grazie al pareggio con la Juventus. L’infortunio di Modric è una brutta botta per il Milan, però ormai i giochi sono praticamente fatti».

IL NAPOLI POTEVA FARE DI PIU’ – «Non scherziamo, contate il numero degli infortuni: Conte ha ottenuto anche più di quello che mi sarei immaginato. Mi auguro che Antonio resti, è una garanzia: con lui o vinci o arrivi secondo. Senza tante assenze avrebbe potuto dar fastidio all’Inter, ma così…».

STUPITO DA CHIVU – «No, perché l’Inter è uno squadrone. Con l’Under 17 dello Spezia ho affrontato l’Inter di Chivu in passato: che avesse delle belle idee si vedeva già a quei tempi, ma non era scontato facesse giocare così bene anche la prima squadra. La sua serenità è risultata determinante. Bello Pio Esposito scudettato al primo anno in Serie A dopo la gavetta in B».

L’ALLENATORE CHE MERITA UNA PIAZZA IMPORTANTE – «Grosso. Di Fabio si parla poco perché non è mediatico, ma col Sassuolo ha realizzato un capolavoro. Sarebbe intrigante vederlo in una piazza calda come Firenze. De Rossi è salito in corsa e ha fatto svoltare il Genoa: mi auguro resti a Marassi. L’Udinese ha dato noia a diverse big quest’anno».

CHI SI SALVA – «Dico Lecce. Un punto in più a quattro giornate dalla fine non è poco in quelle zone di classifica. Di Francesco merita di tagliare il traguardo dopo le retrocessioni ustionanti con Venezia e Frosinone».

IL MIGLIOR ATTACCANTE DEL TORNEO – «Quello che mi auguro di vedere in estate… Non è stato un grande torneo per le punte, troppi gol in meno rispetto al passato».

CHI VORREBBE VEDERE IN ITALIA – «Lewandowski. Io ho smesso a 38 anni, lui ne ha 37 ed è un super bomber: in Serie A segnerebbe per altre due stagioni giocando con la sigaretta in bocca».

Inchiesta arbitri, nuove intercettazioni su Rocchi e Gervasoni: spunta la telefonata che tira in ballo un dirigente dell’Inter!

Inchiesta arbitri, nuove intercettazioni su Rocchi e Gervasoni: spunta la telefonata in cui si cita un dirigente dell’Inter! I dettagli

L’inchiesta arbitri della Procura di Milano continuerebbe ad allargarsi attorno alla gestione di Gianluca Rocchi, ex designatore della CAN di Serie A e B, oggi autosospeso e sostituito ad interim da Dino Tommasi. Secondo quanto riportato da Repubblica, il pm Maurizio Ascione, con il supporto della Guardia di Finanza, starebbe cercando di chiarire se vi siano state presunte pressioni sui VAR dal centro di Lissone e possibili condizionamenti nelle designazioni arbitrali. Rocchi, insieme ad altri esponenti del mondo arbitrale, risulterebbe indagato per concorso in frode sportiva.

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Inchiesta arbitri, il presunto dialogo sulle designazioni

Sempre secondo Repubblica, i magistrati avrebbero intercettato Rocchi e Andrea Gervasoni già da oltre un anno. Nel materiale raccolto ci sarebbe anche una conversazione telefonica risalente al derby d’andata di Coppa Italia tra Milan e Inter del 2 aprile 2025, nella quale si sarebbe parlato di arbitri ritenuti «graditi» o «non graditi» ai nerazzurri. Nella telefonata sarebbe stato citato anche Giorgio Schenone, dirigente dell’Inter responsabile dei rapporti con gli arbitri. Gli inquirenti vogliono capire se dietro alcune scelte, come la designazione di Colombo per Bologna-Inter e quella di Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia, potessero esserci condizionamenti diretti o indiretti. Al momento, va ribadito, il quadro resta oggetto di accertamenti.

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Inchiesta arbitri, le audizioni e il caso Gervasoni

Rocchi ha scelto di non presentarsi in Procura, come comunicato dal suo legale, ma ha rilasciato alcune dichiarazioni a Le Iene: «Lavoriamo in una maniera soltanto, per cui non abbiamo grandi problemi. Io sono trasparente con tutti su tutto. Io vi ripeto, lavoro sempre ed esclusivamente in una maniera soltanto. Maggiore chiarezza del VAR? Totale, ma io l’ho sempre fatto, quindi non è che vi devo promettere quello che sto già facendo».

Diversa la posizione di Gervasoni, ascoltato per circa quattro ore alla caserma Silvio Novembre della Guardia di Finanza. L’ex supervisore VAR avrebbe negato ogni addebito sia sul caso Salernitana-Modena sia su Inter-Roma, gara segnata dal mancato rigore per la trattenuta di Ndicka su Bisseck. Sul primo episodio ha dichiarato: «Ero a seguire la Serie A in un’altra palazzina del centro VAR di Lissone». Sull’altro caso ha aggiunto: «È stata questione di 15 secondi, io non sono intervenuto nella loro scelta». La Procura vorrebbe ora verificare anche le registrazioni integrali delle comunicazioni audio.

Nico Paz Inter, il prezzo non preoccupa Oaktree: la sua volontà può essere decisiva! 2 gli indiziati a partire

Nico Paz Inter, il prezzo non preoccupa Oaktree: la sua volontà può essere decisiva! 2 gli indiziati a partire per fargli posto a centrocampo

Il nome di Nico Paz, fantasista argentino classe 2004 del Como, resta stabilmente nei pensieri dell’Inter. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la situazione legata al giocatore è complessa e dipenderà soprattutto dalle prossime decisioni del Real Madrid. Le Merengues, infatti, hanno la possibilità di riportare il talento argentino in Spagna attraverso la recompra, con l’idea di metterlo eventualmente a disposizione del nuovo allenatore. Proprio per questo, in casa nerazzurra si spera che il giocatore possa forzare la mano in estate qualora non vedesse spazio immediato nel progetto madridista.

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Nico Paz Inter, investimento da 40-50 milioni

L’operazione avrebbe costi importanti. Sempre secondo il quotidiano, per arrivare a Nico Paz potrebbe servire un investimento complessivo tra i 40 e i 50 milioni di euro, a seconda della formula scelta. Una cifra alta, ma non considerata fuori portata dalla proprietà Oaktree, che avrebbe già messo in conto un intervento di questa portata. Il profilo del trequartista del Como piace per motivi tecnici, ma anche simbolici: si tratta di uno dei giovani talenti più interessanti del panorama europeo e portarlo a Milano rappresenterebbe anche un segnale forte sul piano mediatico e strategico.

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Nico Paz Inter, uscite e diplomazia per costruire l’affare

La dirigenza dell’Inter dovrà però lavorare su più fronti. Da una parte serviranno incastri economici e uscite mirate per liberare spazio nel costo squadra: i nomi di Davide Frattesi, centrocampista italiano, e Kristjan Asllani, regista albanese, restano tra quelli più osservati in questo senso. Dall’altra sarà fondamentale il lavoro diplomatico con Nico Paz e con la sua famiglia, portato avanti da mesi dal club nerazzurro. L’obiettivo è convincere il giocatore che l’Inter possa offrirgli centralità, continuità e un palcoscenico di alto livello. Il Real Madrid resta l’interlocutore decisivo, ma i nerazzurri vogliono farsi trovare pronti.

Modric Milan, il rinnovo si avvicina: ha deciso di restare per Allegri e per la Champions! L’unica tentazione è dalla Croazia

Modric Milan, il rinnovo si avvicina: il centrocampista ha deciso di restare per Allegri e per la Champions League! L’unica tentazione è dalla Croazia

Il futuro di Luka Modric, centrocampista croato classe 1985 del Milan, sembra sempre più vicino a una nuova stagione in rossonero. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’ex Pallone d’Oro avrebbe maturato la volontà di proseguire la sua esperienza a Milano, dopo una prima annata vissuta da protagonista assoluto. L’ultima immagine della stagione, però, non è stata quella che il Maestro avrebbe desiderato: durante Milan Juventus, dopo uno scontro aereo con Manuel Locatelli, il croato ha riportato la frattura dello zigomo sinistro ed è stato costretto a lasciare il campo tra gli applausi di San Siro. Il coro «Sai perché mi batte il corazon, ho visto Luka Modric» ha accompagnato la sua uscita, confermando il legame nato con il pubblico milanista.

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Modric Milan, Allegri e Champions spingono verso il sì

L’infortunio potrebbe aver chiuso in anticipo il suo campionato, ma non necessariamente la sua avventura rossonera. Modric sarebbe rimasto colpito dall’affetto della squadra, della società e dei tifosi. Due elementi pesano in modo particolare nella riflessione: la permanenza di Massimiliano Allegri, allenatore con cui il feeling è considerato eccellente, e la qualificazione alla prossima Champions League, ormai sempre più vicina. Il croato ha giocato oltre 2700 minuti stagionali, numeri che confermano la sua centralità nel progetto tecnico. La stima reciproca con Allegri andrebbe oltre il campo e potrebbe diventare decisiva nella scelta finale.

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Modric Milan, rinnovo possibile dopo il Mondiale

Dal punto di vista contrattuale, la strada sarebbe già tracciata. Nel precedente accordo esiste una clausola che permette al Milan di prolungare il contratto di un’altra stagione, con ingaggio e premi già definiti. Il club, però, la attiverà solo con il consenso del giocatore. La decisione definitiva potrebbe arrivare dopo il Mondiale, competizione che Modric affronterà per la quinta volta con la Croazia. Sullo sfondo resta la suggestione Dinamo Zagabria, club in cui il croato potrebbe tornare a casa, anche per il legame con Zvonimir Boban. Al momento, però, l’ipotesi più forte resta una: continuare con il Milan e giocare la Champions League in rossonero.

Rocchi a Le Iene: «Sempre agito con massima chiarezza, sono trasparente con tutti su tutto»

Il designatore della CAN A e B autosospesosi, Gianluca Rocchi, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito all’inchiesta arbitri

Inchiesta arbitri, Gianluca Rocchi, designatore di Serie A e Serie B autosospeso dopo l’avviso di garanzia della Procura di Milano per l’ipotesi di frode sportiva, ha parlato ai microfoni de Le Iene. L’ex arbitro ha ribadito di aver sempre lavorato con trasparenza e secondo un’unica linea operativa.

Nel servizio viene ascoltato anche Domenico Rocca, ex guardalinee di Serie A, autore dell’esposto da cui è partita l’inchiesta. Al centro resta l’episodio di Udinese-Parma, con il presunto cambio di orientamento della sala VAR dopo un segnale esterno.

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PAROLE – «Lavoriamo in una maniera soltanto, per cui non abbiamo grandi problemi. Io sono trasparente con tutti su tutto. Ve lo ripeto, io lavoro sempre ed esclusivamente in una maniera soltanto. Richiesta di maggior chiarezza del VAR? Io l’ho sempre fatto, quindi non è che vi devo promettere quello che sto già facendo».

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 1 maggio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Saltano 70 milioni per l’Inter, tutta colpa dell’allenatore

Sembrava una di quelle operazioni destinate a prendere forma senza troppi ostacoli, almeno sulla carta. Un club pronto a investire, un difensore già affermato, un prezzo alto ma in linea con il mercato attuale. Poi qualcosa si è inceppato, e non per questioni economiche.

Perché i soldi, in questa storia, non sono il problema. L’Inter valuta il cartellino attorno ai 70 milioni di euro, cifra che avrebbe anche un senso considerando età, rendimento e continuità del giocatore. Il punto è che, quando si parla di certe squadre, il via libera non arriva solo dai dirigenti.

E, infatti, la trattativa si sarebbe fermata altrove.

Bastoni non convince Flick, il Barcellona si tira indietro

Il nome è quello di Alessandro Bastoni, centrale dell’Inter e uno dei punti fermi della difesa nerazzurra negli ultimi anni.

Secondo quanto riportato da Fichajes.net, il Barcellona avrebbe valutato il suo profilo, salvo poi rallentare fino a fermarsi. Il motivo? Non una questione di prezzo, ma una scelta tecnica legata all’allenatore.

Hansi Flick, infatti, non sarebbe convinto fino in fondo del profilo di Bastoni per il progetto che ha in mente. Una valutazione che pesa più di qualsiasi trattativa economica, perché quando un allenatore non è completamente allineato, difficilmente si va avanti.

E così, quei 70 milioni che potevano entrare nelle casse dell’Inter restano, almeno per ora, una possibilità sfumata.

Cosa cambia davvero per l’Inter

Bastoni resta un titolare, resta un riferimento, ma resta anche uno di quei nomi che possono accendere il mercato da un momento all’altro.

E intanto, mentre il Barcellona guarda altrove, resta quella sensazione che nel calcio moderno non basti essere forte. Serve anche convincere chi deve costruire la squadra e non sempre le due cose coincidono.

Dybala, parla la suocera: «Ha un sogno da compiere per il padre, che è giocare nel Boca Juniors»

Dybala, la suocera Catherine Fulop ha parlato così della possibilità che l’attaccante si trasferisce al Boca Juniors a fine stagione

L’avventura di Paulo Dybala con la maglia della Roma potrebbe essere giunta ai titoli di coda. L’attaccante argentino ha vissuto un’annata decisamente travagliata, pesantemente condizionata da una lunga serie di problemi fisici. Con l’attuale contratto in scadenza a giugno, le probabilità che il campione del mondo lasci la Capitale a parametro zero aumentano giorno dopo giorno.

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Al momento, i vertici di Trigoria non hanno programmato alcun vertice ufficiale per discutere di un eventuale prolungamento. La dirigenza giallorossa sta infatti conducendo attente riflessioni strategiche ed economiche, ponderando soprattutto la tenuta atletica del calciatore, purtroppo spesso vittima di fastidi muscolari.

I numeri stagionali e il calvario clinico

Le statistiche di questa annata fotografano perfettamente le difficoltà dell’ex juventino. La sua limitata presenza sul prato verde non è mai dipesa da gerarchie tecniche, bensì dalle precarie condizioni mediche. Il fantasista sudamericano ha collezionato appena 23 presenze totali considerando tutte le competizioni stagionali, partendo nell’undici titolare in sole 14 occasioni.

Un dato allarmante riguarda il lungo stop vissuto nel 2026: prima di riassaporare il campo per un breve spezzone di gara contro il Bologna a metà aprile, la “Joya” mancava dal pareggio interno di fine gennaio contro il Milan. Ha dovuto affrontare tre lunghi mesi di inattività a causa di un intervento per risolvere un problema al menisco del ginocchio sinistro. Il fattore infortuni si conferma dunque una criticità che, purtroppo, ne ha condizionato intere fasi della carriera.

Le sirene argentine: il ruolo di Paredes e la rivelazione della suocera

Di fronte a questa prolungata fase di incertezza, l’ipotesi di un romantico ritorno in patria prende inevitabilmente quota. La pista più calda porta al Boca Juniors. A fare da mediatore d’eccezione c’è il suo grande amico ed ex compagno romanista Leandro Paredes, che sta tentando in ogni modo di convincerlo a trasferirsi a Buenos Aires. A supporto di questa tesi, il network sudamericano ESPN ha recentemente parlato di un principio d’accordo già abbozzato tra il club e l’entourage, sebbene il giocatore si sia preso del tempo prima di emettere il verdetto definitivo.

A fare ulteriore chiarezza sui desideri intimi del ragazzo è intervenuta Catherine Fulop, nota attrice e madre della moglie Oriana Sabatini. Ai microfoni dell’emittente TyC Sports, la suocera ha svelato l’animo diviso del numero 21, rilasciando dichiarazioni inequivocabili: Ha un sogno da compiere per il padre, che è giocare nel Boca. Ama la Roma, ama la squadra e io credo che anche la Roma voglia molto bene a lui. Io sarei felice se loro venissero a Buenos Aires, ma so che la sua prima opzione rimane la permanenza in giallorosso”.

Pedulla attacca Gravina: «Ha portato il calcio italiano oltre gli inferi e non se ne rende conto»

Pedulla, noto giornalista, ha attaccato duramente Gabriele Gravina, ex presidente della FIGC: le sue pesanti dichiarazioni

Nel corso di un intervento sul suo canale YouTube, Alfredo Pedullà ha tracciato un bilancio estremamente critico sulla situazione del calcio italiano, puntando il dito contro i vertici federali e, in particolare, contro il dimissionario presidente della FIGC, Gabriele Gravina. Il giornalista ha utilizzato parole molto dure per descrivere lo stato attuale del movimento, parlando apertamente di crisi profonda.

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“Uno sproloquio senza contraddittorio” — L’attenzione di Pedullà si è concentrata sull’ultima apparizione televisiva di Gravina: “Ieri è stato invitato da una grandissima giornalista come Lilli Gruber a Otto e Mezzo… e ha fatto uno sproloquio senza un contraddittorio”. Secondo il giornalista, Gravina “non si rende conto della situazione in cui ci ha portato, facendoci precipitare non nello scantinato, ma oltre, negli inferi, nell’inimmaginabile del calcio”. Pedullà ha inoltre rivelato di aver invitato più volte il presidente a Sportitalia per un confronto “pacifico”, ricevendo sempre un rifiuto, aggiungendo poi con ironia che la prossima volta “dovrebbe auto-intervistarsi… mettersi un microfono, uno specchio di fronte, farsi le domande e darsi le risposte in automatico e mandarle a reti unificate”.

Pedulla attacca Gravina: Il nodo arbitrale e le responsabilità federali

Il caos arbitri — Pedullà ha poi affrontato il tema dell’inchiesta che sta coinvolgendo l’AIA, ironizzando sulla trasmissione “Open VAR”, da lui ribattezzata “Open Bar”. Sulle lamentele di Gravina riguardo al fango gettato sugli arbitri, il commento è stato diretto: “Mi fa già schifo vedere che un arbitro si presenta in caserma. Mi ricorda cose di altri tempi che mi fanno ribrezzo a prescindere… Gravina avrebbe dovuto chiedersi cosa (non) ha fatto su un sistema arbitrale che ha avuto un presidente dell’AIA sospeso, un capo del VAR interrogato e accuse di falsa testimonianza”.

Pedullà ha quindi ribadito la centralità del campo rispetto alle dinamiche esterne: “Il campo è stato un disastro che nessuno ha fermato. Abbiamo visto arbitri regolarmente promossi e non all’altezza… e Gravina stava lì a lasciare scivolare le cose in cavalleria”.

In chiusura, il giornalista ha avanzato una proposta netta per una riforma strutturale: “Nel momento in cui il presidente si dimette o viene sollevato dall’incarico, in automatico devono cascare tutti i componenti del Consiglio Federale… altrimenti continuiamo a farci prendere in giro”.

Infantino annuncia: «L’Iran parteciperà ai Mondiali, dobbiamo unire le persone!»

Infantino annuncia: «L’Iran parteciperà ai Mondiali, dobbiamo unire le persone!». Le parole del presidente della FIFA sul torneo intercontinentale

L’Iran parteciperà ai Mondiali 2026, arriva la conferma della FIFA. Durante il 76° congresso a Vancouver, il presidente Gianni Infantino ha escluso l’ipotesi di una mancata partecipazione della nazionale iraniana alla prossima Coppa del Mondo.

Il numero uno della FIFA ha chiarito che l’Iran prenderà parte al torneo e giocherà anche negli Stati Uniti d’America, ribadendo il messaggio di unità alla base della competizione. Svanirebbe così l’ipotesi ripescaggio per l’Italia.

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PAROLE – «Permettetemi di iniziare confermando subito, a beneficio di coloro che potrebbero voler dire o scrivere qualcosa di diverso, che ovviamente l’Iran parteciperà alla Coppa del Mondo FIFA 2026. E ovviamente l’Iran giocherà negli Stati Uniti d’America. Il motivo è semplice: dobbiamo unirci. Dobbiamo unire le persone».

Calciomercato Milan: assalto a Gabriel Jesus, la stella dell’Arsenal per rilanciare l’attacco di Allegri. Restano due nodi però da sciogliere

Calciomercato Milan: i rossoneri puntano su Gabriel Jesus per rinforzare l’attacco di Allegri. Ecco i nodi della trattativa

Il Milan è attualmente concentrato sul campo per blindare la fondamentale qualificazione alla prossima Champions League, ma parallelamente la dirigenza lavora già a fari spenti in vista della prossima e imminente sessione estiva. Per tornare a essere assoluti protagonisti in Italia e in Europa nella stagione 2026/27, il club rossonero ha la necessità di rinforzare il reparto offensivo. Secondo le ultime indiscrezioni rivelate dall’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, in cima alla ristretta lista dei desideri del Diavolo c’è il nome di Gabriel Jesus, centravanti di proprietà dell’Arsenal.

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L’emergenza offensiva e le scelte tattiche di Massimiliano Allegri

L’interesse per il fuoriclasse brasiliano nasce da una chiarissima esigenza tecnica. In questo travagliato campionato, l’attacco milanista si è rivelato purtroppo poco prolifico. Mister Massimiliano Allegri ha dovuto fare i conti con un’autentica emergenza nel reparto avanzato: il grave infortunio che ha messo ko il bomber Santi Gimenez ha complicato terribilmente i piani. Nemmeno l’arrivo del tedesco Fullkrug, sbarcato a Milano nel mercato di riparazione di gennaio, è bastato a risolvere del tutto le lacune. Per sopperire all’assenza di un terminale offensivo di ruolo, il tecnico livornese è stato ripetutamente costretto a inventare soluzioni d’emergenza, adattando esterni puri come Pulisic e Leao a fare a sportellate contro i ruvidi difensori centrali avversari.

Gabriel Jesus: il profilo ideale per il nuovo progetto

Per arginare questo problema, Gabriel Jesus rappresenta l’identikit assolutamente perfetto. Il classe 1997 è infatti una punta estremamente mobile, capace di legare il gioco e non dare punti di riferimento. Durante questa stagione con la prestigiosa maglia dei Gunners, il brasiliano ha totalizzato finora 5 gol in 25 presenze complessive tra Premier League e coppe.

I nodi della trattativa con il club londinese

Il giocatore sudamericano è considerato a tutti gli effetti uno degli obiettivi primari della società. Tuttavia, l’operazione non si preannuncia per nulla semplice. Il giocatore ha un contratto pesante, in scadenza nel 2027 con la compagine inglese. Il principale ostacolo per la dirigenza del Milan consisterà nel capire se l’Arsenal lo lascerà andare a fine anno e, soprattutto, a quali precise condizioni economiche si potrà chiudere l’affare per riportare i rossoneri ai vertici del calcio continentale.

Diretta gol Europa League: il Braga vince in extremis contro il Friburgo, il Nottingham fa suo il derby inglese con l’Aston Villa

Diretta gol Europa League: segui con noi tutti gli aggiornamenti sulle partite valevoli per le semifinali d’andata

Scendono in campo per le semifinali d’andata di Europa League le squadre europee.

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  • Braga Friburgo 2-1
  • Nottingham Aston Villa 1-0

Diretta gol Conference League: Crystal Palace espugna il campo dello Shakhtar, 0-0 Rayo Vallecano Strasburgo

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Scendono in campo per le semifinali d’andata di Conference League le squadre europee.

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  • Shakhtar Crystal Palace 1-3
  • Rayo Vallecano Strasburgo 0-0

Agente Gila: «Non ci preoccupa il futuro». L’indizio sul difensore della Lazio e cosa filtra in vista dell’estate

Agente Gila, Alejandro Camano, ha parlato così del futuro del difensore della Lazio. Le sue dichiarazioni

Il percorso di crescita di Mario Gila con la maglia della Lazio non è assolutamente passato inosservato. Le ottime e costanti prestazioni fornite dal difensore spagnolo lo hanno trasformato in uno dei profili più ambiti in vista della prossima e imminente sessione estiva di calciomercato. Il solido centrale biancoceleste è ormai stabilmente al centro di innumerevoli indiscrezioni, con top club del calibro di Milan, Juventus e Inter pronti a darsi battaglia per assicurarsi le sue prestazioni sportive e blindare la propria retroguardia.

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Le dichiarazioni dell’agente Camano sul futuro di Gila

A fare chiarezza sull’attuale situazione contrattuale e sulle reali prospettive del giocatore è intervenuto direttamente il suo procuratore, Alejandro Camano. Intervistato dai microfoni del portale spagnolo Vavel, l’agente ha confermato il profondo legame e l’ottimo rapporto che unisce il ragazzo alla piazza capitolina, pur non chiudendo formalmente le porte a nessuna eventualità. In merito alle prossime mosse, il procuratore ha infatti chiarito: «Non ci preoccupa il futuro. Siamo contenti della crescita di Mario ed è contento alla Lazio. Avrà un futuro importante».

Milan, Juventus e Inter in agguato per la difesa

Le parole del rappresentante evidenziano un atteggiamento strategico e prudente. Da un lato c’è l’assoluta soddisfazione per il rendimento raggiunto alla corte della Lazio, dall’altro resta aperto ogni possibile scenario estivo. Il Milan osserva da tempo il classe 2000 per rinforzare il proprio pacchetto arretrato, ma anche le dirigenze di Juventus e Inter restano molto vigili alla finestra. Il club capitolino si trova così a dover gestire un vero e proprio patrimonio sia tecnico che economico, dovendo valutare con estrema cautela le eventuali offerte in arrivo.

L’ostacolo economico: la clausola a favore del Real Madrid

In questo intricato mosaico di mercato, un ruolo da protagonista assoluto spetta al Real Madrid. La società spagnola, che ha ceduto originariamente il difensore ai capitolini, vanta infatti un accordo cruciale: i blancos detengono il diritto di incassare il 50% sulla futura rivendita del giocatore. Questo dettaglio contrattuale così pesante obbliga la presidenza della Lazio a fissare un prezzo di partenza inevitabilmente elevato per massimizzare il proprio incasso. Il difensore iberico al momento appare sereno all’ombra del Colosseo, ma le prossime settimane saranno decisive per capire se il suo destino lo porterà lontano dalla Capitale.

Endrick racconta la sua storia: «Quando ti infortuni, perdi tutto. Avevo davvero paura, ho pianto diverse volte»

Endrick, in prestito dal Real Madrid al Lione, ha rilasciato queste dichiarazioni sull’infortunio patito. Ecco la sua storia

La sessione invernale di calciomercato ha regalato un autentico colpo a sorpresa per i vertici della Ligue 1. La dirigenza del Lione è infatti riuscita a chiudere un’operazione prestigiosa, assicurandosi le prestazioni del fenomenale attaccante brasiliano Endrick. Il talento è sbarcato in Francia dal Real Madrid con la formula del prestito secco valido fino al mese di giugno. Questa mossa strategica è stata fortemente voluta dallo stesso giovane centravanti, desideroso di trovare maggiore continuità e minutaggio dopo un periodo molto difficile vissuto tra le fila dei Blancos.

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Il buio dell’infortunio e le paure del campione

Il recente passato del formidabile prospetto sudamericano è stato duramente condizionato da un grave stop fisico che ne ha bruscamente frenato l’ascesa in Spagna. Nel corso di una profonda e toccante intervista concessa ai taccuini del quotidiano britannico The Guardian, il giocatore ha ripercorso i mesi della riabilitazione, svelando senza filtri le proprie fragilità umane e professionali: “Ho avuto un infortunio complicato e ho perso molto tempo. Mi ha tenuto lontano da molte partite, allenamenti e lavoro. Non potevo competere. Quando ti infortuni, perdi tutto. Perdi la possibilità di lottare per un posto. Queste sono cose oltre il mio controllo. Avevo davvero paura. Ho pianto diverse volte. Quella è una cosa che fai in privato. Non sapevo come gestire il mio infortunio, cosa aspettarmi. Non sai se avrai una ricaduta, se manterrai la tua forza, se tornerai più debole. Quello ti influenza molto. Ti spaventi del futuro. Ma sapevo che dovevo continuare. Se avessi avuto un altro infortunio, sarei passato attraverso l’intero processo di nuovo. Sapevo che una volta tornato, avrei dovuto dare il mio meglio”.

L’obiettivo Coppa del Mondo e la chiamata di Ancelotti

Oltre a ritrovare lo smalto dei giorni migliori in terra transalpina, lo sguardo dell’attaccante è inevitabilmente proiettato verso l’imminente competizione iridata. Endrick sta contando i giorni che lo separano dal Mondiale, lavorando senza sosta in attesa che il commissario tecnico del Brasile, Carlo Ancelotti, comunichi la lista ufficiale dei convocati tra meno di un mese.

Sulle proprie ambizioni con la Seleção, il bomber ha le idee chiarissime: Il mio primo desiderio è giocare la Coppa del Mondo. Ho bisogno di essere lì. Quello è il mio primo pensiero. Prima di pensare al titolo, ho bisogno di fare il mio lavoro bene al Lione. Sono concentrato qui. Ho bisogno di giocare bene in queste partite rimanenti per assicurarmi il mio posto. Il mio sogno è giocare la Coppa del Mondo e aiutare il mio paese. Farò il mio meglio per aiutare il Brasile”.

Di Canio ci va giù pesante: «Lewandowski a 38 anni in Serie A mi ricorda i calciatori di C che dopo il ritiro venivano a giocare nel mio quartiere a Roma!»

Di Canio ha parlato così di Psg Bayern Monaco ma anche del possibile approdo di Robert Lewandowski in Italia

Paolo Di Canio, noto ex calciatore e oggi apprezzato opinionista televisivo, ha rilasciato una lunga e pungente intervista sulle pagine del quotidiano Repubblica. Al centro della sua approfondita riflessione ci sono l’altissimo livello raggiunto dal calcio europeo contemporaneo e la preoccupante crisi d’identità che sta attraversando l’intero movimento del calcio italiano.

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L’elogio alla Champions League: lo spettacolo di PSG-Bayern

Il punto di partenza dell’analisi dell’ex attaccante è l’incredibile spettacolo offerto nel recente scontro al vertice tra Psg e Bayern in Champions League. Un match che ha rubato gli occhi degli appassionati di tutto il mondo per l’altissima intensità. Sull’argomento, l’opinionista non ha nascosto il proprio stupore per la qualità vista in campo: “La partita di Parigi m’ha esaltato. La metto fra le partite più belle di sempre. Dopo venti ore, la sto riguardando in treno. Le corse palla al piede di quaranta metri, le scelte fatte e poi cambiate a duecento all’ora, il controllo totale: è stato uro cinema. Che film mi ricorda? Godzilla contro King Kong. Creature forti e agili, che se le danno senza calcoli, con colpi di scena continui”.

La critica alla mentalità italiana e i difensori sotto accusa

Di fronte a un simile show offensivo, molti addetti ai lavori in Italia hanno aspramente criticato i reparti arretrati, giudicati fin troppo permeabili. Di Canio, però, smonta immediatamente questo retaggio tattico del passato, evidenziando in modo crudo il divario che ci separa dalle big straniere: “Difensori sotto accusa? Ma che dovevano fare? È un ragionamento anni Settanta. Noi italiani pensiamo di essere i maghi della difesa, poi il Bayern fa 10 gol in due partite all’Atalanta, il Psg ne rifila cinque all’Inter. Siamo solo invidiosi”.

Il declino tecnico del nostro campionato e il caso Lewandowski

Infine, il discorso si è spostato inevitabilmente sull’attuale livello tecnico della Serie A e sulle abitudini di calciomercato dei club nostrani. La prospettiva di accogliere stelle straniere ormai sul viale del tramonto non entusiasma affatto l’opinionista romano, che chiude l’intervista con una disamina estremamente severa e malinconica: “Da noi c’è chi si esalta per Lukaku e Leao, con tutto il rispetto. E aspettiamo Lewandowski, a 38 anni. Mi ricorda quando i calciatori di Serie C, dopo il ritiro, venivano a giocare al Bar Corallo, al Quarticciolo, il mio quartiere a Roma. Li vedevamo e dicevamo: “Ammazza che forte, oh!”. Ma è l’inizio della fine. Negli anni Novanta i Palloni d’Oro si vincevano giocando in Serie A. Siamo scivolati fuori dal grande calcio”.

Borussia Dortmund, in chiusura il rinnovo di contratto di Samuele Inacio. Tutti i dettagli sulla firma dell’attaccante 18enne

Borussia Dortmund, Samuele Inacio vicinissimo al rinnovo di contratto. Cosa sta succedendo per l’attaccante 18enne

Come riferito da Fabrizio Romano, la dirigenza del Borussia Dortmund sta definendo gli ultimissimi dettagli formali per annunciare l’importante rinnovo contrattuale di Samuele Inacio. Le negoziazioni tra l’entourage del ragazzo e la società procedono spedite, e la tanto attesa fumata bianca appare ormai una semplice questione di giorni, confermando la ferma volontà della compagine giallonera di non farsi sfuggire i propri gioielli.

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Un gioiello azzurro al centro delle ambizioni tedesche

La scelta di estendere e consolidare il legame con il giocatore non è affatto frutto del caso, ma risponde a una chiara e mirata strategia sportiva. Il talento italiano di 18 anni – cresciuto calcisticamente nel florido vivaio dell’Atalanta prima di intraprendere la sua avventura in Germania – è valutato dalle alte sfere del club come un perno assolutamente imprescindibile per gli anni a venire.

La filosofia della società della Ruhr, d’altronde, è storicamente celebre in tutto il mondo per la spiccata capacità di lanciare e valorizzare in prima squadra le giovani promesse, garantendo loro un percorso di maturazione ottimale e senza eccessive pressioni. In questa precisa ottica, il giovane attaccante azzurro viene considerato a tutti gli effetti una pedina fondamentale del progetto a lungo termine accuratamente ideato dalla direzione tecnica.

Le tempistiche: accordo vicino per scacciare la concorrenza

Il calciatore è oramai pronto a siglare il nuovo accordo a stretto giro. La mossa del Borussia Dortmund risulta strategicamente perfetta: prolungare la scadenza contrattuale significa infatti allontanare in maniera definitiva le eventuali sirene e gli assalti delle altre grandi corazzate del Vecchio Continente, sempre estremamente vigili e pronte ad accaparrarsi i migliori Under 18 in circolazione.

Garantendosi il futuro di Samuele Inacio, i tedeschi blindano un patrimonio tecnico di assoluto valore. Non resta dunque che attendere i consueti comunicati ufficiali, mentre il talento tricolore continua a lavorare con la massima dedizione per conquistare, in un futuro molto prossimo, i palcoscenici prestigiosi del Signal Iduna Park.

Atletico Madrid, sospiro di sollievo per Julian Alvarez: escluse lesioni, ci sarà in Champions League contro l’Arsenal

Atletico Madrid, escluse lesioni per Julian Alvarez: sarà presente al ritorno delle semifinali di Champions League contro l’Arsenal

Arrivano notizie estremamente positive dall’infermeria per i tifosi spagnoli. C’è un grande sospiro di sollievo in casa Atletico Madrid per quanto concerne le reali condizioni di Julian Alvarez. L’attaccante argentino aveva tenuto tutti col fiato sospeso nelle scorse ore, ma il peggio sembra essere definitivamente scongiurato e il giocatore è pronto a tornare protagonista sul prato verde.

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L’infortunio alla caviglia e la grande paura

Durante l’ultimo match disputato dalla formazione guidata da Diego Pablo Simeone, la stella argentina era stata costretta ad abbandonare il terreno di gioco anzitempo. La sua uscita nel corso della gara contro l’Arsenal aveva generato non poca preoccupazione tra lo staff tecnico, i compagni e i tifosi presenti sugli spalti. Il giocatore aveva infatti lamentato fastidiosi problemi alla caviglia, un’articolazione sempre molto delicata per un attaccante che fa dell’esplosività e dei continui cambi di direzione le sue armi principali. L’immagine del suo rientro anticipato negli spogliatoi, visibilmente dolorante, aveva fatto temere un lungo stop, gettando un’ombra oscura sulle imminenti e cruciali sfide stagionali.

Gli esami strumentali e l’esito rassicurante

Immediatamente preso in consegna dallo staff medico biancorosso, il calciatore è stato sottoposto a tutti gli accertamenti volti a valutare l’entità del trauma. Nella giornata odierna, per Julian Alvarez sono stati effettuati gli accertamenti, che hanno escluso lesioni. L’esito rassicurante dei test clinici ha trasformato l’ansia iniziale in un bel sospiro di sollievo per i Colchoneros. La diagnosi si è per fortuna limitata a un trauma superabile in tempi brevi, che richiederà solo terapie conservative per essere totalmente riassorbito.

Verso la notte europea all’Emirates Stadium

La notizia dell’assenza di danni strutturali assume un’importanza capitale per le ambizioni continentali della squadra madrilena. Il tempestivo recupero dell’attaccante, ex Manchester City, significa che sarà presente per la trasferta di ritorno delle semifinali contro l’Arsenal in Champions League. Poter contare sull’estro, sul senso del gol e sulla leadership del talento sudamericano rappresenta un fattore assolutamente determinante per Simeone, che si prepara ad affrontare l’ostica sfida in Inghilterra con il suo reparto offensivo al completo. La corsa europea dell’Atletico riparte dal sorriso del suo campione.

Inchiesta arbitri, l’avvocato Di Cintio frena: «Fuori luogo ipotizzare una nuova Calciopoli, qui non sono coinvolti né club né i vertici federali»

Inchiesta arbitri, l’avvocato Di Cintio ha escluso categoricamente l’ipotesi di una nuova Calciopoli. Le sue dichiarazioni

Il mondo del calcio italiano è scosso dalla complessa inchiesta che ha recentemente travolto il settore arbitrale. Per fare luce sui reali risvolti legali della vicenda, l’avvocato Cesare Di Cintio, autorevole esperto di diritto sportivo, è intervenuto ai microfoni del podcast “Sette Vite”, condotto da Hoara Borselli. L’analisi del legale punta a ridimensionare l’allarme generale, escludendo la presenza dei presupposti necessari per prefigurare reati di estrema gravità.

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La frode sportiva e lo spettro di Calciopoli

Valutando le indiscrezioni emerse, l’avvocato ha espresso forti perplessità sul reale perimetro dell’impianto accusatorio, allontanando l’ipotesi di un sistema illecito volto ad alterare i campionati: «Non ci sono gli elementi per parlare di frode sportiva, mi sembra una vicenda interna al mondo arbitrale, non capisco chi possa averne tratto un vantaggio».

A chi grida allo scandalo, invocando parallelismi con i fatti del 2006, Di Cintio ha risposto in maniera netta e perentoria, chiarendo i confini dell’indagine: «Credo sia fuori luogo ipotizzare una nuova Calciopoli, ci sono tante differenze, qui non sono coinvolti né club né i vertici federali. Non vedo elementi di dolo in quanto è emerso. È giusto che la Procura faccia i suoi approfondimenti, poi arriverà a decidere se chiedere il rinvio a giudizio o proporre l’archiviazione».

Fiducia totale in Rocchi e Gervasoni

Avendo calcato in prima persona i campi di calcio fino alla Serie C, l’esperto vanta una profonda e diretta conoscenza delle dinamiche dell’Associazione Italiana Arbitri. Forte di questo bagaglio personale, ha difeso pubblicamente l’operato di Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni: «Un’esperienza di cui vado orgoglioso. Ho avuto la fortuna di arrivare al professionismo, sono stato compagno di Rocchi e Gervasoni, ho il ricordo di due persone lineari e integerrime. Il ruolo del designatore è molto delicato, non sempre si riesce a mandare la persona giusta alla partita giusta: non è solo questione tecnica, ma anche comportamentale. L’abilità dell’organo tecnico sta nell’individuare un arbitro capace e in grado di reggere la pressione ambientale. Non dimentichiamo che l’arbitro è un essere umano, che vive le tensioni come tutti noi e sbaglia come tutti noi: è un elemento importante del nostro sistema e deve essere tutelato».

Le criticità del VAR e il nodo del sorteggio

In chiusura, il focus si è spostato sulle problematiche prettamente tecnologiche e regolamentari del calcio moderno. Riguardo all’impatto del VAR e alla suggestiva proposta di reintrodurre il sorteggio arbitrale, Di Cintio ha offerto una lucida e severa analisi tecnica: «Purtroppo ha deresponsabilizzato gli arbitri. Oggi si ricorre al mezzo elettronico troppo facilmente. Tornare indietro non possiamo, ma ridefinire il perimetro dell’utilizzo del Var sì. Oggi il ricorso che ne facciamo è eccessivo. Il sorteggio? Ci credo poco, verrebbe a mancare la funzione principale del designatore. Per il sorteggio dovremmo avere quaranta arbitri dello stesso livello, e questo palesemente ci manca»

Neuer Bayern Monaco, permanenza vicina: contatti con l’agente per il rinnovo. Definita la strategia per la porta

Neuer Bayern Monaco, permanenza vicina: contatti con l’agente per il rinnovo. Definita la strategia per la porta dei bavaresi per l’anno prossimo

Futuro ancora in Baviera per Manuel Neuer. Secondo Florian Plettenberg, giornalista di Sky Sport DE, Manuel Neuer avrebbe deciso di voler prolungare il contratto con il Bayern Monaco, attualmente in scadenza a giugno.

Il Bayern Monaco avrebbe messo sul tavolo un nuovo accordo fino al 2027. Ci sarebbero stati i primi contatti con l’agente Thomas Kroth, ma l’intesa non sarebbe ancora stata raggiunta. In parallelo, Jonas Urbig dovrebbe trovare più spazio nella prossima stagione.

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PAROLE – «🚨💣 ULTIM’ORA | Decisione presa: Manuel #Neuer vuole prolungare il suo contratto con il FC Bayern. Il Bayern gli offre un nuovo accordo fino al 2027.
L’agente Thomas Kroth era sul posto oggi. Come confermato dalle foto di BILD. Sono avvenuti colloqui iniziali su cifre e dettagli, ma non c’è ancora un accordo.
Jonas Urbig è previsto che ottenga ancora più partite la prossima stagione rispetto a questa.
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